{"id":62178,"date":"2021-08-26T00:05:00","date_gmt":"2021-08-25T22:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=62178"},"modified":"2026-05-04T15:20:19","modified_gmt":"2026-05-04T13:20:19","slug":"poddighe-periscopio1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/62178","title":{"rendered":"La nascita del periscopio italiano &#8211; Parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: green;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">PERIODO: XX SECOLO<br \/>\nAREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: periscopio, sommergibile<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo abbiamo visto nei vecchi film di guerra, il periscopio, un&#8217;apparecchiatura composta da un lungo tubo telescopico e delle ottiche, che viene ancor oggi utilizzata dal comandante del sommergibile per inquadrare otticamente le navi in superficie. Uno strumento insostituibile per i battelli subacquei per poter osservare in immersione il traffico navale di superficie, la cui invenzione si ritrova nei libri di storia rivendicata da americani, francesi, inglesi e italiani. Ma chi fu il vero inventore? Per dare una risposta, come al solito, bisogna ritornare indietro nel tempo.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 203px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Paolo-Triulzi.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Paolo-Triulzi.png\" width=\"203\" height=\"272\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Triulzi<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La verit\u00e0 viene dal ritrovamento dell\u2019archivio di <strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Triulzi<\/span><\/strong>, un geniale e modesto inventore italiano, che ha permesso di assegnare la priorit\u00e0 di invenzione del periscopio, nonch\u00e9 di scoprire le vicende concernenti l\u2019invenzione del suo \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Telops di Triulzi<\/em><\/span><\/strong>\u201d e del \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Cleptoscopio di Russo e Laurenti<\/em><\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Triulzi<\/span><\/strong>, dal 1880 al 1906, \u00e8 un geniale impiegato e Direttore Tecnico della storica <strong><span style=\"color: #008000;\">Officina Galileo di Firenze<\/span><\/strong> che collabora con alcuni ufficiali delle Forze Armate italiane nella progettazione e realizzazione di strumenti ottici per applicazioni militari, quali topografi, telemetri, gonio-stadiometri e telegrafi ottici. Come vedremo nei dettagli, nel 1901 Paolo Triulzi inventa il <strong><span style=\"color: #008000;\">Telops<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">periscopio per battelli subacquei<\/span><\/strong>, un&#8217;apparecchiatura alta cinque metri e studiata inizialmente per il Delfino, il primo mezzo subacqueo della nostra Marina Militare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/delfino-1905.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 delfino-1905.jpg\" width=\"935\" height=\"714\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sul Delfino venne imbarcato un periscopio diverso dal Telops, ma di fatto sviluppato secondo il suo principio di funzionamento. Dopo una violenta polemica tra la Officina Galileo e la Regia Marina, a seguito dell\u2019adozione da parte della Marina del <em>Cleptoscopio Russo-Laurenti<\/em>, il primo <em>Telops<\/em> venne fornito, nel 1902, alla Regia Marina Svedese per il sommergibile Hajen. Fu un immediato successo, per la sua superiorit\u00e0 tecnica rispetto a quanto sino allora disponibile.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatti che esaminer\u00f2 in seguito nei dettagli, legati al presunto plagio dell&#8217;apparecchiatura da parte della Regia Marina, portarono Triulzi, nel 1906, a mettersi in proprio, aprendo a Firenze il <strong><span style=\"color: #008000;\">Laboratorio Ottico Meccanico \u2013 P. Triulzi<\/span><\/strong>. Nel 1917 il laboratorio si trasfer\u00ec a Roma, continuandone l\u2019attivit\u00e0, che nel 1924 porter\u00e0 alla creazione della <strong><span style=\"color: #008000;\">Societ\u00e0 Anonima OMI \u2013 Ottica Meccanica Italiana dei fratelli Umberto e Amedeo Nistri<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tutto part\u00ec dal