{"id":61965,"date":"2021-07-27T00:05:00","date_gmt":"2021-07-26T22:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=61965"},"modified":"2025-11-10T16:01:41","modified_gmt":"2025-11-10T15:01:41","slug":"marina-toscana-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/61965","title":{"rendered":"Le navi della Marina Militare Toscana nel Risorgimento &#8211; Parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX SECOLO<br \/>AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>parole chiave: Marina Toscana, Risorgimento<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/><\/strong>Dopo il rifiuto opposto dall\u2019Austria al <strong><span style=\"color: #008000;\">Granduca Ferdinando III<\/span><\/strong> di consegnargli qualcuna delle navi provenienti dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Regno d\u2019Italia napoleonico<\/span><\/strong>, nel 1816 la flotta era solo il pallido ricordo di quella che era mezzo secolo prima. Essa comprendeva solo dieci piccole unit\u00e0; in pratica, un brigantino, una goletta, uno sciabecco (denominati rispettivamente <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Arciduchessa<\/em> <em>Maria Teresa<\/em>,\u00a0<em>Arciduchessa Luisa<\/em>\u00a0<\/span><\/strong>e\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Tisbe<\/em><\/span><\/strong>), quattro barche cannoniere e tre spronare (una delle quali aveva nome\u00a0<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Cristina<\/span><\/strong>)<\/em>, tutte armate solo per una parte dell\u2019anno, scarse di artiglieria e di dotazioni di bordo (10).\u00a0Questo complesso, raccogliticcio e malandato, non poteva avere che una vita breve e infatti, fra il 1829 e il 1834, venne venduto o demolito: solo le spronare furono rimpiazzate con unit\u00e0 di nuova costruzione.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Porsenna-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Porsenna-1.jpg\" width=\"849\" height=\"601\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il Porsenna era un bel Brigantino della prima met\u00e0 del 1800, esattamente varato nel 1828 a Livorno, quando la Toscana era ancora Granducato sotto i Lorena ma non risulta fu mai alle dipendenze della marina del granducato <\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso il 1840, definita di\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>ben<\/em>\u00a0<em>piccolo<\/em>\u00a0<em>momento<\/em><\/span><\/strong>, la<em>\u00a0\u201c<\/em>flotta<em>\u201d\u00a0<\/em>era composta solo dalle tre sopra ricordate <strong><span style=\"color: #008000;\">spronare<\/span><\/strong> da 13,5 tonnellate con 8 remi e 10 marinai d\u2019equipaggio, e da una goletta da 74 tonnellate. Quest\u2019ultima era una buona nave di costruzione recente, ma svolgeva soltanto le funzioni di guardaporto a Livorno e, di fatto, non prendeva mai il mare. Tuttavia, nel 1846, si ebbe quello che forse fu\u00a0 l\u2019avvenimento pi\u00f9 importante per la storia della minuscola Marina toscana del XIX secolo. Dopo che, a partire dal 1835, erano apparsi\u00a0 i primi piroscafi mercantili del Granducato, il\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Leopoldo<\/em>\u00a0<em>II<\/em><\/span><\/strong>\u00a0e il\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Maria Antonietta<\/em><\/span><\/strong>\u00a0con macchina da 120 cavalli, affiancati poi dai pi\u00f9 piccoli\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Romolo<\/em><\/span><\/strong>\u00a0e\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Etrusco<\/em><\/span><\/strong> da 60 cavalli, impiegati sulle rotte fra Livorno, Genova, Napoli e Marsiglia, si manifest\u00f2 l\u2019esigenza di disporre di una nave a vapore anche per il cabotaggio interno e \u2026\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>questo desiderio soddisfossi nel 1846 essendosi nel febbraio di quell\u2019anno varato a Livorno un piroscafo di propriet\u00e0 del Regio Erario per lo scopo appunto di comunicare fra i varii porti del littorale toscano<\/em>\u00a0<\/span><\/strong>(11).