{"id":64574,"date":"2021-10-13T00:10:41","date_gmt":"2021-10-12T22:10:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=64574"},"modified":"2023-06-14T20:56:46","modified_gmt":"2023-06-14T18:56:46","slug":"64574","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64574","title":{"rendered":"Cortine di ferro e di gas"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 13<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<br \/>\nAREA: POLITICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: politica internazionale, Strategie globali<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Storia, quella vera, non quella della conta dei bossoli, ha ripreso a correre ovunque, seguendo il tracciato fluorescente delle proiezioni di potenza; il <strong><span style=\"color: #008000;\">Cremlino<\/span><\/strong> ridisegna mappe e confini ed assegna limitazioni alla sovranit\u00e0 come in <strong><span style=\"color: #008000;\">Ucraina<\/span><\/strong>; <span style=\"color: #008000;\"><strong>Ankara<\/strong><\/span> sfida <strong><span style=\"color: #008000;\">Atene<\/span><\/strong> sul mare; il <strong><span style=\"color: #008000;\">Medio Oriente<\/span><\/strong> ribolle da Gerusalemme a Kabul; <strong><span style=\"color: #008000;\">Pechino<\/span><\/strong> persegue la politica del <strong><em><span style=\"color: #008000;\">divide et impera<\/span><\/em><\/strong> grazie ad investimenti finanziari e pseudo interventi sanitari, malgrado le prime scottature causate dalla bolla speculativa di <strong><span style=\"color: #008000;\">Evergrande<\/span><\/strong>; gli <strong><span style=\"color: #008000;\">USA<\/span><\/strong> vivono il loro momento di declino mentre si riaffacciano gli spettri di una nuova guerra fredda alimentata dai fatti di Crimea. L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Europa<\/span><\/strong>, dama di altri tempi, avulsa dai contesti dinamici, annaspando, paga dazio alla sua impersonalit\u00e0 politica che le impedisce di fornire risposte collegiali a chiunque; tra aneliti geopolitici ed aspirazioni a politiche di potenza, non c\u2019\u00e8 soggetto che non reclami, pour la Vieille Dame, un ruolo rinnovato e preminente che impedisca la sua trasformazione in inane fantoccio politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019epoca dell\u2019irrazionale <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>cancel culture<\/em><\/span><\/strong> sarebbe opportuno ricordare che all\u2019Europa occidentale, per porsi al centro dell\u2019attenzione politica, sono occorsi pi\u00f9 di 1000 anni, e che fino al XVI secolo, negli affari globali, non \u00e8 riuscita a rivestire significativa importanza. Comprensibile come i cambiamenti, figli del biennio 89\/91, non abbiano favorito per gli attori dell\u2019Europa centrale un\u2019automatica e celere comparazione con quelli occidentali. <strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c8 un problema di maschere, di frammentazione della personalit\u00e0, di comportamenti contingenti, di saper assumere di volta in volta la forma dell\u2019acqua<\/span><\/strong>.&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">La geopolitica \u00e8 strategia, \u00e8 politica di potere arricchita dei territori e dei loro attori, amalgamati e coesi al loro interno in virt\u00f9 di una coerente narrazione storica e sociale e con, sullo sfondo, rapporti di potere caratterizzati dallo stigma dell\u2019incontro\/scontro di civilt\u00e0 <\/span><span style=\"color: #008000;\">con un focus sull\u2019Europa centro orientale dove la geopolitica gioca con le conseguenze degli spostamenti determinati dal domino delle relazioni internazionali.