Delfino<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel 1900, le notizie del piano francese per l\u2019acquisto di battelli subacquei allarmano i vertici militari italiani ed il neoministro della Marina, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Giovanni Bettolo<\/span><\/strong>, ordina di rimettere in servizio il sommergibile Delfino, migliorarlo e riprenderne le prove. Il programma viene affidato all\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ingegner Cesare Laurenti<\/span><\/strong> che, gi\u00e0 giovane e promettente tenente del Genio Navale, si era occupato delle prove in mare del Delfino e ne aveva redatto le raccomandazioni. Come vedremo, per sviluppare il periscopio del Delfino, il Laurenti contatt\u00f2 la societ\u00e0 di strumenti ottici di precisione <strong><span style=\"color: #008000;\">Filotecnica di Milano<\/span><\/strong>. La soluzione prescelta era basata su un cannocchiale prismatico terrestre, ricordato come <strong><span style=\"color: #008000;\">periscopio Laurenti<\/span><\/strong>, strumento che aveva un angolo visivo di soli pochi gradi (2-3\u00b0) per cui il Delfino era praticamente cieco quando navigava in immersione. Inutile dire che il suo comandante, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Tenente di Vascello Giuseppe Boselli<\/span><\/strong>, ne era molto preoccupato.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Interessante la figura di Giuseppe Boselli. Nato a Bologna nel 1867, fu militare ma anche imprenditore di successo. Sua sorella, Clara Boselli, spos\u00f2 Giovanni Agnelli il cofondatore della FIAT. Giuseppe Boselli, da ufficiale di marina, partecip\u00f2 alla campagna d&#8217;Africa del 1890 e comand\u00f2 il primo sommergibile italiano, il Delfino, nel 1901. Dopo un periodo di Capo Sezione al Ministero della Marina, dal 1904 al 1906, si conged\u00f2 con il grado di Capitano di Corvetta della riserva e divenne Direttore Amministrativo della Fiat-Muggiano, creata nel 1905, a seguito della fusione della societ\u00e0 con la San Giorgio di Sestri Ponente e, nel 1907, della FIAT-San Giorgio, ditta specializzata in sommergibili, fino a diventare Consigliere d&#8217;Amministrazione della FIAT dal 1921 al 1941. Una carriera decisamente di successo.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu cos\u00ec che nel febbraio del 1901, durante una visita all\u2019Arsenale di La Spezia dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ingegner Giulio Martinez<\/span><\/strong>, proprietario dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Officina Galileo di Firenze<\/span><\/strong>, il Comandante Boselli, apprese che la Galileo fabbricava strumenti ottici per applicazioni militari, e chiese informalmente di provare a risolvere il problema. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Martinez<\/span><\/strong> affid\u00f2 l\u2019incarico a <strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Triulzi<\/span><\/strong>, vicedirettore e direttore tecnico, valente ottico e meccanico che gi\u00e0 collaborava con diversi ufficiali delle forze armate nella realizzazione delle loro invenzioni. Il Triulzi cap\u00ec immediatamente le specifiche richieste e, grazie all\u2019esperienza ventennale acquisita nella progettazione e realizzazione di telemetri e cannocchiali, valutando e provando diverse configurazioni ottiche,\u00a0 realizz\u00f2 un cannocchiale a grande campo e piccolo ingrandimento utilizzando <strong><span style=\"color: #008000;\">due cannocchiali rovesciati<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/delfino-smg-orig-1024x484.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 delfino-smg-orig-1024x484.png\" width=\"1304\" height=\"616\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due cannocchiali potevano essere distanziati, ottenendo un periscopio molto lungo con visione perfetta e tutti i caratteri della visione naturale monoculare. Per compensare l&#8217;inevitabile perdita di luminosit\u00e0, dovuta all\u2019assorbimento delle varie lenti e prismi, e al contempo migliorare la minore distinzione degli oggetti dovuta alla visione naturale, i due cannocchiali erano un p\u00f2 diversi, in modo da ottenere un piccolo ingrandimento (1,2\u00d7 circa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Identificata la migliore configurazione, a fine febbraio del 1901 