{"id":64330,"date":"2021-10-14T00:15:31","date_gmt":"2021-10-13T22:15:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=64330"},"modified":"2026-06-20T14:03:04","modified_gmt":"2026-06-20T12:03:04","slug":"64330","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64330","title":{"rendered":"La battaglia dei sommergibili nell&#8217;Atlantico: tra miti e realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<br \/>AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>parole chiave: sommergibili, efficienza<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;immaginario collettivo la pericolosit\u00e0 ed efficacia degli U-Boote tedeschi \u00e8 una delle certezze citate da molti storici ogni volta che si parla della seconda guerra mondiale. In effetti, esaminando i risultati, a prima vista, sembrerebbe che il loro apporto fu importante durante i primi anni del conflitto. I sommergibili dell&#8217;asse affondarono 3,500 mercantili alleati (circa 2800 mercantili equivalenti ad un tonnellaggio di 14.5 milioni di tonnellate) e ben 175 navi da guerra con la perdita di circa 72.200 marinai alleati a seguito di questi attacchi. Ma fu veramente cos\u00ec? In realt\u00e0 un\u2019analisi onnicomprensiva dei dati fa comprendere che l&#8217;impatto sull&#8217;andamento della guerra fu minore di quello che si potrebbe pensare.<\/p>\r\n<figure style=\"width: 184px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/tabella-vittime-uboot.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 tabella-vittime-uboot.png\" width=\"184\" height=\"364\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">mercantili alleati e neutrali affondati da sottomarini dell&#8217;Asse<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">I sommergibili dell&#8217;Asse non si avvicinarono mai al risultato di interrompere le linee di rifornimento e solo il 10% dei convogli atlantici fu attaccato e fra di essi, in media, solo il 10% delle navi fu perso. Ci\u00f2 porta a concludere che pi\u00f9 del 99% dei mercantili impegnati attravers\u00f2 indenne l&#8217;oceano atlantico.\u00a0 Anche la guerra al tonnellaggio, cio\u00e8 il tentare di affondare pi\u00f9 mercantili di quanti ne venivano messi in servizio, fu un fallimento. In realt\u00e0 per mandare in crisi la cantieristica britannica dovevano essere affondate 300.000 tsl mensili ma il risultato fu raggiunto solo in quattro dei primi 27 mesi di guerra. Inoltre, dopo l&#8217;entrata in guerra degli Stati Uniti, l&#8217;asta si alz\u00f2 a 700.000 tsl mensili,\u00a0 obiettivo che fu raggiunto solo nel novembre del 1942. Infine, dal maggio del \u201843, gli affondamenti crollarono ad un decimo di quell&#8217;obiettivo minimo necessario, anche inserendo nel conto tutte le perdite subite (comprese quelle inflitte da forze aeree, unit\u00e0 superficie e mine navali).<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/U-848-sud-atlantic-1024x826.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 U-848-sud-atlantic-1024x826.jpg\" width=\"570\" height=\"460\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il sommergibile tedesco U 848 sotto attacco in Atlantico <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:U-848_5-11-43_a.jpg\">U-848 5-11-43 a.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Malgrado gli Alleati avessero perso 6,000 navi per 21 milioni di TSL avevano costruito 38 milioni di TSL colmando ogni perdita. Oltre tutto questi risultati furono ottenuti ad un prezzo altissimo: <strong><span style=\"color: #008000;\">su 1160 U-Boote entrati in servizio 783 furono affondati<\/span><\/strong>, con la perdita di 30.000 dei 40.000 uomini che formavano gli equipaggi. Analizzando le loro azioni appare un altro dato.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">25 battelli colpirono 20 o pi\u00f9 mercantili (affondati o danneggiati) <\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">36 battelli colpirono da 11 a 19 mercantili <\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">70 battelli colpirono da 6 a 10 mercantili <\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">190 battelli colpirono da 1 a 5 mercantili<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo fa capire che se 321 battelli ottennero successi (anche solo uno), 850 non affondarono nulla e ebbero un influsso solo indiretto sulla guerra. Anche leggendo le biografie dei comandanti si scopre che trenta valorosi comandanti affondarono quasi 800 mercantili; ci\u00f2 significa che il 2% del personale ottenne il 30% dei successi. Tutti questi Comandanti erano entrati in servizio tra la fine degli anni \u201820 e l&#8217;inizio degli anni \u201830 (quindi prima dell&#8217;avvento del nazismo che quindi non ebbe alcun influsso sulle capacit\u00e0 e la determinazione dei migliori ufficiali da assegnare sui battelli subacquei). Ci\u00f2 dimostra che l'&#8221;arma&#8221; migliore della branca subacquea erano proprio quegli uomini. Inutile sottolineare che con il tempo il livello di efficienza cal\u00f2 con la perdita dei comandanti ed equipaggi esperti. Nell&#8217;autunno del 1940 venivano affondati cinque mercantili al mese per ogni battello in mare. Un numero che va correlato al fatti che in realt\u00e0 il numero dei sommergibili in mare contemporaneamente non era mai superiore a 10. Nel maggio del 1942 venivano affondati due mercantili al mese per\u00a0 gni battello in mare (con 61 battelli in mare contemporaneamente). Nel febbraio-marzo del \u201843 il rapporto calava a 0,5 mercantili al mese per ogni battello in mare (con 116 sommergibili in mare contemporaneamente).