{"id":64082,"date":"2021-10-02T00:10:57","date_gmt":"2021-10-01T22:10:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=64082"},"modified":"2023-06-13T10:01:33","modified_gmt":"2023-06-13T08:01:33","slug":"il-relitto-della-city-of-columbus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64082","title":{"rendered":"Una storia del mare: Il naufragio della \u201cCity of Columbus\u201d"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XIX SECOLO<br>AREA:OCEANO ATLANTICO<\/strong><\/span><br>parole chiave: City of Columbus<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungo la costa orientale degli Stati Uniti esiste un\u2019area di mare che nel diciannovesimo secolo vantava una densit\u00e0 di traffico navale seconda solo al Canale della Manica tra Inghilterra e Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa zona, chiamata \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Vineyard Sound<\/span><\/strong>\u201d, \u00e8 delimitata dall\u2019isola di Martha\u2019s Vineyard e la serie di piccoli isolotti detti \u201cElizabeth Islands\u201d a sud di Cape Cod e costituiva la rotta principale per i movimenti delle navi da nord a sud. Nel 1870 il guardiano del faro, posizionato su \u201cGay Head\u201d nell\u2019isola di Martha\u2019s Vineyard, registr\u00f2 il movimento di pi\u00f9 di ventiseimila navi.&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/NOAA_Map.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NOAA_Map.jpg\" width=\"650\" height=\"950\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Fonte NOAA<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Vineyard Sound<\/span><\/strong>, nonostante la sua posizione relativamente ridossata e la modesta profondit\u00e0 \u00e8 tutt\u2019altro che un mare \u201cfacile\u201d da navigare. Le forti correnti che lo contraddistinguono, legate alle variazioni di marea, la presenza di barre sabbiose e secche, che spesso si muovono sotto la spinta delle correnti e delle onde, e le frequenti nebbie rendono la navigazione molto impegnativa anche oggi nonostante&nbsp; gli ausili per la navigazione pi\u00f9 moderni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 quindi una sorpresa che un elevato numero di relitti costelli i fondali di quest\u2019area. Dei tanti naufragi che si sono succeduti negli anni quello che coinvolse la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">City of Columbus<\/span><\/strong>\u201d fu uno dei pi\u00f9 tragici e, sotto certi aspetti, misteriosi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Vineyard_Sound.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Vineyard_Sound.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">SS<\/span> <span style=\"color: #008000;\">City of Columbus<\/span><\/strong>\u201d prese il nome dall\u2019omonima citt\u00e0 in Georgia. La societ\u00e0 armatrice \u201cOcean Steamship Company\u201d decise di battezzare la sua nuova unit\u00e0 con questo nome in onore della citt\u00e0 che, negli anni successivi alla guerra di secessione, era divenuta una delle metropoli della nuova unione. La nave venne costruita nel 1878 nei cantieri&nbsp; \u201cJohn Roach &amp; Son\u201d lungo il fiume Delaware vicino Filadelfia, venne quindi spostata a New York e da l\u00ec a Savannah. La nave era lunga 275 piedi e larga 38 con un pescaggio di quasi 24 piedi. La propulsione era a vapore con quattro caldaie ognuna delle quali veniva alimentata da tre fornaci a carbone. La velocit\u00e0 di crociera era stimata in 12,5 nodi. Circa 200 passeggeri potevano esser trasportati, ospitati nelle 42 cabine e nell\u2019area popolare delle camerate. Come quasi tutte le navi dell\u2019epoca la City of Columbus aveva vele distribuite su due alberi, uno a prua e l\u2019altro verso poppa. Il suo utilizzo principale era sulla rotta Boston-Savannah per il trasporto di cotone dal sud verso il nord e pesce, patate, mele e merce varia durante il viaggio di ritorno verso il sud.<\/p>\n<figure style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/2-City-of-Columbus.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 2-City-of-Columbus.jpg\" width=\"600\" height=\"354\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonte<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.marinersmuseum.org\/\">https:\/\/www.marinersmuseum.org\/<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano Schuyler Wright<\/span><\/strong> assunse il comando della nave nel settembre del 1882. All\u2019et\u00e0 di 52 anni il capitano Wright era all\u2019apice della sua carriera iniziata a soli 13 anni con una serie di imbarchi ed aveva un\u2019ottima esperienza nel navigare nelle pericolose acque del Vineyard Sound.