{"id":60247,"date":"2021-06-20T00:10:48","date_gmt":"2021-06-19T22:10:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=60247"},"modified":"2023-06-01T15:18:14","modified_gmt":"2023-06-01T13:18:14","slug":"il-settore-navigante-delle-ferrovie-dello-stao-italiane-nella-grande-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/60247","title":{"rendered":"Il Settore navigante delle Ferrovie dello Stato italiane nella Grande Guerra"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ITALIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Ferrovie dello Stato, navi<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Anche il Settore navigazione delle Ferrovie dello Stato, durante la Grande Guerra prest\u00f2 la sua opera allo sforzo bellico, basti pensare che la maggior parte dei caduti in servizio apparteneva al suddetto settore.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I piroscafi pi\u00f9 grandi, come gi\u00e0 accaduto per la guerra Italo-Turca, furono requisiti dalla Regia Marina italiana ed utilizzati come incrociatori ausiliari, partecipando ad azioni in Mar Adriatico e scortando convogli nel Mediterraneo Occidentale. Mentre le navi da carico, furono usate per il vitale trasporto dei rifornimenti dall\u2019Atlantico sino ai porti Tirrenici. Inoltre alle FS furono assegnate anche diverse navi nemiche requisite, precedentemente&nbsp; internate nei porti nazionali a causa dello stato di neutralit\u00e0. Anche le navi che effettuavano i normali servizi di linea, ebbero a subire l\u2019offesa nemica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera rinnovatrice dell&#8217;ingegner Bianchi, interess\u00f2 anche il settore navigante e furono ordinati una serie di piroscafi (<strong><span style=\"color: #008000;\">Citt\u00e0 di Palermo, Citt\u00e0 di Catania, Citt\u00e0 di Messina, Citt\u00e0 di Siracusa, Citt\u00e0 di Sassari e Citt\u00e0 di Cagliari<\/span><\/strong>) a diversi cantieri navali nazionali, al fine di rinnovare la flotta delle Ferrovie dello Stato (F.S.), riducendo i tempi di navigazione con le isole maggiori. Questi piroscafi di dislocamento compreso tra le 2000 e 3600 tsl, e velocit\u00e0 fra i 15 e i 20 nodi, dotate di moderni apparati motori, attirarono l\u2019attenzione della Regia Marina italiana che decise, come era d\u2019uso all\u2019epoca, di iscriverli nel <strong><span style=\"color: #008000;\">registro del naviglio ausiliario<\/span><\/strong> per trasformarli in incrociatori ausiliari in caso di conflitto. Cosa che fece, gi\u00e0 in occasione della guerra Italo-Turca del 1910-11. Con i Regi Decreti del 6 e 13 maggio 1915, le suddette navi, furono requisite dalla Regia Marina e trasformate in navi da guerra.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Foto-13-1024x699.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Foto-13-1024x699.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Citta Di Catania<\/span><br \/>\n<\/strong>varato nel 1910, requisito dalla Regia Marina che armato con quattro cannoni da 120\/46 e due da 47\/40 fu trasformato in incrociatore ausiliario, ed assegnato alla base di Brindisi. Il 12 agosto 1915, mentre era in pattugliamento nel canale D\u2019Otranto, fu fatto segno di un siluro lanciato dal sommergibile Austro-Ungarico U3, evitata l\u2019arma con la manovra, speronava il sommergibile in fase d\u2019immersione, provocandogli gravi danni. Dal dicembre 1915 a gennaio 1916, la nave partecip\u00f2 all\u2019evacuazione dell\u2019esercito Serbo dal Montenegro e Albania, sia con missioni di trasporto, scorta convogli e bombardamento delle truppe Asburgiche in avanzata. A met\u00e0 del 1916, fu assegnata con unit\u00e0 similari al gruppo incrociatori ausiliari Brindisi, effettuo missioni di scorta convogli e pattugliamento dello sbarramento del Canale d\u2019Otranto. Alla fine del conflitto ritorno alle ferrovie dello Stato e riprese i normali servizi di linea fra Civitavecchia e Golfo Aranci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Citta di Palermo<\/span><br \/>\n<\/strong>varato nel 1910, fu armato con 4 cannoni da 120\/40 e 2 da 76\/40, allo scoppio della guerra la nave di base fu dislocata a Brindisi, come unit\u00e0 di bandiera del contrammiraglio Enrico Millo, comandante della divisione Esploratori. L&#8217;11 luglio 1915 gli fu assegnato l\u2019incarico di trasportare le truppe necessarie allo sbarco e occupazione dell\u2019isola di Pelagosa, scortata da una flottiglia di cacciatorpediniere e torpediniere, raggiunse l\u2019isola verso le 5.00 del mattino e constatata l\u2019assenza di truppe avversarie, inizio le operazioni di sbarco che si conclusero in 4 ore.