{"id":64864,"date":"2021-10-20T00:10:00","date_gmt":"2021-10-19T22:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=64864"},"modified":"2023-06-22T20:51:09","modified_gmt":"2023-06-22T18:51:09","slug":"64864","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64864","title":{"rendered":"Nella storia della Marina Italiana due navi hanno portato il nome \u201cBrindisi\u201d La seconda, divenuta incrociatore, fu silurata il 6 agosto 1943 e affond\u00f2 con la sciabola di Louis Mountbatten, Primo lord del mare e ultimo vicer\u00e9 dell\u2019India"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX SECOLO<br \/>\nAREA: MAR MEDITERRANEO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Brindisi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella storia della Marina Italiana si ricordano due navi che hanno portato il nome \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Brindisi<\/span><\/strong>\u201d.&nbsp;In realt\u00e0, a rigore, nei registri ufficiali di marina, sono in totale tre le navi riportate con l\u2019intitolazione \u201cBrindisi\u201d: due navi da guerra &#8211; un incrociatore esploratore e un incrociatore ausiliario &#8211; e in pi\u00f9 una nave mercantile &#8211; una motonave passeggeri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scherzi di una consolidata tradizione in uso in praticamente tutti i Paesi di questo mondo: quella di requisire, in tempo di guerra, navi civili per convertirle \u2013 in principio, temporalmente \u2013 in navi militari. Ed infatti, \u00e8 quello che accadde alla motonave \u201cBrindisi\u201d quando nel 1940, in vista dello scoppio della seconda guerra mondiale, fu convertita nell\u2019incrociatore ausiliario \u201cBrindisi\u201d. Rimanendo nel campo delle consolidate tradizioni militari, anche l\u2019altra nave da guerra \u201cBrindisi\u201d fu frutto di una riconversione. Questa volta si tratt\u00f2 di una requisizione di guerra, quella eseguita dall\u2019Italia ai danni dell\u2019Austria alla fine della prima guerra mondiale quando, in conto riparazioni di guerra, nel 1920 l\u2019incrociatore scout austroungarico \u201cHelgoland\u201d fu ceduto alla Regia Marina, che lo convert\u00ec nell\u2019incrociatore esploratore \u201cBrindisi\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/2557C_Helgoland_1912_esploratore_KuK_Austria_fermo_in_rada_poi_RN_Brindisi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 2557C_Helgoland_1912_esploratore_KuK_Austria_fermo_in_rada_poi_RN_Brindisi.jpg\" width=\"650\" height=\"506\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>SMS Helgoland 1912 alla fonda in rada &#8211; photo credit<\/strong><\/span> <a href=\"http:\/\/www.agenziabozzo.it\/navi_da_guerra\/C-Navi%20da%20Guerra\/C-2557_HELGOLAND_1912_esploratore_della_Marina_Austro-Ungarica_poi_RN_BRINDISI_nel_1920.htm\">http:\/\/www.agenziabozzo.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore esploratore KuK SMS Helgoland<\/span><\/strong> della k.u.k. Kriegsmarine austroungarica era stato costruito dai cantieri navali Danubio, nel porto di Sankt Veit am Flaum \u2013 San Vito al Fiume \u2013 l\u2019attuale citt\u00e0 croata di Rijeka, l\u2019italiana Fiume. La nave, impostata il 28 ottobre 1911, fu varata il 23 novembre del 1912, fu completata il 29 agosto 1914 ed entr\u00f2 in servizio il 5 settembre, poco pi\u00f9 di un mese dopo l\u2019inizio della prima guerra mondiale. Il nome \u201cHelgoland\u201d fu attribuito in commemorazione dell\u2019omonima battaglia combattuta il 9 maggio 1864 dalle navi austro-prussiane contro la marina danese, nel Mare del Nord a sud dell\u2019isola Helgoland, a quell\u2019epoca appartenente all\u2019Inghilterra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave Helgoland, con 130 metri lunghezza e 13 metri di larghezza, aveva una immersione di 5 metri e un dislocamento di 3.500 tonnellate potendo raggiungerne 4.417 tonnellate a pieno carico. L\u2019impianto motore era costituito da 2 turbine a vapore e 16 caldaie Yarrow sviluppando una potenza di 25.600 hp a tiraggio naturale potendo raggiungerne 30.178 a tiraggio forzato. Con 2 eliche raggiungeva i 27 nodi e con il pieno di 815 tonnellate di carbone poteva navigare in autonomia fino a 1.600 miglia a 24 nodi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/sms-helgoland-la-spezia-1920.