{"id":61963,"date":"2021-08-03T00:05:00","date_gmt":"2021-08-02T22:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=61963"},"modified":"2025-11-10T16:39:21","modified_gmt":"2025-11-10T15:39:21","slug":"marin-atoscana-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/61963","title":{"rendered":"L&#8217;attivit\u00e0 operativa delle marine minori toscane durante il Risorgimento &#8211; Parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XIX SECOLO<br \/>\nAREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Marina Toscana, Risorgimento<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Le Marine \u201cminori\u201d<\/span><br \/>\n<\/strong>Un breve tratto del litorale versiliese appartenne al Ducato di Lucca, erede dell\u2019antica Repubblica che, a seguito degli accordi presi durante il Congresso di Vienna, dopo un periodo di indipendenza, fu incorporato al Granducato di Toscana nel 1847.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Duchessa Maria Luisa<\/span><\/strong>, che prediligeva Viareggio, a cui diede nel 1823 il rango di citt\u00e0 profondendo impegno e denaro nella costruzione di opere pubbliche, nel 1819 vi fece costruire una darsena e nomin\u00f2 <em>Comandante di Marina<\/em> <strong><span style=\"color: #008000;\">Ippolito Zibibbi<\/span><\/strong>, un vecchio ufficiale napoleonico. La Duchessa coltiv\u00f2 anche l\u2019effimero sogno di avere una piccola flottiglia militare, alla cui costituzione diede inizio\u00a0 acquistando una goletta e\u00a0 un modesto\u00a0<em>bovo<\/em>\u00a0da carico. (23). L\u2019iniziativa, anche per motivazioni economiche, non ebbe per\u00f2 seguito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/LimperatriceMarie-Louise.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 LimperatriceMarie-Louise.jpg\" width=\"741\" height=\"891\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Maria Luisa Leopoldina Francesca Teresa Giuseppa Lucia d&#8217;Asburgo-Lorena, nota semplicemente come Maria Luisa d&#8217;Austria o Maria Luigia di Parma<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La bandiera navale lucchese era conosciutissima sull\u2019Atlantico, non certo per la pochezza della sua marineria, ma perch\u00e9 era una specie di \u201cparadiso fiscale\u201d del quale approfittavano gli armatori genovesi\u00a0 per le navi dirette a Buenos Aires, dove il console concedeva sconti pi\u00f9 consistenti rispetto ai diritti pretesi da quello piemontese. Pi\u00f9 a nord, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Ducato di Modena<\/span><\/strong> si affacciava sulla costa con i territori di Massa e Carrara acquisiti per successione ereditaria nel 1829, dopo l\u2019estinzione della casa ducale <strong><span style=\"color: #008000;\">Cybo<\/span><\/strong>. A Brugiano, una localit\u00e0 di poche case presso Massa, situata alla foce dell\u2019omonimo torrente, era destinato un ufficiale dell\u2019esercito quale\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Comandante<\/em>\u00a0<em>della R. Marina<\/em><\/span><\/strong>, dalle competenze piuttosto oscure non risultando che il Ducato abbia mai posseduto alcuna imbarcazione militare (24).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Le-bandiere-della-Marina-Militare-Toscana.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Le-bandiere-della-Marina-Militare-Toscana.png\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Una spada per tre bandiere<\/span><br \/>\n<\/strong>Il pi\u00f9 noto marinaio toscano del periodo Risorgimentale fu certamente il conte <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Corradino Chigi<\/span><\/strong>,\u00a0 nato a Siena nel 1802. Destinato alla carriera militare navale prefer\u00ec affrontarla nella Marina del Regno di Sardegna convinto che avrebbe potuto offrirgli sotto l\u2019aspetto professionale qualcosa di pi\u00f9 rispetto a quella, modestissima, del Granducato. Entr\u00f2 quindi nella Scuola di Marina di Genova nel 1818 e nel 1825, con il grado di tenente di vascello, partecip\u00f2 alle operazioni condotte dalla flotta sarda contro Tripoli.