{"id":65514,"date":"2021-11-09T00:10:00","date_gmt":"2021-11-08T23:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=65514"},"modified":"2023-06-11T17:45:17","modified_gmt":"2023-06-11T15:45:17","slug":"la-fine-del-principato-di-taranto-e-la-storia-di-brindisi-al-tempo-dei-re-aragonesi-sul-trono-di-napoli-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/65514","title":{"rendered":"La fine del principato di Taranto e la storia di Brindisi nel XV secolo &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>&nbsp;<\/strong>.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XV SECOLO<br \/>\nAREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Brindisi, Regno di Napoli, re Aragonesi<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nascita e fine del principato di Taranto<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel conflitto, sorto dopo la morte della <strong><span style=\"color: #008000;\">regina Giovanna II d\u2019Angi\u00f2 Durazzo<\/span><\/strong> tra <strong><span style=\"color: #008000;\">Alfonso V d\u2019Aragona e Renato d\u2019Angi\u00f2<\/span><\/strong> per la successione sul trono del regno di Napoli, <strong><span style=\"color: #008000;\">il giovane principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo<\/span><\/strong> prese le parti dell\u2019aragonese e cos\u00ec, dopo la vittoria definitiva di questi contro i d\u2019Angi\u00f2, nel 1442, si trov\u00f2 a essere il pi\u00f9 potente feudatario del nuovo regno aragonese di Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/458px-Giovanni_Antonio_Orsini_del_Balzo_Prince_of_Taranto.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 458px-Giovanni_Antonio_Orsini_del_Balzo_Prince_of_Taranto.jpg\" width=\"253\" height=\"331\">Un principe signore di pi\u00f9 di 400 castelli il cui dominio, che comprendeva sette arcivescovadi e trenta vescovadi, si estendeva da Marigliano in Terra di Lavoro a Leuca, e a cui, dopo la morte della madre <strong><span style=\"color: #008000;\">Maria<\/span><\/strong> nel 1446, si aggiunsero le contee di Lecce e di Soleto. Cos\u00ec, l\u2019intera <strong><span style=\"color: #008000;\">Terra d\u2019Otranto<\/span><\/strong> e la parte meridionale della Terra di Bari, citt\u00e0 di cui <strong><span style=\"color: #008000;\">Orsini Del Balzo<\/span><\/strong> fu nominato duca dopo la morte di <strong><span style=\"color: #008000;\">Jacopo Caldora<\/span><\/strong>, finirono sotto il dominio di quel potente principe e la signoria di Puglia, circoscrizione costituita da pi\u00f9 aggregati feudali, raggiunse l\u2019apogeo della sua grandezza: quasi uno stato nello stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel principe fu quasi sovrano e come tale si comport\u00f2: disponeva funzionari e ufficiali corrispondenti a quelli di nomina regia, si circondava di una propria curia, stipulava trattati ed accordi con stati stranieri, legiferava su dazi, dogane, gabelle, pedaggi, fiere e mercati, vantava un esercito composto da 4.000 cavalli, 2.000 fanti e 500 balestrieri. Presto per\u00f2, dopo l\u2019idillio, tra il re Alfonso I e il principe cominci\u00f2 a soffiare vento di burrasca, quando Giovanni Antonio realizz\u00f2 che la politica dell\u2019aragonese mirava ad un drastico ridimensionamento di tutti i poteri baronali perseguendo, finanche, la totale scomparsa dei grandi stati interni al regno, compreso in primis il principato di Taranto.<\/p>\n<figure style=\"width: 244px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Regno_di_napoli_ferdinando_I_oro_1458-1494_03.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Regno_di_napoli_ferdinando_I_oro_1458-1494_03.png\" width=\"244\" height=\"223\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">moneta aurea di Ferrante<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicch\u00e9, con la morte del re <strong><span style=\"color: #008000;\">Alfonso I re di Napoli (Alfonso V di Aragona)<\/span><\/strong> nel 1458, inizi\u00f2 apertamente la contesa tra il successore al trono \u2013 <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferrante<\/span><\/strong> \u2013 e il principe Orsini Del Balzo, che si mise a capo di una grande ribellione di baroni, contro il re e a sostegno