{"id":619,"date":"2017-01-07T07:00:05","date_gmt":"2017-01-07T07:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/wp\/?p=619"},"modified":"2026-03-16T20:22:19","modified_gmt":"2026-03-16T19:22:19","slug":"morfologia-dei-fondali-marini-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/619","title":{"rendered":"Come si form\u00f2 la Terra e la morfologia dei fondali marini"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&nbsp;.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br>parole chiave: morfologia, geologia, piattaforma continentale<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tutto incominci\u00f2 in un vortice<\/span><\/strong><\/span><br>Nel buio dello spazio, circa quattro miliardi di anni or sono, si generarono intorno ad una stella giganteschi vortici di materia. Come su un tavolo da biliardo le masse di materia si scontrarono fra di loro mentre vortici locali, come in un fiume impazzito, aggregavano la materia ed i gas. Un ambiente ostile e caotico in cui si formarono i primi pianeti del nostro sistema solare ed i loro satelliti. Il nostro pianeta non esisteva ancora, era una massa di materia che ruotando si concentrava sempre di pi\u00f9 verso il suo centro. Poi la superficie di questo proto pianeta incominci\u00f2 a mutare; si formarono le prime terre emerse, i continenti circondati dall&#8217;oceano primordiale. Fu proprio in quella massa liquida, che aveva poco della composizione chimica dei mari attuali, che il miracolo della vita avvenne. Un insieme di fenomeni chimico-fisici agirono su quel brodo &nbsp;primordiale e permisero lo sviluppo delle prime forme organiche, di quei batteri che influenzarono la nascita della vita ed il cambiamento dell&#8217;atmosfera del nascente pianeta. Una storia affascinante che presto racconteremo nei dettagli. Nelle Ere geologiche successive, la morfologia della Terra mut\u00f2 pi\u00f9 volte a seguito della deriva dei continenti fino a portarci all&#8217;attuale conformazione. Un processo senza fine che continua tutt&#8217;oggi con le cosiddette zolle tettoniche che continuano a scivolare sotto la crosta terrestre, generando&nbsp; fenomeni sismici a volte di forte intensit\u00e0,<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La morfologia dei fondali marini<\/span><\/strong><\/span><br>Oggi parliamo dei fondali marini e della loro affascinante ed ancora sconosciuta morfologia. Abbiamo un&#8217;idea di come siano conformati ma c&#8217;\u00e8 ancora molto da scoprire negli abissi degli oceani. Come abbiamo letto in altri articoli, le <strong><span style=\"color: #008000;\">zolle tettoniche<\/span><\/strong>, chiamate anche <strong><span style=\"color: #008000;\">placche<\/span><\/strong>, &#8220;galleggiando &#8221; sopra la <strong><span style=\"color: #008000;\">litosfera<\/span><\/strong>, possono avvicinarsi o allontanarsi fra loro. Un esempio classico \u00e8 l&#8217;Oceano Atlantico dove queste enormi masse si allontanano in senso opposto rispetto ad una cresta mediana, formando le placche africana e sudamericana. Il loro spostamento non \u00e8 scevro di problemi e possono causare eventi sismici. In altri casi le zolle possono avvicinarsi, pi\u00f9 o meno perpendicolarmente, slittando&nbsp;l&#8217;una sotto l&#8217;altra, come nell&#8217;area del Pacifico dove il fenomeno ha generato la catena delle Ande.<\/p>\r\n\r\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/autore-Kluft-sant-andreas-photo-Carrizo-Plain-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 autore-Kluft-sant-andreas-photo-Carrizo-Plain-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\">\r\n\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">segni evidenti della faglia di Sant&#8217;Andrea, California &#8211; autore Kluft<\/span> <\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Kluft-photo-Carrizo-Plain-Nov-2007-Img_0327.jpg\">Kluft-photo-Carrizo-Plain-Nov-2007- Wikimedia Commons <\/a>da <a href=\"http:\/\/resenandovando.blogspot.com\/2015\/06\/la-falla-de-san-andres-las-peliculas-de.html\">LA Falla de San Andr\u00e9s: (resenandovando.blogspot.com)&nbsp;<\/a><\/p>\r\n\r\n\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Un caso estremo, se non altro per le sue conseguenze, avviene quando le placche slittano parallelamente come nel caso della <strong><span style=\"color: #008000;\">faglia di Sant&#8217;Andrea<\/span><\/strong>, California. Questa frattura, lunga oltre 1200 chilometri, si \u00e8 generata dove la placca pacifica e quella americana interagiscono parallelamente, accumulando energia e causando continui terremoti. Una situazione esplosiva che preoccupa non poco gli abitanti della California, che aspettano con terrore il Big One, il grande terremoto che potrebbe sconvolgere lo Stato al punto si separarne parte dal continente nord americano e creare una nuova grande isola. Il passaggio delle terre emerse alle profondit\u00e0 dell&#8217;oceano avviene attraverso habitat geologici caratterizzati da diverse morfologie: partendo dalla linea di costa si passa dalla piattaforma continentale alla massa granitica intermedia fino alla massa basaltica dei fondi oceanici. In alcuni casi i passaggi sono repentini (come nel Pacifico) a causa delle enormi fratture che la caratterizzano.