\u00a0 Si distinse nell\u2019attacco notturno ad alcune navi ormeggiate nel porto nonostante che l\u2019oscurit\u00e0 avesse allontanato due delle tre barche che costituivano la\u00a0 forza al suo comando e per i brillanti risultati conseguiti venne insignito dal re Carlo Felice della Croce dei Ss. Maurizio e Lazzaro.<br \/>\nNel 1839 venne promosso capitano di vascello ma, a questo punto, avrebbe dovuto optare per la cittadinanza sarda che rifiut\u00f2 tornando in Toscana dove gli fu attribuito il grado di capitano di fregata e dove inizi\u00f2 una lunga carriera politica che lo port\u00f2 nel tempo a essere Governatore dell\u2019isola d\u2019Elba e poi Gonfaloniere (cio\u00e8 Sindaco) di Fivizzano e di Siena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando scoppi\u00f2 la guerra del 1848 e la Toscana mand\u00f2 un corpo di spedizione in aiuto dei piemontesi assunse la carica di Capo di Stato Maggiore e contemporaneamente i gradi di colonnello effettivo e maggior generale onorario dell\u2019esercito. Assieme alle truppe regolari partecip\u00f2 alla campagna la Compagnia della Guardia Universitaria formata da tre professori, un assistente e 55 studenti dell\u2019Universit\u00e0 di Siena che, assieme agli altri studenti toscani, si distinse a Curtatone e a Montanara. Il 29 maggio 1848 Corradino Chigi li guid\u00f2 nello scontro di Curtatone.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/carlo-corradino-chigi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 carlo-corradino-chigi.jpg\" width=\"638\" height=\"1043\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Corradino Chigi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il combattimento, come racconta egli stesso, il fodero della sciabola si impigli\u00f2 fra le gambe e, abbassata la mano sinistra per scostarlo, gli venne massacrata da un colpo di mitraglia e all\u2019ospedale da campo il chirurgo fu costretto ad amputargli il braccio. Nacque cos\u00ec la leggenda dell\u2019\u201d<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>eroico mutilato di Curtatone<\/em><\/span><\/strong>\u201d che avrebbe gridato, incurante della ferita: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Viva l\u2019Italia! Maledizione a coloro che gridano in piazza e non vengono sul campo!<\/em><\/span><\/strong>\u201c (25). Rimpatriato, ebbe il comando della Guardia Civica di Siena e poi si ritir\u00f2 a vita privata ma, nel 1859, gli fu conferita la carica di <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante Generale Provvisorio della Marina Militare Toscana<\/span><\/strong>; venne poi nominato senatore da Vittorio Emanuele II e poco dopo promosso <strong><span style=\"color: #008000;\">contrammiraglio nella marina Sardo-italiana. Chigi, <\/span><\/strong>conscio che era stato troppo tempo lontano dalla vita militare sul mare, dopo un periodo quale giudice del <strong><span style=\"color: #008000;\">Tribunale Supremo di Guerra di Firenze<\/span><\/strong> prefer\u00ec dare le dimissioni. Pi\u00f9 tardi, in qualit\u00e0 di senatore, si trov\u00f2 a dover giudicare l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Persano<\/span><\/strong> inquisito per i fatti di <strong><span style=\"color: #008000;\">Lissa<\/span> <\/strong>che era stato suo compagno nella missione di Tripoli del 1825. Si spense a Fivizzano nel 1881.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Progetti di riforma<\/span><br \/>\n<\/strong>Basta osservare una carta geografica per rendersi conto che, con lunghi confini marittimi e una molteplicit\u00e0 delle isole, la Toscana avrebbe avuto bisogno di una difesa navale magari contenuta ma comunque adeguata ed \u00e8 ovvio che la situazione paradossale delle condizioni della Marina non sfuggisse n\u00e9 al Governo, n\u00e9 agli osservatori politici.