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Unione Europea<\/span><\/strong>,<strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;<\/span><\/strong>dopo l\u2019annessione della Crimea e l\u2019attrito con l\u2019Ucraina, ha tentato&nbsp;con la <strong><span style=\"color: #008000;\">Russia <\/span><\/strong>avvicinamenti bilaterali ispirati all\u2019insensata auspicabilit\u00e0 e non alle reali possibilit\u00e0 diplomatiche, cosa che ha evidenziato una carenza strategica moscovita, sottolineata dai riconoscimenti di un autoritarismo votato alla limitazione degli spazi marittimi ucraini; un quadro generale che ha sottolineato sia l\u2019instabilit\u00e0 determinata dalle attivit\u00e0 militari in Crimea ed a supporto della Bielorussia, sia la necessit\u00e0 e l\u2019opportunit\u00e0 europee di sostenere e tutelare l\u2019integrit\u00e0 territoriale di Georgia e Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Paesi dove, in ottica filorussa, Kiev ha tentato la strada di una politica multivettoriale<\/span><\/strong> <sup>1<\/sup>, garanzia di un impossibile non allineamento, resa inverosimile dalla stessa conformazione geografica ucraina che la porta ad affacciarsi, attraverso il Mar Nero, a Caucaso e Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019Europa a sud est non pu\u00f2 del resto essere intesa come un limes terminale, ma come uno spazio intermedio tra Europa, Asia e Medio Oriente.<\/span> <\/strong>E proprio l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ucrain<\/span><span style=\"color: #008000;\">a<\/span><\/strong>, che \u00e8 priva di una forza nucleare propria alla quale ha ironicamente rinunciato in cambio di garanzie sul possesso della Crimea da parte di USA, UK e Russia. Ucraina il cui nome, non a caso, significa area di frontiera, \u00e8 uno dei Paesi su cui soffermarsi per poi estendere il raggio di analisi. Avvinti agli USA dal 2014 <sup>2<\/sup> (durante il quale le forze di Kiev abbandonarono il campo crimeano senza sparare un colpo) gli Ucraini costituiscono la base dell\u2019antemurale con la Russia, una minaccia s\u00ec incombente contro la quale schierare ora uomini finalmente combat ready, ma sovrastata dalla querelle indo-pacifica, palestra di realismo geopolitico.&nbsp;La sottile linea rossa moscovita \u00e8 pi\u00f9 che consolidata militarmente al nord malgrado gli Stati baltici, che devono giocoforza confidare in un impegno americano pari a quello che, dopo il \u201845, ha poi garantito la permanenza nella NATO di Turchia e Grecia pur con l\u2019abbandono al proprio destino della Polonia; la red line al centro \u00e8 causa di contesa con Ucraina e Bielorussia; sul Mar Nero fino al Bosforo, ed in aree dove, ultimamente, si \u00e8 perigliosamente avventurata la Royal Navy, \u00e8 corda che vibra per le incertezze dovute all\u2019ondivaga politica turca. Il tratto russo si stende sul fianco orientale dell\u2019Alleanza, e tocca Polonia, che non ha esitato ultimamente a dotarsi di <strong><span style=\"color: #008000;\">droni turchi Bayraktar<\/span><\/strong>, e Romania, dove sono ubicate le <strong><span style=\"color: #008000;\">basi missilistiche Aegis Ashore<\/span><\/strong>, idonee al doppio impiego difensivo\/offensivo, le <strong><span style=\"color: #008000;\">batterie missilistiche THAAD<\/span><\/strong>, e <strong><span style=\"color: #008000;\">basi aeree<\/span><\/strong> troppo distanti dalle coste per poter essere oggetto di attacchi aeronavali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quest\u2019ottica tra i progetti infrastrutturali del <strong><span style=\"color: #008000;\">Trimarium<\/span><\/strong> <sup>3<\/sup> vi \u00e8 la <strong><span style=\"color: #008000;\">ferrovia Rail2Sea<\/span><\/strong> la cui rilevanza non risiede tanto negli scambi commerciali che dovrebbe agevolare tra Danzica e Costanza, quanto nella possibilit\u00e0 di trasferire rapidamente equipaggiamenti militari lungo il fianco est della Nato. Vista l\u2019impossibilit\u00e0 russa di realizzare un\u2019opera speculare, rimane il caveat moscovita circa il possibile ingresso Nato in Ucraina, ideale spada di Damocle missilistica. \u00c8 tuttavia