di <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni d\u2019Angi\u00f2<\/span><\/strong> aspirante al trono del regno, primeggiando di persona nella <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Sarno<\/span><\/strong> del 7 luglio 1460. Dopo alterne vicende e capovolgimenti militari che finalmente arrisero al re Ferrante, il principe di Taranto si ravvide e, spinto dalla insistente ed attiva mediazione di Isabella, regina moglie di Ferrante e figlia di sua sorella <strong><span style=\"color: #008000;\">Caterina Orsini Del Balzo<\/span><\/strong> e di <strong><span style=\"color: #008000;\">Tristano di Chiaromonte<\/span><\/strong>, si riconcili\u00f2 con il re, anche se le controversie proseguirono e si protrassero fino alla sua morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni Antonio Orsini Del Balzo <\/span><\/strong>fu assassinato tra il 14 e il 15 novembre del 1463, nel <strong><span style=\"color: #008000;\">castello di Altamura<\/span><\/strong> in circostanze misteriose, strangolato da tale <strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Tricarico<\/span><\/strong>, verosimilmente sicario del <strong><span style=\"color: #008000;\">re Ferrante<\/span><\/strong> o, forse, dei due consiglieri dello stesso principe, Antonio Guidano e Antonio Agello, sospettosi che questi avesse deciso di eliminarli.<\/p>\n<figure style=\"width: 173px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Blason_Raimondello_dOrsini_Comte_de_Lecce_selon_Gelre.svg.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Blason_Raimondello_dOrsini_Comte_de_Lecce_selon_Gelre.svg.png\" width=\"173\" height=\"190\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Blasone degli Orsini Del Balzo <\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non avendo figli legittimi, l\u2019erede formale del principato fu la nipote <strong><span style=\"color: #008000;\">Isabella, regina e moglie del re Ferrante<\/span><\/strong>, che immediatamente incamer\u00f2 al <strong><span style=\"color: #008000;\">regno di Napoli<\/span><\/strong> il principato di Taranto con tutti i vastissimi possedimenti che lo costituivano, che furono in parte assegnati in piccoli feudi a famiglie di provata fede aragonese e in parte, come le citt\u00e0 di Taranto e Brindisi, ritornarono ad essere entit\u00e0 demaniali. Un passaggio rapido che, sembra, fu facilitato dalla volont\u00e0 e dal sostegno delle citt\u00e0 pugliesi, che acconsentirono alla scomparsa definitiva dalla geografia giurisdizionale e politica della signoria di Taranto, il potente e plurisecolare principato, esauste com\u2019erano delle controversie e degli eccessi di quel principe che fu, forse, anche tiranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Brindisi nel regno dei re aragonesi<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSignoreggiata, nei quindici anni del regno di Alfonso V d&#8217;Aragona \/ Alfonso I di Napoli e nei primi cinque del successore Ferrante, dal principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo fino alla sua morte, alla fine del 1463, <strong><span style=\"color: #008000;\">Brindisi<\/span><\/strong> pass\u00f2 quindi al demanio regio sotto il re Ferrante ed i suoi successori, <strong><span style=\"color: #008000;\">Alfonso II<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferrandino.&nbsp;<\/span><\/strong>Il 30 marzo del 1496 fu formalmente consegnata a <strong><span style=\"color: #008000;\">Venezia<\/span><\/strong>, assieme alle altre due citt\u00e0 portuali pugliesi di <strong><span style=\"color: #008000;\">Otranto<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Trani<\/span><\/strong>. Questo in pegno e in riconoscimento dell\u2019aiuto ricevuto nella difesa e riconquista del regno, seguita all\u2019effimera invasione del <strong><span style=\"color: #008000;\">re di Francia Carlo VIII<\/span><\/strong>, nonch\u00e9 in cambio di anche un prestito di duecentomila ducati.<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/STORIA-NAVALE-ITALIA-Brindisi_-_Castello_alfonsino_-_202209081222_10.