\u00a0Infatti, con Decreto del 20 febbraio 1845 (12), il <strong><span style=\"color: #008000;\">Granduca Leopoldo II<\/span><\/strong> aveva disposto la costruzione di <strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026\u00a0<\/span><\/strong><em><strong><span style=\"color: #008000;\">un battello a vapore atto al servizio della Real Corte e, alla circostanza, a eseguire perlustrazioni, trasporti militari, missioni. &#8230;<\/span><\/strong><\/em><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Il-Giglio-marina-toscana.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Il-Giglio-marina-toscana.png\" width=\"839\" height=\"371\" \/><\/em>Progettata dal gi\u00e0 ricordato\u00a0costruttore\u00a0regio\u00a0ingegner <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Mancin<\/span><span style=\"color: #008000;\">i<\/span><\/strong>, la nave, battezzata\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Il Giglio<\/em><\/span><\/strong>\u00a0\u2013 ma frequentemente chiamata soltanto\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Giglio<\/em><\/span><\/strong> \u2013 scese in mare a Livorno il 3 febbraio 1846. Anche se appartenente alla Marina militare appariva evidente la mancanza di qualsiasi caratteristica bellica dato che la maggior parte dello spazio era occupato dalle sistemazioni per un centinaio di passeggeri, sul ponte e in cabine. Fu adibito essenzialmente al servizio postale, passeggeri e merci fra Livorno, le isole dell\u2019arcipelago toscano e l\u2019Argentario. Non sembra che la riuscita della nave sia stata particolarmente buona: nel 1851 era gi\u00e0 considerata <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>quasi inservibile bench\u00e9 di modernissima costruzione<\/em>\u00a0<\/span><\/strong>(14) e necessit\u00f2 di un lungo ciclo di lavori.\u00a0 Il costo per il suo riattamento fu notevole (15), ma fu una somma ben spesa perch\u00e9 l\u2019unit\u00e0 fu messa in grado di svolgere ancora moltissimi anni di servizio.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Le principali caratteristiche del Giglio erano le seguenti (13):<br \/>\u2013 dislocamento di circa 250 tonnellate;<br \/>\u2013\u00a0 scafo in legno lungo 38,7 metri e largo 5,5 metri;<br \/>\u2013 apparato motore fornito dalla ditta Maudslay di Londra\u00a0 da 60 cavalli, con velatura ausiliaria;<br \/>\u2013\u00a0 armamento composto da 4 cannoni in bronzo;<br \/>\u2013 equipaggio costituito da 27 uomini. Il primo comandante fu <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Basti<\/span> <\/strong>(o Bassi) e l\u2019inglese <strong><span style=\"color: #008000;\">William Bell<\/span><\/strong> era il direttore di macchina.<\/p>\r\n\r\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Maria-Antonietta-granduchessa-Toscana-4.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Maria-Antonietta-granduchessa-Toscana-4.jpg\" width=\"800\" height=\"475\" \/>\r\n\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Maria Antonietta, il figlio Ferdinando e Leopoldo II<\/span><\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto questo aspetto non siamo certo in presenza di una storia brillante n\u00e9, con le poche unit\u00e0 a disposizione, poteva essere diversamente. Dopo le imprese del 1815-1816 a cui si \u00e8 accennato all\u2019inizio e alcuni anni tranquilli, nel 1827 vi fu un momento di crisi con Algeri e Tripoli: ricorrendo a tutte le risorse, si riusc\u00ec a mettere insieme una squadriglia per la sorveglianza delle coste e per scortare i convogli di navi mercantili composta da una goletta, uno sciabecco, una cannoniera ed una <strong><span style=\"color: #008000;\">spronara<\/span><\/strong>, con complessivamente 180 uomini di equipaggio e 19 cannoni. Tuttavia questa\u00a0 piccola forza navale non fu mai messa alla prova del fuoco e, anzi, sembra che non sia neppure potuta diventare operativa (16).<\/p>\r\n\r\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/1280px-Speronare_schip_afkomstig_uit_Malta_Speronare_Maltoise_titel_op_object_Voyage_en_Italie_en_Sicile_et_a_Malte_-_1778_serietitel_RP-T-00-493-66B-1024x822.