{"id":61962,"date":"2021-07-23T00:05:00","date_gmt":"2021-07-22T22:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=61962"},"modified":"2025-11-10T16:03:29","modified_gmt":"2025-11-10T15:03:29","slug":"marina-toscana-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/61962","title":{"rendered":"La Marina Militare Toscana nel Risorgimento &#8211; Parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: green;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">PERIODO: XVIII &#8211; XIX SECOLO<br \/>\nAREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Marina toscana<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando, nella seconda met\u00e0 del \u2018700, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Granduca Pietro Leopoldo<\/span><\/strong> vendette le sue navi da guerra al Re di Napoli, decret\u00f2 praticamente la fine della Marina toscana e, in quanto strettamente legate ad essa,\u00a0 la fine delle imprese navali dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano<\/span><\/strong>, che pur vantavano tradizioni antiche e prestigiose e marinai di grande levatura,\u00a0\u00a0 primo fra tutti <strong><span style=\"color: #008000;\">Jacopo Inghirami<\/span><\/strong> vissuto fra il XVI e XVII secolo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/800px-Leopold_II_Holy_Roman_Emperor-798x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 800px-Leopold_II_Holy_Roman_Emperor-798x1024.jpg\" width=\"843\" height=\"1082\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il <\/span><span style=\"color: #008000;\">Granduca Pietro Leopoldo &#8211; lavoro di Jean-Marc Nattier &#8211; Public domain <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Kaiser_Leopold_II_in_Feldmarschallsuniform_c1790.jpg\">Kaiser Leopold II in Feldmarschallsuniform c1790.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora, sia prima che dopo la bufera napoleonica, il Granducato di Toscana tenne sul mare soltanto poche unit\u00e0 minori, prive di un significativo valore bellico anche se dal punto di\u00a0 vista strutturale la Marina continu\u00f2 a conservare una sua specifica individualit\u00e0 ed organizzazione nell\u2019ambito delle forze militari dello Stato.\u00a0D\u2019altra parte l\u2019appoggio dell\u2019Austria e il tradizionale atteggiamento neutralistico della Casa Granducale\u00a0 facevano ritenere che una flotta fosse uno strumento tanto costoso quanto di limitata utilit\u00e0. Per la Toscana erano ormai tramontati i tempi in cui \u2026 <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>la sua marina era nel Mediterraneo la pi\u00f9 esercitata e la pi\u00f9 formidabile per la pirateria contro i levantini e contro tutti gli africani<\/em>\u00a0(1)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Naval_Ensign_of_the_Grand_Duchy_of_Tuscany.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Naval_Ensign_of_the_Grand_Duchy_of_Tuscany.png\" width=\"812\" height=\"672\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">bandiera navale del Granducato da <i>Vlaggen van alle Nati\u00ebn, opgedragen aan zijne Koninklijke Hoogheid Prins Hendrik der Nederlanden \/ Pavillons de toutes les Nations, d\u00e9di\u00e9s \u00e0 son Altesse Royale le Prince Henri des Pays-Bas \/ Flags of all Nations, dedicated to his Royal Highness Prince Henry of the Netehrlands &#8211; autore <\/i>Steenbergen &#8211; <i>Mark Sensen<\/i>, 30 Jun 2001<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I risultati di questa politica rinunciataria in un primo tempo si fecero sentire negativamente perch\u00e9 restava irrisolto il problema di come contrastare le scorrerie degli Stati Barbareschi dell\u2019Africa settentrionale ma, nonostante le limitate forze navali disponibili, si riusc\u00ec ad ottenere in questo campo qualche