\u00a0 Questo crollo dell&#8217;efficienza era dovuto sia al miglioramento delle tattiche antisommergibile alleate sia all&#8217;invecchiamento dei battelli, rimasti sempre gli stessi per buona parte della guerra e derivati dagli ultimi battelli della prima guerra mondiale, tra l&#8217;altro con minimi progressi tecnologici. Per esempio le manovre di immersione e emersione erano effettuate con interventi manuali sulle valvole mentre sui battelli britannici la manovra era centralizzata e effettuata da motori idraulici fin dalla met\u00e0 degli anni \u201830. L&#8217;elettronica fu introdotta con molta lentezza e solo per reazione alle tecnologie alleate. I siluri divennero affidabili solo a guerra inoltrata e tecnologie essenziali per l&#8217;operativit\u00e0 come lo snorkel (invenzione italiana e olandese degli anni &#8217;20) furono introdotte solo a fine del \u201943, malgrado nel caso specifico la sua utilit\u00e0 fosse evidente da almeno un anno. Anche le ridotte dimensioni dei battelli, solitamente lodate, costituivano un limite operativo perch\u00e9 le durissime condizioni di vita degli equipaggi li logoravano rapidamente con un calo dell&#8217;efficienza sempre pi\u00f9 rapido man mano che la missione si prolungava. Le grandi innovazioni tecnologiche degli elektro U-Boote, con l&#8217;abbandono dei modelli tradizionali e della produzione in grande serie con l&#8217;assemblaggio di componenti pre-allestiti, furono introdotte solo quando Speer pot\u00e9 imporsi troppo tardi, su cantieri e organi tecnici della Marina tedesca, questo malgrado le basi tecnologiche e scientifiche fossero state disponibili da prima della guerra.<\/p>\r\n<figure style=\"width: 581px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/betasom-smg-oceanico-da-vinci.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 betasom-smg-oceanico-da-vinci.jpg\" width=\"581\" height=\"377\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il regio sommergibile oceanico Da Vinci <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sommergibile_Da_Vinci_in_navigazione.jpg\">Sommergibile Da Vinci in navigazione.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Considerazioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>Questi dati, relativi ai tanto mitizzati sommergibili tedeschi, mi portano a fare qualche paragone con l&#8217;attivit\u00e0 dei sommergibili italiani impiegati in Atlantico. I sommergibili italiani furono dispiegati nell&#8217;Atlantico a partire dal giugno 1940 presso la base di Bordeaux, chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">BETASOM.<\/span><\/strong> Nella base atlantica ne furono destinati 32, anche se il numero massimo in servizio contemporaneamente fu di 27. In accordo con la regola del turno a tre (due sommergibili in mare, uno in rotta verso la zona operativa e l&#8217;altro in rientro, ed uno ai lavori, una regola valida per tutte le marine) il numero massimo in azione. Questo riduceva quelli in azione contemporaneamente ad un numero massimo di nove. I battelli italiani erano tuttavia di maggiori dimensioni e meno manovrabili di quelli tedeschi ed il loro apporto iniziale alla battaglia dell&#8217;Atlantico fu marginale. In totale, nel primo periodo affondarono 109 mercantili per 593.864 (contando gli affondamenti in Mediterraneo questi battelli affondarono 116 mercantili per 616.792 TSL). Inoltre, vennero danneggiate da questi battelli sette navi per un totale di 45.932 TSL, il che porta il totale delle navi colpite a 123 per 662.724 tonnellate (a cui si aggiunge un cacciatorpediniere canadese danneggiato).\u00a0A partire dal 1942, per\u00f2 i risultati per sommergibile furono paragonabili a quelli di un U-Boot se non migliori. Dal 1942 le unit\u00e0 stazionate a Bordeaux furono ridotte a 11 e, nel 1943, al momento dell&#8217;armistizio, le unit\u00e0 che si trovavano nella base francese erano solamente sei.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questo fattore porta quindi a rivalutare i risultati dei sommergibili atlantici e l&#8217;impegno degli equipaggi. In particolare quando essi furono<\/span> <span style=\"color: #008000;\">impiegati in maniera pi\u00f9 consona alle specifiche di progetto (lunghe crociere isolate a grande distanza dalle basi, missioni impossibili per buona parte degli U-Boote)<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p>Questo port\u00f2, a partire dal 1942, ad una rivalutazione dei risultati ottenuti dai sommergibili italiani, paragonabili a quelli di un U-Boot tedesco se non migliori. La tabella seguente parla da sola.