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1280px-Speronare_schip_afkomstig_uit_Malta_Speronare_Maltoise_titel_op_object_Voyage_en_Italie_en_Sicile_et_a_Malte_-_1778_serietitel_RP-T-00-493-66B-1024x822.jpg\" width=\"1024\" height=\"822\" \/>\r\n\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">tipo di speronara o spronara maltese <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Speronare_schip_afkomstig_uit_Malta_Sp%C3%A9ronare_Maltoise_(titel_op_object)_Voyage_en_Italie,_en_Sicile_et_%C3%A0_Malte_-_1778_(serietitel),_RP-T-00-493-66B.jpg\">Speronare schip afkomstig uit Malta Sp\u00e9ronare Maltoise (titel op object) Voyage en Italie, en Sicile et \u00e0 Malte &#8211; 1778 (serietitel), RP-T-00-493-66B.jpg &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza dell\u2019esercito, che si presentava come un complesso dignitoso ed equilibrato in relazione alle esigenze del Granducato, che fu mobilitato nel 1847 in occasione di una controversia con il Ducato di Modena per una questione di regolamento di confini (i cosiddetti <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>fatti<\/em>\u00a0<em>della<\/em>\u00a0<em>Lunigiana<\/em><\/span><\/strong>), tanto da far temere lo scoppio di una guerra, e che nel 1848 si fece onore in Lombardia durante la prima guerra di indipendenza, ben poco si pu\u00f2 dire delle piccole unit\u00e0 toscane, impiegate quasi soltanto nella vigilanza anticontrabbando, per i trasporti per conto dello stato e per qualche scorta alle barche coralline (17).<br \/>Il personale della Marina militare, che a causa della ridottissima attivit\u00e0 operativa era costretto a lunghi periodi di inattivit\u00e0 trascorsi a terra, veniva utilizzato per le ronde nel porto mercantile e per la vigilanza dei cantieri navali; i sottufficiali e i marinai costituivano la\u00a0<em>Forza<\/em>\u00a0<em>Militare<\/em> del porto (18) ed operavano a stretto contatto con la Capitaneria e il Commissariato di Polizia di San Marco e all\u2019occorrenza, come si direbbe oggi, potevano svolgere anche funzioni di agenti di polizia giudiziaria. Le vicende del <em>Giglio<\/em>, nonostante tutto, furono interessanti; era una nave insignificante dal punto di vista militare, ma era l\u2019unica nave disponibile di rilevanti dimensioni e si dimostr\u00f2 adattissima ai compiti \u201ctuttofare\u201d per cui era stata concepita.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo detto l\u2019unit\u00e0 fu adibita soprattutto al servizio di linea compiendo anche numerosi viaggi con a bordo il Granduca e la sua Corte, ma nel 1847 svolse un\u2019intensa attivit\u00e0 trasportando truppe e materiali verso il nord della regione nel periodo delle scaramucce con Modena e poco pi\u00f9 tardi trasport\u00f2 all\u2019isola d\u2019Elba vari prigionieri politici. Fu per\u00f2 nel 1848-1849 che visse un momento di attivit\u00e0 convulsa.<\/p>\r\n<figure style=\"width: 214px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/leonetto-cipriani-colonnello.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 leonetto-cipriani-colonnello.jpg\" width=\"214\" height=\"247\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">colonnello Leonetto Cipriani<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Su di essa, nel settembre 1848, si rifugiarono il <strong><span style=\"color: #008000;\">colonnello Cipriani<\/span><\/strong> e parte delle sue truppe in fuga da Livorno durante i moti insurrezionali che, allontanatisi via mare dalla citt\u00e0, furono sbarcati in una zona sicura. Rimasto poi a disposizione del <strong><span style=\"color: #008000;\">Governo Provvisorio<\/span><\/strong>, il\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Giglio<\/em><\/span><\/strong> appoggi\u00f2 dal mare, per supplire alle eventuali interruzioni delle comunicazioni (19), un corpo di 5.000 uomini dell\u2019esercito in una ricognizione lungo la via litoranea verso la Versilia, alla ricerca di un forte nucleo di truppe rimaste fedeli al Granduca. Il distaccamento di soldati che aveva a bordo, e di cui era previsto lo sbarco a Viareggio, non pot\u00e9 tuttavia prendere terra per la presenza di alcune batterie posizionate dall\u2019avversario.