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>\u2026 Lo Stato della Chiesa e il Toscano singolarmente sono cos\u00ec disorganizzati nella loro Marina che possono essere considerati inferiori a Tripoli e a Tunisi, piccoli stati barbareschi\u2026 <\/em><\/span><\/strong>(26). Ancora durante il Governo Provvisorio del 1859 c\u2019era chi parlava in termini ironici di\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>formidabile nostra marina militare<\/em><\/span><\/strong>\u00a0 (27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Definendola &#8220;<span style=\"color: #008000;\"><em><strong>quasi che un nome<\/strong>&#8220;<\/em><\/span>\u00a0si esprimeva in termini non molto diversi anche il <strong><span style=\"color: #008000;\">c<\/span><span style=\"color: #008000;\">apitano Oreste Brizi<\/span><\/strong>, autore di un dettagliato progetto di riforma delle forze armate toscane (28); poich\u00e9 una ristrutturazione del Corpo sarebbe potuta avvenire soltanto in dipendenza della costruzione di nuove navi da guerra, le cui caratteristiche e il cui numero al momento in cui scriveva non erano ancora state decise, il Brizi si limitava a proporre l\u2019istituzione di un <strong><span style=\"color: #008000;\">Comando Marina a Livorno<\/span><\/strong> e di alcune particolari nuove categorie di marinai: <strong><span style=\"color: #008000;\">Cannonieri, Fucilieri di Marina e\u00a0<em>Operai dell\u2019Arsenale di mare<\/em><\/span><\/strong>. Raccomandava inoltre di svincolarne il comando supremo, anche se solo nominale, dal Governatore di Livorno e di affidarlo all\u2019ufficiale di grado pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni modo, dopo il 1850, il Governo\u00a0 cominci\u00f2 a pensare seriamente alla rifondazione della Marina Militare, programmando interventi nel settore del personale, insufficiente e anziano (29), e del naviglio nel quadro del potenziamento generale delle forze toscane voluto dal <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante dell\u2019Esercito,<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Federico Ferrari da Grado<\/span><\/strong>.\u00a0Si riteneva necessaria la costruzione di <strong><span style=\"color: #008000;\">due cannoniere a elica<\/span> <\/strong>da 3 cannoni, di <strong><span style=\"color: #008000;\">una corvetta a elica da 18 cannoni<\/span> <\/strong>e di <strong><span style=\"color: #008000;\">una nave ausiliaria a ruote da 6 cannoni<\/span><\/strong>; le unit\u00e0 dovevano costruirsi a Livorno, la cui cantieristica era sufficientemente sviluppata e moderna.\u00a0 Motivi economici ed organizzativi fecero slittare nel tempo questo programma, minimale ma ragionevole, che sostanzialmente fu attuato solo dopo la fine del governo Granducale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Il Governo Provvisorio<\/span><br \/>\n<\/strong>Nel 1859, dopo la fuga del Granduca, venne istituito un Governo Provvisorio sotto la presidenza di <strong><span style=\"color: #008000;\">Bettino Ricasol<\/span><\/strong>i, incaricato di preparare l\u2019annessione al Regno di Sardegna. Come l\u2019Esercito anche la Marina \u2013 posta sul\u00a0<em>piede<\/em>\u00a0<em>di<\/em>\u00a0<em>guerra<\/em>\u00a0il 30 giugno 1859 \u2013 fu\u00a0 riorganizzata, anche per quanto riguardava le uniformi, sul modello di quella sarda (30) e il 14 dicembre 1859 venne istituito un <strong><span style=\"color: #008000;\">Commissariato di Marina a Livorno<\/span><\/strong> (31).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Ardita.