{"id":65387,"date":"2021-11-11T00:10:00","date_gmt":"2021-11-10T23:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=65387"},"modified":"2023-06-11T15:30:14","modified_gmt":"2023-06-11T13:30:14","slug":"ang-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/65387","title":{"rendered":"Storia di Brindisi nel XV secolo: il terribile terremoto  e l&#8217;assalto dei Turchi &#8211; parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XV SECOLO<br>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br>parole chiave: Puglia, Brindisi, Aragonesi, Regno di Napoli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">Il terremoto del 1456<\/span><\/strong><\/span><br>Nel 1456, alle tre del mattino di domenica 5 di dicembre, un terribile terremoto interess\u00f2 una buona parte del regno di Napoli, che era governato dal re aragonese. Molti paesi furono rasi al suolo e a Napoli furono registrati ingenti danni, tra cui il crollo del campanile della basilica di Santa Chiara e il cedimento della chiesa di San Domenico Maggiore, che dovette essere ricostruita.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/cenno-mappa-aragonese-terremoto-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cenno-mappa-aragonese-terremoto-1.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">papa Pio II<\/span><\/strong>, in una lettera inviata all\u2019imperatore Federico III d\u2019Asburgo, raccont\u00f2 che nel napoletano crollarono trentamila palazzi e quasi tutte le chiese furono danneggiate. Si verific\u00f2 anche un maremoto che colp\u00ec le coste ioniche tra Gallipoli e Taranto e lo sciame sismico dur\u00f2 diversi anni. Il bilancio delle vittime, condotto in base alle cronache dell\u2019epoca, ne stim\u00f2 circa trentamila. <strong><span style=\"color: #008000;\">Angelo Costanzo<\/span><\/strong>, nella sua <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Storia del reame di Napoli<\/span><\/em><\/strong> scrisse:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Caddero molte cittadi, e fra l&#8217;altre Brindisi, ch&#8217;era popolarissima, che con la rovina coperse e seppell\u00ec tutti i suoi cittadini, e rest\u00f2 totalmente disabitata<\/span><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E nella sua <span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Storia di Brindisi<\/em><\/strong> <strong><em>scritta da un Marino<\/em><\/strong><\/span> <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferrando Ascoli<\/span> <\/strong>scrisse: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">La solidit\u00e0 dei muri, la robustezza delle colonne, la resistenza delle volte, a nulla valsero. Dovunque ammassi di pietre miste a travi, a canne, a masserizie, a mobilia. Desolazione presente, e miseria futura&#8221; riferendosi probabilmente con ci\u00f2 alla peste che successivamente si diffuse in citt\u00e0, completando lo sterminio delle vite scampate alla prima calamit\u00e0. <\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 736px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/brindisi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 brindisi.jpg\" width=\"736\" height=\"441\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Brindisi. Dalla carta nautica \u201cL\u2019Adriatico\u201d di Willem Barentszoom \u2013 1595 (Fototeca Briamo presso Biblioteca Arcivescovile A. De Leo)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"color: #008000;\">Nonostante i tanti riferimenti bibliografici, studi e ipotesi pi\u00f9 recenti hanno avanzato alcuni seri dubbi sulla veridicit\u00e0 della reale gravit\u00e0 delle conseguenze fisiche di quel sisma sulla citt\u00e0 di Brindisi: i provvedimenti regi che pur con gli aragonesi interessano la citt\u00e0, non menzionano il terremoto come causa dello spopolamento e della rovina della stessa; e varie strutture difensive, palazzi, monasteri, chiese, eccetera, esistenti <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">all\u2019epoca del sisma, cos\u00ec come le due famose colonne romane, rimasero in piedi.&#8221;&nbsp;<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/prise-constantinople-tableaux-prise-constantinople-1453-big-953x715-2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 prise-constantinople-tableaux-prise-constantinople-1453-big-953x715-2.