{"id":59485,"date":"2021-06-16T00:10:00","date_gmt":"2021-06-15T22:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=59485"},"modified":"2023-06-01T13:19:17","modified_gmt":"2023-06-01T11:19:17","slug":"59485","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/59485","title":{"rendered":"L&#8217;influenza militare nella ricerca oceanografica negli oceani: il contributo della USN"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Oceanografia militare, USN<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secolo scorso le ricerche oceanografiche della marina statunitense (USN) vennero svolte principalmente presso lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Scripps Institution of Oceanography<\/span><\/strong> di La Jolla, in California, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Istituto oceanografico Woods Hole<\/span><\/strong> nel Massachusetts ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">Lamont Geological Observatory<\/span><\/strong> a Palisades, New York.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene la <strong><span style=\"color: #008000;\">ricerca oceanografica<\/span><\/strong> fu sempre legata alle attivit\u00e0 a favore delle Marine militari, l&#8217;approccio scientifico divent\u00f2 sempre pi\u00f9 specifico durante la Seconda guerra mondiale ed in guerra fredda, quando la minaccia sottomarina richiese di sperimentare nuove apparecchiature nel campo dell&#8217;acustica subacquea per la caccia ai sottomarini avversari. I centri di ricerca incominciarono a studiare metodicamente le caratteristiche chimico fisiche del volume d\u2019acqua (importanti per prevedere la portata dei sonar) e ad analizzare e riprodurre la topografia delle mappe dei fondali marini.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/oceanography-xx-secolo.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 oceanography-xx-secolo.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante gli scienziati ebbero sempre una certa autonomia nella ricerca non mancarono episodi di avversione contro i militari. Allo <strong><span style=\"color: #008000;\">Scripps<\/span><\/strong> ed al <strong><span style=\"color: #008000;\">Woods Hole<\/span><\/strong>, rispettivamente negli anni &#8217;30 e &#8217;60, gruppi di scienziati si opposero strenuamente al fatto che i direttori delle loro istituzioni facessero affidamento sul denaro della Difesa. Le loro preoccupazioni erano per lo pi\u00f9 generiche, preoccupati che il finanziamento della Marina statunitense li avrebbe esposti alle accuse di aver perso la &#8220;purezza&#8221; della ricerca, non pi\u00f9 guidata dalla curiosit\u00e0 ma da una ricerca applicata allo sviluppo di nuove armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In nessuna delle due situazioni la comunit\u00e0 scientifica pi\u00f9 radicale vinse la contrapposizione; chi si rifiut\u00f2 lasci\u00f2 le proprie istituzioni accettando incarichi secondari mentre gli altri poterono continuare le loro ricerche \u2026 <strong><span style=\"color: #008000;\">ed a loro dobbiamo molte delle scoperte sugli oceani che ci hanno permesso di realizzare le applicazioni tecnologiche che oggi ci consentono di studiare e lavorare sui mari.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Alvin-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Alvin-1.jpg\" width=\"790\" height=\"531\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il DSV Alvin \u00e8 un batiscafo di propriet\u00e0 della United States Navy in uso al Woods Hole Oceanographic Institution. Il suo utilizzo principale \u00e8 l&#8217;esplorazione dei fondali marini per scopi scientifici, in particolare per lo studio delle sorgenti idrotermali e per il ritrovamento di relitti &#8211; photo credit USN &#8211; WHOI.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1964, la US Navy inizi\u00f2 a finanziare il <strong><span style=\"color: #008000;\">batiscafo Alvin<\/span> <\/strong>inizialmente come sistema di salvataggio e di ricerca nel campo intelligence. Solo nel 1974, quando la<strong><span style=\"color: #008000;\"> US National Science Foundation<\/span><\/strong> e la <strong><span style=\"color: #008000;\">National Oceanic and Atmospheric Administration<\/span><\/strong> (entrambi finanziatori nella ricerca pura) poterono ottenere dei fondi, fu possibile impiegare Alvin per la ricerca profonda degli abissi oceanici che, come ricorderete in altri articoli, port\u00f2 alla scoperta delle sorgenti idrotermali profonde e degli organismi estremofili nei loro pressi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/GEOLOGIA-OCEANOGRAFIA-FONTI-IDROTERMALI-640px-Sully_Main_Endeavor_Field.