{"id":63852,"date":"2021-09-22T00:11:08","date_gmt":"2021-09-21T22:11:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=63852"},"modified":"2026-03-20T10:05:57","modified_gmt":"2026-03-20T09:05:57","slug":"una-storia-millenaria-il-solcometro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/63852","title":{"rendered":"Una storia quasi millenaria: il solcometro"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: NAUTICA<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XV-XXI SECOLO<br>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br>parole chiave: Solcometro, chip log<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti gli strumenti nautici che misurano la velocit\u00e0 di una nave sull&#8217;acqua sono noti come solcometri (in inglese chip log). Il termine inglese <strong><span style=\"color: #008000;\">LOG<\/span><\/strong> richiama il suo primo design che consisteva inizialmente in una tronchetto di legno che veniva filato a mare legato ad una cima che aveva un numero di nodi ad intervalli uniformi, srotolata da una bobina. Il conteggio del numero di nodi passati tra le mani del marinaio nel tempo di misura dava la velocit\u00e0 stimata della nave. Non a caso usiamo ancora il termine <strong><span style=\"color: #008000;\">nodi<\/span><\/strong> per misurare la velocit\u00e0.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/STRUMENTI-NAUTICI-Solcometro_1734.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STRUMENTI-NAUTICI-Solcometro_1734.jpg\" width=\"840\" height=\"992\"><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Solcometro del XVIII secolo (1743), illustrazione tratta da Giovanni Poleni, <em>De la meilleure maniere de mesurer sur mer le chemin d&#8217;un vaisseau<\/em> &#8211; Autore&nbsp; anonimo<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Solcometro_1734.jpg\">Solcometro 1734.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tempo, la costruzione del solcometro venne standardizzata. Il tronchetto venne sostituito da una pi\u00f9 pratica tavoletta a forma di quarto di cerchio, o quadrante, con una dimensione e spessore&nbsp; variabile. La cima veniva attaccata alla tavola con una <strong><span style=\"color: #008000;\">patta d\u2019oca<\/span><\/strong>, in pratica un sistema costituito da tre sagole disposte a raggiera attorno a un punto, al quale facevano capo e sul quale si esercitava la forza. Per garantire che la tavoletta si potesse immergere, orientandosi correttamente nell&#8217;acqua, era appesantita con piombo. La tavoletta cos\u00ec disposta offriva maggiore resistenza al moto della nave ed una lettura pi\u00f9 accurata e ripetibile (ricordate il concetto di ripetibilit\u00e0, avere una misura che sia costante). La patta d\u2019oca era attaccata alla tavoletta in modo che, con un forte strattone, una delle cimette si sfilasse mettendo di traverso il solcometro e facilitandone cos\u00ec il recupero. Durante l\u2019utilizzo, dal momento in cuoi veniva lanciata in mare, il marinaio contava il numero di nodi che passava per le sue mani in un certo periodo misurato da una clessidra.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/STRUMENTI-NAUTICI-SOLCOMETRO-Loch_a_plateau-1024x829.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STRUMENTI-NAUTICI-SOLCOMETRO-Loch_a_plateau-1024x829.jpg\" width=\"1024\" height=\"829\"><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La bobina del solcometro \u00e8 chiaramente visibile e raccoglieva la cima che aveva a distanze uguali dei nodi. Il primo nodo poteva segnare il primo miglio nautico (visibile sul mulinello appena sotto il centro). La piccola clessidra \u00e8 posta in alto a sinistra mentre la tavoletta \u00e8 in basso a sinistra. Il piccolo perno e la spina in legno chiaro erano un semplice meccanismo di rilascio per due linee della patta d&#8217;oca in modo da facilitare il recupero del solcometro \u2013 modello esposto al Mus\u00e9e de la Marine, Parigi &#8211; CC-BY-SA &#8211; &nbsp;Wikimedia Commons &#8211; foto scattata da <\/span><\/strong><a title=\"User:Korrigan\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/User:Korrigan\">R\u00e9mi Kaupp <\/a><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Loch_%C3%A0_plateau.jpg\">Loch \u00e0 plateau.