il Triulzi realizz\u00f2 un dimostratore: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">un lungo tubo di cartone che sporgeva dal tetto dell\u2019Officina<\/span><\/strong>\u201d, in cui aveva posto i due sistemi telescopici provvisti di oculari speciali a largo campo che aveva ideato da tempo per applicazioni astronomiche. Venne scritto che:\u00a0\u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Si vedevano gli oggetti circostanti in grandezza naturale, senza deformazioni, per un settore di circa 60\u00b0 con perfetta definizione e intensit\u00e0 luminosa. Per la notevole ampiezza del campo di visione si poteva far oscillare ampiamente il tubo ottico, come se si trovasse a bordo, senza perdere di vista un punto osservato verso il centro del panorama<\/em><\/span><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/delfino-smg-modificato.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 delfino-smg-modificato.png\" width=\"1013\" height=\"831\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Denominato <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Telops,<\/em><\/span><\/strong> l\u2019invenzione venne per\u00f2 mantenuta segreta su richiesta della Regia Marina stessa. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante Boselli<\/span><\/strong>, invitato a vedere il prototipo, ne rimane entusiasta e si attiv\u00f2 per ordinarlo ma gli uffici del Ministero della Marina temporeggiarono. Di fatto il 28 luglio 1901 venne depositato a Roma un brevetto, a firma degli ufficiali del Genio Navale della Regia Marina Militare <strong><span style=\"color: #008000;\">Gioacchino Russo e Cesare Laurenti<\/span><\/strong>, dal titolo: <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Apparecchio ottico denominato: Cleptoscopio, per la visione panoramica a largo campo fra posizioni a distanza dell\u2019occhio e del punto di vista<\/em><\/span><\/strong> e fu diffusa la notizia che l\u2019Italia disponeva di un avanzato strumento per la navigazione subacquea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne nacque ovviamente una violenta polemica tra la Officina Galileo e la Regia Marina italiana, quest\u2019ultima accusata di aver \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">c<\/span><span style=\"color: #008000;\">arpito il segreto del Telops<\/span><\/strong>\u201d, ma motivazioni commerciali (la Regia Marina era il maggiore cliente della Officina Galileo) fecero desistere la Ditta dal proseguire l\u2019azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo anni dopo <strong><span style=\"color: #008000;\">Russo<\/span><\/strong>, il vero inventore del <span style=\"color: #008000;\"><strong>Cleptoscopio<\/strong><\/span>, ammetter\u00e0 che il <strong><span style=\"color: #008000;\">Telops<\/span><\/strong> era stato inventato prima e che l\u2019idea da loro adottata, idea che poi risult\u00f2 diversa dalla configurazione del Telops, avvenne dopo che l\u2019Ing. Laurenti aveva avuto modo di vedere il periscopio della Galileo ai primi di luglio. In quell&#8217;occasione Laurenti raccolse, parlando con i tecnici della Galileo, che ritenevano di parlare a un potenziale cliente e non a un concorrente, importanti informazioni costruttive. Paradossalmente, i tecnici e, forse, lo stesso Triulzi, pur non svelando il segreto del Telops, avevano permesso ai tecnici della Marina di trovare una \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>configurazione alternativa che, pur essendo meno performante, risolveva temporaneamente le esigenze del Delfino<\/em><\/span><\/strong>\u201d. Deluso dalla situazione, il Triulzi, caduto ogni motivo di riservatezza, deposit\u00f2 due domande di brevetto il 3 settembre 1901:il primo per &#8220;<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Canalizzatori di fasci di raggi luminosi, ossia raggruppamenti ottici aventi la propriet\u00e0\u0300 di permettere la visione a largo campo da punti lontani dall\u2019occhio<\/span><\/strong>&#8221; <\/em>e il secondo, sulla base di questa invenzione, di un &#8220;<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Apparecchio per la visione indiretta in battelli sottomarini, denominato<\/span><\/strong> <span style=\"color: #008000;\"><strong>Telops&#8221;.