{"id":64972,"date":"2021-11-03T00:10:00","date_gmt":"2021-11-02T23:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=64972"},"modified":"2026-08-05T08:01:26","modified_gmt":"2026-08-05T06:01:26","slug":"brindisi-al-tempo-dei-re-aragonesi-sul-trono-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64972","title":{"rendered":"Il tempo dei re\u00a0aragonesi\u00a0sul trono di Napoli &#8211; parte I di Gianfranco Perri"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>\u00a0<\/strong>.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XV SECOLO<br \/>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>parole chiave: Brindisi, Regno di Napoli, re Aragonesi<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong>Gli antecedenti della conquista aragonese<\/strong><\/span><br \/><\/span><\/span>Nel 1282, contro il re di Napoli <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo I d\u2019Angi\u00f2<\/span><\/strong>, scoppi\u00f2 a Palermo<strong><span style=\"color: #008000;\"> la rivolta dei Vespri<\/span><\/strong>, della quale il re <strong><span style=\"color: #008000;\">Pietro III d\u2019Aragona<\/span><\/strong> fu considerato l\u2019architetto, perch\u00e9 pretendente al possesso dell\u2019isola in quanto marito di Costanza figlia del re Manfredi, discendente ed erede diretto del grande Federico II di Svevia. Certo \u00e8, che l\u2019intervento aragonese a favore dei ribelli contro gli angioini, fu immediato e determinante. Segu\u00ec una lunga guerra nel corso della quale il figlio di Pietro III, Giacomo II, spos\u00f2 una figlia di Carlo II d\u2019Angi\u00f2 lo zoppo e riconobbe agli Angi\u00f2 la Sicilia, dietro il loro riconoscimento dei suoi diritti sulla Sardegna e sulla Corsica. I Siciliani per\u00f2, non accettarono quell\u2019accordo e proclamarono loro re, nel 1296, il fratello di Giacomo II, Federico II d\u2019Aragona, che amava dirsi III in quanto erede del grande re Federico II di Svevia, suo nonno materno.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione fu momentaneamente chiusa nel 1302 dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">pace di Caltabellotta<\/span><\/strong>, con cui la Sicilia fu riconosciuta agli Angi\u00f2, ma venne assegnata vita natural\u2010durante a <strong><span style=\"color: #008000;\">Federico II<\/span><\/strong> che spos\u00f2 <strong><span style=\"color: #008000;\">Eleonora, l\u2019altra figlia di Carlo II d\u2019Angi\u00f2<\/span><\/strong>, dando origine, di fatto, a una vera dinastia aragonese autonoma in Sicilia.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Federico II<\/span> <\/strong>regn\u00f2 a lungo, fino al 1337, e i suoi successori \u2013 <strong><span style=\"color: #008000;\">Pietro<\/span><\/strong> (dal 1337 al 1342), <strong><span style=\"color: #008000;\">Ludovico<\/span> <\/strong>(dal 1342 al 1355) e <strong><span style=\"color: #008000;\">Federico III<\/span><\/strong> (o IV) dal 1355 al 1377 \u2013 contrastarono gli sforzi angioini di ricondurre la Sicilia sotto il loro regno di Napoli, finch\u00e9 si giunse alla <strong><span style=\"color: #008000;\">pace di Catania del 1372, che sanc\u00ec una Sicilia indipendente sotto la dinastia aragonese<\/span><\/strong>. Maria, figlia ed erede di Federico III (o IV), and\u00f2 sposa a <strong><span style=\"color: #008000;\">Martino I<\/span> <\/strong>il giovane \u2013 figlio del secondogenito di Pietro IV d\u2019Aragona \u2013 al quale, morto da re di Sicilia senza avere eredi, succedette il padre <strong><span style=\"color: #008000;\">Martino II il vecchio<\/span><\/strong>, che intanto era asceso nel 1409 al trono d\u2019Aragona e che quindi, tenne insieme sia la corona siciliana che quella aragonese.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/aragonesi-di-ssicilia.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 aragonesi-di-ssicilia.png\" width=\"226\" height=\"491\" \/>Nel 1410, alla morte del <strong><span style=\"color: #008000;\">re Martino II<\/span><\/strong> senza eredi diretti, la corona pass\u00f2 a Ferdinando di Castiglia, di cui Martino II era zio materno, il quale salito sul trono di Aragona invi\u00f2 nell\u2019isola, come vicer\u00e9, il figlio Giovanni, iniziando per la Sicilia un\u2019epoca vicereale. Nel 1416, sul trono di Aragona successe il figlio di Ferdinando, Alfonso V, il quale si affrett\u00f2 a richiamare dalla Sicilia il fratello Giovanni, che gli isolani aspiravano nominare loro autonomo re, sostituendolo nell\u2019esercizio del viceregno con un nuovo vicer\u00e9.