{"id":59909,"date":"2021-06-04T00:10:20","date_gmt":"2021-06-03T22:10:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=59909"},"modified":"2026-08-05T18:30:25","modified_gmt":"2026-08-05T16:30:25","slug":"ricci-mortali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/59909","title":{"rendered":"Ricci di mare potenzialmente letali"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>parole chiave: Ricci, echinodermi, tossine, oceano Pacifico<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi tra gli amanti del mare non \u00e8 incorso, almeno una volta, nella puntura accidentale con un riccio di mare? Penso tutti. Punture dolorose, prima e dopo, ed un tempo seguite dall\u2019estrazione, non sempre piacevole, con l\u2019ago disinfettato sulla fiamma. Ricordi di infanzia, di un tempo in cui i ricci popolavano i bassi fondali, prima di aver subito le razzie umane che ne hanno causato la scomparsa in molti areali costieri. Ma non \u00e8 la stessa cosa ovunque. Nel Pacifico ne esistono delle specie che proliferano indisturbate perch\u00e9 tossiche e talvolta letali: i ricci fiore.\u00a0<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/riccio-di-prateria-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 riccio-di-prateria-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">riccio di prateria (Sphaerechinus granularis (Lamarck, 1816)) \u00e8 un riccio di mare della famiglia Toxopneustidae. \u00c8 l&#8217;unica specie nota del genere Sphaerechinus. Al pari degli altri ricci di mare presenta un guscio calcareo a simmetria pentaraggiata, che pu\u00f2 raggiungere i 12 cm di diametro, con degli aculei fitti e corti, violacei alla base e con la punta bianca, ma a volte anche completamente bianchi, bruni o rossicci. \u00c8 diffuso nel\u00a0Mar Mediterraneo e nell&#8217;Oceano Atlantico orientale. Vive su fondali rocciosi e nelle praterie di\u00a0<i>Posidonia oceanica<\/i>, ad una profondit\u00e0 tra 3 e 30 metri. Non \u00e8 commestibile &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/BIOLOGIA-MARINA-ECHINODERMI-Echinoidea_phylogeny-1-1024x576.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BIOLOGIA-MARINA-ECHINODERMI-Echinoidea_phylogeny-1-1024x576.png\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Panoramica altamente semplificata della filogenesi echinodermata basata, in parte, sull&#8217;ipotesi delle relazioni presentate da Reich et al. (2015) &#8211;\u00a0 Fonte Digital Atlas of Ancient Life <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.digitalatlasofancientlife.org\/learn\/echinodermata\/echinoidea\/\">Echinoidea &#8211; Digital Atlas of Ancient Life<\/a> &#8211; Autore Jaleigh Q. Pier &#8211; disegno concesso in licenza\u00a0 \u00a0 https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/4.0\/\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 24px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I ricci di mare<\/span><\/strong><\/span><br \/>I ricci di mare fanno parte degli Echinodermi, un phylum che si compone di cinque principali tipi di animali: stelle marine, ricci di mare, cetrioli di mare, stelle fragili e crinoidi.\u00a0Oggi parliamo di una specie di riccio, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Toxopneustes pileolus<\/span><\/strong>, comunemente noto come <span style=\"color: #008000;\"><strong>riccio fiore<\/strong><\/span>, diffuso nell\u2019oceano Pacifico indo-occidentale. Questo riccio ha una particolarit\u00e0: \u00e8 in grado di fornire punture estremamente dolorose e clinicamente significative.\u00a0<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Perch\u00e9 riccio fiore?<\/span><br \/><\/span><\/strong>I ricci fiori sono ricci di mare relativamente grandi e quindi facilmente individuabili. Possono raggiungere un diametro massimo di circa 15-20 cm. Come la maggior parte degli echinodermi, il loro corpo \u00e8 equamente diviso in segmenti identici attorno a un asse centrale in multipli di cinque (non a caso si parla di simmetria pentaradiale).