<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In fase di internazionalizzazione, i brevetti non vennero riconosciuti in Germania, mentre in Gran Bretagna venne riconosciuto il brevetto del Telops: <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Improvements on optical instruments to afford indirect vision especially suitable for an observer inside a submarine boat.\u00a0<\/em><\/span><\/strong>Per le sue caratteristiche nettamente superiori a quelle dei periscopi disponibili sino ad allora, il Telops trov\u00f2 immediato successo commerciale all\u2019estero: il primo esemplare venne venduto nel 1902 alla Regia Marina Svedese per il sommergibile Hajen, poi altri furono venduti alla Danimarca, alla tedesca Krupp di Kiel Garden (Cantiere Germaniawerft) ed alla Marina Imperiale Russa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/delfino-con-telops-1024x366.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 delfino-con-telops-1024x366.png\" width=\"1024\" height=\"366\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Delfino con il Cleptoscopio, 1904 \u00a9USMM\/Archivio Fotografico<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Cleptoscopio<\/span><\/strong> venne invece installato sul Delfino nel 1902: era lungo sei metri ed il tubo aveva un diametro di 13 cm. Nel 1908 ne venne richiesta la sostituzione con un \u201c<span style=\"color: #008000;\"><strong>periscopio con doppio sistema di visione<\/strong><\/span>\u201d questa volta delle Officine Galileo, un modo di ripagare il torto fatto? In realt\u00e0 venne rimosso solo nel 1910 e il nuovo periscopio fu installato nel 1911, dopo modifiche effettuate al <em>Delfino <\/em>nell\u2019Arsenale di Venezia. Tra le modifiche quella della torretta per alloggiare il nuovo periscopio, lungo 5 m con tubo a cannocchiale da 15,4 cm di diametro alla base, ed elevabile a mezzo di una pompa a mano azionante un elevatore idraulico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Una sfida tecnologica italiana<\/span><\/strong><br \/>\nAppurata la priorit\u00e0 italiana dell&#8217;invenzione, che trov\u00f2 subito molto interesse anche nelle Marine estere, andiamo ad esaminare le differenze sui due apparecchi, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Telops<\/span> <\/strong>e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Cleptoscopio<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Telops di Triulzi<\/span><br \/>\n<\/strong>Il Telops era un cannocchiale a grande campo e piccolo ingrandimento, ovvero un cannocchiale composto da \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">due cannocchiali astronomici contrapposti e con ingrandimento unitario<\/span><\/strong>\u201d.\u00a0Questa configurazione, denominata anche a \u201ctelescopi a catena\u201d, \u00e8 quella che \u00e8 stata universalmente utilizzata successivamente in tutti i periscopi, e la pupilla di entrata \u00e8 grande come quella di uscita, ovvero non \u00e8 maggiore della pupilla dell\u2019osservatore: solo qualche millimetro.\u00a0Era possibile distanziare i due cannocchiali a piacere, poich\u00e9 le lenti sono disposte in nodo che i fascetti abbiano un andamento parallelo, ottenendo periscopi di lunghezza anche elevata e di piccolo diametro, e con buona luminosit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/telops.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 telops.png\" width=\"486\" height=\"673\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> A.M. Trivulzio &#8211; S. Triulzi 314 F IG . 18 Il Telops Brevetto n. 60.980 depositato il 03.09.1901\u00a9 Archivio MNS&amp;T<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il successo era legato all\u2019elevata qualit\u00e0\u0300 delle ottiche prodotte dalla Officina Galileo; ottiche costruite su \u201cricette\u201d preparate dal Triulzi assai spesso a casa \u2013 e di cui si ignoravano del tutto i procedimenti per la preparazione \u2013 e sapientemente lavorate dagli operai da lui istruiti, che permisero la realizzazione di un periscopio lungo 5 metri e con un tubo di soli 10 cm.\u00a0Il campo di vista superava i 60\u00b0 e mostrava il panorama perfettamente a fuoco da 25 cm all\u2019infinito.\u00a0Era inoltre possibile trasformare il Telops in apparato di proiezione, permettendo di ottenere fotografie del campo osservato, una possibilit\u00e0 che costruttori stranieri hanno vantato come novit\u00e0 molti anni dopo!