\u00a0Alfonso V, abile sovrano e diplomatico scaltro, riusc\u00ec a costruire un suo diritto al trono di Napoli facendosi riconoscere, come figlio adottivo, dalla regina Giovanna II d\u2019Angi\u00f2, Durazzo.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 Giovanna II torn\u00f2 sulle sue decisioni e, poco prima di morire, trasfer\u00ec l\u2019adozione al francese <strong><span style=\"color: #008000;\">Renato d\u2019Angi\u00f2.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/aragonesi-casa-di-trasamara.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 aragonesi-casa-di-trasamara.png\" width=\"302\" height=\"279\" \/><\/span><\/strong> Ne scatur\u00ec inevitabilmente una lunga e crudele guerra, che nel 1442 vide finalmente vittorioso l\u2019aragonese: il nuovo re <strong><span style=\"color: #008000;\">Alfonso V di Aragona, re di Napoli<\/span><\/strong>, riunificatore del regno fondato dai Normanni e passato agli Svevi e Angioini.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I re aragonesi sul trono di Napoli<\/span><\/strong><\/span><br \/>Dal 1442 Alfonso V di Napoli, scelse di risiedere a Napoli fino a quando vi mor\u00ec nel 1458, e da Napoli govern\u00f2 l\u2019impero catalano\u2010aragonese, che nel bacino mediterraneo occidentale occup\u00f2 uno spazio primeggiante, mantenendo da esso, sostanzialmente distinta e autonoma, l\u2019amministrazione del regno di Napoli, che fu da lui affidata quasi per intero a italiani. Alfonso V, infatti, non rientr\u00f2 pi\u00f9 a Barcellona nonostante le richieste della moglie Maria, che durante tutti quegli anni continu\u00f2 a governare i possedimenti spagnoli assieme a Giovanni, il fratello di Alfonso.\u00a0Alfonso V modernizz\u00f2 il regno di Napoli e govern\u00f2 cercando di rinnovare i rapporti diplomatici ed economici con gli altri regni, di svecchiare le forme istituzionali esistenti e di apportare riforme sostanziali all\u2019amministrazione territoriale.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica del sovrano ebbe un significato sociale essenzialmente conservatore, favorendo il baronaggio che aveva in mano il governo delle citt\u00e0, con ripercussioni evidenti nell\u2019accentuazione dei contrasti sociali. Ma ci\u00f2 non imped\u00ec che nel complesso si potesse tendere ad avviare efficacemente la ripresa della vita economica e sociale del regno, dopo la lunga epoca meno favorevole attraversata dalla met\u00e0 del secolo XIV.<br \/>Nacque, con Alfonso V, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Sacro Regio Consiglio<\/span><\/strong> che, posto al vertice delle magistrature del regno, consegu\u00ec un\u2019autorit\u00e0 dottrinaria e giurisdizionale che fu apprezzata anche all\u2019estero.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019apparato giudiziario napoletano, con la Corte della Vicaria al suo vertice, previde un ampio esercizio delle funzioni giurisdizionali anche da parte dei signori feudali e ai baroni concesse, peraltro, il <strong><span style=\"color: #008000;\">merum et mixtum imperium<\/span><\/strong>, allargandone cos\u00ec ulteriormente la sfera giurisdizionale. Mentre il re dispose per s\u00e9, di una rete di organi amministrativi centrali e periferici e di una classe di funzionari e officiali regi molto efficaci: un forte strumento di governo a disposizione del potere regio.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alfonso V prosegu\u00ec e allarg\u00f2 la pratica delle intese con banchieri e finanzieri stranieri che aveva tradizioni che risalivano fino all\u2019epoca sveva ed erano in rapporto con la gestione del sistema fiscale, nonch\u00e9 con la gestione delle terre e dei redditi del demanio regio e delle propriet\u00e0 dirette del sovrano. Defin\u00ec pure il sistema fiscale, fissandolo intorno all\u2019imposta fondamentale sulle persone fisiche considerate per nuclei familiari, i fuochi, accompagnata da una tassa per la fornitura del sale, considerato monopolio pubblico.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/ducato-Alfonsino-oro-di-alfonso-V-di-aragona.