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 sms-helgoland-la-spezia-1920.png\" width=\"589\" height=\"358\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L&#8217;SMS Helgoland agli ormeggi a La Spezia &#8211; 1920 (divenuto Regio esploratore nel 1921) da http:\/\/www.agenziabozzo.it\/<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2019SMS Helgoland<\/span> <\/strong>era una nave manovriera veloce con scarsa protezione e, equipaggiata con 2 tubi anti-siluri da 450 mm, fu molto attiva nell\u2019ambito delle operazioni navali nell\u2019Adriatico durante la prima guerra mondiale, prendendo parte anche alla battaglia del Canale d\u2019Otranto nella notte tra il 14 e il 15 maggio 1917. Riprese il mare il 19 ottobre seguente per una puntata verso Valona e&nbsp;Brindisi&nbsp;con la scorta di sei cacciatorpediniere, ma la formazione austroungarica fu localizzata e attaccata dagli aerei italiani che la costrinsero a rientrare a Cattaro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/medaglia-regio-esploratore-brindisi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 medaglia-regio-esploratore-brindisi.jpg\" width=\"692\" height=\"800\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: inherit;\">Conclusa la guerra, la Helgoland fu una delle varie unit\u00e0 navali che furono consegnate all\u2019Italia per effetto del Trattato di Saint-Germain-en-Laye, come riparazione dei danni di guerra. Fu consegnata alla Regia Marina il 19 settembre 1920 nel porto di Biserta, raggiungendo poi La Spezia il 26 ottobre seguente dove gli fu conferito fu conferito il nuovo nome di \u201cBrindisi\u201d.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/brindisi-regio-esploratore-1921.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 brindisi-regio-esploratore-1921.jpg\" width=\"780\" height=\"404\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il Regio esploratore \u201cBrindisi\u201d agli ormeggi nel porto interno di Brindisi \u2013 1921<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave quindi, sub\u00ec lavori di riparazione dal 6 aprile al 16 giugno 1921 per essere messa punto come incrociatore esploratore, entrando cos\u00ec pienamente in servizio come nave di bandiera del contrammiraglio Massimiliano Lovatelli. Il \u201cBrindisi\u201d salp\u00f2 per Istanbul il 3 luglio, visitando numerosi porti d\u2019Italia, Grecia e Turchia durante il tragitto, rilevando l\u2019incrociatore San Giorgio come nave ammiraglia dello Squadrone Orientale e servendo in questo ruolo fino al suo ritorno in Italia il 7 gennaio 1924.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cBrindisi\u201d ospit\u00f2 a bordo il re Vittorio Emanuele III di Savoia durante le cerimonie per il trasferimento della citt\u00e0 di Fiume all\u2019Italia nel febbraio-marzo del 1924, per poi essere trasferito in Libia dove oper\u00f2 per un paio d\u2019anni. Rientrato in Italia, fu posto in riserva il 26 luglio 1926 e riattivato il 1\u00ba giugno 1927 come nave ammiraglia del 1\u00ba Squadrone cacciatorpediniere del <strong><span style=\"color: #008000;\">contrammiraglio Enrico Cuturi<\/span><\/strong>. Poi, a partire dal 6 giugno 1928, fu nave di bandiera del <strong><span style=\"color: #008000;\">contrammiraglio Antonio Foschini<\/span><\/strong> e nel maggio-giugno 1929 comp\u00ec un\u2019ultima crociera nel Mediterraneo Orientale toccando porti in Grecia e nel Dodecaneso. Poco dopo, il 26 novembre 1929, l\u2019esploratore \u201cBrindisi\u201d fu posto in disarmo e poi, dopo essere stato impiegato come nave alloggio