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 17 gennaio 1884 la \u201cCity of Columbus\u201d salp\u00f2 da Boston per il suo viaggio di ritorno a Savannah, a bordo vi erano 87 passeggeri e 45 membri d\u2019equipaggio.&nbsp;La notte era chiara, con un forte vento da nordovest. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano Wright<\/span><\/strong> rimase in plancia fino alle una e trenta della mattina del 18 gennaio quando ormai la nave aveva ormai doppiato<strong><span style=\"color: #008000;\"> Cape Cod<\/span><\/strong>. Prima di ritirarsi in cabina Wright lasci\u00f2 le istruzioni di navigazione per il primo ufficiale, Edwin Fuller ed il timoniere. Quest\u2019ultimo per\u00f2 non sent\u00ec il capitano e quindi aspett\u00f2 ulteriori ordini dal primo ufficiale. Fuller era tranquillo, in questo punto il canale navigabile \u00e8 largo quasi cinque miglia e la nave procedeva spedita. Purtroppo, Fuller non realizz\u00f2 che la forza combinata del vento e della corrente stavano facendo scarrocciare la nave verso le pericolose rocce che si estendono a poca profondit\u00e0 dal capo di \u201cGay Head\u201d e che hanno il sinistro nome di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Devil\u2019s Bridge<\/span><\/strong>\u201d (il ponte del diavolo).&nbsp; Poco prima delle tre e quarantacinque della mattina la vedetta di prua not\u00f2 una boa a dritta &#8230; vicina, maledettamente troppo vicina. Il capitano Wright venne svegliato dalle grida della vedetta e, raggiunta la plancia, ordin\u00f2 una brusca accostata a sinistra e di fermare i motori. Fu troppo tardi, la City of Columbus collise con le rocce sommerse del Devil\u2019s Bridge. A questo punto il capitano commise un grave errore di valutazione; nel tentativo di liberare la nave dalle rocce, ordin\u00f2 macchine indietro. Lo scafo si mosse ma la falla era troppo grande ed in meno di quattro minuti la City of Columbus affond\u00f2 nelle gelide acque del nord Atlantico.<\/p>\n<figure style=\"width: 687px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/relitto-del-city-of-columbus-dopo-il-naufragio.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 relitto-del-city-of-columbus-dopo-il-naufragio.jpg\" width=\"687\" height=\"444\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il relitto visto dal cutter Samuel Dexter poco dopo il naufragio &#8211; Fonte <a href=\"https:\/\/www.marinersmuseum.org\/\">https:\/\/www.marinersmuseum.org\/<\/a>&nbsp;<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il guardiano del faro di Gay Head, <strong><span style=\"color: #008000;\">Horatio N. Pease<\/span><\/strong>, scorse le luci della <strong><span style=\"color: #008000;\">City of Columbus<\/span><\/strong> che affondava e immediatamente attiv\u00f2 i soccorsi. I superstiti erano disperatamente aggrappati alle cime ed alle drizze degli alberi della nave che ancora emergevano dalle gelide acque. Un gruppo di sei soccorritori inizi\u00f2 a remare verso il relitto ed a questi si aggiunse un cutter, il Samuel Dexter, della Guardia Costiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stato del mare rese le operazioni difficili e lente ma i soccorritori non si arresero e, dopo molte ore di incredibili sforzi, 29 persone furono tratte in salvo. Purtroppo, nel disastro perirono tutti i bambini e le donne che erano a bordo, facendo di questa tragedia uno dei peggiori disastri marittimi negli annali della navigazione a vapore del Massachusetts. Il capitano Wright perder\u00e0 la sua licenza e non navigher\u00e0 mai pi\u00f9. I soccorritori verranno premiati per i loro eroici sforzi.Oggi tutto quello che rimane della <strong><span style=\"color: #008000;\">City of Columbus<\/span><\/strong> sono alcune parti dello scafo e dei motori che emergono spettrali dai fondali attorno al Devil\u2019s Bridge e che ci ricordano le parole dello scopritore del relitto, <strong><span style=\"color: #008000;\">Eric Takakjian<\/span><\/strong>, ovvero che dietro ad un relitto vi sono spesso storie di vite perdute che meritano il nostro rispetto e compassione.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Giorgio Caramanna<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima disegno di Schell and Hogan sull&#8217;affondamento della nave &#8211; Paul Sherman collection&nbsp; <a class=\"external free\" href=\"http:\/\/www.tfaoi.com\/aa\/4aa\/4aa562.htm\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.tfaoi.com\/aa\/4aa\/4aa562.htm<\/a><br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:City-of-columbus2.jpg\">City-of-columbus2.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br>.<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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