proprio grazie al Trimarium che gli USA, sull\u2019asse polacco romeno, possono monitorare le ambizioni dell\u2019iperattivo alleato tedesco, mentre dalle basi in Atlantico e Mediterraneo possono esercitare la loro talassocrazia su Artico e Mar Nero, sostenendo il fronte presidiato da Norvegia, Finlandia e Repubbliche Baltiche, la cui perdita non \u00e8 stata mai metabolizzata dal Cremlino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strategia russa nel Mediterraneo orientale, basata prevalentemente su una diplomazia simbolica, ricerca vantaggi e non soluzioni condivise, d\u00e0 spunti di politica energetica, offre vacue promesse finanziarie, soffia sul fuoco di un pi\u00f9 ampio disegno volto a destabilizzare la coesione di NATO ed UE. <strong><span style=\"color: #008000;\">Gli interessi del Cremlino puntano al rafforzamento della dipendenza energetica europea, un consolidamento che passa per Turchia <sup>4<\/sup>, Cipro e Grecia, entit\u00e0 politiche pi\u00f9 facilmente vulnerabili.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due i Paesi su cui ruotano interessi e strategie: <strong><span style=\"color: #008000;\">Polonia<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Ucraina<\/span><\/strong>; la prima, dal punto di vista NATO, \u00e8 deputata alla proiezione di potenza nell\u2019area nord a garanzia della tenuta in caso di attacco frontale e del collegamento con i Paesi alleati sul Mar Nero; la seconda, con la Bielorussia ormai rientrata nella sfera moscovita, \u00e8 entrata nel pieno della contesa con la Russia, forte del controllo esercitato su Transnistria e Donbas, ed ancora attraversata da un conflitto a bassa intensit\u00e0 in via di riacutizzazione <sup>5<\/sup>, ed attrice degli accordi di Minsk del 2014, in cui la Russia risulta paradossale patrona dei russofoni ribelli e non effettiva controparte. Di fatto, la dissoluzione dell\u2019URSS ha generato uno spazio conflittuale ancora pi\u00f9 ampio, che parte dai Balcani, tocca il Mar d\u2019Azov e giunge alle repubbliche caucasiche: l\u2019arco di crisi di Brzezinski.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad oggi la Polonia si pone quale punto di riferimento di una sfera d\u2019influenza anglosassone estesa su Mar Nero, Baltico e Adriatico, volta a contenere joint venture russo tedesche, rischiose per il potere marittimo americano congiunto al dominio dell\u2019heartland. Sotto questa prospettiva anche l\u2019Ucraina, in ottica Brzezinski, diviene Stato cardine per Mosca, alle prese sia con la nuova politica dell\u2019amministrazione Biden sia, obtorto collo, con la necessaria ed interessata sinergia con la Cina di Xi; <strong><span style=\"color: #008000;\">in Ucraina, peraltro, la vittoria presidenziale dem americana \u00e8 stata accolta con senso di liberazione, visto il coinvolgimento di Kiev nel processo di impeachment a carico di Trump, per le attivit\u00e0 esperite da Hunter Biden, figlio del presidente<\/span><\/strong> <sup>6<\/sup>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/GEOPOLITICA-UCRAINA-USA-TRUMP-Volodymyr_Zelensky_and_Donald_Trump_2019-09-25_01.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICA-UCRAINA-USA-TRUMP-Volodymyr_Zelensky_and_Donald_Trump_2019-09-25_01.jpg\" width=\"640\" height=\"427\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Incontro tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump il 25 settembre 2019 &#8211; Autore The Presidential Office of Ukraine &#8211; Fonte Ufficio del presidente<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/www.president.gov.ua\/news\/tilki-razom-zi-ssha-ta-yes-mi-mozhemo-zupiniti-vijnu-v-ukray-57505\">https:\/\/www.president.gov.ua\/news\/&#8230;<\/a><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Volodymyr_Zelensky_and_Donald_Trump_2019-09-25_01.jpg\">Volodymyr Zelensky and Donald Trump 2019-09-25 01.