<\/p>\r\n<table>\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">operativit\u00e0 in Atlantico tra giugno 1940 e settembre 1943<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibili in mare<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">TLS affondati<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">TSL affondati per battello in mare<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">1940 battelli italiani\u00a0<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">8<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">68.974<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">8.621<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">1940 battelli tedeschi<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">12<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">1.318.962<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">109.913<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">1941 battelli italiani\u00a0<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">7<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">160.254<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">22.893<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">1941 battelli tedeschi<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">26<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">2.055.279<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">79.049<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">1942 battelli italiani<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">4<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">280.515<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">70.128<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">1942 battelli tedeschi<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">72<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">5.091.283<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">70.712<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">1943 battelli italiani<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">4<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">83.821<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">20.955<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">1943 battelli tedeschi<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">98<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">1.560.648<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">15.924<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i Comandanti tedeschi erano entrati in servizio tra la fine degli anni &#8217;20 e l&#8217;inizio degli anni &#8217;30 quindi si erano formati prima dell&#8217;avvento del nazismo. Quindi questo non ebbe alcun influsso sul miglioramento della componente e dimostra altres\u00ec che l&#8217;arma migliore della branca subacquea furono di fatto gli uomini assegnati ed il loro addestramento. Cosa che si verific\u00f2 man mano che si &#8220;consumava&#8221; il nucleo dei comandanti ed equipaggi esperti causando un rapido ribasso dell&#8217;efficienza.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Bundesarchiv_Bild_101II-MW-4386-01_Frankreich_Lorient_U-159_und_U-107.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bundesarchiv_Bild_101II-MW-4386-01_Frankreich_Lorient_U-159_und_U-107.jpg\" width=\"590\" height=\"831\" \/><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">U boot 159 e U 107 nei pressi di Lorient &#8211; autore Meisinger &#8211; Fonte <span class=\"sd-copy-text-layout__text\">Bundesarchiv Bild 101II-MW-4386-01 &#8211; <\/span>CC Attribution-Share Alike 3.0 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_101II-MW-4386-01,_Frankreich,_Lorient,_U-159_und_U-107.jpg\">Bundesarchiv Bild 101II-MW-4386-01, Frankreich, Lorient, U-159 und U-107.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><br \/><\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\"><br \/>Come ho premesso, il crollo dell&#8217;efficienza bellica tedesca era dovuto sia al miglioramento delle tattiche antisommergibili alleate sia alla perdita degli elementi umani migliori ed all&#8217;invecchiamento tecnologico dei battelli. Per esempio le manovre di immersione e emersione erano effettuate con interventi manuali sulle valvole mentre sui battelli britannici la manovra era centralizzata e effettuata da motori idraulici fin dalla met\u00e0 degli anni 30. <\/span>L&#8217;elettronica fu introdotta con molta lentezza e solo per reazione alle tecnologie alleate. I siluri divennero affidabili solo a guerra inoltrata e tecnologie come lo snorkel (invenzione italiana e olandese degli anni 20) introdotta solo a fine del &#8217;43 malgrado l&#8217;utilit\u00e0 fosse evidente da almeno un anno. Anche le ridotte dimensioni dei battelli, solitamente lodate, costituivano un limite operativo perch\u00e9 le durissime condizioni di vita degli equipaggi li logoravano rapidamente con un calo dell&#8217;efficienza sempre pi\u00f9 rapido man mano che la missione si prolungava.