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Ardita.jpg\" width=\"696\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pirocannoniera Ardita <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai sensi del <strong><span style=\"color: #008000;\">Decreto del 19 dicembre<\/span><\/strong> di quello stesso anno la Marina venne strutturata in uno Stato Maggiore, un Corpo Reali Equipaggi e un Corpo delle Escavazioni dei porti e fossi, quest\u2019ultimo dipendente, per il servizio, dal Capitano del porto di Livorno. In quei mesi vi fu un\u2019intensa ripresa delle costruzioni da parte del vecchio cantiere di Luigi Mancini la cui attivit\u00e0 era proseguita dal figlio Giuseppe (32): vennero completate due <strong><span style=\"color: #008000;\">cannoniere <em>Ardita<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Veloce<\/em><\/span><\/strong>, poi armate a Tolone, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Curtatone<\/span><\/strong> e il gemello <strong><span style=\"color: #008000;\">Palestro<\/span><\/strong> (varate a luglio del 1860 nell\u2019arsenale di Livorno ma poi allestite nel Cantiere della Foce) e venne impostata la <strong><span style=\"color: #008000;\">corvetta\u00a0<em>Magenta<\/em><\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/magenta-2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 magenta-2.jpg\" width=\"654\" height=\"404\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la pirocorvetta Magenta fu progettata dall&#8217;ingegner Giuseppe Micheli ed impostata nell&#8217;Arsenale Mediceo di Livorno per la Marina del Granducato di Toscana nel settembre 1859, appena tre mesi dopo la Battaglia di Magenta che aveva dato il via all&#8217;unificazione nazionale. Pochi mesi dopo, con il dissolvimento del Granducato di Toscana e l&#8217;annessione dei suoi territori al Regno di Sardegna, la propriet\u00e0 della nave in costruzione pass\u00f2 alla Marina del Regno di Sardegna, e poi, dal 17 marzo 1861, alla neocostituita Regia Marina italiana. Il 2 febbraio 1866, al comando del capitano di vascello Vittorio Arminjon, la nave lasci\u00f2 Rio de Janeiro e inizi\u00f2 un lungo viaggio, diventando la prima nave da guerra italiana a compiere il giro del mondo, per promuovere e propagandare l&#8217;immagine internazionale dell&#8217;Italia e stabilire relazioni diplomatiche con l&#8217;Estremo Oriente, oltre a compiere rilevazioni scientifiche e naturalistiche per la Reale Societ\u00e0 Geografica Italiana <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era anche in programma la costruzione, presumibilmente in sostituzione di quelle esistenti, di due nuove spronare <em><strong><span style=\"color: #008000;\">destinate alla repressione del commercio illegale lungo la Costa<\/span><\/strong>\u00a0<\/em>(33).<br \/>\nVenne istituito un Consiglio sanitario marittimo del quale faceva parte anche il Comandante della Marina. Di fronte al potenziamento del naviglio, proporzionalmente molto sensibile, il personale fu portato a 57 ufficiali ed equiparati e 332 marinai (34). A questo punto la piccola Marina toscana si presentava come una forza limitata, ma finalmente dignitosa, anche se questa profusione di risorse rappresentava solo il contributo delle forze locali in vista della costituzione del Regno d\u2019Italia, con la cui marina venne ben presto fusa.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Guglielmo Evangelista<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">articolo pubblicato originariamente su <a href=\"http:\/\/www.lavocedelmarinaio.com\">La voce del marinaio<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nNote<\/span><\/strong><br \/>\n16) Daniela Manetti <em>Marina Militare e costruzioni navali nel Granducato di Toscana<\/em>\u00a0cit. Pagg. 402-403.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">17) La pesca e la lavorazione del corallo erano attivit\u00e0 economiche importanti per Livorno, bench\u00e9 in decadenza nel XIX secolo.\u00a0 Nel 1850 erano in attivit\u00e0 21 barche coralline: 17 paranzelle, 3 leuti e una feluca, meno della met\u00e0 rispetto al 1836. Cfr. Attilio Zuccagni-Orlandini\u00a0<em>Ricerche statistiche\u2026<\/em>cit. pag. 307 e Luigi Serristori\u00a0<em>Statistica dell\u2019Italia<\/em>. Pag. 183 Stamperia Granducale, Firenze 1842.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">18) V. artt. 75-77 e altri del \u201cRegolamento per il porto, la darsena e i fossi di Livorno\u201d del 17 luglio 1840.