{"id":65390,"date":"2021-11-14T00:10:00","date_gmt":"2021-11-13T23:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=65390"},"modified":"2024-06-02T15:35:29","modified_gmt":"2024-06-02T13:35:29","slug":"ang-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/65390","title":{"rendered":"La fortificazione di Brindisi contro il pericolo ottomano &#8211; parte IV"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XV SECOLO<br \/>\nAREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Aragonesi, Brindisi<\/p>\n<p><strong> &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La<\/span> <span style=\"font-size: 18pt;\">costruzione del castello alfonsino sull\u2019isola di san Andrea<\/span><\/span><\/strong><br \/>\n\u00ab <em><strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 Il pericolo turco fu, esplicitamente, alla base della decisione reale di fortificare adeguatamente Brindisi. \u00c8, mentre i turchi sono ancora asserragliati in Otranto che, nel febbraio 1481, il re Ferdinando I d\u2019Aragona, dispone l\u2019avvio dei lavori per la costruzione di una fortezza a guardia del porto di Brindisi: il torrione di Ferrante\u2026<\/span><\/strong><\/em>\u00bb G. Carito.<\/p>\n<p>Nel 1485 Alfonso, figlio del re Ferrante e allora duca di Calabria in quanto erede al trono di Napoli, trasform\u00f2 il torrione di Ferrante, una fortezza a forma di torre quadrata sita sulla punta pi\u00f9 occidentale dell\u2019isola di san Andrea all\u2019ingresso del porto, conducendolo a vera forma di castello con la costruzione di un grande antemurale con due bastioni: uno di forma triangolare all\u2019angolo nordest, di tipo casamattato, detto magazzino delle polveri, e l\u2019altro di forma circolare ad ovest, a terrapieno, detto di San Filippo, collegati tra loro da un cammino di guardia che racchiudeva al proprio interno la piazza d\u2019armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/castello-alfonsino-brindisi-aragonese.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 castello-alfonsino-brindisi-aragonese.jpg\" width=\"863\" height=\"393\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era sorto il <strong><span style=\"color: #008000;\">castello Alfonsino<\/span><\/strong>, detto anche aragonese, che i turchi denominarono castello rosso dal colore che a certe ore sembrava assumere la pietra di carpano con cui era stato fabbricato. Poi, col successivo intervento, diretto dal senese <strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco di Giorgio<\/span><\/strong> nel 1492, il castello fu compiutamente definito con la edificazione del grande salone del primo piano e le gallerie coperte con volta a botte al livello inferiore, e quindi, con l&#8217;isolamento della rocca mediante il taglio dello scoglio e l\u2019apertura di un canale.<\/p>\n<figure style=\"width: 305px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/piri-reis-brindisi.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 piri-reis-brindisi.png\" width=\"305\" height=\"313\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">mappa di Piri Reis sulla citt\u00e0 di Brindisi. Notare le fortezze di Torre cavallo e di Sant&#8217;Andrea ai lati del canale sono rappresentate<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costruzione della fortezza sull\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">isola di san Andrea<\/span><\/strong> voluta dal <strong><span style=\"color: #008000;\">re Ferrante<\/span> <\/strong>a Brindisi, si inser\u00ec in un pi\u00f9 vasto piano di fortificazione della strategica citt\u00e0, gi\u00e0 in precedenza avviato con una serie di opere di difesa inquadrate nel nuovo clima politico determinatosi con la caduta di Costantinopoli nel 1453 in mano al <strong><span style=\"color: #008000;\">sultano turco Maometto II<\/span><\/strong>, il quale rivendicava i suoi diritti di possesso su Brindisi, Otranto e Gallipoli, quali antiche citt\u00e0 dell\u2019impero bizantino da lui conquistato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">re Ferrante<\/span><\/strong>, infatti, gi\u00e0 nel 1464 aveva ordinato cingere con muraglia tutta la parte marittima della citt\u00e0, includendo la collina di levante dentro il perimetro difensivo. Si avviarono i lavori per le cortine murarie e si aprirono due nuove porte, quella per Lecce incassata in un taglio della collina, e la porta Reale dal lato del porto.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/h5>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli di storia navale e marittima per conoscere eventi del passato che difficilmente potrai trovare sui libri di scuola. