{"id":63348,"date":"2021-09-25T00:01:13","date_gmt":"2021-09-24T22:01:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=63348"},"modified":"2026-07-05T10:11:18","modified_gmt":"2026-07-05T08:11:18","slug":"nan-madol-tra-leggenda-e-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/63348","title":{"rendered":"Nan Madol, tra leggenda e realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: MITI E LEGGENDE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: II SECOLO A.C. &#8211; VIII SECOLO D.C.<br \/>\nAREA: OCEANO PACIFICO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Nan Madol, Mu, Lemuria, Oceano Pacifico<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono leggende, basate su racconti mitici, che vengono tramandate alle nuove generazioni &#8230; a volte alcune di esse hanno un fondo di verit\u00e0 e portano ad incredibili scoperte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Map_FM-Nan_Madol.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Map_FM-Nan_Madol.png\" width=\"582\" height=\"529\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Mappa di Nan Madol &#8211; autore<\/strong> <strong>Holger Behr\u00a0<\/strong><\/span><strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Map_FM-Nan_Madol.PNG\">Map FM-Nan Madol.PNG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi raccontiamo la storia di <strong><span style=\"color: #008000;\">Nan Madol<\/span><\/strong>, una straordinaria citt\u00e0 marittima costruita tra il II e l&#8217;VIII secolo d.C., su una barriera corallina in Micronesia. La cosa che la distingue \u00e8 che la citt\u00e0 si svilupp\u00f2 su circa 100 isole artificiali, ricavate da enormi blocchi di basalto poggiati sul substrato corallino, collegate fra loro con dei canali che ricordano Venezia. Una grande operazione di ingegneria che fu realizzata circa mille anni fa, trasportando grandi blocchi di basalto con le loro imbarcazioni. I costruttori impiegarono<strong><span style=\"color: #008000;\"> 250 milioni di tonnellate di basalto<\/span><\/strong> trasportandole di fatto in mezzo al nulla. In che modo questi blocchi furono estratti, trasportati e posizionati perfettamente? Anche per gli standard odierni, sarebbe un&#8217;impresa ingegneristica non semplice (specialmente considerando che le imbarcazioni erano in pratica delle canoe) ed il ragionamento alla base del suo sviluppo rimane un mistero che gli archeologi non hanno ancora svelato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/REPORTAGE-Nan_Madol_FSM.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 REPORTAGE-Nan_Madol_FSM.jpg\" width=\"544\" height=\"408\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nan Madol &#8211; autore Uhooep<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Nan_Madol,_FSM.jpg\">Nan Madol, FSM.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nan Madol una capitale nella Micronesia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa citt\u00e0 era la sede cerimoniale e politica della dinastia <strong><span style=\"color: #008000;\">Saudeleur<\/span><\/strong>, che mantenne una popolazione di circa 25.000 individui fino al 1628 circa.\u00a0 Sebbene sono state trovati resti di attivit\u00e0 umane gi\u00e0 nel II secolo d.C., la costruzione principale, tra l&#8217;isola principale di Pohnpei e quella di Temwen, inizi\u00f2 tra l&#8217;VIII ed il IX secolo dopo Cristo. In seguito avvenne la caratteristica architettura megalitica probabilmente tra il 1180 e il 1200 d.C..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le leggende di Pohnpeian raccontano che i costruttori del sito archeologico erano provenienti da Leluh e Kosrae (un sito anch&#8217;esso composto da enormi edifici in pietra) e migrarono a Pohnpei dove usarono le loro abilit\u00e0 ed esperienza per costruire l&#8217;imponente complesso di Nan Madol. In realt\u00e0, recenti studi di datazione al radiocarbonio hanno rivelato che Nan Madol potrebbe essere addirittura antecedente a Leluh. Il mistero quindi resta. Secondo la leggenda, Nan Madol fu costruita dai gemelli stregoni <strong><span style=\"color: #008000;\">Olisihpa<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Olosohpa<\/span><\/strong> del mitico Katau occidentale, o Kanamwayso. I fratelli arrivarono in una grande canoa alla ricerca di un posto dove costruire un altare in modo che potessero adorare <strong><span style=\"color: #008000;\">Nahnisohn Sahpw<\/span><\/strong>, il dio dell&#8217;agricoltura. Dopo diversi tentativi i due fratelli costruirono con successo un altare al largo dell&#8217;isola di <strong><span style=\"color: #008000;\">Temwen<\/span><\/strong>, dove eseguirono i loro rituali. Nella leggenda, questi fratelli erano in grado di far levitare le enormi pietre con l&#8217;aiuto di un &#8220;drago&#8221; volante.