{"id":64967,"date":"2021-11-05T00:05:00","date_gmt":"2021-11-04T23:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=64967"},"modified":"2026-01-18T19:29:50","modified_gmt":"2026-01-18T18:29:50","slug":"parte-vi-toschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64967","title":{"rendered":"La prima esercitazione di attacco dei S.L.C. nel Golfo di La Spezia e l&#8217;arrivo dei barchini &#8211; Parte VI"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO:&nbsp;STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX SECOLO<br \/>\nAREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: S.L.C., barchini esplosivi, I flottiglia M.A.S.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il \u00ab maiale \u00bb \u00e8 ormai adulto, pronto per un impiego operativo ma sono stati realizzati solo gli esemplari da allenamento e Toschi e Tesei premono per iniziare la costruzione di una nuova serie, questa volta da guerra.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nasce l&#8217;organizzazione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAbbiamo parlato nel precedente articolo del clima che si respirava nella regia marina, conscia che l&#8217;Italia si avvicinava ad un conflitto impreparata ad affrontare la Marine Nationale Francese e la Royal navy nel Mediterraneo. In un promemoria del 24 marzo 1937, lo stato maggiore della Regia marina (ufficio Piani di Operazion) incominci\u00f2 ad affrontare seriamente il problema ed il 30 giugno 1937 venne redatto un nuovo promemoria che non solo dava forza al progetto dei siluri a lunga corsa ma dava disposizione di rimodernare i due S.L.C. originali, ormai usurati dalle tante prove effettuate. ed affidare al <strong><span style=\"color: #008000;\">Comando sommergibili (MARICOSOM)<\/span><\/strong> la selezione ed il primo addestramento di personale da destinare a questa nuova componente. Lo studio fu tanto accurato che vennero anche identificati i primi obiettivi: <strong><span style=\"color: #008000;\">Biserta, Alessandria, Haifa, Algeri ed Orano<\/span><\/strong> nel Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, nonostante tutto fosse stato accuratamente studiato nulla accadde fino al 28 settembre 1938 quando fu emesso un nuovo promemoria a firma Cavagnari, che riportava: &#8220;<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Si propone di costituire la Flottiglia MAS di La Spezia .. dando il comando al Capitano di fregata Paolo Aloisi&#8221;<\/span><\/strong><\/em><span style=\"color: #000000;\">, nipote di Pompeo Aloisi, diplomatico artefice della pi\u00f9 audace operazione di spionaggio della I guerra mondiale, il furto dalla cassaforte del consolato austriaco di Zurigo della lista delle spie nemiche operanti in Italia. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Ad <strong><span style=\"color: #008000;\">Aloisi<\/span><\/strong> viene affiancato il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di corvetta Carlo Alberto Teppati<\/span><\/strong> ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano del genio navale Teseo Tesei<\/span><\/strong>.<\/span>&nbsp;Venne cos\u00ec costituita la <strong><span style=\"color: #008000;\">I flottiglia MAS<\/span><\/strong> con i seguenti ufficiali:<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">capitano GN Teseo Tesei<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">da Regia Nave scuola Colombo<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Amedeo Vesco<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dal R. Smg.&nbsp; Uebi Scebeli<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sottotenente di vascello Franco Costa<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dal R. Smg. Menotti<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">guardiamarina Virgilio Mandelli<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dal R. Smg. Durbo<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">capitano GN Elios Toschi<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dal R. Smg. Tembien<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Gino Del Pin&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dalle Scuole di Pola<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sottotenente di vascello Anatolle Pampaloni<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dalla Regia Accademia Navale<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">e naturalmente gli altri in addestramento alla base del Serchio;<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">tenenti di vascello Gino Birindelli, Antonio De Giacomo, Francesco Della Canonica, Athos Fraternale, Pier Vincenzo Di Domenico, Decio Catalano e il capitano GN Giuseppe Battisti. <\/span><\/strong>Per gli <strong><span style=\"color: #008000;\">MT modificati (MTM)<\/span><\/strong> furono designati il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano AN Gustavo Stefanini, e i Tenenti di vascello Aldo Lenzi, Fulvio Dodero, Maurizio Raimondo, Alberto Franzini e il sottotenente di vascello Eugenio Manca.