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">L\u2019assalto a Otranto e la conseguente occupazione dei turchi<\/span><\/strong><\/span> <br>\u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u2026 Con la caduta di Costantinopoli, Maometto II rivendic\u00f2 apertamente i suoi diritti di <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">possesso su Brindisi, Otranto e Gallipoli, come antiche parti dell\u2019impero bizantino da lui conquistato. E gi\u00e0 nel 1454 veniva relazionato al re Alfonso I di Napoli, che il sultano \u201cfondandosi su antiche predizioni e interpretazioni, aveva intenzione di erigersi a signore d\u2019Italia e della citt\u00e0 di Roma, ritenendo che, come si era impossessato della figlia, cio\u00e8 di Bisanzio, cos\u00ec avrebbe potuto conquistare anche la madre, cio\u00e8 Roma<\/span><\/em><\/strong>. <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>A tal fine,<\/em> Maometto II si era gi\u00e0 assicurato della facile realizzazione del passaggio da Durazzo a Brindisi, dove peraltro, l\u2019impressione dell\u2019ineluttabilit\u00e0 di uno sbarco turco era fortissima, anche in relazione ai frequenti arrivi di profughi dalle terre conquistate dai maomettani\u2026<\/span><\/strong>\u00bb \u2010V. Zacchino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il momento era del resto propizio a Maometto II. Non era da temere un serio contrasto al passaggio di una flotta invasora, giacch\u00e9 le armate aragonesi e pontificie erano impegnate dal 1478 contro Firenze e la pace, che nel 1479 aveva chiuso la lunga guerra turco\u2010veneta, manteneva Venezia ufficialmente neutrale e serviva da copertura alla sua intrinseca ostilit\u00e0 verso il re di Napoli, al quale voleva togliere le citt\u00e0 pugliesi.<\/p>\n<figure style=\"width: 269px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/gedik-ahmed-pasa_1898578.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gedik-ahmed-pasa_1898578.jpg\" width=\"269\" height=\"373\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gedik Ahmet Pasci\u00e0<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se fu abbastanza accreditata l\u2019idea che l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio ottomano Gedik Ahmet Pasci\u00e0<\/span><\/strong> avesse puntato su Brindisi prima di dirottare su Otranto per ragioni circostanziali, in effetti, la scelta di Otranto probabilmente non dovette essere solo un ripiego occasionale: Otranto, infatti, era palesemente indifesa, mentre Brindisi aveva ricevuto rinforzi aragonesi e, in pi\u00f9, era infestata da una temibile peste. All\u2019alba del 28 luglio del 1480, alcune decine di migliaia uomini a bordo di un\u2019imponente flotta composta da un paio di centinaia di navi, giunsero da <strong><span style=\"color: #008000;\">Valona<\/span> <\/strong>sulle coste salentine e sbarcarono poco a nord di <strong><span style=\"color: #008000;\">Otranto<\/span><\/strong>, presso i laghi Alimini, nella baia poi detta dei turchi, e da l\u00ec si diressero verso la citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatta razzia del borgo fuori le mura, <strong><span style=\"color: #008000;\">Gedik Ahmet Pasci\u00e0<\/span><\/strong> propose ai cittadini una resa umiliante e di fatto inaccettabile, obbligando gli abitanti di Otranto a difendersi dall\u2019inevitabile assedio. Il contingente aragonese di stanza a Brindisi fu tra i primi ad accorrere in soccorso, guidato dal Filomarino, ma rest\u00f2 bloccato a Scorrano dall\u2019ordine di Ferrante di attendere l\u2019arrivo del figlio Alfonso, permanendo inoperoso finch\u00e9, caduta Otranto, se ne torn\u00f2 a presidiare la piazza di Brindisi. Ben due settimane dur\u00f2 la tenace resistenza finch\u00e9, l\u201911 agosto, l\u2019armata turca riusc\u00ec ad aprire un varco tra le mura della citt\u00e0, e da l\u00ec si rivers\u00f2 nel centro, avanzando con razzie e crudelt\u00e0 indicibili: le vie furono inondate da sangue e coperte da corpi martoriati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal varco delle mura, i turchi giunsero fino alla cattedrale dove un gruppo di fedeli vi si era barricato. I turchi recisero il capo all\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">arcivescovo Stefano Pendinelli<\/span> <\/strong>e la strage continu\u00f2 sino a che l\u2019ultimo degli otrantini rifugiato fu ucciso. Ahmet Pasci\u00e0 radun\u00f2 i suoi uomini e gli abitanti superstiti e ordin\u00f2 che tutti gli abitanti di Otranto, di sesso maschile e di et\u00e0 superiore a quindici anni, abbracciassero la religione islamica. Gli ottocento uomini presenti si rifiutarono e furono tutti decapitati. I turchi, occupata Otranto, la utilizzarono come base per scorrazzare indisturbati in tutto il Salento, seminando terrore e morte fino al Gargano, mentre la reazione aragonese indugi\u00f2 a