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ducato-Alfonsino-oro-di-alfonso-V-di-aragona.jpg\" width=\"489\" height=\"247\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ducato d&#8217;oro di Alfonso V, detto alfonsino<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il resto, il sistema si fond\u00f2, secondo l\u2019uso comune, sugli appalti dei cespiti fiscali a mercanti e finanzieri, che erano per lo pi\u00f9 forestieri. Diede pure una sistemazione duratura alla dogana delle pecore, ossia all\u2019amministrazione dei pascoli invernali del Tavoliere delle Puglie, in cui svernavano le grandi greggi del montuoso Abruzzo e di altre terre contigue. Nel 1458, alla morte di Alfonso V di Napoli, detto il magnanimo, il regno di Napoli pass\u00f2 in eredit\u00e0 al suo prediletto figlio naturale <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferdinando I<\/span><\/strong>, detto <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferrante<\/span><\/strong>, mentre quello d\u2019Aragona, con la Sicilia e la Sardegna, pass\u00f2 in eredit\u00e0 al fratello <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni II<\/span><\/strong>, padre di quel <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferdinando II il cattolico<\/span><\/strong> che, sposando <strong><span style=\"color: #008000;\">Isabella di Castiglia<\/span><\/strong> nel 1469, unificher\u00e0 la Spagna e far\u00e0 poi decadere definitivamente la dinastia aragonese del regno di Napoli.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La dinastia inaugurata a Napoli da Alfonso V, prosegu\u00ec quindi con <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferdinando I, Ferrante<\/span><\/strong>, la cui azione di governo continu\u00f2 quella paterna e, in certo qual modo, la radicalizz\u00f2. Il re Ferrante si dedic\u00f2 all\u2019ordinamento amministrativo, attuando una politica fiscale relativamente pi\u00f9 blanda, promuovendo l&#8217;incremento dell\u2019economia e stimolando le arti e la cultura. Fu pi\u00f9 duro con la nobilt\u00e0 feudale, di cui cerc\u00f2 sempre di limitare privilegi e potere, senza poter per\u00f2 evitare che dopo venticinque anni di regno gli si ordisse contro una congiura di baroni che, anche se pot\u00e9 piegare, testimoni\u00f2 quella mancanza di un radicamento del tutto sicuro della famiglia sul trono napoletano, che a distanza di pochi anni avrebbe portato alla fine della dinastia aragonese di Napoli.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/aragonesi-di-napoli.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 aragonesi-di-napoli.png\" width=\"268\" height=\"258\" \/>L\u2019ostile papa Innocenzo VIII, infatti, appoggiato dai baroni ancor pi\u00f9 ostili alla dinastia aragonese, istig\u00f2 l\u2019ambizioso re di Francia Carlo VIII a far valere i suoi diritti sul regno di Napoli e cosi, Ferrante stesso agli estremi del suo regno e i suoi successori \u2013 il figlio <strong><span style=\"color: #008000;\">Alfonso II<\/span><\/strong>, il nipote <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferdinando II<\/span> <\/strong>e l\u2019altro figlio <strong><span style=\"color: #008000;\">Federico<\/span><\/strong> \u2013 furono sottoposti alla prova severissima del confronto con quella che all\u2019epoca era la maggiore potenza europea. Ferrante mor\u00ec nel 1494 e gli succedette il malvisto primogenito Alfonso II di Napoli il quale, prima che Carlo VIII realizzasse \u2013 tra il febbraio e il luglio del 1495 \u2013 l\u2019effimera conquista del regno, abdic\u00f2 a favore del figlio Ferdinando II di Napoli, detto Ferrandino. Il re di Francia dov\u00e9, tuttavia, abbandonare in tutta fretta il regno appena conquistato, per la lega militare che contro di lui formarono gli stati italiani e per gli atteggiamenti ostili assunti dalle altre potenze europee dinanzi alla felice e facile riuscita della sua impresa, e cos\u00ec Ferrandino pot\u00e9 tornare quasi immediatamente sul trono.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le potenze europee che presero posizione contro la conquista francese ci furono Castiglia e Aragona, su cui regnavano i re cattolici, <strong><span style=\"color: #008000;\">Isabella di Castiglia e Ferdinando II d\u2019Aragona<\/span><\/strong>. Anch\u2019essi avevano trattato e concluso accordi con Carlo VIII, quando questi, alla vigilia dell\u2019impresa italiana, aveva cercato di procurarsi la neutralit\u00e0 delle altre potenze europee che di quella impresa avrebbero potuto risentirsi. A questo scopo <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo VIII<\/span><\/strong> non aveva lesinato in concessioni politiche, economiche e territoriali, e sia Castiglia che, ancor pi\u00f9, Aragona ne avevano indubbiamente beneficiato.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla morte di Ferrandino, avvenuta prematuramente il 7 settembre 1496 senza eredi diretti, il trono del regno di Napoli pass\u00f2 a suo zio <strong><span style=\"color: #008000;\">Federico<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">secondogenito di Ferrante \u2013 fratello di Alfonso II di Napoli<\/span><\/strong> anch\u2019egli gi\u00e0 morto \u2013 che sal\u00ec sul trono come Federico I.