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-ITALIA-Brindisi_-_Castello_alfonsino_-_202209081222_10.jpg\" width=\"640\" height=\"480\"><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Castello Alfonsino &#8211; autore Farfalla 40<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Brindisi_-_Castello_alfonsino_-_202209081222_10.jpg\">Brindisi &#8211; Castello alfonsino &#8211; 202209081222 10.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quei pur brevi cinquant\u2019anni della seconda met\u00e0 del XV secolo, sotto il dominio dei re aragonesi di Napoli, Brindisi fu spettatrice e spesso diretta protagonista di numerosi ed importanti eventi, che marcarono profondamente la storia e la sua storia. Mi riferisco alla criminale ostruzione del porto di Brindisi disposta dal <strong><span style=\"color: #008000;\">principe di Taranto<\/span><\/strong> e la gi\u00e0 commentata fine del principato.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Nel 1449, <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni Antonio Orsini Del Balzo<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">principe di Taranto e signore di Brindisi<\/span><\/strong>, forse preoccupato dalla potenza in franca ascesa dei veneziani e dall\u2019idea che quelli potessero dal mare impadronirsi con facilit\u00e0 di Brindisi, o forse timoroso di una possibile invasione via mare del re di Napoli (Alfonso I), con il quale aveva deteriorato i rapporti e che da Brindisi avrebbe potuto intraprendere la sottomissione del suo principato, matur\u00f2 e freddamente attu\u00f2 uno stratagemma strano quanto malaugurato, destinato a rivelarsi funesto in estremo per Brindisi:<br \/>\n\u00ab.<strong><em><span style=\"color: #008000;\">.. L\u00e0 dove l&#8217;imboccatura del canale era attraversata da una catena assicurata lateralmente alle torrette site sulle due sponde, fa affondare un bastimento carico di pietre, ed ottura siffattamente il canale da permetterne il passaggio solo alle piccole barche. Non l&#8217;avesse mai fatto! Di qui l&#8217;interramento del porto, causa grave della malaria e della mortalit\u00e0 negli <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">abitanti. Meglio forse, e senza forse, sarebbe stato se alcuno dei temuti occupatori si fosse impadronito di Brindisi, prima che il principe avesse potuto mandare ad effetto il malaugurato disegno. <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">Fu facile e poco costoso sommergere un bastimento carico di pietre e i posteri solo conobbero la fatica e il denaro che abbisogn\u00f2 per estrarlo e render libero nuovamente il canale. Pi\u00f9 dannosa ai cittadini fu questa precauzione del principe, che temeva di perdere un brano del suo stato, che non tutte le antecedenti e seguenti devastazioni. <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;opera inconsulta del principe fu naturalmente malveduta dalla citt\u00e0, la quale prevedeva le tristi conseguenze. Ma il fatto era compiuto&#8230;<\/span><\/em><\/strong>\u00bb cita F. Ascoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Caduta<\/strong> <strong>di Costantinopoli nelle mani di Maometto II e fine dell\u2019impero romano d\u2019oriente<\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019avvenimento pi\u00f9 importante del secolo XV, forse facendo astrazione del viaggio di Cristoforo Colombo che avrebbe portato alla scoperta dell\u2019America, fu probabilmente <strong><span style=\"color: #008000;\">la caduta dell\u2019impero bizantino<\/span><\/strong>, l\u2019impero romano d\u2019oriente sopravvissuto mille anni nella parte occidentale dell\u2019impero romano fondato da Augusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fonti commerciali dell\u2019impero vennero lentamente sottratte dai genovesi e dai veneziani che, avendo insediato parecchi avamposti bizantini, costruirono una fittissima rete commerciale con le popolazioni orientali ed infersero un ulteriore colpo gravissimo con l&#8217;acclimatazione del baco da seta in Italia, togliendo l&#8217;antico monopolio di quel prodotto a Costantinopoli che, gi\u00e0 intorno all\u2019anno 1400, apparve spopolata e immiserita, con gli edifici in rovina ed una moneta di pessima qualit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/STORIA-TURCHIA-Murat-II.