\u00a0Quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Olisihpa<\/span><\/strong> mor\u00ec di vecchiaia, <span style=\"color: #008000;\"><strong>Olosohpa<\/strong><\/span> divenne il primo <span style=\"color: #008000;\"><strong>saudeleuro<\/strong><\/span> (parola che significa signore di Deleur) e spos\u00f2 una donna del posto, generando dodici generazioni, che produssero altri sedici governanti saudeleur del clan Dipwilap (&#8220;Grande&#8221;). Sempre secondo la leggenda i fondatori della dinastia governarono gentilmente, cercando solo di imporre le loro divinit\u00e0, ma i successori incominciarono a fare richieste sempre crescenti ai loro sudditi. Il loro regno termin\u00f2 quindi con l&#8217;invasione di <strong><span style=\"color: #008000;\">Isokelekel<\/span><\/strong>, di origini probabilmente papuasiche che alla testa di 333 uomini, donne e bambini attacc\u00f2 Pohnpei.<sup id=\"cite_ref-Morgan_4-1\" class=\"reference\"><\/sup><sup id=\"cite_ref-PlaceNames_5-3\" class=\"reference\"><\/sup><sup id=\"cite_ref-Lessa_7-3\" class=\"reference\"><\/sup><sup id=\"cite_ref-Kirch_10-2\" class=\"reference\"><\/sup><sup id=\"cite_ref-Castle_11-2\" class=\"reference\"><\/sup> Si racconta che la sua partenza fu consacrata con un sacrificio umano, un rituale diffuso nella cultura polinesiana ma non a Pohnpei. Nel suo viaggio si ferm\u00f2 all&#8217;isola delle Formiche dove conobbe<span class=\"VIiyi\" lang=\"it\"><span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"fr\" data-phrase-index=\"0\"> una donna indigena di nome Likamadau (&#8220;Donna che pensa&#8221;), che lo convinse a coltivare stretti legami con i Pohnpeiani e ad opporsi solo ai Saudeleur.\u00a0 Di fatto il guerriero sbarc\u00f2 a Nan Mandol e provoc\u00f2 i pacifici abitanti, prendendo poi il potere.<\/span><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/imbarcazione-di-un-notabile-tratta-da-Upon-a-Stone-Altar-a-Hiistory-of-the-Island-of-Pohnpeo-to-1890-di-David-Hanlon-University-of-Hawaii.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 imbarcazione-di-un-notabile-tratta-da-Upon-a-Stone-Altar-a-Hiistory-of-the-Island-of-Pohnpeo-to-1890-di-David-Hanlon-University-of-Hawaii.png\" width=\"1109\" height=\"416\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Disegno di un&#8217;imbarcazione di un notabile di rango, tratta da <em>Upon a Stone Altar: a History of the Island of Pohnpeo to 1890<\/em> di David Hanlon-University of Hawaii<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La storia reale<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;etnografo e oceanografo polacco <strong><span style=\"color: #008000;\">John Stanislaw Kubary<\/span><\/strong> fece la prima descrizione dettagliata di Nan Madol nel 1874. La citt\u00e0 era un luogo speciale di residenza per la nobilt\u00e0 in cui avvenivano attivit\u00e0 funerarie presiedute dai sacerdoti. La sua popolazione quasi certamente non superava i mille individui. Sembrerebbe che Nan Madol serv\u00ec, in parte, per organizzare e controllare potenziali rivali, richiedendo loro di vivere in citt\u00e0 piuttosto che nei loro quartieri d&#8217;origine, dove le loro attivit\u00e0 erano difficili da monitorare. <strong><span style=\"color: #008000;\">Madol Powe<\/span><\/strong>, il settore mortuario, contiene 58 isolotti nella zona nord-orientale di Nan Madol. La maggior parte di essi erano occupati dalle abitazioni dei sacerdoti. Alcuni isolotti avevano uno scopo speciale: preparazione del cibo, costruzione di canoe a Dapahu e preparazione dell&#8217;olio di cocco a Peinering. Alte mura che circondano le tombe si trovano a Peinkitel, Karian e Lemenkou, ma la pi\u00f9 prominente \u00e8 l&#8217;isolotto funerario reale di Nandauwas, dove furono eretti dei muri alti 5,5-7,5 m che circondano un recinto tombale centrale all&#8217;interno del cortile principale. Si ritiene che fu costruito per il primo regnante della dinastia Saudeleur. A Nan Madol non c&#8217;era n\u00e9 acqua fresca n\u00e9 cibo; l&#8217;acqua doveva essere raccolta e il cibo coltivato nell&#8217;entroterra delle isole. Durante il governo saudeleuro, i Pohnpeiani trasportavano il cibo e l&#8217;acqua via mare. Intorno al 1628, quando Isokelekel rovesci\u00f2 i Saudeleuri. Fu l&#8217;inizio dell fine perch\u00e9 si pensa che i nuovi regnanti decisero di abbandonare Nan Madol e tornare nelle proprie isole. Di fatto la citt\u00e0 si spopol\u00f2 e mor\u00ec.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Nan-madol-recostrunction.