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOLOGIA-OCEANOGRAFIA-FONTI-IDROTERMALI-640px-Sully_Main_Endeavor_Field.jpg\" width=\"640\" height=\"480\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">This vigorously venting black smoker, called Sully, emits jets of particle-laden fluids that create the black smoke&nbsp; &#8211; NOAA Public domain<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sully_Main_Endeavor_Field.jpg\">File:Sully Main Endeavor Field.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse il campo di studio oceanografico pi\u00f9 impegnativo e pi\u00f9 complesso fu finanziato grazie alla necessit\u00e0 di comprendere la fisica e la dinamica della circolazione oceanica. Le ricerche svolte dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Woods Hole<\/span><\/strong>, in particolare da parte di <strong><span style=\"color: #008000;\">Henry Stommel<\/span><\/strong>, portarono alla scoperta del termoclino, lo strato di transizione tra lo strato rimescolato vicino alla superficie (<strong><span style=\"color: #008000;\">mixed layer<\/span><\/strong>), dove la temperatura \u00e8 approssimativamente pari a quella dell&#8217;acqua di superficie e lo strato di acqua pi\u00f9 profonda degli oceani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/OCEANOGRAFIA-640px-Ocean_circulation_conveyor_belt.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 OCEANOGRAFIA-640px-Ocean_circulation_conveyor_belt.jpg\" width=\"640\" height=\"417\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ocean Circulation Conveyor Belt. The ocean plays a major role in the distribution of the planet&#8217;s heat through deep sea circulation. This simplified illustration shows this &#8220;conveyor belt&#8221; circulation which is driven by the difference in heat and salinity. Records of past climate suggest that there is some chance that this circulation could be altered by the changes projected in many climate models &#8211; Autore Thomas Splettstoesser Public domain<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ocean_circulation_conveyor_belt.jpg\">Ocean circulation conveyor belt.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello strato di <strong><span style=\"color: #008000;\">termoclino<\/span><\/strong>, la temperatura diminuisce rapidamente dal valore superficiale a quello della temperatura dell&#8217;acqua profonda, che \u00e8 stabile nel corso dell&#8217;anno perch\u00e9 troppo profonda per poter essere influenzata dalla radiazione solare. Il termoclino rappresenta un&#8217;importante zona di transizione tra lo strato superficiale e quello profondo dove avvengono molti fenomeni oceanografici. Con il diminuire rapido della temperatura si osserva un aumento della densit\u00e0 e della salinit\u00e0 dell&#8217;acqua, fattori che, tra le altre cose, influenzano il modo in cui il suono viaggia nell\u2019acqua. Questi studi consentirono a Stommel di sviluppare il <strong><span style=\"color: #008000;\">modello di circolazione termoalina<\/span><\/strong>, che spiega come le variazioni di temperatura, densit\u00e0 e salinit\u00e0 modifichino la circolazione interna degli oceani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I finanziamenti della Marina portarono anche alla scoperta da parte di <strong><span style=\"color: #008000;\">Maurice Ewing<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Joe Worzel<\/span><\/strong> del <strong><span style=\"color: #008000;\">canale del suono<\/span><\/strong>, una specie di condotto acustico sottomarino lungo il quale il suono viaggia pi\u00f9 velocemente, e delle relative zone d&#8217;ombra, dove la propagazione pu\u00f2 essere nulla.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rays_test.