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento, se da un lato gli <strong><span style=\"color: #008000;\">USA<\/span><\/strong> puntano al monitoraggio alla lotta alla corruzione, dall\u2019altro il <strong><span style=\"color: #008000;\">presidente Zelensky<\/span><\/strong> <sup>7<\/sup>, che pure si sta rendendo protagonista di iniziative legislative ad hoc e di cui si teme l\u2019instabilit\u00e0 politica dovuta al passaggio da uno spiccato populismo ad un irrigidimento realista tipico del post sovietismo, <strong><span style=\"color: #008000;\">sta tentando il contenimento dei filorussi sul proscenio interno<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">unitamente alla richiesta di un accordo di cooperazione interessante sicurezza e difesa, inclusivo di assistenza militare, con un\u2019ipotesi di Membership Action Plan per la<\/span> <span style=\"color: #008000;\">NATO<\/span><\/strong>, puro fumo negli occhi per il Cremlino che non vuole trovarsi accerchiato sul lato occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una sorta di parallelismo storico, c\u2019\u00e8 da chiedersi se esista un nuovo lungo telegramma capace di innescare una reazione da parte degli USA, da un lato scoperti nella loro essenza politica dall\u2019esperienza afghana, capace di ingenerare molti dubbi circa la loro affidabilit\u00e0, e dall\u2019altro del tutto privi di personalit\u00e0 politiche coerenti, in un\u2019ottica per cui la querelle della Crimea, destinata a trasformarsi in base strategica russa, dovrebbe invece servire a far comprendere a tutti, Cina compresa, l\u2019intollerabilit\u00e0 delle unioni forzose.<\/p>\n<figure style=\"width: 633px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/John-J.-Mearsheimer.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 John-J.-Mearsheimer.jpg\" width=\"633\" height=\"741\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">John J. Mearsheimer <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:John_Mearsheimer.jpg\">John Mearsheimer.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va detto che, a fronte dell\u2019auspicato ingresso ucraino nell\u2019Alleanza, <strong><span style=\"color: #008000;\">John J. Mearsheimer<\/span><\/strong> ha ipotizzato il mantenimento della neutralit\u00e0 di Kiev per fare dell\u2019Ucraina la nuova Austria, in modo da plasmare un nuovo stato cuscinetto cui, tuttavia, dover poi spiegare il senso del ridicolo ed imbarazzante ripensamento occidentale dopo aver deliberatamente provocato una drammatica crisi di governo. In <strong><span style=\"color: #008000;\">Ucraina<\/span><\/strong>, dove l\u2019azione russa in difesa dello spazio post sovietico ha infranto gli equilibri stabiliti dopo il \u201990, e dove Mosca ha recentemente ammassato uomini e mezzi per quelle che sono state definite come semplici esercitazioni ma che hanno ridestato le preoccupazioni atlantiche per le sorti di Kiev. <strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Putin<\/span> <\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">gode di un indubbio vantaggio geopolitico, ma non pu\u00f2 certo affidarsi alle perdute capacit\u00e0 strategiche sovietiche. In ogni caso, le esercitazioni sono state utili per testare le reazioni americane verificando cos\u00ec l\u2019effettiva entit\u00e0 di un possibile sostegno all\u2019Ucraina; nonostante gli USA abbiano ribadito il supporto all\u2019Ucraina nel caso di un\u2019ipotetica invasione del Donbass, un supporto americano non \u00e8 scontato. Dal punto di vista russo, un eventuale attrito con Kiev sarebbe poco conveniente secondo una valutazione costo-efficacia, dato che Mosca pu\u00f2 trarre maggiori ricavi grazie ad una diplomazia aggressiva basata su di una guerra ibrida.