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;<\/span><span style=\"color: #008000;\">ingresso delle truppe francesi a Napoli nel 1485 \u00e8 rappresentato nella <i>Cronaca della Napoli aragonese<\/i>\u00a0(o\u00a0<i>Cronaca figurata del Quattrocento) del <\/i>Ferraiolo, disegnato dopo il 1498, e conservato al <a href=\"https:\/\/www.themorgan.org\/digital-facsimiles\">Morgan Library and Museum of New York<\/a>.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli dovette difendersi, sia dai francesi del <strong><span style=\"color: #008000;\">re Luigi XII<\/span><\/strong> succeduto a Carlo VIII e sia dagli spagnoli di suo cugino il <strong><span style=\"color: #008000;\">re Ferdinando II il cattolico<\/span><\/strong>, che tra di loro accordarono spartirsi il regno di Napoli. E quando, nel 1501, questo fu invaso dai due eserciti stranieri, <strong><span style=\"color: #008000;\">Federico I di Napoli<\/span><\/strong> decise di cedere al re di Francia Luigi XII i propri diritti sul regno, ricevendo in cambio la contea francese del Maine per s\u00e9 ed i suoi eredi. <strong><span style=\"color: #008000;\">La dinastia aragonese del regno di Napoli fin\u00ec quindi in quel 1501<\/span><\/strong>, tradita da uno stesso aragonese, e si estinse definitivamente nel 1550 con la morte senza discendenti del figlio di Federico I di Napoli, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferdinando d\u2019Aragona, il duca di Calabria mai divenuto re<\/span><\/strong>.\u00a0L\u2019accordo del 1501 si rivel\u00f2 per\u00f2 immediatamente caduco e, per le ambigue condizioni alle quali era stato stipulato, scoppi\u00f2 inevitabile la guerra franco\u2010spagnola e Napoli cadde in mano agli Spagnoli nel 1503. Poi, alla fine dello stesso anno, i Francesi furono pienamente sconfitti e col trattato di Blois del 1505 dovettero riconoscere la sovranit\u00e0 spagnola su tutto il regno, e Consalvo di Cordova fu il primo vicer\u00e9 spagnolo di Napoli.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte I &#8211; continua<br \/><\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Giancarlo Perri<br \/><br \/><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima Castello Svevo &#8211; autore Farfalla40 <br \/><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Brindisi_-_castello_svevo_-_202209241422.jpg\">Brindisi &#8211; castello svevo &#8211; 202209241422.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/><span style=\"font-size: 20px;\">BIBLIOGRAFIA<\/span><\/span><\/strong><\/span><br \/>Ascoli F. La storia di Brindisi scritta da un marino\u20101886<br \/>Carito G. Brindisi Nuova guida\u20101994<br \/>Carito G. Le fortezze sull\u2019isola di Sant\u2019Andrea fra il 1480 e il 1604\u20102011<br \/>De Tommasi L. Brindisi e Gallipoli sotto gli Aragonesi\u20101975<br \/>D\u2019Ippolito L. L\u2019isola di San Andrea di Brindisi e le sue fortificazioni\u20102012<br \/>Galasso G. Los territorios italianos \u2013 pag. 129\u2010142 in:<br \/>Belenguer Cebri\u00e0 E. &amp; Gar\u00edn Llombart F.P. La Corona de Arag\u00f3n: Siglos XII al XVIII\u20102006<br \/>Della Monica A. Memoria historica dell\u2019antichissima e fedelissima citt\u00e0 di Brindisi\u20101674<br \/>Guerrieri G. Le relazioni tra Venezia e Terra d\u2019Otranto fino al 1530\u20101904<br \/>Moricino G. Antiquit\u00e0 e vicissitudini della citt\u00e0 di Brindisi dalla di lei origine sino al 1604<br \/>Perri G. Brindisi nel contesto della storia\u20102016<br \/>Speranza V. Storia della Puglia nel periodo di Alfonso il magnanimo\u20102014<br \/>Squitieri A. Un barone napoletano del 400 G.A. Orsini principe di Taranto\u20101939<br \/>Vacca N. Brindisi ignorata\u20101954<br \/>Zacchino V. Brindisi durante l\u2019invasione turca di Otranto\u20101978<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\u00a0. .ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XV SECOLOAREA: DIDATTICAparole chiave: Brindisi, Regno di Napoli, re Aragonesi Gli antecedenti della conquista aragoneseNel 1282, contro il re di Napoli Carlo I d\u2019Angi\u00f2, scoppi\u00f2 a Palermo la rivolta dei Vespri, della quale il re Pietro III d\u2019Aragona fu considerato l\u2019architetto, perch\u00e9 pretendente al possesso dell\u2019isola in quanto marito di Costanza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2429,"featured_media":93668,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[2317],"tags":[],"class_list":["post-64972","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-medioevo"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il tempo dei re\u00a0aragonesi\u00a0sul trono di Napoli - parte I di Gianfranco Perri &#8226; 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