\u00a0Il loro nome latino <strong><span style=\"color: #008000;\">Toxopneustes<\/span><\/strong> significa letteralmente &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">alito velenoso<\/span><\/strong>&#8220;, derivato dal greco \u03c4\u03bf\u03be\u03b9\u03ba\u03cc\u03bd, &#8220;freccia [veleno]&#8221; e \u03c0\u03bd\u03b5\u03c5\u03c3\u03c4\u03bf\u03c2 (pneustos, &#8220;respiro&#8221;), e <strong><span style=\"color: #008000;\">pileolus<\/span><\/strong> significa invece &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">berretto<\/span><\/strong>&#8220;, dal latino pileus, una specie di cappuccio conico in feltro senza tesa che veniva usato dai Latini.\u00a0\u00a0Il suo nome comune (<strong><span style=\"color: #008000;\">riccio fiore<\/span><\/strong>) deriva <strong><span style=\"color: #008000;\">dalle sue numerose e distintamente fiorite<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">pedicellarie,<\/span><\/strong> imperniate su appositi peduncoli sulla superficie esterna. Esse terminano con vari arnesi che richiamano la forma di pinze che, in funzione del lor uso, possono avere forme e funzioni diverse.\u00a0<\/p>\r\n<figure style=\"width: 963px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/BIOLOGIA-MARINA-RICCIO-FIORE-640px-Toxopneustes_roseus_sea_of_Cortez.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BIOLOGIA-MARINA-RICCIO-FIORE-640px-Toxopneustes_roseus_sea_of_Cortez.jpg\" width=\"963\" height=\"722\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riccio fiore, Golfo della California &#8211; autore Sylvain Le Bris &#8211; Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Toxopneustes_roseus_sea_of_Cortez.jpg\">Toxopneustes roseus sea of Cortez.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso del <strong><span style=\"color: #008000;\">riccio fiore<\/span><\/strong> esse hanno un colore dal bianco-rosato al bianco-giallastro con un punto viola centrale. Un bell&#8217;animale ma c&#8217;\u00e8 un problema: alcune pedicellarie posseggono ghiandole che possono iniettare sostanze tossiche pericolose anche per l&#8217;Uomo. Il riccio possiede anche delle spine corte e smussate, che restano comunemente nascoste sotto le pedicellarie. Lo scheletro rigido ha un colore rosso intenso variegato di colore grigio, sebbene in rari casi possa essere verdastro o viola chiaro come in tante specie di riccio.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Podia_de_Toxopneustes_pileolus-1024x783.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Podia_de_Toxopneustes_pileolus-1024x783.jpg\" width=\"1024\" height=\"783\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Primo piano di un riccio fiore. Notare le pedicellarie globifere strettamente chiuse dietro i piedi del tubo esteso &#8211; da wikipedia<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Due file di <strong><span style=\"color: #008000;\">piedi a tubo<\/span><\/strong> fuoriescono dalle scanalature su entrambi i lati di ciascuno dei segmenti ambulacrali (per un totale di dieci file). I piedi del tubo sono composti individualmente da un sottile fusto muscolare (<strong><span style=\"color: #008000;\">podia<\/span><\/strong>) con una piccola ventosa (<strong><span style=\"color: #008000;\">ampolla<\/span><\/strong>). La bocca \u00e8 situata centralmente nella superficie inferiore (orale) ed \u00e8 circondata da un anello di piccole placche ricoperte da un tessuto pi\u00f9 morbido noto con il nome peristoma. Incastonati nel peristoma ci sono cinque &#8220;denti&#8221; calcarei, la famosa <strong><span style=\"color: #008000;\">lanterna di Aristotele<\/span><\/strong>, usati per macinare il cibo.