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A partire dal 2014 l\u2019UE<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">con la Polonia sostenuta dagli USA,<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">ha esteso con pi\u00f9 decisione la spinta integrativa ad est, intaccando la dimensione spaziale legata agli interessi securitari russi<\/span><\/strong>; l\u2019errore \u00e8 consistito nell\u2019aver puntato su una pretesa debolezza di Mosca, tale da far accettare al Cremlino la perdita della sua zona cuscinetto, alla stregua di quanto avvenuto con la ritirata dall\u2019Europa dell\u2019est, invece di tenere conto dei reali interessi del Cremlino, e lavorare per offrire congrue compensazioni per la perdita di influenza. Se l\u2019Ucraina desidera il ritiro delle forze russe, il Cremlino chiede elezioni locali e status speciale regionale, in un contesto qui destinato ad un comodo congelamento di ogni tipo di iniziativa, ed altrove ad un\u2019approfondita riflessione realista, come nel Nagorno Karabakh, dove Mosca ha permesso la sconfitta dell\u2019alleato armeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il difficoltoso evolversi delle relazioni russo americane \u00e8 riscontrabile anche nei rapporti riguardanti il <strong><span style=\"color: #008000;\">North Stream 2<\/span><\/strong>, gasdotto deputato al trasferimento di risorse energetiche alla Germania, che ha frammentato l\u2019unit\u00e0 europea sul fronte delle relazioni interstatali, attraverso il Baltico, bypassando Polonia, peraltro molto scettica sulla costosa transizione green, ed Ucraina, cos\u00ec private di introiti e di significative capacit\u00e0 negoziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, mentre l&#8217;Ucraina si avvia verso il quarto decennio di indipendenza politica, il suo settore energetico non assicura un adeguato sostegno finanziario in termini di entrate e potenziamento economico. Varsavia intanto intende indirizzarsi verso altre opzioni che consentano approvvigionamenti da altre fonti.&nbsp;\u00c8 utile ricordare la progettazione del Baltic pipeline project che, collegando la Norvegia alla Polonia via Danimarca, consentir\u00e0 di evitare la forca caudina degli accordi con Gazprom; poich\u00e9 la capacit\u00e0 del BPP sar\u00e0 superiore al fabbisogno nazionale, risulta evidente come la Polonia miri a trasformarsi in un hub energetico regionale da cui far attingere anche altri partner europei, in primis l\u2019Ucraina. Quel che pi\u00f9 colpisce, nello specifico frangente, \u00e8 il ruolo geopolitico assunto dal gas, un tempo parente povero dei combustibili fossili.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/GEOPOLITICA-Nord_Stream_pipelines_on_map.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICA-Nord_Stream_pipelines_on_map.jpg\" width=\"640\" height=\"520\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carta delle pipeline Nord Stream &#8211; autore FactsWithoutBias1 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Nord_Stream_pipelines_on_map.svg\">Nord Stream pipelines on map.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2021 diventa quindi un anno cruciale per via del completamento del <strong><span style=\"color: #008000;\">North Stream 2<\/span><\/strong> che complica il futuro dei gasdotti ucraini. Dopo la rinuncia statunitense alle sanzioni verso le societ\u00e0 coinvolte nella realizzazione del North Stream 2, si sono palesate tutte le preoccupazioni sull\u2019Ucraina, paese di transito che tenta di far quadrare i suoi conti facendo appello ad una forma di economia controllata senza ricorrere al mercato ma ad approcci populisti, e che cerca impossibili soluzioni a breve termine, impossibili senza una chiara strategia di spesa. In ogni caso, in ambito internazionale molto \u00e8 cambiato dal 2009, e l\u2019Europa \u00e8 oggi molto pi\u00f9 pronta nell\u2019affrontare interruzioni delle forniture di gas; tra l\u2019altro va anche ricordato come sia variata la disponibilit\u00e0 globale di LNG in considerazione delle esportazioni americane, australiane e mozambicane che, comunque, non possono ancora insidiare il primato russo.