manifestarsi, anche perch\u00e9 Venezia persisteva nella sua neutralit\u00e0 e gli altri stati italiani erano interessati pi\u00f9 alle guerre in terraferma che sul mare, mentre i turchi ricavarono il tempo per fortificare Otranto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab <strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u2026 Pasci\u00e0 sped\u00ec a Brindisi un proprio messo con una lettera per l\u2019arcivescovo Francesco de Arenis, nella quale ingiungeva la pronta consegna della terra che considerava retaggio dell\u2019antico impero bizantino, minacciando, altrimenti, che \u201csi non me date la terra, io con tutto lo mio sforzo venger\u00f2 da vui, et far\u00f2 pi\u00f9 crudelitate che non \u00e8 facto ad Otranto\u201d. Fortunatamente le minacce rimasero sempre tali per quanto, pi\u00f9 d\u2019una <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">volta, in seguito, corsero dicerie e si pavent\u00f2 anche negli ambienti della corte l\u2019eventualit\u00e0 di un attacco turco a Brindisi\u2026<\/span><\/em><\/strong>\u00bb \u2010 V. Zacchino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saldo sulle sue posizioni, nell&#8217;ottobre del 1480, Gedik Ahmet Pasci\u00e0 ripass\u00f2 il canale di Otranto con gran parte delle sue truppe dopo aver ripetutamente devastato con continue scorrerie i territori di Lecce, Taranto e Brindisi, lasciando a Otranto solo una guarnigione di 800 fanti e 500 cavalieri. Mentre gli aiuti promessi dalla cristianit\u00e0 italiana ed europea tardavano ad arrivare, tra le incomprensioni, gli interessi e le evidenti disparit\u00e0 tra le possibili forze da mettere in campo, l\u2019inverno del 1481 trascorse senza un\u2019effettiva reazione, mentre gli ottomani ricevevano gli aiuti via mare, senza grandi contrasti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 25 febbraio del 1481, salp\u00f2 da Brindisi un\u2019armata cristiana per contrastare il ritorno di Pasci\u00e0 da Valona, conseguendo nelle acque di Saseno una prestigiosa vittoria che risollev\u00f2 il morale della depressa cristianit\u00e0 e assicur\u00f2 il controllo dell\u2019Adriatico. Con l&#8217;arrivo della buona stagione, il re aragonese di Napoli Ferrante pot\u00e9 intraprendere con suo figlio Alfonso le operazioni di assedio a Otranto, grazie agli aiuti ottenuti dagli stati italiani che finalmente si resero conto del pericolo per la loro sopravvivenza rappresentato dall&#8217;occupazione turca. La citt\u00e0 fu stretta d&#8217;assedio, sia per terra sia per mare, e a risolvere finalmente la situazione fu la morte del cinquantaduenne sultano <strong><span style=\"color: #008000;\">Maometto II<\/span><\/strong>, sopraggiunta improvvisamente nella notte tra il 3 e il 4 maggio 1481.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre la successione del sultano ottomano aveva suscitato le ostilit\u00e0 tra i suoi figli, Bayezid e Cem, aprendo una nuova grave crisi per l&#8217;impero turco, gli ottomani a Otranto, privi di rinforzi e pressati dalle milizie cristiane, furono costretti a cedere, e cos\u00ec Ahmet Pasci\u00e0 accett\u00f2 la resa incondizionata il 10 settembre 1481, riconsegnando la citt\u00e0 al duca di Calabria, Alfonso, e tornandosene tranquillamente a Valona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il tentativo dei veneziani di occupare Brindisi sventato da Pompeo Azzolino<\/span><\/strong><\/span><br>Sventato il pericolo turco, il <strong><span style=\"color: #008000;\">re Ferrante<\/span><\/strong> progett\u00f2 di punire Venezia per essere stata, a suo avviso, partigiana degli ottomani quanto meno per omissione, e pretese dal <strong><span style=\"color: #008000;\">papa Sisto IV<\/span><\/strong> un sostegno attivo alla realizzazione di quel suo obiettivo. Poi, di fronte alla risposta negativa del papa, attacc\u00f2 lo stato pontificio e i veneziani approfittarono quella favorevole congiuntura militare, per assillare i sempre ambiti porti pugliesi del regno napoletano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu cos\u00ec che sul finire del 1483, i veneziani tentarono la conquista di Brindisi allestendo una flotta forte di 56 vele salpata da Corf\u00f9 al comando di Giacomo Marcello, il quale pens\u00f2 non attaccare la citt\u00e0 dal mare e sbarc\u00f2 poco a nord, sulla spiaggia di Guaceto, da dove inizi\u00f2 la marcia su Brindisi.