{"id":65135,"date":"2021-11-06T00:05:00","date_gmt":"2021-11-05T23:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=65135"},"modified":"2023-06-12T15:52:50","modified_gmt":"2023-06-12T13:52:50","slug":"lo-scafo-parte-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/65135","title":{"rendered":"Eredit\u00e0 e genetica dello scafo &#8211; parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: ARCHITETTURA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<br \/>\nAREA: NAUTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: carena, scafo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>La nave \u00e8 un galleggiante parzialmente immerso nell&#8217;acqua, atto a muoversi con mezzi propulsivi&nbsp;<\/em><em>diversi, per trasportare merci e\/o persone<\/em><\/span><\/strong><\/span>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le barche e gli scafi devono possedere oltre alle qualit\u00e0 essenziali che ne assicurano le caratteristiche di progetto e di esecuzione, altre qualit\u00e0 dette &#8220;nautiche&#8221; che ne garantiscono l&#8217;esercizio anche in condizioni particolarmente difficili: <span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Galleggiabilit\u00e0, Navigabilit\u00e0, Solidit\u00e0, <\/em><em>Stabilit\u00e0<\/em><\/span>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo da questi <strong><span style=\"color: #008000;\">concetti base<\/span><\/strong> il progresso tecnologico, lo studio e l\u2019evoluzione dei nuovi materiali, hanno innalzato ( ma non sempre ) lo standard qualitativo delle imbarcazioni, rendendole spesso (o apparentemente ) pi\u00f9 sicure, performanti e di certo pi\u00f9 confortevoli, ma con una perdita di alcuni valori di marinit\u00e0 e razionalit\u00e0, e di quell\u2019 anima nascosta che ancora oggi \u00e8 percepibile ammirando con nostalgia alcune barche classiche di una volta ( e non solo di legno!). Le barche classiche si sviluppavano prevalentemente sotto la linea di galleggiamento seguendo&nbsp;il principio di una stabilit\u00e0 di peso, avevano opere vive importanti e bordi liberi bassissimi.&nbsp;Oggi le imbarcazioni sono pi\u00f9 leggere, pi\u00f9 larghe, e necessitano pertanto di minore superficie bagnata e pescaggio con maggiori stabilit\u00e0 di forma e per ottenere le necessarie altezze e volumetrie&nbsp;interne, le <span style=\"color: #008000;\"><strong>tughe e bordi liberi sono diventati sempre pi\u00f9 alti<\/strong><\/span>. Inoltre anche gli standard legati al comfort e all\u2019ergonomia si sono evoluti a favore di ambienti sempre pi\u00f9 a misura domestica di \u201c<em>urban yacht<\/em>\u201d, pi\u00f9 legate all\u2019architettura e all\u2019edilizia che alla nautica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20230506_133444-768x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20230506_133444-768x1024.jpg\" width=\"768\" height=\"1024\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sviluppo tecnologico dei materiali ha portato, in pochi anni, una radicale inversione nel modo di concepire la barca a vela e l\u2019andare per mare in generale, tendendo a facilitare al massimo le manovre e la conduzione di una barca con poco equipaggio o magari anche in solitario. Da un lato tughe basse, poppe aperte, armi super tecnologici in materiale composito, scafi con linee di carena estreme e super performanti, affollano da qualche anno le nostre marine come fossero pronte a partecipare alla <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Vendee Globe<\/em><\/span><\/strong>. Nelle stesse marine, invece per la crociera estiva, tughe alte e gonfie, poppe come \u201crese di privati\u201d, tendalini da fiera e armi sciocchi.&nbsp;L\u2018Armatore diportista, che usa al massimo la propria barca 2 o 3 settimane all\u2019anno, alimenta una moda che a sua volta genera imitazione e fa tendenza e cos\u00ec anche cantieri tradizionali, che da sempre costruivano gusci marini, robusti e proporzionati; oggi si sono inventati progetti d\u2019avanguardia realizzando barche ai limiti dei compromessi e talvolta non giustificabili nelle scelte adottate ed estetiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quando si valutano le diverse variabili di un acquisto l\u2019attenzione dedicata a questi elementi \u00e8 minima, spesso perch\u00e9 non si hanno le cognizioni tecniche per giudicare.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una<span style=\"color: #008000;\"><strong> carena <\/strong><\/span>nasce da un preciso progetto, studiato, e realizzato in base ad alcuni parametri fondamentali: tipo di barca, peso, lunghezza, potenza dei motori, vele, utilizzo previsto, prestazioni, tipologia di trasmissione, ecc. Nasce per un determinato scopo e per chiare prestazioni; non \u00e8 mai inadatta, modesta, inesatta &#8230; diventa tale se maneggiata e alterata, o appesantita da diversi e pi\u00f9 accessori (spesso inutili tendalini o rollbar o spiaggette) non previsti nel progetto originale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una carena, mette in gioco diversi fattori , in un profilo capace di unire tutte le forze in gioco ed equilibrando il tutto, \u2026 sopra e sotto l\u2019acqua!