\u00a0Malgrado le basi tecnologiche e scientifiche fossero state disponibili da prima della guerra, le grandi innovazioni tecnologiche degli elektro U-Boote, con l&#8217;abbandono dei modelli tradizionali e della produzione in grande serie con l&#8217;assemblaggio di componenti pre-allestiti, furono introdotte on ritardo, ovvero solo quando Speer pot\u00e9 imporsi su cantieri e organi tecnici della marina.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">E la presunta superiorit\u00e0 dei battelli tedeschi su quelli italiani?<\/span><\/strong><\/span><br \/>Questi fattori mi portano a fare qualche paragone con l&#8217;attivit\u00e0 dei sommergibili italiani impiegati in Atlantico. Nell&#8217;insieme il loro apporto alla battaglia fu marginale in quanto, \u00a0in totale, affondarono 109 mercantili per 593.864 (contando gli affondamenti in Mediterraneo i sommergibili italiani affondarono 116 mercantili per 616.792 TSL). In Atlantico i sommergibili italiani danneggiarono sette navi per un totale di 45.932, il che porta il totale delle navi colpite a 123 per 662.724 tonnellate (a cui si aggiunge un cacciatorpediniere canadese danneggiato).<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/betasom-pianta-della-base-1024x702.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 betasom-pianta-della-base-1024x702.jpg\" width=\"712\" height=\"488\" \/><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alle prevedibili problematiche tecniche e addestrative, questo dipese dal limitato numero di battelli impiegati. I sommergibili italiani furono dispiegati nell&#8217;Atlantico a partire dal giugno del 1940 presso la base di Bordeaux, chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">BETASOM<\/span><\/strong>, dove ne arrivarono 32, tuttavia il loro numero massimo in servizio contemporaneamente fu di 27. I battelli italiani inoltre erano tuttavia pi\u00f9 grossi e meno manovrabili di quelli tedeschi del tipo VII e carenti di apparecchiature come la centralina di lancio.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">I problemi dovuti alla visibilit\u00e0 delle torri e dalla lunghezza dei tempi di immersione (65 secondi contro i 25\/30 dei pi\u00f9 piccoli u-Boote tipo VII e i 35 dei, dimensionalmente simili, tipo IX) comunque furono molto ridotti man mano che i battelli andavano ai lavori con riduzione dei volumi delle torri e agli sfiatatoi delle casse di immersione, riducendo i tempi di immersione di 15\/20 secondi. Bisogna anche considerare che maggiori dimensioni voleva anche dire maggiore autonomia e condizioni di vita meno spartane per gli equipaggi, fattori che si traducevano nella possibilit\u00e0 per i sommergibili italiani di raggiungere settori operativi pi\u00f9 distanti dalle basi. Anche questo porta a rivalutare i risultati dei sommergibili atlantici nonch\u00e8 l&#8217;impegno degli equipaggi e la qualit\u00e0 dei mezzi quando furono impiegati in maniera pi\u00f9 consona alle specifiche di progetto dei battelli italiani (lunghe crociere isolate a grande distanza dalle basi impossibili per buona parte degli U-Boote). A fronte di una netta inferiorit\u00e0 nei primi anni del conflitto, frutto anche della limitata esperienza dei nostri comandanti ad operare in Atlantico con battelli costruiti per operare nel Mediterraneo, va notato che si raggiunse una parit\u00e0 percentuale dei risultati nel 1942 e, sebbene con soli quattro battelli operativi a fronte di quasi 100 tedeschi, si ottenne una superiorit\u00e0 nel 1943 nei risultati operativi per singolo battello.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo anche ricordare che durante tutta la Battaglia dell&#8217;Atlantico, solamente nove grandi navi, ex transatlantici militarizzati di dislocamento superiore alle 20.000 tonnellate, furono attaccate con successo dalle forze dell&#8217;Asse. Di queste, ben tre ad opera dei pochi battelli italiani presenti, come potete vedere in questa tabella estratta dagli affondamenti maggiori:<\/p>\r\n<table>\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">nave<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">nazione<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">tonnellaggio<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile \/ nazionalit\u00e0<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Orcades<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Gran Bretagna<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: right;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">23.456<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">U 172 \/ GE<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Asturias<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Gran Bretagna<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: right;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">22.071\u00a0<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Cagni \/ Italia<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Empress of Canada<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Gran Bretagna<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: right;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">21.517<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Leonardo da Vinci \/ Italia<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Terje Viken<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Gran Bretagna<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: right;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">20.638<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">U 47 \/ GE<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Carinthia<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Gran Bretagna<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: right;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">20.227<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">U 46 \/ GE<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Duchess of Atholl<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Gran Bretagna<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: right;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">20.119\u00a0<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">U 178 \/ GE<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Oronsay<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Gran Bretagna\u00a0<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td style=\"text-align: right;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">20.043<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Archimede \/ ITA<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Conclusioni<\/span><br \/><\/span><\/strong><\/span>Malgrado i numeri dei battelli costruiti e degli affondamenti siano imponenti contrariamente alla prima guerra mondiale i sommergibili tedeschi non arrivarono mai vicino al risultato di interrompere le linee di rifornimento alleate e, solo per brevissime parentesi, si avvicinarono alle soglie che avrebbero fatto vincere la guerra dei convogli atlantici. Inoltre, questi risultati\u00a0 furono raggiunti in momenti in cui l\u2019avversario era in crisi di riorganizzazione, a causa dell\u2019appena avvenuta entrata in guerra (1939\/1940 per i Britannici e 1941\/1942 per gli Statunitensi per cui il sistema dei convogli non era ancora pienamente organizzato. Il punto di forza dell\u2019arma subacquea tedesca fu il piccolo nucleo di comandanti ed equipaggi formati prima della guerra. Dopo che questo scomparve a causa della guerra i sostituti non furono pi\u00f9 in grado di compensare con competenza e capacit\u00e0 le sempre maggiori capacit\u00e0 antisommergibili alleate. A questo si aggiunse l\u2019obsolescenza dei battelli che, a dire il vero,\u00a0 cominciavano a essere antiquati gi\u00e0 all\u2019inizio della guerra. Un grave errore fatto dai tedeschi fi la scelta di privilegiare la quantit\u00e0 invece che la qualit\u00e0, cosa che port\u00f2 a sviluppare gli elektro U-Boote troppo tardi. Gravi furono pure la lentezza con cui si risolsero i problemi ai siluri e nell\u2019introduzione di apparecchiature elettroniche, radar e meccaniche malgrado queste tecnologie fossero gi\u00e0 disponibili nel 1939. Per quanto riguarda i sommergibili italiani il loro apporto alla battaglia dell&#8217;Atlantico fu solo relativamente marginale visto il loro numero limitato nel teatro operativo (32 contro pi\u00f9 di 1000 tedeschi). Una volta inseriti nel nuovo contesto ed introdotte alcune necessarie\u00a0 modifiche, i battelli italiani ottennero risultati individuali tutt&#8217;altro che disprezzabili. Potrei dire che, col senno del poi, la decisione di <strong><span style=\"color: #008000;\">SUPERMARINA<\/span><\/strong> di ridurre il numero di battelli dislocati in Atlantico fu un errore di valutazione, giustificato solo dall&#8217;effettivo apporto della componente sommergibili alla guerra. Quello che va comunque sempre evidenziato fu il valore dimostrato dai nostri marinai che non fu mai secondo agli altri combattenti.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><\/p>\r\n<ul>\r\n<li>La battaglia dell&#8217;Atlantico di Peillard L\u00e9once<\/li>\r\n<li>Uomini sul fondo di Giorgio Giorgerini<\/li>\r\n<li>Sommergibili della seconda guerra mondiale di Erminio Bagnasco\u00a0<\/li>\r\n<li>Sommergibili in guerra di Erminio Bagnasco e Achille Rastelli<\/li>\r\n<li>U-boot mito realt\u00e0 e propaganda di Giancarlo Poddighe RID novembre 1998<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XX SECOLOAREA: OCEANO ATLANTICOparole chiave: sommergibili, efficienza Nell&#8217;immaginario collettivo la pericolosit\u00e0 ed efficacia degli U-Boote tedeschi \u00e8 una delle certezze citate da molti storici ogni volta che si parla della seconda guerra mondiale. 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