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, il navigatore che aveva bisogno di conoscere la velocit\u00e0 della nave, faceva ammainare in mare il solcometro da un marinaio a poppa della nave e nel contempo veniva filata la cima. La barchetta rimaneva approssimativamente sul posto mentre la nave si allontanava nel suo moto. Il marinaio lasciava che la cima si esaurisse nel tempo prefissato di 30 secondi (la 120a parte di un\u2019ora) e contava i nodi.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo dispositivo noto per misurare la velocit\u00e0 in mare \u00e8 attribuita al portoghese <strong><span style=\"color: #008000;\">Bartolomeu Cresc\u00eancio<\/span><\/strong>, che sembra lo progett\u00f2 tra la fine del XV secolo e all&#8217;inizio del XVI secolo. La <strong><span style=\"color: #008000;\">barchetta, o barca di Bartolomeu Cresc\u00eancio<\/span><\/strong>, era costituita da un pezzo di legno a sezione triangolare, il Batel, il cui bordo ad arco era zavorrato di piombo in modo che rimanesse verticale nell&#8217;acqua. La misura veniva effettuata misurando con una clessidra il tempo che un oggetto galleggiante (un tronchetto di legno) impiegava per passare tra due punti di riferimento sul ponte. Il primo riferimento si trova sul diario di bordo di un olandese del 1623, non a caso chiamato a volte chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Dutchman&#8217; Log<\/span><\/strong>. Per velocit\u00e0 superiori ai 6\/7 nodi venivano utilizzate clessidre da 15 secondi e la velocit\u00e0 era ottenuta raddoppiando il numero di nodi usciti.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/a-regiment-at-sea.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 a-regiment-at-sea.jpg\" width=\"855\" height=\"374\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">estratto da <em>A Regiment for the Sea<\/em> di William Bourne <a href=\"https:\/\/www.christies.com\/lot\/lot-bourne-william-a-regiment-for-the-4890160\/?\">BOURNE, William (d.1583). A Regiment for the Sea: Conteyning most profitable Rules, Mathematical experiences, and perfect knowledge of Navigation, for all Coastes and Countreys: most needefull and necessarie for all Seafaring men and Travellers, as Pilotes, Mariners, Marchants, &amp;c. London: [H. Bynneman for] Thomas Hacket, [1574?]. (christies.com)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema, sebbene non preciso, era molto pratico e venne utilizzato dai marinai per molto tempo. La prima descrizione nota di un solcometro marino \u00e8 contenuta nel libro <strong><em><span style=\"color: #008000;\">A Regiment for the Sea<\/span><\/em><\/strong> di William Bourne, scritto nel 1574. Questo libro fu un riferimento per tutti i marinai dell\u2019epoca e conteneva informazioni preziose per il loro lavoro, inclusi grafici delle maree e informazioni sulla longitudine, le fasi lunari e molte altre cose importanti per la navigazione. Il fatto che venga menzionato un log chip (solcometro) conferma la popolarit\u00e0 di questo primo solcometro. Di fatto sembra che Bourne ide\u00f2 l\u2019utilizzo di una clessidra di mezzo minuto per il cronometraggio. A quel tempo, un miglio era calcolato come 5.000 piedi, quindi in 30 secondi a un miglio all&#8217;ora, una nave avrebbe viaggiato di circa 42 piedi.&nbsp;Veniva utilizzato uno straccio rosso, come linea iniziale, da cui venivano contati i nodi (la lunghezza della cima tra due nodi, per un tempo di 30 secondi &#8211; 1\/120 dell&#8217;ora \u2013 era circa di 15,43 metri). Molte navi usavano nodi distanziati di 8 braccia (48 piedi o 14,6 metri) l&#8217;uno dall&#8217;altro, mentre altre navi usavano 7 braccia. L&#8217;intervallo di tempo di lettura doveva essere quindi regolato in base alla distanza tra i nodi. L&#8217;uso di questo semplice dispositivo non forniva ovviamente una misura esatta della velocit\u00e0, non potendo tener conto degli effetti del mare dovuti alle correnti e allo scarroccio ed all\u2019imprecisione della misura della clessidra affetta da umidit\u00e0 e temperatura dell\u2019aria.