truppe ad Ancona, Pola e Trieste, fu infine radiato dal servizio attivo l\u201911 marzo 1937 e fu avviato alla demolizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La motonave \u201cBrindisi\u201d invece, era italiana di nascita: era stata costruita dai Cantieri Riuniti Dell\u2019Adriatico nel porto di Monfalcone su incarico della Puglia S. A. di Navigazione a Vapore, che la impieg\u00f2 sulle tratte Venezia-Trieste-Pola-Lussinpiccolo-Zara-Sebenico-Spalato-Gravosa-Cattaro-Antivari-San Giovanni-Durazzo-Valona-Brindisi-Monopoli-Bari-Molfetta-Barletta\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Impostata il 15 dicembre 1930, la nave \u201cBrindisi\u201d fu varata il 15 giugno 1931 ed entr\u00f2 in servizio il 27 luglio. Con 78 metri di lunghezza e 12 di larghezza, aveva un\u2019altezza di 7 metri e mezzo, con un dislocamento netto di 1.073 tonnellate e lordo di 1.976 . La propulsione era affidata a 2 motori diesel Fiat con 3300 hp di potenza totale. Con 2 eliche raggiungeva la velocit\u00e0 di 15 nodi, aveva 4 stive di 1.722 metri cubi per una capacit\u00e0 di carico di 1.231 tonnellate e trasportava nelle cabine fino a 72 passeggeri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo pochi mesi di servizio, il 25 dicembre 1931, la \u201cBrindisi\u201d s\u2019incagli\u00f2 nei pressi di Pasman, un\u2019isola dell\u2019attuale Croazia, &nbsp;riportando comunque solo danni lievi e potendo essere agevolmente disincagliata. Il 21 marzo 1932 la proprietaria societ\u00e0 Puglia di Bari conflu\u00ec nella Societ\u00e0 di Navigazione San Marco di Venezia, che in seguito divenne Adriatica Societ\u00e0 Anonima di Navigazione, e la motonave \u201cBrindisi\u201d fu principalmente impiegata sulle rotte tra Venezia la Dalmazia e l\u2019Albania, mentre dopo il 1937 venne spesso impiegata anche su altre rotte in sostituzione di navi poste temporalmente ai lavori.&nbsp;Il 20 maggio 1940, poche settimane prima dell\u2019ingresso dell\u2019Italia nella seconda guerra mondiale, la motonave \u201cBrindisi\u201d venne posta in disarmo a Bari, dove fu sottoposta a lavori di conversione in incrociatore ausiliario, imbarcando un armamento composto da 2 cannoni da 102 mm e 4 mitragliere da 13 mm, nonch\u00e9 da attrezzature per la posa di 60 mine. Consegnato ufficialmente dalla Regia Marina il 16 giugno 1940, a Brindisi, sua citt\u00e0 eponima, il nuovo incrociatore \u201cBrindisi\u201d venne iscritto nel ruolo del Naviglio ausiliario dello Stato, e tutto il suo equipaggio venne militarizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal 6 dicembre 1940 il \u201cBrindisi\u201d venne adibito a compiti di scorta ai convogli tra l\u2019Italia e l\u2019Albania, e nel marzo 1941 venne inviato in Libia, per partecipare alla posa di alcuni campi minati al largo di Tripoli. Successivamente l\u2019unit\u00e0 ritorn\u00f2 ad operare sulle rotte verso l\u2019Albania, e anche la Grecia, con funzioni di scorta. Il 20 maggio 1941 l\u2019incrociatore salp\u00f2 da Brindisi, in unione con il cacciatorpediniere Mirabello, per scortare a Patrasso 4 unit\u00e0 mercantili. All\u2019alba del 21 maggio il Mirabello avvist\u00f2 l\u2019esplosione della cannoniera Matteucci che era salata su una mina e si avvicin\u00f2 per prestare soccorso, ma urt\u00f2 a sua volta una mina perdendo la prua e, dopo inutili tentativi di salvare la nave, l\u2019equipaggio la dovette autoaffondare. Il \u201cBrindisi recuper\u00f2 63 componenti di quell\u2019equipaggio, mentre gli altri raggiunsero la riva a nuoto o vennero raccolti da altre unit\u00e0. Il 9 gennaio 1942 l\u2019incrociatore lasci\u00f2 nuovamente Brindisi diretto a Patrasso, di scorta al piroscafo Fedora. Prima dell\u2019alba del mattino del 10 gennaio il convoglio venne attaccato dal sommergibile britannico Thrasher con il lancio di quattro siluri, due dei quali centrarono il Fedora che affond\u00f2 dopo poco pi\u00f9 d\u2019un\u2019ora e mezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 4 marzo 1942 il \u201cBrindisi\u201d venne dislocato al Pireo, per scortare i convogli diretti a Creta, rientrando dopo qualche mese a Brindisi per essere sottoposto a lavori e ritornare in servizio il 12 novembre 1942, assegnato alle scorte per i convogli diretti in Tunisia. Il 29 novembre 1942 lasci\u00f2 Biserta diretto a La Spezia, insieme alla torpediniera Climene e di scorta alla motonave Citt\u00e0 di Tunisi e alle 10 di quella sera il sommergibile <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Seraph<\/span> <\/strong>attacc\u00f2 il convoglio lanciando due siluri contro il \u201cBrindisi\u201d, che venne mancato di stretta misura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partito da Bari alla volta di Cattaro la sera del 6 agosto 1943 al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Loris Greco<\/span> <\/strong>e, insieme alla <strong><span style=\"color: #008000;\">torpediniera Rosolino Pilo<\/span><\/strong>, di scorta al piroscafo Italia adibito al trasporto truppe, il \u201cBrindisi\u201d venne attaccato a 8 miglia a nordest di Bari dal <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile britannico Uproar<\/span><\/strong> che gli lanci\u00f2 quattro siluri, uno dei quali, alle 22.05 and\u00f2 a segno in corrispondenza della stiva numero 2. Lo scoppio uccise dieci uomini ed apr\u00ec un grosso squarcio nello scafo, immobilizzando la nave. In via di rapido allagamento e con le macchine principali fuori uso, il \u201cBrindisi\u201d inizi\u00f2 rapidamente ad appopparsi, sino a ritrovarsi in breve con la poppa sommersa sino al ponte di coperta. L\u2019equipaggio abbandon\u00f2 per intero la nave sulle scialuppe, eccetto il comandante Greco ed altri due uomini, rimasti a bordo mentre il \u201cBrindisi\u201d veniva preso a rimorchio nel tentativo di raggiungere un porto. Ma il salvataggio della nave fall\u00ec dopo alcune miglia percorse a rimorchio: circa un\u2019ora dopo il siluramento, una paratia cedette e la nave, abbandonata a nuoto dai tre militari rimasti a bordo, affond\u00f2 nel giro di qualche minuto, a circa due miglia dal faro di San Cataldo. Eccezion fatta per le dieci vittime dell\u2019esplosione del siluro, l\u2019intero equipaggio fu salvato dai mezzi di soccorso giunti sul posto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/HMS-SUB-Uproar.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 HMS-SUB-Uproar.jpg\" width=\"800\" height=\"604\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>British U class submarine HMSM ULLSWATER (rinominato HMS <i>Uproar<\/i> nel 1943) &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Uproar.jpg\">File:HMS Uproar.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo quasi 60 anni dall\u2019affondamento, il relitto dell\u2019incrociatore \u201cBrindisi\u201d fu individuato sul fondo marino al largo di Bari dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">nave idrografica Ammiraglio Magnaghi<\/span><\/strong>, durante una campagna idrografica effettuata nell\u2019autunno del 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa in breve la storia ufficiale della regia \u2013 e sfortunata \u2013 nave intitolata a \u201cBrindisi\u201d. Ma ad essa \u00e8 legata anche una storia moto particolare che riguarda direttamente il suo comandante Loris Greco: tutta un\u2019altra storia che \u2013 gi\u00e0 raccontata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Antonio Mario Caputo: \u201cIl Brindisi e la sciabola di Mountbatten<\/span><\/strong>\u201d in Brindisi Report del 26 giugno 2013 \u2013 merita certamente d\u2019essere ricordata.