{"id":64217,"date":"2021-09-28T00:10:45","date_gmt":"2021-09-27T22:10:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=64217"},"modified":"2023-06-13T07:55:49","modified_gmt":"2023-06-13T05:55:49","slug":"64217","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64217","title":{"rendered":"Sottomarini nucleari o convenzionali nell&#8217;Oceano Pacifico? Vantaggi e svantaggi operativi della scelta australiana"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO:&nbsp;GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<br \/>\nAREA: OCEANO PACIFICO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: valutazione operativa, sottomarini, Australia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si continua a fare molto rumore mediatico sui futuri sottomarini australiani. Come noto, l\u2019Australia ha deciso di acquisire otto sottomarini nucleari dagli Stati uniti, cancellando un precedente contratto di dodici battelli di costruzione francese (Classe Scorpene). Nella stampa non specialistica si sono sommate un certo numero di inesattezze giustificabili solo dal fatto che molto spesso gli autori, non possedendo una sufficiente cultura specifica, azzardano valutazioni che non trovano ragione in una giustificazione operativa, e sembrano piuttosto arrampicarsi su presupposti economici e politici che in realt\u00e0 sono solo una parte del quadro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pianificazione di un armamento<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDa un punto di vista analitico la scelta di acquisire un armamento dipende da molti fattori che hanno come punto di partenza il livello di ambizione della nazione a fronte di minacce da parte di possibili avversari. La valutazione \u00e8 estremamente complessa (non a caso il processo ha una durata di circa due anni) e affronta la missione primaria, l\u2019area geografica di impiego, la minaccia presente, il supporto necessario, e gli aspetti economici.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, il <strong><span style=\"color: #008000;\">livello di ambizione di una nazione<\/span> <\/strong>viene approvato a livello governativo e giustifica lo sforzo economico che dovr\u00e0 poi essere esercitato per l\u2019acquisizione, il mantenimento dell&#8217;armamento nel tempo fino alla sua definitiva dismissione. \u00c8 un processo complesso che coinvolge gli staff della Difesa, del ministero degli Affari Esteri, dell&#8217;Economia e l\u2019industria di riferimento. Il livello di ambizione \u00e8 ovviamente giustificato dalla situazione internazionale che si prevede in un periodo di medio e lungo termine (valutazione necessaria per calcolare i costi di esercizio, supporto e manutenzione per tutta la durata della vita operativa, nonch\u00e9 la sua dismissione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019armamento (nave, sottomarino, aereo, ecc.) deve essere definito nel suo insieme, ovvero devono essere sviluppate le sue architetture (sistemi propulsivi, dotazioni logistiche, sistemi d\u2019arma).&nbsp;Quindi vengono valutati i <em>pro e contro<\/em> a fronte della possibile minaccia esterna, che di fatto ne giustifica l&#8217;acquisizione, e le capacit\u00e0 di attacco e difesa avversarie (sistemi attivi e passivi) guardando non al momento ma ai possibili sviluppi tecnologici futuri. <strong><span style=\"color: #008000;\">Si comprende quindi come l\u2019area geografica di impiego assuma un ruolo importante per la definizione dei sistemi. In questa fase viene definito anche il life cycle dello stesso, partendo dall&#8217;acquisizione fino alla completa dismissione.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/marina-australiana-640px-Royal_Australian_Navy_Flag.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 marina-australiana-640px-Royal_Australian_Navy_Flag.png\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo questa necessaria premessa, in questo breve articolo approfondiremo gli aspetti operativi che, come abbiamo premesso, forniscono un fattore importante per la definizione delle caratteristiche di una nuova acquisizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver descritto i fattori che entrano in gioco nell&#8217;impiego dei sottomarini nel III millennio, forniremo una valutazione, quanto pi\u00f9 scevra da ogni valutazione politica o industriale, dell&#8217;impiego degli stessi nell&#8217;Indo-Pacifico, al fine di sintetizzare quei <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>pro e contro<\/em><\/span><\/strong> operativi che hanno portato la Marina Australiana a preferire la soluzione nucleare statunitense a quella precedente francese, che come ricorderete prevedeva 12 sottomarini convenzionali classe Scorpene.