&nbsp;Tenuto conto di abbondanza del prodotto e competitivit\u00e0 dei prezzi, si sta manifestando una riduzione del potere negoziale russo, per cui nessun Paese europeo \u00e8 costretto a dipendere esclusivamente da Mosca per le proprie forniture di gas, bench\u00e9 la Russia non abbia rinunciato ad esercitare la sua influenza geopolitico energetica con il North Stream.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Breve ma indispensabile considerazione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAl di l\u00e0 delle valutazioni geopolitiche, la sicurezza degli approvvigionamenti energetici risiede nella diversificazione di fonti e trasporti; con North Stream, Russia e Germania, che ha deciso la dismissione di impianti nucleari e a carbone, dipenderanno da un\u2019unica infrastruttura, potenziale oggetto di attacchi hacker, come accaduto alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Colonial Pipeline americana<\/span><\/strong> <sup>8<\/sup>.&nbsp;La conclusione della vicenda politica del North Stream con il compromesso tedesco americano ad opera dell\u2019amministrazione Biden, ha comunque creato malumori ucraino polacchi; se la Germania, in cui poco avvedutamente gli USA confidano per contenere la Cina, \u00e8 riuscita ad ottenere di non chiudere i rubinetti anche nel caso in cui Mosca ricattasse Kiev con l\u2019energia, \u00e8 pur vero che si \u00e8 impegnata a finanziare le infrastrutture del Trimarium, compensando l\u2019Ucraina per i mancati introiti dai diritti di transito del gas: peccato non sia stato stabilito come ed in quale misura, specialmente ora che gli americani hanno intimato di non interferire con azioni di lobbying parlamentari contro North Stream 2. Insomma, se per Washington Berlino val bene una messa, bisogna ancora comprendere quanto valga Kiev, oltre alle generiche rassicurazioni ed agli aiuti militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione di Polonia, Paese del socialismo reale, ed Ucraina, si comprende del resto dalla loro valutazione storica e geografica; l\u2019Ucraina nacque come Repubblica sovietica e pur costituendo il cuore slavo dell\u2019URSS insieme con Russia e Bielorussia, non \u00e8 mai stata immune da uno spiccato nazionalismo affine a quello baltico, che ha ciclicamente riportato in auge <strong><span style=\"color: #008000;\">Stepan Bandera<\/span><\/strong>, padre fondatore dell\u2019esercito insurrezionale ucraino nel 1942 e figura politicamente molto controversa dato il suo collaborazionismo.&nbsp;Quella di Ucraina e Polonia \u00e8 peraltro una storia accomunata dal sangue di eventi tragici e rappresaglie come a Volyn ed in Galizia, cui aggiungere, una per tutte, la decimazione degli ufficiali polacchi a Katyn per mano del grande fratello russo che con Austriaci e Prussiani, nel tempo, ha contribuito a condizionare gli eventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la <strong><span style=\"color: #008000;\">Polonia<\/span><\/strong>, pronta a schierare mezzi corazzati sul confine orientale, \u00e8 un antemurale con l\u2019oriente russo, sostenuta da una politica decisa ed orientata secondo le indicazioni fornite dall\u2019appartenenza al Gruppo di Visegrad, al Trimarium, necessario a separare la Russia dalla Germania e che coltiva relazioni con Kiev, ed al rapporto con gli USA, di certo pi\u00f9 soddisfacente del Triangolo di Weimar del 1991, con Germania e Francia fisiologicamente poco avvezze alla condivisione di vantaggi e benefici, a fronte dell\u2019impegno russo nel consolidare organizzazioni e reti votate alla guerra ibrida. Non c\u2019\u00e8 dubbio quindi che le relazioni bilaterali polacco-ucraine riflettano particolari complessit\u00e0 e desideri di pi\u00f9 stretta e realisticamente conveniente partnership ispirata dalla reciproca percezione di rilevanti capacit\u00e0 strategiche, ma che richiedono il superamento, operato dalla coscienza