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8216;orifizio<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">anale<\/span><\/strong> \u00e8 situato sulla superficie superiore, in posizione opposta alla bocca. Come la <strong><span style=\"color: #008000;\">bocca<\/span><\/strong>, \u00e8 circondato da un anello di piccole piastre piatte, i <strong><span style=\"color: #008000;\">periprocti<\/span><\/strong>. Intorno all&#8217;apertura anale ci sono cinque fori pi\u00f9 piccoli (le placche genitali) che sono direttamente collegate alle gonadi all&#8217;interno della cavit\u00e0 corporea. Questo vale generalmente per tutti i ricci. La straordinariet\u00e0 del sistema dei <strong><span style=\"color: #008000;\">pedicellari<\/span><\/strong> \u00e8 la loro diversit\u00e0 funzionale. I ricci fiori ne possiedono quattro tipi, distinti per forma e funzione, ma solo due sono abbondanti. Il primo tipo sono le <strong><span style=\"color: #008000;\">pedicellarie oficefale<\/span> <\/strong>che assomigliano a quelle ai piedi del tubo tranne per il fatto che terminano con tre piccoli artigli (chiamati valvole) anzich\u00e9 con delle ventose. Questi strumenti hanno la funzione di mantenere la superficie del corpo libera da alghe, organismi incrostanti e detriti.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Toxopneustes_pileolus_pedicellaria.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Toxopneustes_pileolus_pedicellaria.jpg\" width=\"540\" height=\"331\" \/><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A &#8211; piedi a tubo\u00a0 <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">B &#8211; pedicellariae (oficephalous e globiferous)\u00a0 <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">C &#8211; spine da\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Toxopneustes_pileolus_appendages.JPG\">Philippe Bourjon; Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported<\/a>\u00a0license.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo tipo, le <strong><span style=\"color: #008000;\">pedicellarie globifere<\/span>,<\/strong>\u00a0somigliano superficialmente a dei fiori (da cui il nome comune <strong><span style=\"color: #008000;\">riccio fiore<\/span><\/strong>). Esse sono pi\u00f9 specializzate e <strong><span style=\"color: #008000;\">vengono utilizzate principalmente per la difesa contro i predatori<\/span><\/strong>. Anche le globifere terminano con un&#8217;appendice con forma ad artiglio a tre valvole, ma molto pi\u00f9 grande. Queste valvole sono collegate tra loro da una caratteristica membrana circolare di circa 4-5 di diametro ed hanno una colorazione bianco-giallastra con un punto centrale viola ed un bordo bianco brillante. Ogni valvola termina con una punta affilata come un bisturi che pu\u00f2 penetrare anche nella pelle umana ed iniettare una sostanza velenosa.\u00a0<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono diversi generi di ricci fiore, molto simili ma con colorazioni diverse, tra cui:<br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Toxopneustes roseus<\/span><\/strong> pu\u00f2 essere distinto dalla colorazione uniforme dei loro test di rosa, marrone o viola. \u00c8 anche limitato al Pacifico orientale.<br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Toxopneustes elegans<\/span><\/strong>, che si trova solo in Giappone, pu\u00f2 essere distinto dalla presenza di una striscia scura distintiva appena sotto la punta delle loro spine. <strong><span style=\"color: #008000;\">Toxopneustes maculatus<\/span><\/strong> \u00e8 una specie molto rara conosciuta solo da esemplari della Riunione, dell&#8217;Isola di Natale e dell&#8217;atollo di Palmyra. Si distingue per la brillante colorazione viola sul fondo e in una fascia intorno al centro dei loro test.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Biologia ed ecologia<\/span><br \/><\/span><\/strong>I ricci fiore sono diffusi e comuni nell&#8217;Indo-Pacifico tropicale, da Okinawa, Giappone, alla Tasmania, Australia, e ad ovest, dal Mar Rosso e la costa dell&#8217;Africa orientale fino ad Raratonga nelle Isole Cook a est.