&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La <span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">piattaforma continentale<\/span> <\/strong><\/span>(continental shelf) \u00e8 la fascia compresa tra il limite delle aree costiere ed il ciglio della piattaforma continentale. Oltre questo limite la piattaforma sprofonda verticalmente negli abissi. Parlare di &#8220;limite della piattaforma&#8221; non \u00e8 tecnicamente molto corretto, comunque , per praticit\u00e0, si usa porlo intorno ai 200 metri di profondit\u00e0. La&nbsp;piattaforma raccoglie la maggior parte dei sedimenti di origine terrigena, essendo di fatto il prolungamento naturale dei continenti, per cui la sua composizione \u00e8 spesso dipendente da quelli presenti lungo la linea di costa.<\/p>\r\n\r\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-703\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/img00028-300x300.gif\" alt=\"\" width=\"820\" height=\"820\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/img00028-300x300.gif 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/img00028-150x150.gif 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/>\r\n\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine sides scan sonar, 2006 <\/span><\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista oceanografico, la piattaforma continentale \u00e8 la pi\u00f9 studiata per un futuro sfruttamento delle risorse minerarie da parte degli Stati confinanti. Inutile dire che \u00e8 anche la zona in cui gli Stati si contendono i diritti per il loro sfruttamento. Questa situazione si vive in molte aree del mondo&nbsp; in cui sono nate controversie &nbsp;fra gli Stati a volte sfociate in conflitti pi\u00f9 o meno dichiarati. Dal punto di vista del diritto internazionale si cerc\u00f2 con la <a title=\"convenzione di Montego bay\" href=\"http:\/\/www.asgi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Convenzione.Diritti.mare_.1982.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">convenzione di Montego Bay<\/a> di regolare tali diritti anche se con poco successo. Molti Stati firmarono l&#8217;accordo ma non quelli di maggior peso politico che si riservano ancora i diritti di poterla sfruttare a loro vantaggio. Tra i pi\u00f9 importanti abbiamo gli Stati Uniti che non la hanno ancora ratificata.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Geologia della piattaforma continentale<\/span><\/strong><\/span><br>Ma torniamo agli aspetti geologici. Le caratteristiche morfologiche della piattaforma continentale dipendono da molti fattori:<\/p>\r\n<table>\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">presenza di faglie e sbarramenti;<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">tipo di costa (spiagge, falesie etc);<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">modifiche sostanziali del livello del mare per cause climatiche e\/o per bradisismi;<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">erosione, demolizione e trasporto di materiali da parte di fiumi;<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">flusso di sedimenti di diverso tipo sotto forma di detriti trasportati da fiumi e torrenti in mare (organogene, chimiche, etc);<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">presenza di bio-ostruzioni derivanti dalla crescita di coralli, madrepore o comunque organogene.<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo accennato, i detriti causati dall&#8217;erosione eolica e antropica scivolano in mare e vanno a ricoprire di sedimento la piattaforma continentale originale. Essa ha una morfologia molto diversificata che \u00e8 derivata dalla sua storia geologica di milioni di anni. Vi si incontrano promontori, accumuli di massi rocciosi, colline frammezzate da canali e ampie depressioni, speroni, pinnacoli, e canyon con profonde rotture verticali. Nel lato superficiale, formazioni di origine organica, come le barriere coralline e le&nbsp;mattes di fanerogame, ampiamente presenti nel mar Mediterraneo, generano nel tempo modifiche consistenti del fondali che possono essere osservate gi\u00e0 nei primi metri di profondit\u00e0 dai subacquei.