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">19) Infatti il 22 febbraio 1849 Antonio Petracchi aveva scritto al Governatore di Livorno Pigli:\u00a0<em>\u2026 s<strong><span style=\"color: #008000;\">ono a Viareggio: mandate qua<\/span><\/strong><\/em><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00a0<em>subito il Giglio. Laugier ha rotto i ponti. Mandatemelo subito se no non posso passare\u2026<\/em>In N.N:\u00a0<em>Collezione storica di tutti gli atti, dibattimenti, sentenze della celebrata causa di<\/em>\u00a0<\/span><\/strong><em><strong><span style=\"color: #008000;\">lesa maest\u00e0 contro Francesco Domenico Guerrazzi<\/span><\/strong>, Giuseppe Montanelli e Giuseppe Mazzoni<\/em>. Parte 1, sez 1. Pag. 168.\u00a0 Ed. in proprio, Firenze 1852.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">20)\u00a0<em>Supra<\/em>. Parte 2, sez 2. Pagg. 104 e ssgg. Firenze 1853.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">21) N.N.:\u00a0<em>I casi della Toscana nel 1859 e nel 1860<\/em>. Pag. 162. Salani,\u00a0 Firenze 1860.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">22) George M. Trevelyan:\u00a0<em>Garibaldi e i Mille<\/em>. Pag. 286. Zanichelli, Bologna 1907.<\/p>\n<p>23) Michele Rosi:\u00a0<em>l\u2019Italia Odierna<\/em>,\u00a0 cit. vol. I , pag 968 nota 87.<\/p>\n<p>24) Attilio Zuccagni-Orlandini:\u00a0<em>Corografia fisica\u2026<\/em>cit. Vol. IX pag. 218.<\/p>\n<p>25 Francesco Piccolomini Bandini:\u00a0<em>Ricordi militari del contr\u2019ammiraglio senatore Carlo Corradino Chigi, (Tripoli 1825 \u2013 Curtatone 1848).\u00a0<\/em>L. Lazzeri, Siena 1899.<\/p>\n<p>26) Costantino Mini:\u00a0<em>Geografia e storia militare dell\u2019Italia<\/em>. Tomo I pag. 125. Ed. in proprio. Firenze, 1850.<\/p>\n<p>27) N.N.:\u00a0<em>I casi della Toscana\u2026<\/em>Cit. Pag.122.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">28) Oreste Brizi:\u00a0<em>Progetto di riorganizzazione permanente dell\u2019Armata Toscana<\/em>. Pag. 32. Tip. Galileiana, Firenze 1848.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">29) E\u2019 molto eloquente l\u2019esempio fatto in una relazione del 1856 da cui risultava che il pi\u00f9 giovane dei\u00a0<em>Sotto Nostromini<\/em>\u00a0aveva 56 anni e 30 di servizio. Daniela Manetti\u00a0<em>Marina Militare e costruzioni navali nel Granducato di Toscana<\/em>\u00a0, cit..Pag. 408 nota 120.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">30) Decreti del 21 settembre e 22 novembre 1859.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">31) Le sue competenza erano le stesse del Corpo di Commissariato della Marina Sarda: era diretto da un Commissario di prima o seconda classe con alle dipendenze sette sotto-commissari delle varie classi e otto subalterni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">32) Per la storia del cantiere v. Vittorio Marchi-Ugo Canessa:\u00a0<em>200 anni della Camera di Commercio nella storia di Livorno<\/em>. Vol. II pagg. 74 e ssgg. Dibatte, Livorno 2001.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">33) Cfr.\u00a0<em>Relazione del Ministro della Guerra al Presidente del Consiglio dei Ministri sul riordinamento dell\u2019armata<\/em>\u00a0del 10 gennaio1860. In\u00a0\u00a0<em>Atti e documenti del Governo della<\/em>\u00a0<em>Toscana<\/em>. Parte quarta, pag. 60. Stamperia sulle Logge del Grano, Firenze 1860.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">34) Torello Bartalesi:\u00a0\u00a0<em>Biografia del luogotenente generale Raffaele Cadorna<\/em>. Pag. 42 Barbera, Firenze 1864.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><span style=\"font-size: 10.0pt;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/61962\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/61965\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/61963\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . 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