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, si rinforz\u00f2 anche il castello di terra, erigendo sulla sponda esterna del fosso un nuovo muro di cinta con agli angoli quattro baluardi rotondi, coprendo il fosso con una solida volta cos\u00ec da ricavare una strada interna protetta e sormontata da rifugi interrati e spianando, all\u2019interno della fortezza, una piazza vuota di sotto, per poterla minare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Papa_Innocenzo_VIII_1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Papa_Innocenzo_VIII_1.jpg\" width=\"862\" height=\"1061\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito della pirrica ed effimera invasione del regno di Napoli di <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo VIII re di Francia<\/span><\/strong>, in conflitto con l\u2019aragonese <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferdinando I di Napoli<\/span><\/strong>, ovvero il <strong><span style=\"color: #008000;\">re Ferrante<\/span><\/strong>, scomunicato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Papa Innocenzo VIII<\/span><\/strong> con una bolla dell\u201911 settembre 1489, che lo aveva minacciato di offrire il regno napoletano al sovrano francese <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo VIII<\/span><\/strong>, che vantava attraverso la nonna paterna, <strong><span style=\"color: #008000;\">Maria d&#8217;Angi<\/span><span style=\"color: #008000;\">\u00f2<\/span><\/strong>, un lontano diritto ereditario su quella corona del regno.<\/p>\n<figure style=\"width: 840px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/MarieAnjou_BNF-644x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MarieAnjou_BNF-644x1024.jpg\" width=\"840\" height=\"1336\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Maria d&#8217;Angi\u00f2<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu cos\u00ec che <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo VIII<\/span><\/strong>, incoraggiato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Ludovico Sforza<\/span> <span style=\"color: #008000;\">detto il moro<\/span><\/strong>, duca reggente di Milano, e sollecitato dai suoi consiglieri, <strong><span style=\"color: #008000;\">Guillaume Bri\u00e7onnet e De Vers<\/span><\/strong>, scese in Italia nel 1494.<\/p>\n<figure style=\"width: 281px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/carlo_viii_re_di_francia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 carlo_viii_re_di_francia.jpg\" width=\"281\" height=\"336\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo VIII<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo VIII<\/span> <\/strong>arriv\u00f2 il 3 settembre con un poderoso esercito di circa trentamila effettivi, dotato di un\u2019artiglieria moderna e ad Asti venne accolto festosamente dai duchi di Savoia. Quindi raggiunse rapidamente Milano, dove fu decisamente appoggiato dallo Sforza, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ludovico il moro<\/span><\/strong>, che era interessato all&#8217;eliminazione dei regnanti aragonesi di Napoli. Il motivo risiedeva nel fatto che Ludovico si era impossessato con la violenza del ducato di Milano che spettava invece di diritto a <strong><span style=\"color: #008000;\">Gian Galeazzo Visconti<\/span><\/strong>, la cui moglie era imparentata con i re aragonesi di Napoli, essendo figlia di Ferrante.<\/p>\n<figure style=\"width: 256px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Piero-de-Medici.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Piero-de-Medici.jpg\" width=\"256\" height=\"384\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Piero dei Medici<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche a Firenze, dove giunse il 17 di novembre, <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo VIII<\/span><\/strong> entr\u00f2 in maniera relativamente facile, in quanto l\u2019inetto <strong><span style=\"color: #008000;\">Piero dei Medici<\/span><\/strong> non fu in grado di opporre alcuna resistenza e si pieg\u00f2 a tutte le richieste del sovrano, tanto che se ne risentirono gli stessi fiorentini e i Medici che furono addirittura cacciati dai repubblicani guidati dal frate <strong><span style=\"color: #008000;\">Gerolamo Savonarola. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Lo stesso<\/span> la cui politica teocratica era considerata troppo democratica dal <strong><span style=\"color: #008000;\">papa Alessandro VI Borgia<\/span><\/strong>, che lo fece eliminare con l\u2019accusa di eresia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo VIII<\/span><\/strong> pass\u00f2 quindi da Roma senza destare troppo entusiasmo \u2013 anzi tutt\u2019altro \u2013 nel papato e, finalmente, all\u2019inizio del 1495, senza aver praticamente battagliato, il 22 di febbraio entr\u00f2 a Napoli, con l\u2019appoggio dei patrizi napoletani e dei baroni feudali, da tempo ostili ai re aragonesi che erano succeduti ad <strong><span style=\"color: #008000;\">Alfonso I<\/span><\/strong>, fondatore della dinastia aragonese di Napoli con Ferrante, Alfonso II e Ferrandino (quest\u2019ultimo re in carica) che era gi\u00e0 fuggito in Sicilia con tutta la corte. Il sovrano francese, incoronato re di Napoli, scese quindi verso sud ad imporre le ragioni delle sue armi, incontrando in generale poca resistenza e, entrato dalla Campania in Puglia, tutte le principali citt\u00e0 gli si arresero, ad eccezione di Gallipoli e Brindisi, che invece resistettero l\u2019assedio mantenendosi fedeli alla corona aragonese fino al ritiro degli assedianti francesi.<\/p>\n<figure style=\"width: 271px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Papa-Alessandro-VI.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Papa-Alessandro-VI.jpg\" width=\"271\" height=\"359\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Papa Alessandro VI Borgia<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, Carlo VII ebbe comunque molto poco tempo per svolgere una qualche vera e propria azione di controllo del regno e di effettivo esercizio di governo, giacch\u00e9 nello stesso anno 1495 fu creata a Venezia una potente alleanza antifrancese, promossa dallo stato pontificio del <strong><span style=\"color: #008000;\">Papa Alessandro VI<\/span><\/strong> comprendente<strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;lo stesso Ludovico il moro<\/span><\/strong>, che si era presto pentito d\u2019aver appoggiato l\u2019invasione francese. Era infatti successo che la velocit\u00e0 con cui i francesi avanzarono, assieme alla brutalit\u00e0 dei loro attacchi sulle citt\u00e0, aveva spaventato gli altri Stati italiani. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ludovico<\/span><\/strong>, comprendendo che Carlo VIII aveva pretese anche sul ducato di Milano, si rivolse al papa Alessandro VI che organizz\u00f2 rapidamente un\u2019alleanza composta dai diversi oppositori dell\u2019egemonia francese in Italia: <strong><span style=\"color: #008000;\">il Papato, il Regno di Sicilia, il Sacro romano impero di Massimiliano, gli Sforza di Milano, Il Regno d&#8217;Inghilterra e la Repubblica di Venezia<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 264px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Francesco_II_Gonzaga2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Francesco_II_Gonzaga2.jpg\" width=\"264\" height=\"360\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco II Gonzaga<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lega ingaggi\u00f2 <strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco II Gonzaga<\/span><\/strong>, marchese di Mantova, per raccogliere un esercito ed espellere i francesi dalla penisola, e questi incominci\u00f2 a minacciare i vari presidi che <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo VIII<\/span><\/strong> aveva lasciato lungo il suo tragitto per assicurarsi i collegamenti con la Francia, fino ad attaccare frontalmente l\u2019esercito del re francese a <strong><span style=\"color: #008000;\">Fornovo<\/span><\/strong>, presso Parma, il 6 luglio 1495. Dopo quello scontro, <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo VIII<\/span><\/strong>, seppure non militarmente sconfitto, se ne dovette ritornare in Francia, permettendo al re aragonese <strong><span style=\"color: #008000;\">Fernando II<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferrandino<\/span><\/strong>, di ritornare dalla Sicilia, dove si era rifugiato, e di rioccupare il suo trono sul regno di Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La cessione di Brindisi a Venezia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNella breva ma crudele guerra tra l\u2019invasore francese Carlo VIII e il re aragonese di Napoli, Ferrandino, Brindisi si schier\u00f2 sempre al fianco degli Aragonesi, a differenza di quasi tutte le altre citt\u00e0 salentine, tra le quali Lecce e Taranto, che furono invece partigiane francesi.