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Foto-14-1-1024x744.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Foto-14-1-1024x744.png\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave fu poi utilizzata per il trasporto truppe tra Italia e Albania. Il giorno 8 gennaio 1916 lasci\u00f2 Brindisi per Vallona, con a bordo 540 uomini fra equipaggio e militari inglesi diretti al fronte di Salonicco. Alle 08.30, circa a 6 miglia a Nordest di Brindisi urt\u00f2 una mina posata probabilmente dal sommergibile austriaco UC 14, affondando rapidamente; i soccorsi, prontamente intervenuti, limitarono le vittime a 87 uomini, 33 italiani e 54 britannici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Citt\u00e0 di Siracusa<\/span><br \/>\n<\/strong>varata anche lei nel 1910, venne armata con 2 cannoni da 120\/46 e 6 da 76\/40. Nelle prime ore del 24 maggio 1915, lascio Brindisi, assieme all\u2019esploratore Libia per effettuare uno sbarco sull\u2019isola di Pelagosa, raggiuntala nelle prime ore del mattino inizi\u00f2 le operazioni di sbarco, alle 6.17, ricevette la comunicazione&nbsp; che il cacciatorpediniere Turbine, era impegnato da forse nemiche superiori intercettate mentre bombardavano Barletta, interruppe&nbsp; lo sbarco e si port\u00f2 a tutta velocit\u00e0 assieme all\u2019unit\u00e0 gregaria verso il punto dello scontro, giungendo purtroppo quando il caccia era gi\u00e0 stato affondato, avvistata la forza nemica in ritirata ad una distanza di circa 9000 m, apri il fuoco portandosi all\u2019inseguimento, dopo circa 20\u2019 causa la maggiore velocit\u00e0 delle unit\u00e0 austriache, interruppe il contatto e si port\u00f2 sul punto dell\u2019affondamento del Turbine, recuperando 9 naufraghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Foto-15-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Foto-15-1.jpg\">Nel febbraio 1916, fu utilizzata per l\u2019evacuazione dell\u2019esercito Serbo dal porto di Durazzo, durante il quale partecip\u00f2 al cannoneggiamento delle truppe austriache in avanzata. Dal maggio del 1916, l\u2019unit\u00e0 fu destinata al gruppo incrociatori ausiliari con base a Brindisi, ed adibita a scorta convogli e pattugliamenti del canale d\u2019Otranto. Il 18 dicembre 1918, disarmata fu restituita alle Ferrovie dello Stato e riprese i normali servizi di linea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Citta di Messina<\/span><br \/>\n<\/strong>varata nel 1910, dopo l\u2019iscrizione del naviglio militare, venne armata con 4 cannoni da 120\/40. Inizialmente di base a Brindisi, fu trasferita a Venezia per essere di nuovo trasferita a Brindisi nel settembre 1915, come le unit\u00e0 similari fu utilizzata nel salvataggio dell\u2019esercito Serbo, il trasporto truppe verso l\u2019Albania&nbsp; e pattugliamenti nel canale d\u2019Otranto, nel giugno del 1916 venne assegnata al Gruppo Incrociatori Ausiliari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Foto-16-1024x531.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Foto-16-1024x531.jpg\">Alle ore 6.00 del 23 giugno 1916, salp\u00f2 da Valona per una crociera a protezione dei Drifters impegnati nello sbarramento del Canale d\u2019Otranto, alle 08.35 vennero avvistate le scie di due siluri dirette verso la nave, nonostante le manovre evasive messe in atto, la nave fu colpita a poppa provocando una falla che ne caus\u00f2 affondamento in pochi minuti. La quasi totalit\u00e0 dell\u2019equipaggio riusc\u00ec a salvarsi, il numero delle vittime fu di soli 33 uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Citt\u00e0 di Sassari<\/span><br \/>\n<\/strong>impostato nel 1909 con il nome di Maddalena, poco prima del varo fu cambiato in citt\u00e0 di Sassari. Vista la velocit\u00e0 di soli 15 nodi, inizialmente la nave non venne inscritta nel naviglio militare, ma continuo a svolgere il suo servizio sulla rotta Civitavecchia-Golfo Aranci. La nave ebbe la sua prima esperienza bellica ancor prima dell\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia, la notte del 6 gennaio 1915, durante una normale traversata, fu fermata ed ispezionata da un cacciatorpediniere francese, che trovando a bordo 30 cittadini tedeschi, li prelevo per internarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Foto-17-1024x721.