&nbsp;Una sera dell\u2019estate del 1921, nel corso di un incontro sociale, di quelli usuali tra gli ufficiali di marina prima di una lunga partenza per mare, si conobbero e strinsero amicizia il giovane <strong><span style=\"color: #008000;\">sottotenente di vascello Loris Greco<\/span><\/strong> e l\u2019altrettanto giovane \u2013 erano nati lo stesso anno, 1900 \u2013 ufficiale inglese <strong><span style=\"color: #008000;\">Louis Mountbatten<\/span><\/strong> e i due, prima del commiato, decisero di scambiarsi la sciabola, la preziosa arma distintiva di ogni ufficiale: un solenne rituale privato che \u2013 eventualmente \u2013 secondo un\u2019antica tradizione viene eseguito tra ufficiali di marina che scoprono motivi di reciproca stima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Loris Greco<\/span> <\/strong>quella sera, probabilmente, non sapeva che il suo nuovo amico Louis Mountbatten fosse un inglese davvero importante: si trattava del <strong><span style=\"color: #008000;\">I conte Mountbatten di Burma<\/span><\/strong>, nato principe di Battenberg; per via materna era bisnipote della regina Vittoria e cugino del re d\u2019Inghilterra Giorgio V; nonch\u00e9 era &nbsp;zio materno dell\u2019appena nato Philip, futuro duca di Edimburgo marito della regina Elisabetta; eccetera. Quel giovane ufficiale era inoltre un uomo dalle straordinarie qualit\u00e0 personali e militari, e gi\u00e0 durante la prima guerra mondiale, si era comportato con onore nei ranghi della Royal Navy. E, certamente, Greco non avrebbe potuto neanche immaginare che quel giovane ufficiale inglese sarebbe stato nominato, nel 1947, vicer\u00e9 dell\u2019India: fu lui l\u2019ultimo dei vicer\u00e9 dell\u2019impero anglo-indiano e il primo governatore generale dell\u2019India indipendente. Sarebbe anche divenuto <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>First Sea Lord<\/em><\/span><\/strong> \u2013 Primo lord del mare \u2013 e capo di stato maggiore della Marina britannica e, nel 1965, sarebbe stato anche ministro della difesa del Regno Unito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/sciabola-rpyal-navy-uk-1.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 sciabola-rpyal-navy-uk-1.png\" width=\"902\" height=\"200\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Louis Mountbatten<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\"> mor\u00ec all\u2019et\u00e0 di 79 anni in Irlanda, il 27 agosto 1979, ucciso in un attentato dell\u2019IRA. Al suo funerale, il 6 settembre 1979 a Londra, sulla bara sistemata sull\u2019affusto di un cannone erano posate la feluca, il bastone di Lord del mare e quella sciabola che, ricevuta nel 1921 dall\u2019ufficiale italiano Loris Greco, lo aveva accompagnato in tutti i suoi anni vissuti in divisa e che \u00e8 attualmente esposta tra i cimeli di Buckingham Palace.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per Loris Greco quell\u2019arma bianca ricevuta dal giovane ufficiale inglese era diventata il suo inseparabile distintivo, e lo avrebbe certamente accompagnato fino alla morte \u2013 avvenuta prematuramente nel 1952 \u2013 se non fosse finita sul fondo del mare, in quello specchio d\u2019acqua tra Bari e Brindisi dove affond\u00f2 nella notte tra il 6 e 7 agosto 1943 quando la nave che comandava, il Regio Incrociatore Ausiliario \u201cBrindisi\u201d, col\u00f2 a picco in seguito al siluramento del sottomarino britannico Uproar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comandante Greco, dopo il siluramento e dopo aver ordinato al suo equipaggio di abbandonare il \u201cBrindisi\u201d e mettersi in salvo, volle rimanere a bordo per un\u2019ultima doverosa ispezione e soprattutto \u2013 c\u2019\u00e8 da esserne certi \u2013 per tentare di recuperare dalla sua cabina, presto avvolta da fiamme e fumo, la sciabola donatagli da Mountbatten. Ma non fu possibile: Loris Greco si salv\u00f2 rocambolescamente a nuoto mentre la sua nave portava con s\u00e9 sul fondo delle acque prossime alla costa brindisina la spada da ufficiale di marina del suo amico inglese: Mountbatten, Primo Lord del Mare e Vicer\u00e9 d\u2019India.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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