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/regio-sommergibile-classe-H-H4.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 regio-sommergibile-classe-H-H4.png\" width=\"839\" height=\"389\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile classe H<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In totale 21 ufficiali per <strong><span style=\"color: #008000;\">11 SLC e 7 MTM (MT Modificati)<\/span><\/strong>.&nbsp; In quel primo periodo fu assegnato un <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile classe H<\/span><\/strong> (sia Tesei che Toschi erano stati direttori di macchina su quei battelli) per provvedere al trasporto dei mezzi subacquei. In realt\u00e0, a causa della sua vetust\u00e0 per incarichi operativi di guerra, il sommergibile fu quasi subito sostituito dal <strong><span style=\"color: #008000;\">R. Sommergibile Ametista<\/span><\/strong>, classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">600<\/span><\/strong>&#8220;, serie Sirena.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">La prima esercitazione reale<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era giunto il momento di effettuare un&#8217;esercitazione quanto pi\u00f9 reale possibile, simulando una vera e propria azione di guerra contro navi italiane alla fonda nel porto di La Spezia. Toschi, nel suo memoriale, racconta che i dettagli vennero discussi in una serata al ristorante \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Buonamico<\/span><\/strong>\u00bb di Viareggio, ovviamente sempre in termini generici. Come potete immaginare, la parola che ricorse maggiormente durante la cena fu \u00abmaiali\u00bb. Il cameriere, che li conosceva come ufficiali del Balipedio, salutandoli all\u2019uscita, gli disse divertito che una signora li aveva trovati un p\u00f2 strani &#8230; come commercianti di suini.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/rsmg-ametista.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 rsmg-ametista.png\" width=\"852\" height=\"604\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il Regio Sommergibile Ametista sullo scalo pochi giorni prima del varo, 26 aprile 1933, avvenuto presso i cantieri Odero Terni Orlando (OTO) del Muggiano. Subito dopo il varo, pass\u00f2 alle dipendenze del Comando Marina di La Spezia per i collaudi, l\u2019allestimento e la consegna &#8211; da <strong style=\"background-color: #ffffff; color: #1e1e1e;\"><span style=\"color: #008000;\">\u201c<em>Sommergibili italiani<\/em>\u201d di Alessandro Turrini ed Ottorino Ottone Miozzi, USMM 1999<\/span><\/strong><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima esercitazione degli assaltatori viene prevista la settimana seguente, ovviamente di notte, contro il <strong><span style=\"color: #008000;\">RN Quarto (nave bersaglio)<\/span><\/strong>&nbsp;con il supporto del <strong><span style=\"color: #008000;\">regio sommergibile Ametista<\/span><\/strong> che dovr\u00e0 rilasciare tre \u00abmaiali\u00bb passato l&#8217;isolotto del Tino, poco fuori della diga foranea di La Spezia. Da quel momento, l\u2019<span style=\"color: #008000;\"><strong>Ametista<\/strong><\/span>, al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Junio Valerio Borghese<\/span><\/strong>, viene destinato &#8220;ufficialmente&#8221; come trasportatore per la sperimentazione dei \u201cmaiali\u201d inquadrati nella I Flottiglia MAS, sempre comandata dal <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Aloisi<\/span><\/strong>. Il sommergibile viene modificato per portare tre mezzi, imbragati sulla coperta con dei cavi. A Bocca di Serchio il sommergibile esegue le prime prove di fuoriuscita di operatori da sommergibile immerso (posato sul fondo, a 20 metri di profondit\u00e0). I limiti di impiego sono certamente legati all&#8217;uso dell&#8217;ossigeno ma anche alla tenuta poco stagna dei S.L.C.. Gli operatori entrano nella garitta, che viene allagata per permettere l&#8217;apertura dei portelloni e la fuoriuscita dal sommergibile. Quindi sganciano il maiale e si dirigono sul bersaglio per applicare una carica esplosiva di esercizio, per poi rientrare nel giro delle poche ore di ossigeno disponibili (poco pi\u00f9 di due ore) verso il sommergibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima esercitazione viene prevista nel mese di gennaio, ovviamente di notte, contro il <strong><span style=\"color: #008000;\">RN Quarto<\/span><\/strong>, sempre con il supporto del <strong><span style=\"color: #008000;\">regio sommergibile Ametista<\/span><\/strong> che dovr\u00e0 rilasciare i \u00abmaiali\u00bb poco fuori della diga foranea di La Spezia. Il sommergibile si porta in affioramento, con il ponte appena sotto la superficie, e rilascia nottetempo i tre \u201cmaiali\u201d (Tesei-Pedretti, Birindelli-Paccagnini, Toschi-Lazzeri) che iniziano l&#8217;assalto alla base. La notte prescelta \u00e8 senza luna e la rada e le navi sono completamente oscurate. Nessuno sa di che cosa si tratti, nemmeno i comandanti delle navi che hanno solo ricevuto una generica informazione di allerta per un possibile attacco nemico. Solo un M.A.S., con il comandante Aloisi ed i palombari a bordo, controlla lo specchio d&#8217;acqua intorno alle navi. A bordo delle unit\u00e0 da attaccare viene ordinata la massima allerta e decine di vedette e sentinelle scrutano il mare ed il cielo in attesa di un ventilato attacco.