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Nan-madol-recostrunction.jpg\" width=\"578\" height=\"361\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vista del complesso dell&#8217;isolotto di Nan Madol. Ricostruzione computerizzata degli isolotti e delle caratteristiche principali, comprese alcune strutture delle case. L&#8217;isolotto principale di Pahn Kadira (PKI), il complesso residenziale dei capi Sau Deleur, \u00e8 lungo 115 metri. Immagine sviluppata da mappe archeologiche originali utilizzando il software Microstation di Intergraph Corporation &#8211; tratta dall&#8217;articolo Nan Madol, <b>Madolenihmw, Pohnpei <\/b><\/span><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/pages.uoregon.edu\/wsayres\/pohnpei\/NanMadol.html\">Nan Madol (uoregon.edu)<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca archeologica\u00a0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nOggi <span style=\"color: #008000;\"><strong>Nan Madol<\/strong><\/span> forma un distretto archeologico che copre pi\u00f9 di 18 chilometri quadrati (6,9 miglia quadrate) e comprende l&#8217;architettura in pietra costruita su una barriera corallina lungo la costa dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">isola di Temwen<\/span><\/strong>, diversi altri isolotti artificiali e l&#8217;adiacente costa dell&#8217;isola principale di <strong><span style=\"color: #008000;\">Pohnpei<\/span><\/strong>. In particolare, il sito racchiude un&#8217;area di circa 1,5 per 0,5 chilometri contenente quasi 100 isolotti artificiali, in pratica delle piattaforme artificiali di pietra e corallo,\u00a0 delimitate dai canali di marea. Una Venezia della Micronesia nata per motivi rituali e non certo per convenienza. La datazione al carbonio indica che la costruzione megalitica a Nan Madol inizi\u00f2 intorno al 1180 d.C. quando furono prelevate grandi pietre di basalto da un affioramento\u00a0 vulcanico sul lato opposto di Pohnpei. Il primo insediamento su Pohnpei fu probabilmente intorno al I secolo d.C., sebbene la datazione al radiocarbonio mostri che l&#8217;attivit\u00e0 umana inizi\u00f2 intorno all&#8217;80-200 d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>Ma <\/b><\/span><span style=\"color: #008000;\"><b>perch\u00e9<\/b><\/span><span style=\"color: #008000;\"><b>\u00a0tanto interesse per questa citt\u00e0 perduta?<\/b><\/span><\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">A di l\u00e0 dell&#8217;interesse archeologico e antropologico degli studiosi delle popolazioni micronesiane, <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">Nan Madol <\/span><\/strong>\u00e8 stata interpretata da alcuni come uno dei resti dei leggendari e misteriosi &#8220;continenti perduti&#8221; del Pacifico. <strong><span style=\"color: #008000;\">James Churchward<\/span><\/strong>, nel suo libro <strong><em><span style=\"color: #008000;\">The Lost Continent of Mu Motherland of Man del 1926 sostenne<\/span><\/em><\/strong> che <strong><span style=\"color: #008000;\">Nan Madol<\/span><\/strong> avrebbe potuto far parte del continente perduto di <strong><span style=\"color: #008000;\">Mu<\/span><\/strong>. In seguito, nel libro <strong><span style=\"color: #008000;\">Lost City of Stones<\/span><\/strong> (1978), lo scrittore <strong><span style=\"color: #008000;\">Bill S. Ballinger<\/span><\/strong> teorizz\u00f2 che la citt\u00e0 fosse stata costruita addirittura da marinai greci nel III secolo a.C.. Non ultimo <strong><span style=\"color: #008000;\">David Hatcher Childress<\/span><\/strong>, ipotizz\u00f2 che Nan Madol fosse stata parte del continente perduto di <strong><span style=\"color: #008000;\">Lemuria<\/span><\/strong>. Insomma la fantasia non ha limiti &#8230; ma, di fatto, la straordinaria struttura architettonica nasconde ancora il suo segreto e, nel 1985, le sue rovine furono dichiarate monumento storico nazionale.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima rovine di Nan Madol &#8211; autore <a class=\"external text\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/people\/75391858@N00\" rel=\"nofollow\">CT Snow<\/a> da Hsinchu, Taiwan <strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Nan_Madol_4.jpg\">Nan Madol 4.jpg &#8211; Wikimedia Commons\u00a0<\/a><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Fonti<\/span><\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Upon a Stone Altar: a Hiistory of the Island of Pohnpeo to 1890<\/em> di David Hanlon University of Hawaii<br \/>\nNan Madol, Pohnpei di Ayres, William S.. Bollettino SAA. Vol. 10, novembre 1992. Society for American Archaeology.\u00a0\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: MITI E LEGGENDE PERIODO: II SECOLO A.C. &#8211; VIII SECOLO D.C. AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: Nan Madol, Mu, Lemuria, Oceano Pacifico . 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