<br \/>\n\u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 L\u2019obbedienza di Brindisi al sovrano volere, fu altamente commendata da <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Ferrandino, il quale, in ricompensa dei tanti servigi resigli da questa citt\u00e0, che forse pi\u00f9 di ogni altra del regno erasi cooperata per farglielo recuperare, fece battere monete in argento e rame, che avevano da una parte, l\u2019effige di san Teodoro brindisino, militarmente vestito e portante uno scudo entro cui erano le due colonne e, dall\u2019altra, erano incise le parole <em>Fidelitas Brundusina<\/em>. Le quali monete furono battute non pure nella zecca di Brindisi, che dur\u00f2 per tutto il tempo degli Aragonesi, ma anche in altre <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">citt\u00e0 ed a Napoli stessa. Molte di esse erano ancora in corso circa il 1700 \u2026<\/span><\/strong>\u00bb F. Ascoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente gli Aragonesi conservarono il regno di Napoli, ma divennero \u2018debitori\u2019 di Venezia alla quale avevano dato in pegno e a garanzia per l\u2019aiuto ricevuto, il possesso delle citt\u00e0 di Trani, Otranto e Brindisi, che passarono infatti ai veneziani. Il 30 di marzo 1496, nella cattedrale di Brindisi si formalizz\u00f2 la consegna di Brindisi a Venezia, con una solenne cerimonia tra <strong><span style=\"color: #008000;\">Priamo Contarini<\/span><\/strong>, rappresentante del doge di Venezia <strong><span style=\"color: #008000;\">Agostino Barbarigo<\/span><\/strong>, e il <strong><span style=\"color: #008000;\">notaio Geronimo De Ingrignet<\/span><\/strong>, inviato del re di Napoli, Ferdinando II d\u2019Aragona. E questi, il giovane Ferrandino, con una lettera alla citt\u00e0, volle in quell\u2019occasione scusarsi e spiegare ai brindisini le ragioni e la supposta temporalit\u00e0 di quella cessione.<\/p>\n<figure style=\"width: 839px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Agostino-Barbarigo.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Agostino-Barbarigo.jpg\" width=\"839\" height=\"826\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il doge Agostino Barbarigo<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la diffidenza e anzi l\u2019aperto malcontento che caratterizz\u00f2 l\u2019animo dei brindisini a fronte della cessione della propria citt\u00e0 ai veneziani, la nuova situazione doveva rivelarsi alquanto positiva: il doge Agostino Barbarigo non solo conferm\u00f2 tutti i privilegi concessi a Brindisi dai governanti aragonesi, ma addirittura ne aggiunse altri importanti, fra cui quello che le galere veneziane, dovendo passare nei paraggi di Brindisi, dovessero entrare in porto e rimanervi per tre giorni.&nbsp;I brindisini esternarono presto la loro soddisfazione e Venezia da parte sua seppe premiarli di conseguenza, e in breve tempo crebbe notevolmente il rispetto reciproco e la simpatia tra i brindisini e i veneziani. E Brindisi conobbe anni di benessere e di espansione dei propri commerci, traffici e industrie. Preso possesso del castello di Brindisi, il governatore veneziano Priamo Contarini, il 10 aprile 1496 invi\u00f2 al doge un dettagliato rapporto sullo stato della citt\u00e0 appena acquisita, un documento quello \u2010 riprodotto da <strong><span style=\"color: #008000;\">G. Guerrieri<\/span> <\/strong>nel suo <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Le relazioni tra Venezia e Terra d\u2019Otranto fino al 1530<\/span><\/em><\/strong> \u2010 che per Brindisi si costitu\u00ec poi in un importante ed affidabile riferimento storico: di fatto, una specie di fotografia della citt\u00e0 di quegli anni.<\/p>\n<figure style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/venezia-1500.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 venezia-1500.jpg\" width=\"850\" height=\"581\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Venezia nel 1500 <\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui di seguito, alcuni stralci: \u00ab <strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u2026 La consistenza demografica di essa ammonta a circa mille fuogi et anime circa quattro milia, de le qual son da facti circa 800. Nel numero dei fuochi sono pure compresi 50 de Iudei, i quali sono 240 in circa. La cittadinanza si compone, nell\u2019ordine, di Taliani, Albanexi, Schiavoni et Greci. \u2026 Tutti veramente viveno senza alcuna industria, ma solo de le loro intrate, zo\u00e8 vini bestiame et olei. Le principali entrate riguardano il vino, 3.000 botti annue; olii, saponi, ferro e biave, con inteoiti computabili tra i 400 e i 500 