\u00a0La loro dieta \u00e8 composta principalmente da <strong><span style=\"color: #008000;\">alghe, briozoi e detriti organici<\/span><\/strong>. I ricci fiori hanno pochi predatori essendo tossici per i pesci. Uno dei pochi organismi in grado di consumare ricci di fiori senza apparenti effetti avversi \u00e8 un corallo predatore, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Paracorynactis hoplites<\/span><\/strong>. Altri animali, che non sembrano essere disturbati dal suo veleno, sono il granchio zebra, <strong><span style=\"color: #008000;\">Zebrida adamsii<\/span><\/strong>, un minuscolo granchio simbionte che si aggrappa alle spine sulla superficie esterna del riccio usando le sue zampe altamente specializzate. Il granchietto passa da un riccio all\u2019altro solo durante la stagione degli amori. Sebbene precedentemente considerati commensali innocui, questi granchi sono stati riclassificati come parassiti. \u00a0Un altro abitante abituale \u00e8 il gambero commensale, <strong><span style=\"color: #008000;\">Athanas areteformis<\/span><\/strong>, un gamberetto di due centimetri che a volte pu\u00f2 essere trovato tra le spine dei ricci fiore.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riproduzione<\/span><\/strong><\/span><br \/>I ricci fiori possiedono individui maschi e femmine separati. Come altri ricci di mare, la fecondazione avviene esternamente con il rilascio in acqua dei gameti (<strong><span style=\"color: #008000;\">spawning<\/span><\/strong>). Durante l&#8217;evento, che pu\u00f2 avvenire in tempi diversi in funzione della latititudine, sembra che gli individui che depongono le uova scartino i detriti che di solito coprono i loro corpi prima di rilasciare i loro gameti nell&#8217;acqua.\u00a0<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Curiosit\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br \/>I ricci fiori sono tra le numerose specie di ricci di mare conosciute come &#8220;ricci raccoglitori&#8221;, cos\u00ec chiamati perch\u00e9 spesso ricoprono la superficie superiore del corpo con frammenti di corallo morto, conchiglie, alghe e sedimento, trattenuti saldamente usando i loro piedi tubolari e le pedicellarie.\u00a0La funzione di questo comportamento non \u00e8 ben compresa. Alcuni autori ritengono che i detriti fungano da zavorra, impedendo loro di essere spazzati via dalle onde durante l&#8217;alimentazione, mentre altri credono che possano funzionare come difesa contro la predazione.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\">E il suo veleno?<\/span><br \/><\/span><\/strong><\/span>A differenza della maggior parte degli altri ricci di mare velenosi, i ricci fiori <strong><span style=\"color: #008000;\">non rilasciano il loro veleno attraverso le spine ma attraverso le pedicellarie globifere<\/span><\/strong>. Se indisturbate, le punte delle pedicellarie globifere sono generalmente espanse in forme rotonde simili a coppe ma possiedono minuscoli sensori sulle loro superfici interne in grado di rilevare eventuali minacce. Di fatto quando sfiorate da una potenziale minaccia, le pedicellarie si chiudono immediatamente ed iniettano il veleno. Gli artigli delle pedicellarie possono anche staccarsi dai loro steli e aderire al punto di contatto, conservando la capacit\u00e0 di iniettare continuamente veleno per diverse ore. <strong><span style=\"color: #008000;\">I ricci fiore di dimensioni maggiori possiedono pedicellarie globifere pi\u00f9 grandi e sono quindi considerati pi\u00f9 pericolosi.