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Foto-17-1024x721.jpg\">Nel gennaio 1916, vista la necessit\u00e0 di naviglio per il salvataggio dell\u2019esercito Serbo e la scorta dei convogli, la nave fu requisita dalla Regia Marina, armata con due cannoni da 120\/40 e 2 da 76 ( secondo altre fonti da 57) la nave fu utilizzata prima nell\u2019evacuazione dell\u2019esercito Serbo, durante questa operazione il 25 e 26 febbraio 1916, durante le operazioni d\u2019imbarco delle truppe, presso il porto di Durazzo, utilizz\u00f2 i propri cannoni per rallentare l\u2019avanzata delle truppe austroungariche. Con gli altri piroscafi a met\u00e0 del 1916 fu assegnato al gruppo incrociatori ausiliare e destinato a compiti di scorta convogli e la protezione dei drifters impegnati nello sbarramento del canale D\u2019Otranto. Nel 1917, fu dislocato a la Spezia per la scorta convogli, il 1 dicembre 1917, mentre era impegnato nella scorta di un convoglio composto da quattro mercantili partiti da Villefrance, alle 11.20 trovandosi fra le localit\u00e0 di Ceriale e Borghetto S. Spirito, venne centrato all\u2019altezza della sala macchine da un siluro lanciato dal sommergibile U 64, che ne provoc\u00f2 l\u2019affondamento in pochi minuti, causando la perdita di quattro uomini dell\u2019equipaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Caprera<\/span><br \/>\n<\/strong>varata il 18\/08\/1910, sviluppava una velocit\u00e0 di 17 nodi, anche se alle prove super\u00f2 i 20, assegnata alla tratta Civitavecchia Golfo Aranci, rimase in servizio delle F.S. sino al 1916, data in cui venne requisita dalla Regia Marina italiana e trasformata in incrociatore ausiliario, con compiti di scorta convogli, fu affondata al largo di Villa Joyosa dal sommergibile tedesco U64 il 18 agosto 1918 mentre era di scorta ad un convoglio proveniente da Gibilterra per Genova.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Foto-17-1024x721.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Foto-17-1024x721.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Prometeo<\/span><br \/>\n<\/strong>varata nel 1906 dai cantieri Sir Raylton &amp; Co. di Middlesbrough, con il nome di Fritzoe, dislocava 9800 tonnellate era una nave adibita al trasporto di carbone, nel 1912 venne modificata con l\u2019inserimento di cisterne nella stiva e rinominata Hurley. Nel 1915 viene acquistata dalle Ferrovie dello Stato, ma \u00e8 presto requisita dalla Regia Marina. Il 18 marzo 1918, mentre si trova a circa 300 miglia ad Ovest di Capo Carvoeiro, di ritorno da porto di Galveston con un carico di nafta, avvista il sommergibile tedesco U155, che le intima di fermarsi, il comandante ordina di aprire il fuoco con i due cannoni da 76 presenti a bordo, dopo un impari combattimento, la nave affonda in fiamme, con la perdita di tre uomini dell\u2019equipaggio.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Scilla<\/span><br \/>\n<\/strong>varato nel 1896, fu il primo ferry boat, ad effettuare il servizi di traghetto fra Messina e Villa S.Giovanni. Il 28 agosto 1917, affond\u00f2 davanti a Catona per urto contro una mina ( secondo altre versioni per siluramento), provocando la morte di 4 uomini dell\u2019equipaggio e 30 passeggeri, fra cui diversi militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tripoli<\/span><br \/>\n<\/strong>Dato che le navi pi\u00f9 moderne erano state requisite dalla Regia Marina, le FS impiegarono sulla linea Civitavecchia-Golfo Aranci dei vecchi piroscafi Tripoli, Bengasi e Derna. Il Tripoli sebbene ristrutturato nel 1912, aveva una velocit\u00e0 di crociera di 13 nodi, una stazza di 1743 tonnellate, 60 uomini di equipaggio e poteva trasportare 341 passeggeri. Alle 20.00 del 17 marzo 1918, la nave part\u00ec da Olbia con ben 457 passeggeri, fra cui ben 379 militari di ritorno da licenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Foto-19-1024x627.