risultato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se nel solo mese di giugno 1815 non fu possibile evitare la cattura di\u00a0 ben quattro unit\u00e0 toscane (tre poco al largo di Livorno ed una a Piombino) ad ottobre si riusc\u00ec ad impadronire di due navi corsare (2), e l\u2019anno successivo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante della Marina Falchi<\/span> <\/strong>e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano Taddei<\/span><\/strong> (3) svolsero con successo una delicata missione diplomatica a Tunisi riscattando 21 schiavi toscani e riconducendoli in patria. Tuttavia, dopo che vennero stipulati vari trattati con gli stati nordafricani, anche questo pericolo venne a cessare e da allora, per oltre trent\u2019anni, la\u00a0<em>Real Marina militare<\/em> fu qualcosa di evanescente: era una presenza costante nei documenti e nelle voci di bilancio, ma di fatto era quasi impossibile\u00a0 vederla sul mare.\u00a0Uno dei pochi elementi prestigiosi che dettero lustro alla Marina di quel periodo fu il <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di fregata e\u00a0<em>costruttore regio<\/em> Luigi Mancini<\/span> <\/strong>(1770-1848) \u2013 che tra l\u2019altro, per un certo periodo, ne fu anche il comandante in seconda \u2013 che compensava le poche commissioni (e di conseguenza anche i pochi emolumenti) che riceveva dal governo, costruendo nel\u00a0 cantiere di sua propriet\u00e0 buone navi per l\u2019estero fra cui vanno ricordati\u00a0 due vascelli e due corvette per il Vicer\u00e9 d\u2019Egitto (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Ufficiali e marinai<\/span><br \/>\n<\/strong>La Marina militare toscana dipendeva dalla seconda sezione del Ministero della Guerra per il materiale e dalla terza sezione per il personale. Nella prima met\u00e0 del XIX secolo erano in organico <strong><span style=\"color: #008000;\">soltanto otto ufficiali<\/span> <\/strong>ripartiti nei seguenti gradi (5):<br \/>\n\u2013\u00a0<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante Supremo<\/span><\/strong>:<\/em>\u00a0carica ricoperta di diritto dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Governatore Civile e Militare di Livorno<\/span><\/strong>;<br \/>\n\u2013\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Comandante<\/em><\/span><\/strong>: incarico che spettava al Capitano del Porto di Livorno ai sensi del\u00a0<em>motu<\/em>\u00a0<em>proprio<\/em> granducale del 17 agosto 1838. Tuttavia, pur riunite al vertice in un\u2019unica persona, la Marina e l\u2019amministrazione marittima e portuale restavano due entit\u00e0 completamente separate.<br \/>\n\u2013\u00a0 tre\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Tenenti di fregata<\/em><\/span><\/strong>;<br \/>\n\u2013\u00a0 un\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Sottotenente di fregata<\/em><\/span><\/strong>;<br \/>\n\u2013\u00a0 due\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Primi Piloti<\/em><\/span><\/strong>.<br \/>\nCome in tutte le marine dell\u2019epoca i Piloti, pur essendo considerati ufficiali, avevano un rango inferiore rispetto a quelli di Stato Maggiore e, infatti, in Toscana erano equiparati ad\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Alfieri<\/em>\u00a0<em>di<\/em>\u00a0<em>fregata<\/em><\/span><\/strong> (anche se\u00a0 con quel grado non figurava in organico nessuna unit\u00e0). Completavano il personale un <em>Primo<\/em>\u00a0<em>Scrivano,<\/em>\u00a0un\u00a0<em>Primo<\/em>\u00a0<em>Chirurgo,<\/em>\u00a0un\u00a0<em>Cappellano<\/em>\u00a0e un professore di matematica e nautica per l\u2019addestramento degli ufficiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguardava la parte amministrativa e logistica vi provvedeva, in comune con l\u2019Esercito, il Commissariato di Guerra e Marina. Verso il 1850 (6)\u00a0 risultavano in servizio 13 ufficiali e 134 uomini.