\u00a0Nei brevetti del 1901 non solo \u00e8 chiaramente descritta la configurazione ottica, ma ne sono indicate le configurazioni possibili, per soddisfare diversi scenari operativi, e le principali caratteristiche costruttive meccaniche\/ambientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Il Cleptoscopio di Russo-Laurenti<\/span><br \/>\n<\/strong>Il principio di funzionamento del Cleptoscopio era quello delle macchine fotografiche dell\u2019epoca: grazie a un obiettivo fotografico si raccoglieva l\u2019immagine su un vetro smerigliato, immagine con un campo che poteva raggiungere 50-60\u00b0.\u00a0 Invece di mettere il vetro smerigliato in alto, erano aggiunte delle lenti che allontanavano la formazione dell\u2019immagine il pi\u00f9 lontano possibile, dove veniva messo il vetro smerigliato. L\u2019aggiunta di lenti permetteva di raddrizzare l\u2019immagine, e l\u2019osservatore guardava l\u2019immagine con la testa ricoperta da un panno nero, cos\u00ec come il fotografo quando metteva a punto la macchina fotografica. E, come il fotografo, si serviva di una lente per meglio distinguere le particolarit\u00e0 dell\u2019immagine, cos\u00ec tra il vetro smerigliato e l\u2019occhio dell\u2019osservatore era interposta una grossa lente, e l\u2019apparecchio si mostrava come un finestrino circolare coperto da un vetro lenticolare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/cleptoscopio-1.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cleptoscopio-1.png\" width=\"506\" height=\"907\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Cleptoscopio di\u00a0 Russo &#8211; Laurenti &#8211; Brevetto n 60.639 depositato il 28.07.1901\u00a9 Archivio Centrale di Stato di Roma &#8211; Autorizzazione all&#8217;autore ACS Prot. 2179, Class. 43.10.00 del 30\/04\/2015<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La visione era comoda, bioculare e poteva farsi da pi\u00f9 di una persona contemporaneamente, purch\u00e9 si guardasse incappucciati e abbastanza di fronte all\u2019apparecchio. Gli inconvenienti per\u00f2 non erano trascurabili.\u00a0L\u2019immagine veniva ingrandita e la sua chiarezza assorbita dal vetro smerigliato: si aveva un\u2019idea di tutto il campo di vista, ma ne sfuggiva il dettaglio, elemento importante per un periscopio.\u00a0Inoltre, appena cessava la piena luce del giorno, l\u2019immagine diventava scura e gi\u00e0\u0300 nel crepuscolo o alla luce dell\u2019alba lo strumento era del tutto inutile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La produzione del <strong><span style=\"color: #008000;\">Cleptoscopio<\/span><\/strong> fu affidata alla <strong><span style=\"color: #008000;\">FIAT San Giorgio<\/span><\/strong> di La Spezia, societ\u00e0 attiva nel settore della cantieristica navale e che aveva aperto anche un reparto per lo sviluppo e la produzione di strumentazione ottica militare.\u00a0Sulla base di documentazione del CNR risulta che detto periscopio avrebbe equipaggiato soltanto i primi due sommergibili della Regia Marina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">L&#8217;impiego sui battelli statunitensi<\/span><br \/>\n<\/strong>Ci rechiamo ora oltre oceano, dove nel primo decennio del &#8216;900, si assistette ad una lunga contesa tra John Phillip Holland e Simon Lake, costruttori dei primi battelli. Lake si dedic\u00f2 prioritariamente al mercato europeo ed \u00e8 proprio in Europa che trov\u00f2 la societ\u00e0 di strumenti ottici che cercava per rendere pienamente operativi i propri mezzi. Lake descriver\u00e0 l\u2019\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Officina Galileo di Firenze<\/span><\/strong>\u201d cos\u00ec: <em>\u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Questa azienda produce periscopi a visione binoculare. Il successo di qualsiasi periscopio dipende dalla qualit\u00e0 del materiale utilizzato per le lenti e prismi, e dalla precisione delle lavorazioni. Questa azienda, che \u00e8 probabilmente la pi\u00f9 antica casa di produzione ottica del mondo &#8211; ha detto di essere stata fondata dallo stesso Galileo &#8211; produce periscopi della pi\u00f9 bella fattura. [&#8230;]. <\/span><\/strong><\/em><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Un volantino, disposto inferiormente, permette la facile rotazione dello strumento mantenendo una perfetta visione