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Foto-19-1024x627.jpg\">La nave era scortata dall\u2019incrociatore ausiliario Principessa Mafalda, che dopo due ore, a causa del mare avverso fece rientro in porto, alle 22.30, il Tripoli fu colpito da un siluro lanciato dall\u2019U80 a centronave, che esplose nel locale caldaie, nonostante l\u2019SOS subito lanciato e che per affondare la nave impieg\u00f2 4 ore, il ritardo dei soccorsi comporto la perdita di 288 vite umane. Dopo poche ore, anche il piroscafo Bengasi che percorreva la stessa rotta in senso inverso, fu attaccato dallo stesso sommergibile , ma con la manovra riusc\u00ec ad evitare il siluro e utilizzando il cannone presente a bordo fece allontanare il sommergibile. Il 31 ottobre 2014, il relitto del Tripoli \u00e8 stato individuato dal cacciamine Vieste a 20 miglia da Capo Figari su un fondale di 1000 metri.<\/p>\n<p>Inoltre:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Port Said<\/strong>:<\/span> piroscafo di 5301 tls, affondato il 10 dicembre 1915 a largo della cirenaica con la perdita di tre uomini dell\u2019equipaggio e tre passeggeri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Federico Gonfalonieri<\/strong>:<\/span> piroscafo sequestrato (ex Izgled) di 4434 tsl, fu affondato a 120 miglia dalle coste inglesi l\u20195 marzo 1917 con la perdita di 15 uomini dell\u2019equipaggio e due militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Antonio Sciessa<\/strong>:<\/span> piroscafo sequestrato (ex Metlekonitz) di 1927 tsl, fu affondato il 3 maggio 1917, a 60 miglia da Capo Matapan dal sommergibile U14.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Goffredo Mameli<\/strong>:<\/span> piroscafo sequestrato (ex Maria Racich) di 4124 tsl, affondo il 20 aprile 1917 a 40 miglia da Capo Spartel con 5 morti fra l\u2019equipaggio .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Carroccio<\/strong>:<\/span> piroscafo sequestrato (ex Choising ) di 1657 tsl, fu affondato il 15 maggio 1917, 8 miglia a ovest di Valona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Portofino<\/strong>:<\/span> piroscafo da 1754 tsl, fu affondato da sommergibile in Atlantico il 3 giugno 1917 con la perdita di 3 membri dell\u2019equipaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Feltre<\/strong>:<\/span> Piroscafo sequestrato (ex Rhenania) di 6579 tsl affondato il 26 agosto 1917, 6 miglia ad Est di Flamborough<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Italia<\/strong>:<\/span> piroscafo di 3456 tsl, affond\u00f2 a causa dell&#8217;attacco di un sommergibile il 11 ottobre 1917 al&nbsp; largo di Savona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Pontida<\/strong>:<\/span> piroscafo sequestrato (ex Kattenturm) di 6018 tsl, affond\u00f2 per l&#8217;urto contro una mina posata da un sommergibile al largo di Varazze il 22 Novembre 1917, con la perdita di tre uomini di equipaggio e tre militari. La mina era stata posata dal sottomarino tedesco UC-35. Il relitto si trova ad una profondit\u00e0 tra i 64 e i 75 metri in posizione (44\u00b0 21\u00b0 N &#8211; 08\u00b038\u00b0 E)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Quarnero<\/strong>:<\/span> piroscafo sequestrato di 3237 tsl, affondato nel canale di Bristol, fra Portland e Cardiff, il 4 marzo 1918.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Termini<\/strong>:<\/span> piroscafo di 1523 tsl, affondato al largo dell\u2019isola di Milo il 21 marzo 1918 dall\u2019U77, mentre era diretto a Salonicco con materiale bellico con la perdita di 8 marinai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Pietro Maroncelli<\/strong>:<\/span> piroscafo sequestrato (ex Ambria) veniva affondato in posizione 40\u00b0 n e 8\u00b0E dall\u2019U89 il 30 maggio 1918, mentre navigava in convoglio, come unit\u00e0 capo convoglio.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Virginio Trucco<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima due immagini del relitto del Tripoli scoperto dal cacciamine Vieste &#8211; foto e testo fornito dall&#8217;autore https:\/\/www.naviearmatori.net\/<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: ITALIA parole chiave: Ferrovie dello Stato, navi . 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