<br \/>\nA quell\u2019epoca gli ufficiali erano ripartiti in:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/marina-toscana-organico.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 marina-toscana-organico.png\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">oltre ad un capitano di fregata e ad un alfiere di fregata a riposo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La truppa comprendeva 31 <em>Piloti<\/em>\u00a0<em>Scrivani<\/em>\u00a0(probabilmente sono conteggiati fra questi anche i sottufficiali) e 103 tra\u00a0<em>artisti<\/em>,\u00a0<em>marinari<\/em>\u00a0e\u00a0<em>mozzi<\/em>. In quel periodo figurava peraltro iscritto come\u00a0<em>Comandante,<\/em> ma non facente parte dei ruoli, un\u00a0<em>general maggiore onorario<\/em>, inquadrato fra gli ufficiali dello Stato Maggiore dell\u2019esercito: si trattava di <strong><span style=\"color: #008000;\">Corradino Chigi<\/span><\/strong> del quale parleremo in seguito pi\u00f9 diffusamente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/pianta-di-livorno-primi-800.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 pianta-di-livorno-primi-800.jpg\" width=\"838\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;importante porto di Livorno nell&#8217;800 &#8211; <a href=\"https:\/\/tuttatoscana.net\/gallery\/antiche-mappe-di-livorno-e-dintorni\/\">Antiche mappe di Livorno e dintorni \u2013 tuttatoscana<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 tardi, negli ultimi tempi del governo granducale, fu chiamato al comando della Marina il <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano di fregata Carlo Martellini<\/span><\/strong> che aveva alle sue dipendenze due Tenenti di vascello in prima, due Tenenti di vascello in seconda, tre Aspiranti di prima classe, un Medico chirurgo, un Magazziniere e un Contabile (7).<br \/>\nAl Censimento della popolazione del 1861, peraltro effettuato gi\u00e0 sotto il Regno d\u2019Italia, a Livorno fu registrata la presenza di 81\u00a0<em>marinai<\/em>\u00a0<em>militari<\/em>.<br \/>\nNel 1766, quando la Marina toscana era ancora una delle prime della penisola, era stato creato al Bagno Vecchio (8) un Istituto per le\u00a0<em>Guardie<\/em>\u00a0<em>Marine,\u00a0<\/em> per avviare ogni anno alla carriera navale 12 giovani delle famiglie pi\u00f9 in vista. Dopo la Restaurazione la scuola fu riaperta, ma cess\u00f2 quasi subito di funzionare e, successivamente, mentre i futuri ufficiali dell\u2019esercito potevano valersi del Liceo militare Arciduca Ferdinando di Firenze, non c\u2019era pi\u00f9 nessun percorso di formazione per chi volesse iniziare la carriera sul mare: gli aspiranti seguivano i normali corsi di istruzione presso le loro famiglie, venendo poi a Livorno solo per completarli sommariamente con le materie professionali. Peraltro coloro che intendevano seguire seriamente questa carriera frequentavano l\u2019intero ciclo di studi presso una marina estera e spesso vi prestavano anche servizio, come nel caso del pi\u00f9 illustre degli ufficiali dell\u2019epoca, Corradino Chigi, che frequent\u00f2 la Scuola di Marina di Genova fra il 1818 e il 1821 e che fece una curiosissima e contemporanea carriera nella Marina Sarda, nell\u2019Esercito e nella Marina toscana ed infine nella Regia Marina e del quale tratteremo a parte.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/bagno-vecchio-1907-evangelisti-marina-toscana.