<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti cantieri sfruttano un progetto, adatto a relativi scopi, per altri impieghi leggermente (o notevolmente) diversi apportando modifiche e compromessi (soprattutto commerciali) con sovrastrutture, appendici di prolungamento, derive pi\u00f9 o meno pronunciate, sovra-motorizzazioni, tughe rigonfie e cos\u00ec via &#8230; cercando di accontentare il neo armatore, costruendogli un vero e proprio appartamento galleggiante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La carena \u00e8 il cuore della barca<\/span><\/strong>, \u00e8 l&#8217;anima, mettendo d&#8217;accordo tutte le forze che agiscono e forzano dall\u2019esterno, \u2026 in acqua e in aria. Quando si progetta una barca \u00e8 d&#8217;obbligo aver ben chiaro l&#8217;utilizzo che se ne vuole fare. A disposizione abbiamo l\u2019acciaio o la vetroresina, la chiglia lunga o retrattile, il dislocante o planante, sono tanti gli approcci proposti dai cantieri per realizzare uno scafo che possa girare il mondo o semplicemente per una crociera estiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver passato l\u2019epoca in cui le barche erano il simbolo della dolce vita, degli anni \u201950, del&nbsp;miracolo italiano, della ripresa economica e del lusso, dove la cantieristica italiana produceva unit\u00e0 in serie aumentando il livello e l\u2019eleganza del design esterno, oggi il settore, nonostante una generalizzata crisi d\u2019identit\u00e0, vive una ripresa stimolante grazie anche al fatto che l\u2019Italia lega il suo nome nel passato e nel presente al Design italiano, al \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">made in Italy<\/span><\/em><\/strong>\u201c. Dal 2010 ad oggi, sul mercato vi sono migliaia di imbarcazioni costruite ed invendute, e quelle vendute sono ferme nei porti a causa degli ormai impossibili costi di gestione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">E\u2019 vero che la crisi nautica ha fermato il mercato, ma non ha smesso di far navigare le barche,&nbsp;perch\u00e9 la passione per la barca e quel sentimento che va oltre ai soldi, alla moda e allo&nbsp;spread!<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\"><strong>Conclusione<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>\u201cC\u2019\u00e8 un legame stretto fra lentezza e memoria, fra velocit\u00e0 e oblio\u201d<\/em><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Milan Kundera <\/span><\/strong>elogiava la lentezza, invitava a rallentare il tempo, a gustarlo, assaporarlo.&nbsp;Si parla oggi di <em>slow <\/em>(food, architettura, viaggi, etc.) come risposta \u201csana\u201d al dilagare del <em>fast <\/em>come forma di eccitazione futurista e di velocit\u00e0 (vedi Marinetti e Sant\u2019Elia) che la rivoluzione tecnologica oggi \u00e8 riuscita ha regalare all&#8217;Uomo. La velocit\u00e0, personalmente, fa perdere i dettagli di ci\u00f2 che incontriamo, rende la visione dei pensieri e delle cose sfocata, i contorni indefiniti, inafferrabili, non memorizzabili. Lo spostamento legato al viaggio, il farsi trascinare dal vento e da una navigazione lenta e sensoriale, \u00e8 forse il modo migliore per cogliere l\u2019essenza del tempo e di intuire l\u2019esistenza delle relazioni tra gli elementi, le leggi che regolano la disposizione delle \u201ccose\u201d sul suolo come la forma di un territorio attraverso l\u2019insieme dei frammenti percepiti lungo il proprio cammino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019osservare le cose, preferire il vedere al pensare, preferire immergersi nel mondo pi\u00f9 che prenderne le distanze, \u00e8 il punto di partenza sul quale anche i romani filosofeggiavano non solo celebrando la bont\u00e0 della imbarcazione ed evitando l\u2019abbaglio delle finiture lussuose ma riflettendo sulla ricchezza del tempo disponibile navigando e sfruttato per meditare, assaporare la vita. La barca a vela ed il suo navigare lento ci regala, dunque, da secoli queste emozioni. Le tipologie di imbarcazioni e di carene da diporto del prossimo futuro deriveranno da forme, gi\u00e0 sotto esame nel comparto militare, certamente legate pi\u00f9 alla motonautica e al concetto di velocit\u00e0 che alla vela. Trimarani o pentamarani, scafi centrali molto stretti al galleggiamento che si allargano a livello di coperta con uno o pi\u00f9 stabilizzatori per lato. Credo che non esiste \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">la carena ideale<\/span><\/strong>\u201d; soprattutto in questi ultimi anni, la nascita di carene e di soluzioni ibride fa comprendere il generale interesse a cercare vie nuove. I nuovi strumenti di progettazione fluidodinamica facilitano questa ricerca e con questo anche la veloce polverizzazione delle soluzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Sciarrelli<\/span><\/strong> definisce cos\u00ec le barche di oggi: \u201c <strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u2026 Gli interni influenzano soprattutto le tughe e&nbsp;il bordo libero alto; poi, per smagrire la barca, fanno una bella riga blu, e via &#8230; Se a una barca stretta e fonda, si mettesse una delle brutte tughe di oggi, avrebbe pi\u00f9 spazi di una barca larga e piatta. Le barche di adesso sono pi\u00f9 abitabili solo grazie alle sovrastrutture, non per le linee dello scafo\u2026. Le barche hanno la prua quasi sempre uguale, \u00e8 la poppa che cambia, che fa moda. &#8230; Solo con poppe non larghe e fonde di sezione si ottiene una stabilit\u00e0 di rotta, cosa ormai scomparsa,&nbsp;perch\u00e9 oggi \u00e8 pi\u00f9 importante che la barca giri sul posto in una marina quando va da un ormeggio&nbsp;all&#8217;altro, piuttosto che andare dritta. &#8230; Una buona barca ti deve permettere di navigare all\u2019infinito,&nbsp;dondolando tra un\u2019orzatina e una poggiatina, senza scappare mai controvento\u2026.il mare ti butta in poggia ma le vele in orza ! &#8220;.<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Sacha Giannini<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">in anteprima Plan Henri Dervin, design 1946.&nbsp; Dervin fu un architetto navale che progett\u00f2 molti scafi, tra cui, il Kurun di Jacques-Yves Le Toumelin e Sereine per la scuola di navigazione Les Gl\u00e9nans &#8211; Fonte Yacht Magazine, 1946<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Plan_Dervin_1933.png\">Plan Dervin 1933.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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