binoculare. <\/em><\/span><\/strong><em><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c8 prevista l\u2019introduzione di aria secca; ci\u00f2 impedisce la formazione di condensa sulle lenti e i prismi all\u2019 interno del tubo<\/span><\/strong>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il telescopio citato \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Telops<\/em><\/span><\/strong>, inventato da Paolo Triulzi nel 1901 e, come abbiamo anticipato, gi\u00e0 fornito nel 1902 alla Reale Marina Svedese per il <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile Hajen<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/HMS-Hajen-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 HMS-Hajen-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019HMS Hajen con il Telops esposto al Naval Museum \u2013 Karlskrona, Svezia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, nel 1908 Simon Lake riuscir\u00e0 a rompere il monopolio della Holland, e dal 1909 al 1922 costruir\u00e0 32 battelli sommergibili per la US Navy. Nel 1910 la US Navy, insoddisfatta dei periscopi sino al momento provati, prepara una specifica tecnica e acquista, per valutarli, sei periscopi in Europa: <strong><span style=\"color: #008000;\">tre dalla Officine Galileo e tre dalla tedesca Goerz, di Berlino<\/span><\/strong>; <strong><span style=\"color: #008000;\">successivamente altri tre periscopi verranno acquistati dalla tedesca Carl Zeiss di Jena<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizialmente previsti per installazione sui sottomarini delle Classi D- ed E-, due dei tre periscopi Galileo sono del tipo <strong><span style=\"color: #008000;\">a visione diretta monoculare<\/span><\/strong> e vengono installati come periscopi ausiliari sui sommergibili <strong><span style=\"color: #008000;\">USS C-1 (ex <em>Octopus<\/em> varato nel 1906) e USS C-3 (ex <em>Tarpon<\/em> varato nel 1909)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/USS-C2-4-dicembre-1912-.-il-periscopio-Galileo-e-queelo-piu-in-alto-.-National-Archives-and-record-adnunstrartion.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 USS-C2-4-dicembre-1912-.-il-periscopio-Galileo-e-queelo-piu-in-alto-.-National-Archives-and-record-adnunstrartion.png\" width=\"938\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS C-3 (ex Tarpon), 04.12.1912, il periscopio Galileo \u00e8 quello pi\u00f9 alto &#8211; fonte National Archives and Record Administration # 19-N-1346<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo periscopio, installato sull\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">USS C-4<\/span><\/strong> <span style=\"color: #008000;\"><strong>(ex<\/strong> <em>Bonita<\/em> varato nel 1909)<\/span> \u00e8 invece del tipo <strong><span style=\"color: #008000;\">binoculare con doppio sistema di visione<\/span><\/strong>, ovvero con visione binoculare diretta o, spostando una levetta, indiretta su vetro smerigliato.\u00a0Nel maggio del 1917, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Periscope Board della US Navy<\/span><\/strong> decider\u00e0 di adottare solo la visione diretta monoculare con ingrandimenti fissi: 1,2\u00d7 (FOV 40\u00b0) e 4\u00d7 (FOV 12\u00b0) dove <strong><span style=\"color: #008000;\">FOV, field of vision,<\/span><\/strong> <span class=\"VIiyi\" lang=\"it\"><span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"en\" data-phrase-index=\"0\">\u00e8 il campo visivo in un dato momento.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, il ritrovamento dell\u2019archivio di Paolo Triulzi permise una ricostruzione puntuale dell\u2019intera vicenda e dell\u2019uso improprio dei brevetti del Triulzi da parte della \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">S. A. Officine Galileo<\/span><\/strong>\u201d, subentrata nelle attivit\u00e0\u0300 della \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">S. A. Officina Galileo dell\u2019Ing. G. Martinez &amp; C.<\/span><\/strong>\u201d nel 1907.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gian Carlo Poddighe<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/62178\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/62179\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/62645\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. 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