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Rays_test.gif\" width=\"697\" height=\"214\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quando gli impulsi acustici vengono emessi nel canale, se si avvicinano alla superficie vengono rivolti indietro verso il fondo, mentre se vanno verso il fondo dell\u2019oceano tornano verso la superficie. Si genera quindi un canale acustico che pu\u00f2 viaggiare per molte miglia e permettere, tra le tante cose, una trasmissione del suono pi\u00f9 efficiente.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli impulsi acustici possono quindi percorrere grandi distanze nell\u2019oceano se intrappolati in una \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">guida d\u2019onda<\/span><\/strong>\u201d acustica. L\u2019oceano conduce il suono in modo molto efficiente, in particolare, alle basse frequenze (poche centinaia di Hz). Queste ricerche, oltre agli aspetti fisici, portarono a scoprire molti segreti degli oceani dal punto di vista biologico. Le prime registrazioni di suoni di animali marini furono effettuate proprio in quegli anni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Munk-sensore-oceano.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Munk-sensore-oceano.jpg\" width=\"1024\" height=\"969\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Walter Munk nel 1963 con una &#8220;capsula di marea&#8221;. Questo strano strumento veniva affondato in mare per misurare le maree in acque profonde. Oggi queste misurazioni possono essere effettuate direttamente dai satelliti in orbita &#8211; Photo Credit Ansel Adams, University of California <a href=\"https:\/\/blog.geogarage.com\/2019\/02\/walter-h-munk-scientist-explorer-who.html\">GeoGarage blog: Walter H. Munk, scientist-explorer who illuminated the deep, dies at 101<\/a> <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, si scopr\u00ec che il suono viaggia pi\u00f9 lentamente nell&#8217;acqua fredda che in quella calda. In particolare, nel 1979, <strong><span style=\"color: #008000;\">Walter Munk<\/span><\/strong> dello Scripps e <strong><span style=\"color: #008000;\">Carl Wunsch<\/span><\/strong> del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge si resero conto che, misurando la velocit\u00e0 del suono nell&#8217;oceano, potevano misurare anche la temperatura dell&#8217;oceano. Sfruttando la facilit\u00e0 con cui il suono viaggia nell&#8217;oceano ed utilizzando segnali acustici per la misura della temperatura e delle correnti su larga scala svilupparono quella che oggi chiamiamo la <strong><span style=\"color: #008000;\">tomografia acustica oceanica<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Tomography_atlantic.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Tomography_atlantic.png\" width=\"1024\" height=\"910\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mappa del Nord Atlantico occidentale che mostra le posizioni di due esperimenti che impiegarono la tomografia acustica oceanica. AMODE, &#8220;Acoustic Mid-Ocean Dynamics Experiment&#8221; (1991-2), fu progettato per studiare le dinamiche oceaniche in un&#8217;area lontana dalla Corrente del Golfo, e SYNOP (1988-9) per misurarne sinotticamente gli aspetti. I colori mostrano un&#8217;istantanea della velocit\u00e0 del suono a 300 metri di profondit\u00e0 derivata da un modello oceanico numerico ad alta risoluzione &#8211; Autore <bdi>Bdushaw&nbsp;at&nbsp;English Wikipedia <\/bdi>Public domain <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Tomography_atlantic.png\">Tomography atlantic.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un esperimento del 1991, <strong><span style=\"color: #008000;\">Munk<\/span><\/strong> ed i suoi collaboratori furono in grado di studiare la capacit\u00e0 del suono di propagarsi dall&#8217;Oceano Indiano meridionale attraverso tutti i bacini oceanici e misurare la temperatura globale dell&#8217;oceano. L&#8217;esperimento fu in seguito criticato da gruppi ambientalisti, che si aspettavano che i forti segnali acustici impiegati avrebbero influenzato negativamente la vita marina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/OCEANOOGRAFIA-Frank_E._Snodgrass_and_Walter_H._Munk.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 OCEANOOGRAFIA-Frank_E._Snodgrass_and_Walter_H._Munk.jpg\" width=\"338\" height=\"319\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Frank E. Snodgrass e Walter H. Munk lanciano una capsula progettata da Snodgrass per la raccolta dati a d alta profondit\u00e0 &#8211; Fonte Peter Brueggeman Coordinatore delle collezioni di scienze della vita, della salute, del mare e della terra curatore degli archivi dello Scripps Institution of Oceanography &#8211; Autore Scripps Institution of Oceanography Archives<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Frank_E._Snodgrass_and_Walter_H._Munk.jpg\">Frank E. Snodgrass and Walter H. Munk.