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MARINA-INDIANA-CLASSE-SCORPENE-INS_Kalvari_S21_at_sea.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-INDIANA-CLASSE-SCORPENE-INS_Kalvari_S21_at_sea.jpg\" width=\"640\" height=\"427\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La classe Scorpene \u00e8 una classe di sottomarini a propulsione convenzionale di nuova generazione, sviluppato e prodotto in Francia da Naval Group (ex DCNS) in collaborazione con l&#8217;industriale spagnolo Navantia per le vendite all&#8217;esportazione. Acquistati da Cile, Malesia, India e Brasile ne dovevano essere costruiti 12 per l&#8217;Australia ma, come \u00e8 noto, il contratto \u00e8 stato rotto dall&#8217;Australia che ha preferito l&#8217;ipotesi nucleare &#8211;&nbsp; nella foto il battello INS&nbsp;<i>Kalvari <\/i>classe Scorpene acquisito dalla Marina Indiana &#8211; Fonte marina indiana <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:INS_Kalvari_(S21)_at_sea.jpg\">INS Kalvari (S21) at sea.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019impiego dei sottomarini del III millennio&nbsp;<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>La possibilit\u00e0 per i sottomarini di essere efficacemente impiegati efficacemente in uno scenario operativo (inteso come insieme di missione, situazione ambientale e minaccia) dipende sostanzialmente da queste caratteristiche:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Velocit\u00e0 (in immersione), che influisce sul tempo necessario a raggiungere la zona di operazione, tornare in porto ed evadere dalla scoperta avversaria o dai siluri.<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Autonomia, che determina il raggio di azione.<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Massima quota operativa, rilevante per potere sfruttare la zona d\u2019ombra creata dalle termocline (porzioni di colonna d\u2019acqua dove la velocit\u00e0 del suono diminuisce con la quota e che si trovano sotto uno strato superficiale isotermo).<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Coefficiente di indiscrezione, cio\u00e8 la percentuale di tempo durante il quale il sottomarino deve esporre lo snorkel per ricaricare le batterie. Ci\u00f2 vale quasi esclusivamente per i sottomarini convenzionali, perch\u00e9 quelli nucleari non hanno bisogno di interagire con la superficie per questioni propulsive.&nbsp;<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">Capacit\u00e0 dei propri sistemi d\u2019arma (prestazioni di sonar, siluri, missili a cambiamento di ambiente, ecc.).<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Silenziosit\u00e0, per limitare la portata a cui viene scoperto da sonar passivi avversari.<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dimensione dello scafo, un fattore che influisce sulle risorse (apparecchiature, equipaggio) che possono essere imbarcate, sulla capacit\u00e0 di effettuare operazioni di snorkel con mare grosso, sulla riflessione di un impulso sonoro di un sonar attivo avversario, e sul fondale minimo dove pu\u00f2 compiere operazioni, considerando&nbsp; che pi\u00f9 piccolo \u00e8 il sottomarino e minore \u00e8 il fondale necessario per operare.<\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se molte di queste caratteristiche sono legate allo sviluppo della tecnologia i fattori oceanografici sono complessi e variabili in funzione dell&#8217;area geografica di impiego, per l&#8217;impiego di sottomarini nell&#8217;Indo-Pacifico ci soffermeremo sul fattore delle batimetrie che, come abbiamo visto costringono il limite operativo del sottomarino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Partiamo da una \u201cregola\u201d fondamentale:<\/span><\/strong> \u00e8 buona norma, per i sottomarini, non navigare n\u00e9 troppo lenti n\u00e9 troppo veloci in vicinanza della superficie o della quota massima sfruttabile. Questo perch\u00e9 a basse velocit\u00e0 il sottomarino \u00e8 pi\u00f9 difficile da controllare, mentre ad alte velocit\u00e0 eventuali problemi di controllo della quota possono portare ad inconvenienti significativi. Ad esempio, se il sottomarino si trova a quota superficiale, in caso di perdita di controllo verticale, pu\u00f2 \u201cdelfinare\u201d, esponendosi cos\u00ec alla sua scoperta. Se \u00e8 a quota profonda pu\u00f2 invece urtare il fondale (le batimetrie dei fondali non sono poi cos\u00ec precise in tutto il mondo) o, se ad alta velocit\u00e0, superare la quota massima operativa ed avvicinarsi pericolosamente alla quota di schiacciamento (o addirittura superarla!).