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 bagno-vecchio-1907-evangelisti-marina-toscana.png\" width=\"845\" height=\"592\" \/><\/p>\n<p align=\"\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il Bagno vecchio, dove un tempo venivano detenuti i prigionieri turchi e barbareschi, come si presentava nel 1907\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Livorno la piccola Marina disponeva di alcuni edifici, fra cui una moderna caserma allo sbocco del Fosso Reale e a Portoferraio esisteva una <em>Divisione<\/em>\u00a0<em>di<\/em>\u00a0<em>Marina<\/em>\u00a0che disponeva di una\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>spronara<\/em><\/span><\/strong> a 18 remi con 3 cannoni e 16 fucili al comando di un Alfiere di Fregata, con\u00a0 l\u2019equipaggio di 24 uomini e un pilota. Giustamente, al proposito della forza navale,\u00a0 si ironizzava sul fatto che \u2026 <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>se manca a Livorno tanto pi\u00f9 ne scarseggia l\u2019Elba<\/em>\u00a0<\/span><\/strong>\u201d (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte I\u00a0 &#8211; continua<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Guglielmo Evangelista<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">articolo pubblicato originariamente su <a href=\"http:\/\/www.lavocedelmarinaio.com\">La voce del marinaio<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Note<\/span><\/strong><br \/>\n1) Emanuele Repetti:\u00a0<em>Compendio storico della citt\u00e0 di Firenze<\/em>. Pag. 174. Tofani, Firenze 1849.<\/p>\n<p>2) Michele Rosi:\u00a0<em>l\u2019Italia Odierna<\/em>\u00a0vol. I, pag. 968 nota 23. Unione Tipografico-Editrice Torinese. Torino, 1918.<\/p>\n<p>3) Forse quest\u2019ultimo \u00e8 da identificarsi con un Taddei\u00a0<em>tenente<\/em>\u00a0<em>di<\/em>\u00a0<em>porto<\/em>\u00a0presente a Livorno in epoca napoleonica.<\/p>\n<p>4) Una lapide del 1828 collocata in occasione dell\u2019ampliamento del cantiere lo qualifica <em>Architectus navalis regius et subnavarcus<\/em>. V. Giuseppe Vivoli:\u00a0<em>Annali di Livorno<\/em>. Tomo III pag. 332. Sardi, Livorno 1844.<\/p>\n<p>5) Attilio Zuccagni-Orlandini:\u00a0<em>Corografia fisica storica statistica dell\u2019Italia e delle sue isole<\/em>. Pag. 481 Vol IX. Ed. in proprio, Firenze 1842.<\/p>\n<p>6) Attilio Zuccagni-Orlandini:\u00a0<em>Ricerche statistiche sul Granducato di Toscana<\/em>. Tomo II. Pagg.402 e ss.gg. Firenze, Tofani 1850.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7) Sante Romiti:\u00a0<em>Le marine militari italiane nel risorgimento (1748-1861)<\/em>\u00a0.Pag. 250 nota 1. Italgraf, Roma 1950. Carlo Martellini aveva alle spalle un lungo passato nella marina mercantile e militare: nel 1842 era stato comandante del\u00a0<em>Lombardo<\/em>\u00a0(la stessa nave che, nel 1860, avrebbe trasportato in Sicilia i Mille di Garibaldi) all\u2019epoca adibito al servizio sulla linea Livorno-Genova-Marsiglia e nel 1847 era comandante del\u00a0<em>Giglio<\/em>. Quando nel dicembre di quell\u2019anno il Granduca, diretto in Piemonte, volle che la nave fosse comandata dal Capitano del Porto di Livorno Bargagli anzich\u00e9 da lui, aveva dato le dimissioni. Ritorn\u00f2 poi in servizio, dato che dopo il 1850 \u00e8 documentata la sua presenza nuovamente al comando del\u00a0<em>Giglio<\/em>\u00a0impiegato con una compagnia di Cacciatori in un\u2019operazione di polizia all\u2019isola di Montecristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8) Il Bagno Vecchio o Bagno dei Forzati\u00a0 in origine era un edificio dove un tempo venivano detenuti i prigionieri turchi e barbareschi. Si trovava fra il porto e l\u2019attuale Piazza Grande e venne demolito prima della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>9) Attilio Zuccagni-Orlandini:\u00a0<em>Corografia fisica\u2026<\/em>cit. Vol. IX pag. 52.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/61962\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/61965\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/61963\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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