&nbsp;Si ovviava facendo delle misurazioni frequenti per ridurre gli intervalli e, con un maggiore campionamento, ottenere valori pi\u00f9 vicini alla realt\u00e0.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/1056px-Acta_Eruditorum_-_VI_strumenti_1741_%E2%80%93_BEIC_13404239-solcometro-del-Poleni-1024x872.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1056px-Acta_Eruditorum_-_VI_strumenti_1741_\u2013_BEIC_13404239-solcometro-del-Poleni-1024x872.jpg\" width=\"1024\" height=\"872\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">un curioso solcometro ideato dal Poleni basato su una sfera &#8230; la descrizione del funzionamento si trova seguendo questo <a href=\"http:\/\/www.bitnick.it\/Fonti\/Bertolino%20-%20iter%20Poleni.pdf\">link<\/a> <\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 un solcometro misurava la velocit\u00e0 del mezzo attraverso l&#8217;acqua questa era affetta da alcuni errori; in particolare l&#8217;effetto delle correnti, conosciuto anche nell&#8217;antichit\u00e0 (come risulta da uno <a href=\"http:\/\/www.bitnick.it\/Fonti\/Bertolino%20-%20iter%20Poleni.pdf\">studio<\/a> del Poleni del 1734), ed il movimento dell&#8217;acqua stessa davano errori che non potevano essere corretti. I navigatori per correggerli si affidavano quindi a correzioni di posizione (ottenute nel controllo della navigazione stimata). Inutile dire che l&#8217;esperienza del capitano era fondamentale. <span class=\"VIiyi\" lang=\"it\" style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"en\" data-phrase-index=\"0\">Nel XVIII secolo furono sviluppati i primi solcometri meccanici che trainavano un rotore (<strong><span style=\"color: #008000;\">taffrail<\/span><\/strong>) collegato ad una lunga cima che trasmetteva il numero dei giri ad un contatore. Era cos\u00ec possibile risalire al cammino percorso. La sua invenzione viene attribuita, nel 1688, ad un liutaio inglese, <strong><span style=\"color: #008000;\">Humphry Cole<\/span><\/strong>, che invent\u00f2 il cosiddetto <strong><span style=\"color: #008000;\">patent log<\/span><\/strong>, in cui un rotore a palette veniva trainato da poppa, e le sue rivoluzioni erano registrate su un contatore.<\/span> <\/span><span class=\"VIiyi\" lang=\"it\" style=\"font-size: revert; color: initial;\">Si diffusero nel diciannovesimo secolo andando a sostituire il tradizionale solcometro a barchetta. L\u2019inconveniente era il loro ingombro poppiero e le conseguenti limitazioni durante la manovra della nave. <\/span><span class=\"VIiyi\" lang=\"it\"><span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"en\" data-phrase-index=\"1\">I contatori di questo tipo non divennero comuni fino alla met\u00e0 del XIX secolo, quando furono montati sul parapetto di poppa, dove potevano essere letti in qualsiasi momento dal timoniere;<\/span> <span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"en\" data-phrase-index=\"2\">un altro inglese, <strong><span style=\"color: #008000;\">Thomas Walker<\/span><\/strong>, introdusse perfezionamenti successivi del registro dei brevetti a partire dal 1861. Questa forma di registro \u00e8 ancora in uso.<\/span><\/span><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/800px-Negus_Taffrail_Log-Museo-della-Marin-amercantile-di-Kingspoint-649x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 800px-Negus_Taffrail_Log-Museo-della-Marin-amercantile-di-Kingspoint-649x1024.jpg\" width=\"856\" height=\"1351\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dettaglio di un contatore prodotto da Taffrail Negus &#8211; conservato al King&#8217;s Point Merchant Marine Museum &#8211; autore foto Roy Smith <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Negus_Taffrail_Log.jpg\">Negus Taffrail Log.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla seconda met\u00e0 del XX secolo, i marinai continuarono ad utilizzare versioni meccaniche ed elettromeccaniche pi\u00f9 moderne per\u00f2 basate su una piccola girante a pale, fissata attraverso il fondo dello scafo, con il sensore alloggiato in un tubo che poteva essere rientrato quando la nave era ferma o navigava in bassi fondali. Questo strumento si mantenne in uso soprattutto su yacht pi\u00f9 piccoli per molto tempo.