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non furono i soli esperimenti, a torto o a ragione, criticati. Ci furono sicuramente delle sperimentazioni discutibili, come lo studio degli effetti delle esplosioni convenzionali e nucleari in mare. Non ultime quelle, iniziate nel 1993, per valutare la trasmissione delle onde acustiche e sismiche nel volume d\u2019acqua e nei fondali. Sfortunatamente, gli scienziati, sebbene coinvolti pubblicamente e professionalmente, in un primo tempo minimizzarono la possibilit\u00e0 che i suoni potessero influenzare il comportamento di animali marini come le balene. Oggi sappiamo che emissioni acustiche nelle basse frequenze possono causare seri danni ai cetacei, causando danni ai loro sistemi nervosi e provocandone anche la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il programma statunitense sugli effetti delle esplosioni subacquee e sulle emissioni dei sonar a bassa frequenza divenne un incubo mediatico e politico, e fu finalmente terminato nei primi anni del 2000 con la <strong><span style=\"color: #008000;\">standardizzazione delle procedure di emissione acustica in mare<\/span><\/strong>, un protocollo redatto dalla NATO al fine di proteggere i mammiferi marini, seguito da numerose sperimentazioni e campagne di ricerca &#8230; ci torneremo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/OCEANOGRAFIA-SEALAB-SealabII.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 OCEANOGRAFIA-SEALAB-SealabII.jpg\" width=\"640\" height=\"597\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sealab II was established off the coast of California in 1965. This shows the first of three Sealab II teams, which included former astronaut Scott Carpenter (second from left in the front row) &#8211; U.S. Navy photo U.S. Navy Public domain<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SealabII.jpg\">File:SealabII.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca oceanografica militare non aiut\u00f2 solo a comprendere meglio gli oceani ma permise la definizione di nuovi standard di sicurezza.<\/span><\/strong> Molti degli studi di fisiopatologia subacquea nacquero nell\u2019ambito della marina statunitense e portarono alla definizione delle famose tabelle di decompressione US Navy, che furono per anni il riferimento di tutti i subacquei militari e civili. Dalla cooperazione tra il mondo militare e scientifico, nacque lo sviluppo di mezzi subacquei: dai <strong><span style=\"color: #008000;\">remote controlled vehicles (ROV)<\/span><\/strong>&nbsp;ai moderni <strong><span style=\"color: #008000;\">droni subacquei autonomi (AUV). <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">No<\/span>n ultimi i glider, mezzi subacquei che consentono di monitorare per lungo tempo gli oceani e comprenderne le dinamiche. &nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/GEOLOGIA-Airborne_Lidar_Bathymetric_Technology.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOLOGIA-Airborne_Lidar_Bathymetric_Technology.jpg\" width=\"640\" height=\"373\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mappa lidar multibeam ad alta risoluzione che mostra la morfo-geologia del fondo marino che appare deformato in modo spettacolare, in rilievo ombreggiato e colorato in base alla profondit\u00e0 &#8211; Fonte e autore NOAA Ocean Exploration and&nbsp; Research &#8211; Public domain<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Airborne_Lidar_Bathymetric_Technology.jpg\">Airborne Lidar Bathymetric Technology.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, grazie alla ricerca oceanografica militare, sono oggi disponibili mezzi sempre pi\u00f9 sofisticati che ci permettono di comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici e del ruolo degli oceani per la nostra sopravvivenza.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA PERIODO: XX SECOLO AREA: OCEANI parole chiave: Oceanografia militare, USN . 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