collettiva, degli eventi storici precedenti. Pragmaticamente, Varsavia e Kiev devono coltivare interessi comuni che prescindano da sentimentalismi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La preservazione di Stati-cuscinetto \u00e8 di stretto interesse polacco; per l\u2019Ucraina, la Polonia costituisce il miglior sistema possibile di avere una sponda occidentale emancipandosi dal giogo russo. Se Varsavia \u00e8 cosciente che rimettere in gioco il confine orientale riaprirebbe contese simmetriche circa la linea polacco-tedesca dell\u2019Oder-Neisse, Kiev \u00e8 consapevole che per sopravvivere deve coltivare il riconoscimento internazionale dei suoi confini. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ragion per cui la stabilizzazione della frontiera polacca rimane di importanza capitale, come rimane fondamentale mantenere lo status quo geopolitico conseguente alla dissoluzione sovietica, tenendo conto del fatto che la politica estera polacca si fonda su un complesso di rapporti bilaterali autonomi.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Washington, che ha individuato in Varsavia il catalizzatore delle riforme infrastrutturali dell\u2019Est, \u00e8 convinto che, malgrado i tentennamenti, un\u2019Ucraina indipendente possa essere la migliore garanzia contro il ritorno imperiale russo.&nbsp;La mappa europea, se analizzata in direzione Nord-Sud, porta a collegare il Baltico di Danzica con il Mar Nero di Odessa, con una serie di direttrici protese da e per Berlino, Varsavia, Cracovia, Kiev. L\u2019elemento principe che coagula gli interessi ucraino polacchi \u00e8 il mercato energetico, dove Varsavia e Kiev stanno cercando di opporsi a <strong><span style=\"color: #008000;\">North Stream 2<\/span><\/strong> consapevoli, almeno loro, del fatto che si tratta di un progetto indirizzato ad aumentare l&#8217;influenza energetica russa in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Al momento, le uniche flebili chance che rimangono ai due Paesi, sono indirizzate ad impedire la capacit\u00e0 di utilizzo del gasdotto a pieno regime, anche in considerazione del deciso appoggio tedesco all\u2019operazione.<\/span> <\/strong>La politica regionale, in quanto ad importanza, si estende al Baltico, e Polonia, Lituania e Ucraina hanno formato il <strong><span style=\"color: #008000;\">Triangolo di Lublino<\/span><\/strong> con l\u2019intento di espandere la cooperazione e, soprattutto, di prevenire le minacce ibride e sostenere l\u2019Ucraina nelle sue aspirazioni Nato e di accesso all\u2019UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiudiamo la trama, partendo dalla considerazione che <strong><span style=\"color: #008000;\">le scelte politiche sono accettabili solo se sono alla base di una narrazione razionalmente sostenibile che compendi gli eventi in un ambito temporale pi\u00f9 esteso<\/span><\/strong>. I valori ideologici meglio lasciarli in panchina. L\u2019Est Europa, pur riconosciuto importante, \u00e8 al centro della politica di potenza degli egemoni in carica; i problemi insorgono quando questa politica mostra i suoi caratteri disforici, penalizzando gli uni per favorire gli altri, salvo poi premiare in via subordinata i primi, lasciandoli per\u00f2 nel frattempo di guardia sulle mura dell\u2019ennesima Fortezza Bastiani.&nbsp;Gli <strong><span style=\"color: #008000;\">USA<\/span><\/strong>, specialmente nella loro versione <strong><span style=\"color: #008000;\">dem<\/span><\/strong>, desiderano tutto: la sincera alleanza tedesca, quiete relazioni con il Cremlino, una competizione controllata con il Dragone, la perfezione economico-sociale, magari anche la pace ecumenica nel mondo. Egemone giovane e rampante ma priva di radici estese, l\u2019America continua a non tenere conto della storia altrui, delle spinte che provengono dal profondo, delle ragioni di imperialismi che hanno animato la storia per secoli, e cerca di barcamenarsi