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">I solcometri moderni<\/span><\/strong><br>Con lo sviluppo della tecnica, sulle navi maggiori, incominci\u00f2 ad essere utilizzato un <strong><span style=\"color: #008000;\">solcometro elettromagnetico<\/span><\/strong>, pi\u00f9 affidabile in quanto non avendo parti meccaniche, non possiede un meccanismo soggetto a guasti. Uno sviluppo successivo fu il solcometro a pressione che utilizzava un <strong><span style=\"color: #008000;\">tubo di Pitot<\/span><\/strong> per determinare la differenza tra la pressione dinamica e quella statica, una variazione che \u00e8 proporzionale alla velocit\u00e0 del mezzo. Non a caso tale sistema \u00e8 ancora utilizzato sugli aerei. In pratica, il sensore \u00e8 costituito da due tubi, uno all\u2019interno dell\u2019altro, di cui uno ha l\u2019apertura verso prora (per poter determinare la pressione dinamica) da confrontare con quella statica misurata dall\u2019altro tubo aperto verso poppa. I due tubi sono in comunicazione attraverso una membrana che trasmette la variazione ad uno strumento (reostato) che trasforma la differenza di pressione in un valore elettromagnetico. Negli ultimi anni sono disponibili sul mercato sensori di velocit\u00e0 che utilizzano due trasduttori ad ultrasuoni, posti uno a prua ed uno a poppa, che inviano impulsi ultrasonici attraverso l&#8217;acqua che scorre oltre lo scafo. Calcolando la differenza di tempo nella propagazione dell&#8217;impulso da un sensore all&#8217;altro, il dispositivo calcola la velocit\u00e0 dello scafo nell&#8217;acqua.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, utilizzando una tecnologia simile a quella utilizzata dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ecoscandaglio acustico<\/span> <\/strong>(trasmissione e ricezione del suono attraverso l&#8217;acqua), sono disponibili i <strong><span style=\"color: #008000;\">solcometri Dopple<\/span><span style=\"color: #008000;\">r<\/span><\/strong>, in grado di misurare il movimento dell&#8217;imbarcazione rispetto al fondale o agli strati dell\u2019acqua. La frequenza utilizzata \u00e8 superiore a quella dell&#8217;ecoscandaglio con una lunghezza d&#8217;onda pi\u00f9 corta (ovvero con una frequenza maggiore, generalmente compresa tra i 100 a 600 Khz) che consente una migliore diffusione della riflessione (riflessioni multi-percorso) con un angolo del fascio pi\u00f9 piccolo (circa 60 gradi), e riducendo le dimensioni fisiche del trasduttore. Diffondendosi di meno, la potenza irradiata dal raggio sonoro rende l&#8217;eco pi\u00f9 forte. Generalmente, un solcometro Doppler pu\u00f2 ricevere echi dal fondale marino solo fino a una profondit\u00e0 di 200 metri circa. Tuttavia, in mare aperto, il solcometro pu\u00f2 ancora funzionare riferendosi per\u00f2 non pi\u00f9 al fondo del mare ma ad uno strato compreso tra 10 e 30 metri sotto la chiglia. Questa velocit\u00e0&nbsp; \u00e8 chiamata &#8220;speed over water&#8221; simile a quella ottenuta dagli altri tipi di solcometri ma le riflessioni da uno strato in profondit\u00e0 eliminano l&#8217;effetto dei disturbi causati dall&#8217;imbarcazione stessa e delle correnti superficiali causate dal vento e dal moto ondoso. I sistemi doppler vengono utilizzati anche su boe oceanografiche e sistemi scientifici per poter valutare i flussi di corrente.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Un lungo cammino da quando uno sconosciuto marinaio inizi\u00f2 a misurare con il solcometro a barchetta la velocit\u00e0 della sua piccola nave. &nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>in anteprima il solcometro a mano Speyer &#8211; autore foto Lokilech&nbsp;<br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Speyer_Handlog.jpg\">Speyer Handlog.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><br><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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