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Giglio<\/em><\/span><\/strong> fu poi oggetto di interessi poco chiari da parte di alcuni agitatori che, sobillati dal sedicente <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante della Guardia Nazionale livornese De Attelis<\/span><\/strong>, avevano in progetto di impossessarsi delle casse pubbliche dei vari enti presenti in citt\u00e0, sequestrare la nave\u00a0 e fuggire a Napoli su di essa, rivendendola poi in quel porto. Il deciso intervento delle autorit\u00e0 governative e del Capitano del porto riusc\u00ec a sventare questi propositi.\u00a0Nel febbraio del 1849, su insistenza della fazione anarchica, che riusciva spesso ad imporsi su quella moderata, venne organizzata una spedizione a Portoferraio\u00a0 per accertare se il Granduca si trovasse in quella fortezza e con l\u2019intenzione, pi\u00f9 velata, di guadagnare alla causa rivoluzionaria la guarnigione, ancora fedele al sovrano (20).<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Governatore di Livorno Pigli<\/span> <\/strong>ordin\u00f2 al <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante del porto\u00a0 Bargagli<\/span><\/strong> che, come tale, era anche Comandante della Marina Militare e che era un ufficiale che aveva servito nella Marina Sarda, partecipando all\u2019azione contro Tripoli nel 1825, di far partire per l\u2019Elba il <em>Giglio<\/em>\u00a0con a rimorchio due barche cariche di uomini armati al comando di <strong><span style=\"color: #008000;\">Antonio\u00a0 Petracchi<\/span><\/strong>, un navicellaio diventato maggiore della Guardia Nazionale. La partenza della missione fu per\u00f2 ritardata a causa dell\u2019incaglio del\u00a0<em>Giglio<\/em>\u00a0nel porto: l\u2019unit\u00e0 si disimpegn\u00f2 con i suoi mezzi e senza danni, ma vi furono aspre critiche al Comandante Bassi accusato di avere provocato volontariamente l\u2019incidente e gli fu rimproverato che<em>\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">era stato zelante quando salvava il Cipriani e quando imbarcava il Granduca; non gi\u00e0 quando si trattava di servire la Patria<\/span><\/strong><\/em>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando poi la nave giunse al largo dell\u2019Elba, avvistata una fregata inglese, prefer\u00ec evitare complicazioni e devi\u00f2 dalla rotta rifugiandosi a Campo. Seguirono inconcludenti contatti con il Governatore, sbarchi di piccoli nuclei di patrioti, tentativi di sobillare le truppe e di far rivoltare i forzati della colonia penale e il\u00a0<em>Giglio<\/em>\u00a0visit\u00f2 qualche porto dell\u2019isola per \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">mostrar bandiera<\/span><\/strong>\u201d. Fra le scuse escogitate per prolungare la sua permanenza sull\u2019isola il <strong><span style=\"color: #008000;\">Petracchi<\/span><\/strong> chiese e ottenne una provvista di carbone per la nave che, tuttavia, venne rifiutata dal macchinista Bell\u00a0 che dichiar\u00f2 di disporre di adeguate scorte di combustibile. Dopo alcuni giorni di infruttuosi temporeggiamenti il\u00a0<em>Giglio<\/em>\u00a0torn\u00f2 a Livorno con il suo carico di patrioti indisciplinati e schiamazzanti mentre, in quegli stessi giorni, una <strong><span style=\"color: #008000;\">spronara<\/span><\/strong> fu inviata in crociera di vigilanza all\u2019isola del Giglio, per controllare movimenti sospetti e per\u00a0<em>pubblicare<\/em>\u00a0<em>proclami<\/em>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se, come abbiamo ribadito, il\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Giglio<\/em><\/span><\/strong> era un\u2019unit\u00e0 modesta, oltre ad essere dotata di macchina a vapore era pur sempre poderosa rispetto alle piccole imbarcazioni che solcavano le acque dell\u2019Arcipelago toscano e reggeva molto meglio di esse il mare cattivo, cos\u00ec che pot\u00e9 distinguersi in una lunga serie di soccorsi a navi mercantili in difficolt\u00e0.\u00a0Il 1\u00b0 agosto 1853, in occasione della cerimonia dell\u2019inizio dei lavori di ampliamento del porto di Livorno, dal\u00a0<em>Giglio<\/em>, che aveva a bordo il Granduca, furono lanciati in mare i primi massi destinati alla costruzione della\u00a0 diga curvilinea. Nel 1859, dopo la costituzione del Governo Provvisorio, trasport\u00f2 a Genova il <strong><span style=\"color: #008000;\">Commissario sardo Carlo Buoncompagni<\/span><\/strong> e, in quell\u2019occasione, si merit\u00f2 il nome altisonante di\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>nave capitana<\/em><\/span><\/strong>\u00a0(21).