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/sottomarino-perdita-di-controllo-1-1024x578.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 sottomarino-perdita-di-controllo-1-1024x578.png\" width=\"1024\" height=\"578\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Esempio di cosa pu\u00f2 succedere in caso di perdita del controllo in quota del sottomarino<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizzando le rotte marittime frequentate dal traffico mercantile e le relative batimetriche (linee di ugual profondit\u00e0) attraversate si deduce che le prime possono essere pattugliate in maniera efficiente, assicurando al sottomarino la necessaria discrezione. Sottomarini di minori dimensioni riducono la probabilit\u00e0 di essere scoperti da parte del nemico ma, nel caso specifico, la differenza tra un sottomarino convenzionale classe Scorpene ed un nucleare classe Los Angeles (come esempio) pu\u00f2 quindi essere considerata genericamente trascurabile .&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/silk-road-ais-traffic.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 silk-road-ais-traffic.png\" width=\"790\" height=\"604\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">una restituzione istantanea delle rotte commerciali nell&#8217;Indo-Pacifico attraverso le posizioni AIS del traffico mercantile. Si deduce che il flusso marittimo segue rotte ben definite, che attraversano aree in cui le caratteristiche oceanografiche sono favorevoli all&#8217;impiego dei sottomarini<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Quali sono le aree pi\u00f9 favorevoli per le operazioni con sottomarini di tali dimensioni?<br \/>\n<\/span><\/strong>Per rispondere a tale domanda occorre fare un paio di ulteriori considerazioni. Il sottomarino, auspicabilmente, deve rimanere ad una quota abbastanza profonda per evitare il traffico mercantile, soprattutto quello di grosse dimensioni, per motivi di sicurezza. Il rumore delle eliche delle navi, normalmente rilevabili dal sottomarino attraverso il sonar, potrebbe essere schermato dalla parte prodiera dello scafo, rendendo cos\u00ec la nave \u201cinvisibile\u201d (con conseguente rischio di collisione). Si rende quindi necessario mantenere un&#8217;adeguata separazione di quota sia dal traffico che dal fondale, che tipicamente varia con la velocit\u00e0 impiegata: maggiore \u00e8 la velocit\u00e0 a cui si opera e maggiore deve essere la separazione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/sottomarino-separazione-traffico-e-fondo-marino-1-1024x598.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 sottomarino-separazione-traffico-e-fondo-marino-1-1024x598.png\" width=\"1024\" height=\"598\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Separazione in quota dal traffico mercantile e dal fondo marino<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Teoricamente un sottomarino potrebbe operare (con molto addestramento), a basse velocit\u00e0, anche in fondali di 40 metri, mantenendo una decina di metri di separazione dal fondale ed una quindicina dalla superficie. Una tattica rischiosa che pu\u00f2 essere eseguita qualora non sia riportata la presenza in zona di grosse petroliere (che possono avere pescaggi di oltre 20 metri). Operazioni in fondali cos\u00ec bassi vengono preferibilmente effettuate per periodi limitati e\/o per attivit\u00e0 particolari (ad esempio durante la raccolta di dati intelligence in vicinanza della costa oppure con operazioni per il rilascio di operatori delle Forze Speciali). L&#8217;appoggio sul fondo \u00e8 normalmente evitato in quanto presenta rischi legati alla morfologia del fondale, al tipo di sedimento ed alla sempre possibile presenza di ostacoli e ordigni sul fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 tipiche sono invece le operazioni effettuate in fondali alti o intermedi. Sebbene una profondit\u00e0 di 150 metri offra gi\u00e0 abbastanza libert\u00e0 di manovra, batimetriche di 300 metri o superiori permettono al sottomarino di avvicinarsi alla massima quota operativa (tipicamente 200\u00f7300 metri) senza un significativo pericolo di urtare il fondo. La quota viene generalmente sfruttata dal sottomarino nelle fasi di scoperta, avvicinamento al bersaglio, eventuale attacco e disimpegno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019area australiana, indonesiana e nel Mar Cinese Meridionale si hanno situazioni oceanografiche favorevoli sia per quanto concerne le profondit\u00e0 in gioco che per la propagazione acustica, necessaria per la scoperta, sorveglianza e intercetto dei bersagli avversari.