secondo un comprensibile ma poco elegante cerchio-bottismo realista di stampo internazionale che, tra North Stream e Crimea, ha rievocato i fantasmi di un appeasement che la Polonia ancora rammenta dolorosamente bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una crescente carenza di sicurezza, mentre gli attori politici occidentali seguono strategie all\u2019insegna del perseguimento del singolo vantaggio nazionale, gli Stati dell\u2019Est, provati da una storia quanto mai dura e tagliente, compensano la mancanza di indirizzi unitari con associazioni quali quella del <strong><span style=\"color: #008000;\">Trimarium<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mentre l\u2019America divaga e l\u2019Europa politicamente si scinde, l\u2019Est si interroga su un futuro quanto mai difficile da interpretare.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gino Lanzara<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima, a<bdi>gosto 2008, un carro armato russo in South Ossetia &#8211; autore <\/bdi><bdi>Yana Amelina (\u0410\u043c\u0435\u043b\u0438\u043d\u0430 \u042f. \u0410.) <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:South_Ossetia_war_russian_tank.jpg\">South Ossetia war russian tank.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/bdi><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>articolo pubblicato originariamente su <a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/cortine-di-ferro-e-di-gas\">DIFESAONLINE<\/a>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Note<\/span><\/strong><br \/>\n1 Sostenuta dall\u2019allora presidente Victor Yanukovich<br \/>\n2 Nel 2014 il conflitto si \u00e8 originato a seguito della rivoluzione filo-occidentale di Euromaidan, che ha portato alle dimissioni e alla fuga del presidente filorusso Viktor Janukovy\u010d.<br \/>\n3 Repubbliche baltiche, Polonia, Cechia, Slovacchia, Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria, Romania e Bulgaria.<br \/>\n4 La Russia \u00e8 riuscita a razionalizzare le sue differenze con la Turchia tanto da sviluppare una joint venture, sia pur traballante, in Siria e nel Caucaso meridionale, ed all\u2019insegna della concorrenza in Libia e Ucraina. L&#8217;acquisto turco del sistema missilistico russo S-400 ha determinato una crisi in ambito NATO, e l&#8217;espulsione turca dai programmi F-35 e Patriot.<br \/>\n5 Da ricordare le forze separatiste delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk<br \/>\n6 Trump \u00e8 stato accusato di aver ricattato Kiev sugli aiuti militari per spingere il governo ucraino a indagare su Biden \u2013 all\u2019epoca aspirante candidato presidenziale \u2013 e suo figlio Hunter, membro del consiglio d\u2019amministrazione della Burisma, azienda petrolifera ucraina.<br \/>\n7 Zelens&#8217;kyj interpreta nel 2015 il ruolo di presidente ucraino nella serie televisiva Sluha Narodu (letteralmente, Servitore del popolo) incarnando un capo di Stato onesto e capace. Nel marzo 2018 nasce un partito politico omonimo creato dallo staff di Kvartal 95, produttrice della serie.<br \/>\n8 Da ricordare i quattro gasdotti nel Mediterraneo sud, due (Green Stream e Trans-Med) che raggiungono l\u2019Italia e due (Medgaz e Maghreb-Europe) che raggiungono la Spagna. Di prevista realizzazione: due nel quadrante baltico: l\u2019NSI West Gas (Europa occidentale), l\u2019NSI East Gas (tra Baltico, Adriatico, Egeo, Mediterraneo orientale e Mar Nero), il Southern Gas Corridor (destinato a collegare Caspio, Asia centrale, Medio oriente e Mediterraneo orientale all\u2019UE) e il BEMIP Gas (per connettere i tre Stati baltici e la Finlandia). Va aggiunto anche il TurkStream che connette Russia e Turchia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 13<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: POLITICA parole chiave: politica internazionale, Strategie globali . 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