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Esploratore_Quarto_1925.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Esploratore_Quarto_1925.jpg\" width=\"843\" height=\"447\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;esploratore RN Quarto, prima unit\u00e0 attaccata dagli S.L.C.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel pieno della notte a bordo si incomincia a pensare che l\u2019esercitazione non abbia avuto successo \u2026 ma i mezzi hanno invece raggiunto l&#8217;obbiettivo; hanno attaccato le cariche sotto lo scafo e sono ritornati al punto di riunione dove li aspetta il <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante Aloisi<\/span><\/strong>. Ma non tutto \u00e8 andato bene. Solo uno dei maiali ha funzionato perfettamente, gli altri hanno avuto problemi tecnici. Il bilancio \u00e8 comunque positivo. La nave \u00e8 stata &#8220;minata&#8221; con cariche di sabbia dello stesso peso di quelle reali e, in caso effettivo, sarebbe stata affondata. Un successo per Aloisi che ora pu\u00f2 battere i pugni allo Stato Maggiore ed ottenere ci\u00f2 di cui ha bisogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giorni successivi sono impiegati per la preparazione dei materiali ausiliari degli apparecchi. Arrivano finalmente le prime spolette ad orologeria per innescare a tempo le cariche. Effettuano prove a non finire perch\u00e9 nessuno si fida veramente del loro funzionamento. Che succederebbe se una carica posta sotto una corazzata nemica non esplodesse perch\u00e9 l&#8217;orologio della spoletta si \u00e8 fermato?<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Barchino-mtm-1024x625.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Barchino-mtm-1024x625.jpg\" width=\"1024\" height=\"625\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il momento del rilascio del mezzo da parte dell&#8217;operatore nella fase di attacco<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I Barchini esplosivi<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn quel periodo vengono realizzati i barchini esplosivi, &nbsp;minuscoli motoscafi a fondo piatto (tecnicamente chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">M.T.<\/span><\/strong> ovvero motoscafi turismo) i cui primi due seemplari erano stati costruiti dal <strong><span style=\"color: #008000;\">cantiere Baglietto<\/span> <\/strong>di Varazze nel novembre del 1936. In pratica a prua una carica di 300 kg di tritolo e a poppa un grosso motore 2500 Alfa-Romeo ed un volante di guida enorme. Durante la guida, il pilota era posto su una tavoletta fuori bordo ,a poppa, e infilava le gambe in due interstizi ai fianchi del motore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Toschi<\/strong><\/span> ricorda che l&#8217;idea della loro realizzazione si deve al duca <strong><span style=\"color: #008000;\">Amedeo d&#8217;Aosta<\/span><\/strong>, all&#8217;epoca generale della Regia Aeronautica che pens\u00f2 ad un&#8217;azione combinata idrovolanti (<strong><span style=\"color: #008000;\">SM 55<\/span><\/strong>) e barchini. Il concetto fu poi ripreso dal fratello <strong><span style=\"color: #008000;\">Aimone duca di Spoleto<\/span><\/strong>, ammiraglio della Regia Marina, che con i <strong><span style=\"color: #008000;\">capitani di fregata Giorgio Giorgis e Carlo Margottini<\/span> <\/strong>abbandonarono l&#8217;idea di usare gli aerei e pensarono piuttosto ad un imbarco a bordo dei cacciatorpediniere. L&#8217;addestramento su questi mezzi inizi\u00f2 nell&#8217;autunno del 1938 presso la base di <strong><span style=\"color: #008000;\">Balipedio Cottrau<\/span><\/strong>, sulla strada di Portovenere (La Spezia), ed il primo esperimento venne fatto, sempre contro l&#8217;esploratore <strong><span style=\"color: #008000;\">RN Quarto<\/span><\/strong>, il 13 novembre del 1940.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/foto-piloti-barchini-a-balipedio-cottrau-1.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 foto-piloti-barchini-a-balipedio-cottrau-1.png\" width=\"838\" height=\"473\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Piloti di barchini esplosivi al Balipedio Cottrau<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il concetto di impiego dei M.T. era anch\u2019esso innovativo<\/span><\/strong>. <strong><span style=\"color: #008000;\">Toschi<\/span><\/strong> scrive: \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Si tratta di riuscire ad entrare, col favore della notte e con il motore al minimo, entro un porto nemico non troppo protetto e controllato. Poi, alle prime luci dell&#8217;alba, da distanza ravvicinata, partire a tutta velocit\u00e0 contro la sagoma della nave nemica. Giunti a duecento metri, prendere bene la mira, bloccare il volante e gettarsi via, all\u2019indietro, nel gorgo tumultuoso dell\u2019elica. L&#8217;urto contro la carena provocher\u00e0 l&#8217;affondamento della carica e la sua successiva esplosione sui sei metri di profondit\u00e0 per ottenere il massimo effetto balistico.