<br \/>A Porto Santo Stefano, punto nodale dei viaggi del\u00a0<em>Giglio<\/em>, si trovava un deposito di carbone, al quale si riforn\u00ec Garibaldi nel 1860 durante il viaggio verso Marsala. Le cose non si svolsero in modo troppo amichevole: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>una deputazione fu inviata ai magazzini governativi<\/em>\u00a0<\/span><\/strong><em><strong><span style=\"color: #008000;\">con l\u2019ordine di negoziare con buone maniere, ma essendo Nino Bixio della comitiva, si tagli\u00f2 subito corto ai preliminari, si afferr\u00f2 l\u2019ufficiale di servizio per il collo fino a che non ebbe consegnata la chiave della carboniera<\/span><\/strong>\u201d<\/em>\u00a0(22)<br \/>Nel 1861 il\u00a0<em>Giglio<\/em>\u00a0entr\u00f2 a far parte della Marina italiana dove fu classificato \u201crimorchiatore a ruote\u201d venendo impiegato soprattutto come nave trasporto. Nel 1866, poco prima della battaglia di Lissa, partecip\u00f2 alle operazioni per tranciare il cavo telegrafico sottomarino dell\u2019isola di Lesina. Nel 1873 risultava in disarmo e venne radiato nel 1879.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine\u00a0 Parte 2 &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Guglielmo Evangelista<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">articolo pubblicato originariamente su <a href=\"http:\/\/www.lavocedelmarinaio.com\">La voce del marinaio<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Note<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">10) Daniela Manetti:\u00a0<em>Marina Militare e costruzioni navali nel Granducato di Toscana<\/em>\u00a0in\u00a0<em>Atti del Convegno La<\/em>\u00a0<em>penisola italiana e il mare<\/em>. Viareggio 29-30 aprile \u2013 1 maggio 1991. Ed. a cura di Tommaso Fanfani. Pag. 399 . Edizioni scientifiche italiane, Napoli 1993.\u00a0La <strong><span style=\"color: #008000;\">spronara<\/span><\/strong> o <strong><span style=\"color: #008000;\">speronara<\/span><\/strong> era un\u2019imbarcazione a vela latina, tipica di Malta e della Sicilia, con buone doti velocistiche: per questa ragione era il tipo impiegato di preferenza nella vigilanza anticontrabbando.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">11) AA.VV.\u00a0<em>Nuovo dizionario Universale tecnologico<\/em>. Voce\u00a0<em>navigazione<\/em>,. Tomo XLII,\u00a0 pag. 93. Venezia, Antonelli 1847.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">12) Peraltro, in un documento di molto successivo all\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia (1873), la nave viene data come impostata nel 1844 ma probabilmente, stante anche il lungo di tempo trascorso, si tratta di un\u2019imprecisione.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">13) Nel tempo le caratteristiche dell\u2019unit\u00e0 subirono varie modifiche e, anche per motivi di economia, l\u2019armamento venne portato a due pezzi in bronzo da 80 e l\u2019equipaggio fu ridotto a 18 uomini. Secondo la tabella di armamento della navi della Regia Marina italiana del\u00a0 giugno 1863 l\u2019equipaggio era formato da:<br \/>&#8211; 1 Pilota di 3^ classe e un Secondo Pilota;<br \/>&#8211; 1 Secondo macchinista;<br \/>&#8211; 1 Secondo Nocchiere;<br \/>&#8211; 2 Timonieri (di cui uno cannoniere);<br \/>&#8211; 4 fuochisti, 2 carbonai, un operaio d\u2019ascia, 10 marinai<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">14) Attilio Zuccagni-Orlandini\u00a0<em>Ricerche statistiche sul Granducato di Toscana<\/em>. Cit. Tomo II pag. 494.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">15)\u00a0<em>Supra<\/em>,\u00a0 pag. 404. Dal prospetto comparativo delle spese per il\u00a0<em>mantenimento<\/em>\u00a0<em>dei<\/em>\u00a0<em>bastimenti<\/em>\u00a0fra il 1847 e il 1851, risulta che, in quell\u2019ultimo anno, queste furono di 61.000 lire contro le 7.760 del 1847.<\/p>\r\n<p><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/61962\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/61965\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/61963\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . 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