&nbsp;Oceanograficamente parlando si va dall\u2019assenza di uno strato superficiale isotermo (ovvero di ugual temperatura) a zone dove tale strato si estende fino a 30-50 metri ed eccezionalmente a 70-100 metri. Tale strato, dove la velocit\u00e0 del suono aumenta leggermente con la quota, \u00e8 importante perch\u00e9 forma una sorta di \u201ccondotto\u201d dove le onde sonore si propagano a lunga distanza ed \u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\">quindi sfruttabile per la scoperta e localizzazione di contatti di superficie o subacquei che si trovano in tale strato nonch\u00e9 per una eventuale verifica finale del bersaglio immediatamente prima dell\u2019attacco<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immediatamente al di sotto c\u2019\u00e8 una termoclina pi\u00f9 o meno netta che invece va a limitare la propagazione acustica. Questa viene generalmente sfruttata dai sottomarini per effettuare un avvicinamento occulto o per evadere dalla scoperta avversaria (per \u201crompere il contatto\u201d). I sonar a scafo delle navi antisommergibili cercano invece di sfruttare la buona propagazione acustica nello strato superficiale. Qualora siano forniti anche di sonar a profondit\u00e0 variabile le navi possono collocare il sonar a quote pi\u00f9 profonde e sfruttare meglio il condotto, ma questo \u00e8 un argomento complesso che esula dal presente articolo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/sottomarino-miglior-posizionamento-termoclina-1-1024x577.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 sottomarino-miglior-posizionamento-termoclina-1-1024x577.png\" width=\"1024\" height=\"577\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una qualsiasi unit\u00e0 navale emette nel suo transito di superficie del rumore che si propaga nello strato superficiale e sotto di esso come indicato dai raggi azzurri\/viola. Mediante tale rumore il sottomarino effettua la scoperta, classificazione e tracciamento dei bersagli, per un eventuale successivo attacco. Per scoprire a maggiore distanza il sottomarino si porta nello strato superficiale, dove la propagazione acustica \u00e8 migliore. Per avvicinarsi senza essere scoperto dal sonar avversario si immerge sfruttando la peggiore propagazione acustica al di sotto della termoclina.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo queste premesse, necessarie per comprendere i limiti operativi ambientali per operare con dei sottomarini in maniera occulta, analizziamo in dettaglio l&#8217;Indo-pacifico. Come si pu\u00f2 osservare, le batimetriche del presumibile teatro operativo per l&#8217;impiego dei battelli australiani garantiscono un impiego indifferente di sottomarini convenzionali o nucleari.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/pacifico-teatro-operativo-batimetrie-fondali-sottomarini.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 pacifico-teatro-operativo-batimetrie-fondali-sottomarini.jpg\" width=\"671\" height=\"704\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rappresentazione del possibile Teatro Operativo per i sottomarini australiani (fonte: database GEBCO; software Panoply della NASA). Le zone di colore blu scuro sono quelle di profondit\u00e0 \u201cabbastanza sicura\u201d (80 metri o superiore) che permettono al sottomarino di sfruttare uno strato superficiale di 30~40 metri (per la scoperta dei bersagli) e la relativa sottostante termoclina (per evitare la scoperta da parte degli avversari)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, dalla mappa si evince che grazie alle caratteristiche oceanografiche e morfologiche l&#8217;area dell&#8217;Indo-Pacifico si presta ad operazioni di sorveglianza e interdizione occulte con sottomarini. Ma quali sono i pi\u00f9 indicati?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nucleari o convenzionali?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nArriviamo ora alla domanda pi\u00f9 scottante. Vediamo in estrema sintesi quali siano i vantaggi della scelta di battelli a propulsione nucleare in un simile teatro rispetto a dei sottomarini convenzionali. Vogliamo precisare che la scelta di una propulsione o dell&#8217;altra non ha niente a che vedere con il tipo di missione e con l\u2019armamento dei sottomarini che, secondo le dichiarazioni politiche, resterebbe comunque convenzionale (siluri, missili antinave o da crociera, mine navali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come noto, i vantaggi dei sottomarini nucleari sono sostanzialmente la <strong><span style=\"color: #008000;\">maggiore velocit\u00e0 ed autonomia<\/span><\/strong> (fattori