<\/span> <\/strong><\/em>\u201c<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/barchino-esplosivo-1024x678.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 barchino-esplosivo-1024x678.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incominciano le prove anche al Serchio, correndo lungo la costa alla massima velocit\u00e0 per prendere dimestichezza con la dinamica dei mezzi. Avviene anche un fatto curioso, riportato da Toschi: \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">I primi giorni proviamo i motori correndo su e gi\u00f9 per il Serchio. L&#8217;ondata che ci segue si ripercuote sui canneti delle sponde in un&#8217;altra ondata pi\u00f9 dolce e vellutata. Ad un passaggio velocissimo, intravvedo una inconsueta figura femminile vestita di nero in una barca ancorata quasi a mezzo del fiume. Alcuni signori che sono con lei fanno gesti eccitati forse per chiedermi d&#8217;arrestarmi. Ma ormai \u00e8 tardi e vedo la barca oscillare paurosamente. \u00c8 la Sovrana che sta pescando, o meglio che pescava fino a poco fa.<\/span><\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/MTM-barchino-fasi.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MTM-barchino-fasi.png\" width=\"839\" height=\"1358\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incidente li fa tornare al largo dove le corse pazze non hanno limiti. Costruiscono un circuito con due boe, simulacro un bersaglio contro il quale si lanciamo innumerevoli volte di giorno e di notte.&nbsp;Ancora una volta avviene un incidente, il barchino supera le boe ma, invece di andare dritto, curva e corre verso la riva, spiaggiando in un capanno di pescatori.&nbsp; Passano le settimane, i mesi, ed ora il primo nucleo dei mezzi d&#8217;assalto pu\u00f2 dirsi pronto ma sono pochi ed \u00e8 giunto il momento di reclutare volontari e costruire nuovi mezzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Toschi&nbsp;<\/span><\/strong> scrive: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Nella vita semplice del Serchio, ridotta all\u2019osso, senza formalismi, materiata di sostanza e di capacit\u00e0 effettive, di piena socialit\u00e0, tutto diviene pi\u00f9 semplice ed efficace \u2026 Catalano, Visintini, Marceglia, Martellotta e tanti altri ancora, afferrano la nostra bandiera con rinnovato vigore e decisione. Noi sappiamo gi\u00e0 che il nostro compito essenziale sar\u00e0 quello di aprire la strada ai pi\u00f9 giovani. Troppe cose mancano ancora perch\u00e9 ai primi possa arridere subito il successo. Troppo tempo \u00e8 stato perduto per tendenza, forse inevitabile, di dare la precedenza al nucleo essenziale della flotta<\/em>.<\/span> <\/strong>\u201c<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/i-componenti-della-1c2aa-flottiglia-mas-nel-1939..jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 i-componenti-della-1c2aa-flottiglia-mas-nel-1939..jpg\" width=\"847\" height=\"635\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I componenti della 1\u00aa Flottiglia MAS nel 1939. Da sinistra a destra sottotenente di vascello Luigi Durand de la Penne (medaglia d\u2019oro), capitano (GN) Teseo Tesei (medaglia d\u2019oro), capitano Bruno Falcomat\u00e0 (medaglia d\u2019oro), in divisa il comandante della flottiglia capitano di fregata Paolo Aloisi (medaglia d\u2019argento), tenente (GN) Gian Gastone Bertozzi (medaglia d\u2019argento), tenente di vascello Gino Birindelli (medaglia d\u2019oro), capitano (AN) Gustavo Maria Stefanini, guardiamarina Giulio Ce<\/span><span style=\"color: #008000;\">nturione.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le discussioni fervono tra il serio ed il faceto, ma le discussioni tecniche e strategiche godono il massimo favore. <strong><span style=\"color: #008000;\">Toschi&nbsp;<\/span> <\/strong>racconta \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Alcuni di noi sono pi\u00f9 favorevoli al trasporto degli assaltatori vicino alle basi avversarie con l&#8217;aereo anzich\u00e9 col sommergibile. Sono il pi\u00f9 accanito sostenitore di questa tesi, mentre Tesei \u00e8 contrario. Mi rendo conto che le difficolt\u00e0 da superare sono molte, ma ritengo anche che molti siano i vantaggi. La Marina non ha purtroppo una sua aviazione come sarebbe indispensabile: quindi prima grossa difficolt\u00e0, per la divisione di competenza fra le due armi, chiedere ed ottenere la collaborazione dell\u2019aereonautica. Secondo grosso ostacolo riuscire a mantenere ancora il segreto, uscendo dall&#8217;ambito ristretto