<\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC_8237-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-11778\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC_8237-1.jpg\" alt=\"dsc_8237-1\" width=\"820\" height=\"546\"><\/a><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">alternanze di sabbia, detriti e praterie di Posidonia oceanica sono comuni nel mar Mediterraneo. Le caratteristiche morfologiche influenzano l&#8217;idrodinamismo costiero e le attivit\u00e0 antropiche come, ad esempio, la pesca &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;importanza della ricerca<\/span><\/strong><\/span><br>La necessit\u00e0 di conoscere la natura geologica dei fondali, per motivi scientifici e economici, richiede lunghe campagne oceanografiche necessariamente mirate al campo di ricerca, Spesso, a causa degli elevati costi, esse sono finalizzate alla ricerca delle risorse fossili (petrolio, giacimenti di carbone). Per fortuna, gli oceanografi moderni hanno oggi strumenti tecnologicamente progrediti che consentono di ottenere, in tempi relativamente rapidi, descrizioni accurate delle morfologie dei fondali. Misure batometriche, per la produzione di carte dettagliate, &nbsp;e della natura dei fondali si possono ottenere con scansioni acustiche ottenute per &nbsp;mezzo di sistemi <strong><span style=\"color: #008000;\">side scan sonar (SSS)<\/span><\/strong>. Queste apparecchiature, un tempo molto voluminose, sono oggi imbarcabili su mezzi navali leggeri e su moderni sistemi autonomi (<strong><span style=\"color: #008000;\">droni&nbsp; aerei, subacquei<\/span> <span style=\"color: #008000;\">e di superficie<\/span><\/strong>). Le immagini ottenute consentono di determinare, con un certo dettaglio, la scabrosit\u00e0 del fondo e di costruire carte, anche di grande scala, a fini ingegneristici e di ricerca. Una tipica applicazione di questi studi \u00e8 per la valutazione delle caratteristiche morfologiche dei fondali prima della posa di condutture sottomarine. Anche in campo militare la conoscenza dettagliata dei fondali consente un valore aggiunto, specialmente nelle attivit\u00e0 di bonifica di ordigni, necessarie per garantire sicurezza e continuit\u00e0 ad attivit\u00e0 umane come la pesca.&nbsp;<\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Andrea Mucedola<br><\/strong><\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; &nbsp;. .ARGOMENTO: GEOLOGIAPERIODO: XXI SECOLOAREA: DIDATTICAparole chiave: morfologia, geologia, piattaforma continentale. 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OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/619\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Come si form\u00f2 la Terra e la morfologia dei fondali marini &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Condividi Twitta Pin E-mail Tutto incominci\u00f2 in un vortice Nel buio dello spazio, circa 4 miliardi di anni or sono, si generarono intorno ad ...\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/619\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2017-01-07T07:00:05+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-03-16T19:22:19+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/creazione-del-sistema-solare.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"800\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"533\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Andrea Mucedola\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Andrea Mucedola\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"8 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/619#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/619\"},\"author\":{\"name\":\"Andrea Mucedola\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13\"},\"headline\":\"Come si form\u00f2 la Terra e la morfologia dei fondali marini\",\"datePublished\":\"2017-01-07T07:00:05+00:00\",\"dateModified\":\"2026-03-16T19:22:19+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/619\"},\"wordCount\":1274,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/619#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/01\\\/creazione-del-sistema-solare.jpg\",\"keywords\":[\"geologia marina\",\"montego bay convention\",\"morfologia\",\"piattaforma continentale\",\"placche\",\"side scan sonar\",\"zolle\"],\"articleSection\":[\"Geologia\",\"Oceanografia\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/619\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/619\",\"name\":\"Come si form\u00f2 la Terra e la morfologia dei fondali marini &#8226; 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Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. 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