ducati d\u2019oro; i dazi sulla bechari, il pane e il pesce, con entrate di altri 400 o 500 ducati; proventi da contravvenzioni per <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">100 ducati all\u2019anno; affitto della bagliva per 20 o 25 ducati; e proventi del sale che copre il fabbisogno dell\u2019intera Terra d\u2019Otranto. <\/span><\/em><em><span style=\"color: #008000;\">\u2026 Olii alimentano la produzione di saponi, forniti da due saponerie genovesi e una albanese, dominano i mercati meridionali di Costantinopoli, Alessandria d\u2019Egitto, Scio et Ioci, insidiando gli interessi commerciali veneziani. \u2026 L\u2019agro brindisino \u00e8 mezzo terrestre e mezzo marittimo e il territorio confina da la parte de maistro miglia 8 da lontan cum una terra nominata Charivigna, terra de baroni. <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">Da la parte de ponente miglia 5 a lontano, confina cum Misagnk, terra de la regina. Da la parte de syrocho miglia 12 in circa, confina cum el territorio de la cita de Leze. Sparsi su questo territorio vi sono alcune ville et castelli ruinati et tutto \u00e8 inculto \u2026<\/span><\/em><\/strong> \u00bb.<\/p>\n<figure style=\"width: 869px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/re-di-spagna-aragona-isabella.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 re-di-spagna-aragona-isabella.jpg\" width=\"869\" height=\"476\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il re di Spagna, Ferdinando il cattolico, marito di Isabella di Castiglia<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il controllo veneziano sulla citt\u00e0 di Brindisi, non era per\u00f2 destinato ad avere vita lunga: l\u201911 novembre del 1500 si stipul\u00f2 in Granada un accordo segreto tra il re di Spagna, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferdinando il cattolico<\/span>, <\/strong>marito di <strong><span style=\"color: #008000;\">Isabella di Castiglia<\/span><\/strong>, e il <strong><span style=\"color: #008000;\">re di Francia Luigi XII<\/span><\/strong>, per spartirsi il regno aragonese di Napoli del re Federico I, succeduto a Ferdinando II che era morto prematuramente nel 1496 e cugino dello stesso re Fernando il cattolico. L\u2019accordo prevedeva la Campania e gli Abruzzi per il re di Francia, e la Calabria e la Puglia per il re di Spagna. Poi per\u00f2, l\u2019accordo, nel 1504, sfoci\u00f2 in guerra aperta tra Spagna e Francia proprio sulla disputa per il Tavoliere delle Puglie, alla fine della quale, gli spagnoli ebbero la meglio e Ferdinando il cattolico divenne il nuovo sovrano del regno di Napoli, sottraendolo al cugino Federico I d\u2019Aragona, incorporandolo alla corona spagnola e nominando un vicer\u00e9, il tutto con l\u2019investitura del papa Giulio II.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E fu nel pieno di questa guerra che ebbe luogo, il 13 febbraio del 1503, la celebre \u2018\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Disfida di Barletta<\/span><\/strong>\u2019\u2019 \u2013 accordata, sembra, proprio in una cantina di Brindisi \u2013 tra 13 cavalieri italiani filo\u2010spagnoli capitanati da Ettore Fieramosca e 13 cavalieri francesi capitanati da Charles de Torgues: un duello che fu vinto dai 13 italiani di Fieramosca.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/disfida-barletta-1-1024x861.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 disfida-barletta-1-1024x861.jpg\" width=\"1024\" height=\"861\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La disfida di Barletta<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venezia, anche perch\u00e9 occupata a lottare contro i turchi, rimase neutrale in quella guerra e dei benefici di quella neutralit\u00e0 pot\u00e9 usufruire anche Brindisi. Poi per\u00f2, Venezia fu attaccata da una lega di innumerevoli nemici coordinati dal papa Giulio II e guidati dall\u2019imperatore Massimiliano I d\u2019Austria ed alla fine dovette soccombere, e per salvare il salvabile sacrific\u00f2 una buona parte dei propri possedimenti, specificamente quelli che erano reclamati dal papa e dagli spagnoli, Brindisi inclusa.<\/p>\n<figure style=\"width: 837px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/papa_giulio_ii_4-796x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 papa_giulio_ii_4-796x1024.jpg\" width=\"837\" height=\"1077\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Papa Giulio II<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1509 Brindisi venne quindi consegnata agli spagnoli, dai veneziani che ne avevano tenuto il possesso durante soli tredici anni. Il marchese Della Palude prese in consegna la citt\u00e0 e le sue due fortezze, cio\u00e8 il castello di terra e quello di mare, in nome di Ferdinando il cattolico, reggente di Spagna: era cos\u00ec formalmente iniziato, anche per Brindisi, il lungo vice regno spagnolo!