nel quale abbiamo agito sin qui. Anche i vantaggi per\u00f2 sarebbero numerosi ed importanti. I sommergibili per arrivare a qualche miglio dalle basi nemiche devono attraversare due volte zone minate e controllatissime. Quanti riusciranno a passare? Quanti a ritornare? La navigazione dovr\u00e0 essere per lo pi\u00f9 occulta, cio\u00e8 in immersione. Data la bassa velocit\u00e0 subacquea dei sommergibili durer\u00e0 alcuni giorni ed i sommozzatori arriveranno gi\u00e0 stanchi e provatissimi. Gli stessi maiali a tanti giorni dall&#8217;ultimo collaudo potranno dare amare sorprese. Con l&#8217;aereo si potrebbe invece passare in due, tre ore al massimo, da un luogo di assoluto riposo e con il maiale a puntino, all&#8217;immediatezza dell&#8217;azione. \u2026 In questi confronti fra la logica ed i piccoli egoismi degli uomini sono sempre i secondi a trionfare e forse ha ragione Tesei a non voler neppure tentare quella strada.<\/span><\/strong><\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto la situazione europea si \u00e8 fatta davvero pesante e Toschi, i primi di giugno, improvvisamente, deve partire con il suo sommergibile. Inutili sono le sue proteste, al punto di minacciare di disertare per restare al Serchio. Dopo sette giorni di navigazione, di notte, mentre tentano l\u2019impossibile impresa di passare lo stretto di Gibilterra in superficie, vengono avvisati via radio, che la guerra \u00e8 gi\u00e0 stata dichiarata fin dal mattino. Avviene il primo scontro tra sommergibili italiani e navi inglesi lungo le coste marocchine sotto una luna evanescente e tre su quattro sommergibili riescono a passare lo stretto, misurando le velocit\u00e0, alle varie quote, della corrente. Il pensiero di Toschi \u00e8 per\u00f2 sempre al Serchio e a quello che ora avverr\u00e0.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte VI \u2013 continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">@ copyright del testo dell&#8217;autore andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">immagini, se non diversamente attribuite,&nbsp; @Ufficio storico della Marina Militare italiana<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Bibliografia<br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Beppe Pegolotti, Uomini contro navi, Vallecchi, 1959<\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Elios Toschi, Tesei e i Cavalieri subacquei, Giovanni Volpe Editore, 1967, Roma<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Elios Toschi, In Fuga oltre l\u2019Himalaia, Edizione EDIF, 1968<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Ghetti, Storia della Marina italiana nella seconda guerra mondiale, De Vecchi Editore, 1968<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Luis de la Sierra, Gli assaltatori del mare, Mursia, 1971<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Alfredo Brauzzi, I mezzi di assalto della Marina Militare, supplemento alla Rivista Marittima, 1991<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Junio Valerio Borghese, Sea Devils, Italian Commandos in WWII, Naval Institute Press, Annapolis, Maryland 1995<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Alessandro Turrini, Una breve storia dei siluri a lenta corsa e della X MAS, Supplemento alla Rivista Marittima, 2000<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Carlo De Risio, Ufficio storico della Marina Militare, La marina italiana nella seconda guerra mondiale Volume XIV \/ I mezzi di assalto<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Documenti ed immagini Ufficio Storico della Marina Militare italiana<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nAlcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64753\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64775\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64885\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64895\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64966\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64967\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/65136\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-20 maxbutton maxbutton-parte-viii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/65166\"><span class='mb-text'>PARTE VIII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-21 maxbutton maxbutton-parte-ix\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/65146\"><span class='mb-text'>PARTE IX<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-22 maxbutton maxbutton-parte-x\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64969\"><span class='mb-text'>PARTE X<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-23 maxbutton maxbutton-parte-xi\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64970\"><span class='mb-text'>PARTE XI<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. 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Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. 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