<\/span> <\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il veleno del riccio fiore contiene almeno due tossine. La prima fu scoperta nel 1991 e denominata <strong><span style=\"color: #008000;\">Contractin A<\/span><\/strong>. Essa interferisce con la trasmissione dei segnali alle terminazioni nervose e provoca l&#8217;emoagglutinazione (aggregazione dei globuli rossi). La seconda, scoperta nel 1994, \u00e8 una tossina proteica chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">peditossina<\/span><\/strong> che provoca un notevole abbassamento della temperatura corporea, rilassamento muscolare, sedazione e coma anestetico. A dosi pi\u00f9 elevate provoca convulsioni e morte ma, teoricamente, anche in basse dosi pu\u00f2 provocare shock e morte da attacco anafilattico. Una possibile terza tossina, la <strong><span style=\"color: #008000;\">UT841<\/span><\/strong>, isolata nel 2001, ha dimostrato di influenzare il metabolismo cerebrale dei soggetti di laboratorio. La prima descrizione degli effetti della puntura da parte di questi ricci fu documentata, nel 1930, da parte di un biologo marino giapponese, <strong><span style=\"color: #008000;\">Tsutomu Fujiwara<\/span><\/strong>, che si avvelen\u00f2 accidentalmente con sette ricci fiori mentre lavorava a bordo di una barca da pesca. Lo sfortunato scienziato speriment\u00f2 inizialmente un leggero capogiro, difficolt\u00e0 di respirazione, paralisi delle labbra, della lingua e delle palpebre, e rilassamento dei muscoli degli arti. Sebbene, dopo circa 15 minuti, i dolori gradualmente incominciarono a diminuire, scomparendo dopo un ora, la paralisi facciale continu\u00f2 per circa sei ore. L\u2019episodio fu raccontato dallo stesso Fujiwara nel 1935\u00a0 in un suo articolo &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Sulla velenosa pedicellaria di Toxopneustes pileolus<\/span><\/em><\/strong> \u2026&#8221; pubblicato sulle Annotationes Zoologicae Japonenses. 15 (1): 62\u201368. <strong><span style=\"color: #008000;\">Nonostante non siano note statistiche sicure sugli incidenti occorsi a causa della loro puntura accidentale, essi sono considerati pericolosi.<\/span> <\/strong>Il forte dolore debilitante della puntura del riccio fiore, aggravato da paralisi muscolare, problemi respiratori, intorpidimento e disorientamento pu\u00f2 provocare annegamento accidentale tra subacquei e nuotatori.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nel dubbio fate attenzione &#8230; ed indossate sempre i guanti.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>in anteprima <span class=\"photogallery_caption photogallery_descr\"><span class=\"photogallery_caption photogallery_text\"><em>Toxopneustes roseus<\/em>, Isla Taboguilla, Panama, eastern Pacific.<br \/>Fonte : <a href=\"http:\/\/echinoderms.lifedesks.org\/file-colorboxed\/294\">Echinoderms of Panama<\/a> &#8211; <\/span><\/span><span class=\"photogallery_caption photogallery_author\"><span class=\"photogallery_caption photogallery_label\">Autore Simon <\/span><span class=\"photogallery_caption photogallery_text\">Coppard<\/span><\/span><span class=\"photogallery_caption photogallery_file\">\u00a0<span class=\"photogallery_caption photogallery_dimensions\">&#8211; <\/span><\/span><span class=\"photogallery_caption photogallery_aphia_title\">WoRMS taxa<\/span><span class=\"photogallery_caption photogallery_aphia_row\"><span class=\"photogallery_caption photogallery_role\">Digital photo, entire species<\/span>\u00a0<span class=\"photogallery_caption photogallery_aphia\"><a href=\"https:\/\/www.marinespecies.org\/aphia.php?p=taxdetails&amp;id=513609\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><i>Toxopneustes roseus<\/i> (A. Agassiz, 1863)<\/a><\/span><br \/><\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINAPERIODO: XXI SECOLOAREA: DIDATTICAparole chiave: Ricci, echinodermi, tossine, oceano Pacifico. Chi tra gli amanti del mare non \u00e8 incorso, almeno una volta, nella puntura accidentale con un riccio di mare? Penso tutti. Punture dolorose, prima e dopo, ed un tempo seguite dall\u2019estrazione, non sempre piacevole, con l\u2019ago disinfettato sulla fiamma. 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