<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianfranco Perri<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima castello alfonsino di Brindisi &#8211; autore Farfalla 40<br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Brindisi_-_Castello_alfonsino_-_202209081222_10.jpg\">Brindisi &#8211; Castello alfonsino &#8211; 202209081222 10.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">BIBLIOGRAFIA<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAscoli F. La storia di Brindisi scritta da un marino\u20101886<br \/>\nCarito G. Brindisi Nuova guida\u20101994<br \/>\nCarito G. Le fortezze sull\u2019isola di Sant\u2019Andrea fra il 1480 e il 1604\u20102011<br \/>\nDe Tommasi L. Brindisi e Gallipoli sotto gli Aragonesi\u20101975<br \/>\nD\u2019Ippolito L. L\u2019isola di San Andrea di Brindisi e le sue fortificazioni\u20102012<br \/>\nGalasso G. Los territorios italianos \u2013 pag. 129\u2010142 in:<br \/>\nBelenguer Cebri\u00e0 E. &amp; Gar\u00edn Llombart F.P. La Corona de Arag\u00f3n: Siglos XII al XVIII\u20102006<br \/>\nDella Monica A. Memoria historica dell\u2019antichissima e fedelissima citt\u00e0 di Brindisi\u20101674<br \/>\nGuerrieri G. Le relazioni tra Venezia e Terra d\u2019Otranto fino al 1530\u20101904<br \/>\nMoricino G. Antiquit\u00e0 e vicissitudini della citt\u00e0 di Brindisi dalla di lei origine sino al 1604<br \/>\nPerri G. Brindisi nel contesto della storia\u20102016<br \/>\nSperanza V. Storia della Puglia nel periodo di Alfonso il magnanimo\u20102014<br \/>\nSquitieri A. Un barone napoletano del 400 G.A. Orsini principe di Taranto\u20101939<br \/>\nVacca N. Brindisi ignorata\u20101954<br \/>\nZacchino V. Brindisi durante l\u2019invasione turca di Otranto\u20101978<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Se s\u00ec, puoi fare una piccola donazione (anche un euro) per sostenere il nostro portale. Basta poco, per aiutarci a sostenere le spese di OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0. La donazione pu\u00f2 essere singola o puoi decidere di renderla automatica ogni mese. 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Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . . 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Attualmente \u00e8 docente di \u201cProgettazione di gallerie\u201d presso l\u2019Universit\u00e0 Centrale del Venezuela di Caracas. \u00c8 consulente e progettista di opere sotterranee nei vari paesi del Centro e del Sud America. Ha pubblicato due libri sulla progettazione di gallerie e un centinaio di paper tecnici e scientifici, in spagnolo, italiano ed inglese, la maggior parte dei quali presentati in convegni internazionali in molte regioni del mondo. Nel 2009 a Bari, ha ricevuto il Premio Internazionale \u201cPugliesi nel Mondo\u201d e nel 2010 dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Foggia, \u00e8 stato incluso tra i \u201cPugliesi illustri nel mondo\u201d.\u00a0 E' anche un appassionato studioso e impegnato divulgatore della storia di Brindisi sulla quale ha scritto diversi libri e saggi pubblicando molti articoli sul quotidiano \u201cSenzacolonne\u201d e sul settimanale \u201cil7 Magazine\u201d di Brindisi. 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Attualmente \u00e8 docente di \u201cProgettazione di gallerie\u201d presso l\u2019Universit\u00e0 Centrale del Venezuela di Caracas. \u00c8 consulente e progettista di opere sotterranee nei vari paesi del Centro e del Sud America. Ha pubblicato due libri sulla progettazione di gallerie e un centinaio di paper tecnici e scientifici, in spagnolo, italiano ed inglese, la maggior parte dei quali presentati in convegni internazionali in molte regioni del mondo. Nel 2009 a Bari, ha ricevuto il Premio Internazionale \u201cPugliesi nel Mondo\u201d e nel 2010 dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Foggia, \u00e8 stato incluso tra i \u201cPugliesi illustri nel mondo\u201d.\u00a0 E' anche un appassionato studioso e impegnato divulgatore della storia di Brindisi sulla quale ha scritto diversi libri e saggi pubblicando molti articoli sul quotidiano \u201cSenzacolonne\u201d e sul settimanale \u201cil7 Magazine\u201d di Brindisi. 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