che influiscono sul raggio di azione e sul&nbsp; tempo di trasferimento per raggiungere l\u2019area di operazione) ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">coefficiente di indiscrezione<\/span><\/strong>. Questo fattore \u00e8 legato al fatto che un nucleare non ha la necessit\u00e0 di un convenzionale di effettuare delle emersioni periodiche per ricaricare le batterie per cui riduce la possibilit\u00e0 di essere scoperto. Questo perch\u00e8 un sottomarino nucleare pu\u00f2 restare per mesi in immersione senza dover riemergere e la sua limitazione \u00e8 solo legata alla quantit\u00e0 di cibo a bordo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Un vantaggio notevole a fronte delle distanze in gioco e della necessit\u00e0 di mantenere un controllo continuo delle rotte.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma ci sono anche dei contro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa Marina australiana dovr\u00e0 superare nei prossimi anni un certo numero di difficolt\u00e0: una maggiore complessit\u00e0 della gestione dell\u2019apparato di propulsione nucleare (conduzione, manutenzione, gestione delle reattori esauriti), l&#8217;addestramento del personale destinato sui nuovi sottomarini che necessiter\u00e0 di competenze e capacit\u00e0 nuove (un cambio epocale), un fattore che potrebbe richiedere, almeno nella fase iniziale, l\u2019utilizzo di equipaggi misti austro-statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro fattore da considerare \u00e8 la maggiore rumorosit\u00e0 di un battello nucleare a fronte di un convenzionale, cosa che ne faciliterebbe la scoperta da parte dei dispositivi aeronavali avversari. Un elemento che, nonostante i progressi sul silenziamento dei sottomarini, non \u00e8 da considerarsi minimale. Non ultimo, va considerato che la capacit\u00e0 di contrasto (antisommergibile) da parte dei possibili avversari \u00e8 ipotizzata secondo i nostri canoni attuali ma nessuno possiede una sfera di cristallo. La tecnologia avanza ed anche i sistemi di contrasto.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, la nuova scelta australiana, al di l\u00e0 delle difficolt\u00e0 contrattuali e della complessa situazione politica, trova delle evidenti giustificazioni operative che si sposano con le possibili future missioni di sorveglianza delle rotte di comunicazione marittime (SLOC). La Marina australiana inizier\u00e0 un lungo cammino che la legher\u00e0 agli alleati anglo-statunitensi per molto tempo ma il ritorno operativo comporter\u00e0 per i possibili avversari nell&#8217;area non pochi mal di testa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/fernando.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 fernando.jpg\" width=\"234\" height=\"234\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fernando Cerutti<br \/>\nContrammiraglio in congedo della Marina Militare italiana (riserva) specializzato nel campo della lotta contro i sommergibili. In possesso di grande esperienza operativa su diversi tipi di unit\u00e0 navali, sempre in ruolo antisom, ha redatto diverse pubblicazioni di dottrina nazionale, tra cui le linee guida per la riduzione dell\u2019impatto ambientale dei sonar attivi sui mammiferi marini. E\u2019 attualmente consulente indipendente per FINCANTIERI<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/2008-CVB_2040-RITRATTO-822x1024.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 2008-CVB_2040-RITRATTO-822x1024.png\" width=\"230\" height=\"287\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Mucedola<br \/>\nContrammiraglio in congedo della Marina Militare italiana (riserva) \u00e8 in possesso della specializzazione superiore in contromisure mine. In precedenza, Capo Dipartimento e vice capo reparto del 3 Reparto dello Stato Maggiore della Marina, dopo il suo congedo \u00e8 analista geopolitico in gruppi di lavoro nazionali e internazionali per l&#8217;analisi in supporto alle operazioni di maritime security, in particolare per constabulary e antipiracy operation. E&#8217; ricercatore subacqueo scientifico, fondatore e Direttore di OCEAN4FUTURE e, nel 2019, gli \u00e8 stato conferito a Ustica il Tridente d&#8217;Oro dell&#8217;Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee (AISTS) per la comunicazione mediatica sulla cultura del mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO:&nbsp;GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: valutazione operativa, sottomarini, Australia &nbsp; Si continua a fare molto rumore mediatico sui futuri sottomarini australiani. 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