<br>Le truppe invasore occuparono e saccheggiarono Carovigno e San Vito degli Schiavoni \u2013 oggi dei Normanni \u2013 e quindi si diressero, tronfi e baldanzosi, alla volta di Brindisi con il proposito di occuparla. In citt\u00e0 per\u00f2, Pompeo Azzolino, un nobile brindisino che gi\u00e0 si era distinto nelle azioni militari per la liberazione di Otranto, appena informato degli eventi, organizz\u00f2 in armi un nutrito gruppo di giovani cittadini e usc\u00ec all\u2019incontro di Marcello, affrontandolo e sconfiggendone le truppe sulla strada per Brindisi. Lo fece retrocedere, costringendo i veneziani a intraprendere una precipitosa fuga \u2010 in cui lo stesso Marcello rischi\u00f2 di essere ucciso \u2010 incalzati fino al porto di Guaceto nelle cui acque era alla fonda l\u2019armata veneta che, dopo aver cannoneggiato gli inseguitori brindisini e aver accolto i malconci fuggitivi, sciolse le ancore e prese il largo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rientrato in citt\u00e0, Azzolino fu ricevuto con grandi onori dai suoi concittadini, che lo salutarono come salvatore della patria e, per volont\u00e0 del re aragonese, fu ricordato per quel suo atto eroico con una epigrafe apposta sul muro della sua casa, nel quartiere marinaro delle Sciabiche. Questa la sua trascrizione tradotta dall\u2019originale in latino:<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">CESARE MISE IN FUGA POMPEO E DA QUESTO STESSO LUOGO IL NOSTRO POMPEO, FORTE QUANT\u2019ALTRI MAI, AFFRONT\u00d2 INNUMEREVOLI NEMICI. SALGA DUNQUE ALLE STELLE LA FELICE CASA DEGLI AZZOLINO CHE GENERA TALI PETTI DA OPPORRE ALLE ARMI DEGLI UOMINI<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, al <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Giacomo Marcello<\/span><\/strong>, la Serenissima ordin\u00f2 di dirigersi su Gallipoli, con la per nulla velata intenzione di colpire Genova, che nella citt\u00e0 ionica aveva costituito una fiorente ed assai prospera colonia commerciale rivale. \u00ab <strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 Marcello, al comando della sua flotta, sbarc\u00f2 sulla costa di Gallipoli nel maggio del 1484 ed attacc\u00f2 la citt\u00e0 poco guarnita. I combattimenti per\u00f2, si protrassero violentissimi dal 16 al 19 maggio e la citt\u00e0 di Gallipoli oppose una caparbia e strenua resistenza che lasci\u00f2 sul campo durissime perdite veneziane, pi\u00f9 di cinquecento uomini <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">tra cui lo stesso generale Giacomo Marcello la cui morte fu mantenuta segreta tra le truppe per evitare che cadessero in panico e che finalmente, comandate dal secondo generale, Domenico Malipiero, al terzo giorno riuscirono a impadronirsi della citt\u00e0, abbandonandosi a un saccheggio incontrollato ed estremamente crudele, che solamente risparmi\u00f2 la violenza sulle donne. Poi, finalmente, giunto settembre, i veneziani abbandonarono la citt\u00e0 &#8230;<\/span><\/strong>\u00bb \u2010 L. De Tommasi<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte seconda &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianfranco Perri<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">BIBLIOGRAFIA<\/span><\/strong><br>Ascoli F. La storia di Brindisi scritta da un marino\u20101886<br>Carito G. Brindisi Nuova guida\u20101994<br>Carito G. Le fortezze sull\u2019isola di Sant\u2019Andrea fra il 1480 e il 1604\u20102011<br>De Tommasi L. Brindisi e Gallipoli sotto gli Aragonesi\u20101975<br>D\u2019Ippolito L. L\u2019isola di San Andrea di Brindisi e le sue fortificazioni\u20102012<br>Galasso G. Los territorios italianos \u2013 pag. 129\u2010142 in:<br>Belenguer Cebri\u00e0 E. &amp; Gar\u00edn Llombart F.P. La Corona de Arag\u00f3n: Siglos XII al XVIII\u20102006<br>Della Monica A. Memoria historica dell\u2019antichissima e fedelissima citt\u00e0 di Brindisi\u20101674<br>Guerrieri G. Le relazioni tra Venezia e Terra d\u2019Otranto fino al 1530\u20101904<br>Moricino G. Antiquit\u00e0 e vicissitudini della citt\u00e0 di Brindisi dalla di lei origine sino al 1604<br>Perri G. Brindisi nel contesto della storia\u20102016<br>Speranza V. Storia della Puglia nel periodo di Alfonso il magnanimo\u20102014<br>Squitieri A. Un barone napoletano del 400 G.A. Orsini principe di Taranto\u20101939<br>Vacca N. Brindisi ignorata\u20101954<br>Zacchino V. Brindisi durante l\u2019invasione turca di Otranto\u20101978<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XV SECOLOAREA: DIDATTICAparole chiave: Puglia, Brindisi, Aragonesi, Regno di Napoli &nbsp; Il terremoto del 1456Nel 1456, alle tre del mattino di domenica 5 di dicembre, un terribile terremoto interess\u00f2 una buona parte del regno di Napoli, che era governato dal re aragonese. 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