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-TURCHIA-Murat-II.jpg\" width=\"618\" height=\"899\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>il sultano Murad II (Mur\u0101d-\u0131 s\u0101n\u012b,&nbsp; Amasya, giugno 1404 \u2013 Edirne, 3 febbraio 1451) fu sultano dell&#8217;Impero ottomano dal 1421 fino al 1444, e poi di nuovo dal 1446 fino al 1451. Il regno di Murad II fu contrassegnato dalla venticinquennale guerra combattuta contro i cristiani nei Balcani e contro gli emirati turchi dell&#8217;Anatolia. Murad II ascese al trono dopo la morte di suo padre Mehmet I &#8211; Autore <span id=\"creator\" class=\"fn\"><bdi><span title=\"Greek-Ottoman court painter\">Konstantin Kap\u0131da\u011fl\u0131<\/span><\/bdi><\/span> &#8211; Fonte<br \/>\n<a class=\"external free\" href=\"http:\/\/www.unitedamericanmuslim.org\/padisahlar\/06.jpg\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.unitedamericanmuslim.org\/padisahlar\/06.jpg<\/a><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:II._Murat.jpg\">Murat.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Approfittarono di quelle circostanze, i Turchi, sotto la guida di <strong><span style=\"color: #008000;\">Murad II<\/span><\/strong>, che riedificarono la loro potenza e decisero di intraprendere l&#8217;espansione verso l&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il timore si diffuse alla corte bizantina e l&#8217;imperatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni VIII Paleologo<\/span><\/strong> cerc\u00f2 di correre ai ripari, recandosi in Italia in cerca dell\u2019aiuto militare dei cristiani d\u2019occidente, offrendo in cambio la sempre rifiutata sottomissione della chiesa di Costantinopoli al papa di Roma. Malgrado le reticenze, la sottomissione fu proclamata a Firenze nel 1439 e fu celebrata festosamente in tutta Italia, &#8230; ma non serv\u00ec a salvare Costantinopoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Costantino XI<\/span><\/strong>, l\u2019ultimo imperatore dell\u2019impero romano d\u2019oriente, per\u00ec in battaglia con gran parte del suo popolo. Gli abitanti furono massacrati e la chiesa di santa Sofia fu trasformata in moschea. Costantinopoli fu chiamata Istanbul e divenne la base sulla quale gli ottomani costruirono la loro potenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte II &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianfranco Perri<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima cannone spagnolo del castello aragonese di Taranto &#8211; foto <a title=\"User:Livioandronico2013\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/User:Livioandronico2013\">Livioandronico2013<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Spanish_cannon_of_Aragon_castle_in_Taranto.jpg\">Spanish cannon of Aragon castle in Taranto.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nBIBLIOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\nAscoli F. La storia di Brindisi scritta da un marino\u20101886<br \/>\nCarito G. Brindisi Nuova guida\u20101994<br \/>\nCarito G. Le fortezze sull\u2019isola di Sant\u2019Andrea fra il 1480 e il 1604\u20102011<br \/>\nDe Tommasi L. Brindisi e Gallipoli sotto gli Aragonesi\u20101975<br \/>\nD\u2019Ippolito L. L\u2019isola di San Andrea di Brindisi e le sue fortificazioni\u20102012<br \/>\nGalasso G. Los territorios italianos \u2013 pag. 129\u2010142 in:<br \/>\nBelenguer Cebri\u00e0 E. &amp; Gar\u00edn Llombart F.P. La Corona de Arag\u00f3n: Siglos XII al XVIII\u20102006<br \/>\nDella Monica A. Memoria historica dell\u2019antichissima e fedelissima citt\u00e0 di Brindisi\u20101674<br \/>\nGuerrieri G. Le relazioni tra Venezia e Terra d\u2019Otranto fino al 1530\u20101904<br \/>\nMoricino G. Antiquit\u00e0 e vicissitudini della citt\u00e0 di Brindisi dalla di lei origine sino al 1604<br \/>\nPerri G. Brindisi nel contesto della storia\u20102016<br \/>\nSperanza V. Storia della Puglia nel periodo di Alfonso il magnanimo\u20102014<br \/>\nSquitieri A. Un barone napoletano del 400 G.A. Orsini principe di Taranto\u20101939<br \/>\nVacca N. Brindisi ignorata\u20101954<br \/>\nZacchino V. Brindisi durante l\u2019invasione turca di Otranto\u20101978<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp;. . 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