{"id":59466,"date":"2021-05-17T00:02:22","date_gmt":"2021-05-16T22:02:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=59466"},"modified":"2023-05-30T21:36:07","modified_gmt":"2023-05-30T19:36:07","slug":"le-febbri-degli-oceani-le-ondate-di-calore-marine-negli-oceani-ed-i-loro-effetti-sugli-ecosistemi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/59466","title":{"rendered":"Le febbri degli oceani: le ondate di calore marine ed i loro effetti sugli ecosistemi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: onde di calore in mare, coral bleaching<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dieci anni fa, una moria di pesci fin\u00ec a riva sulle spiagge dell&#8217;Australia occidentale. La causa fu un\u2019ondata di acque particolarmente calde che devastarono l\u2019ecosistema costiero, colpendo molte specie importanti dal punto di vista commerciale.&nbsp;Dopo quell&#8217;evento, i ricercatori di tutto il mondo incominciarono a studiare la ricorrenza di quelle &#8220;febbri dell&#8217;oceano&#8221;, fenomeni di surriscaldamento eccessivo delle acque superficiali che possono durare fino a cinque giorni, oltrepassando le soglie normali di temperatura <span style=\"font-size: 10pt;\">1<\/span>. Gli effetti sull&#8217;ambiente marino sono disastrosi; le ondate di calore marine influiscono pesantemente sulla catena alimentare, devastando la crescita del fitoplancton e portando vaste morie dei coralli (<strong><span style=\"color: #008000;\">coral bleaching<\/span><\/strong>) nelle barriere coralline di tutto il mondo. Sebbene gli oceanografi abbiano sempre notato un\u2019analogia con le ondate di calore che percepiamo nell&#8217;atmosfera, il cambiamento climatico sta amplificando la frequenza e lunghezza di quelle marine con temperature sempre pi\u00f9 elevate. Questo fenomeno non \u00e8 solo biologico ma influisce sulle attivit\u00e0 di pesca con centinaia di miliardi di dollari di perdite in concomitanza delle ondate di calore marine.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/BIOLOGIA-MARINA-CORALLI-MORTI-640px-Moofushi_bleached_corals.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BIOLOGIA-MARINA-CORALLI-MORTI-640px-Moofushi_bleached_corals.jpeg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come descritto in un articolo, pubblicato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Nature <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">nel maggio del 2021<\/span>, &#8220;<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-021-01142-4?utm_source=Nature+Briefing&amp;utm_campaign=84f8a815f9-briefing-dy-20210506&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_c9dfd39373-84f8a815f9-43837929\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Fevers are plaguing the oceans \u2014 and climate change is making them worse<\/em>&#8220;<\/span><\/strong><\/a>, c\u2019\u00e8 sempre maggiore necessit\u00e0 di comprendere <span style=\"color: #000000;\">quando e dove si verificheranno questi eventi<\/span>. Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Hillary Scannell<\/span><\/strong>, oceanografa fisica presso il <strong><span style=\"color: #008000;\">Lamont-Doherty Earth Observatory<\/span> <\/strong>della Columbia University, New York, bisogna comprenderne i meccanismi al fine di pianificare inn anticipo cosa fare quando le ondate di calore marine stanno avvicinando.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/OCEANOGRAFIA-HEATWAVE-NOAA-ENSO_Blog_Fig1_Jun_11_2020oissta_monthly_620.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 OCEANOGRAFIA-HEATWAVE-NOAA-ENSO_Blog_Fig1_Jun_11_2020oissta_monthly_620.png\" width=\"620\" height=\"365\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Maggio 2020 Deviazione della temperatura della superficie degli oceani dalla media 1981-2010. Immagine da Data snapshots Image Gallery su&nbsp;<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.climate.gov\/news-features\/blogs\/enso\/june-2020-enso-update-pet-projects\">Climate.gov<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019estate 2013-2014 fu particolarmente pesante in Brasile quando una grave siccit\u00e0 devast\u00f2 i raccolti e provoc\u00f2 una carenza d&#8217;acqua anche a San Paolo. Nello stesso tempo, l\u2019oceano incominci\u00f2 a riscaldarsi e le concentrazioni di clorofilla, una misura della produttivit\u00e0 biologica, diminuirono drasticamente. <strong><span style=\"color: #008000;\">Regina Rodrigues<\/span><\/strong>, oceanografa fisica presso l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Universit\u00e0 Federale Santa Catarina <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\">di<\/span> Florian\u00f3polis, Brasile, inizi\u00f2 ad analizzare i dati e scopr\u00ec che la siccit\u00e0 e il riscaldamento dell&#8217;oceano avevano una causa comune: <strong><span style=\"color: #008000;\">la presenza di<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">un<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema di alta pressione atmosferica nel sud-est del Paese per gran parte dell&#8217;estate<\/span><\/strong> <span style=\"font-size: 10pt;\">2<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo sistema di alta pressione e di lunga durata \u00e8 normalmente associato ad un fenomeno noto come <strong><span style=\"color: #008000;\">blocco atmosferico<\/span><\/strong>, uno dei driver pi\u00f9 comuni delle ondate di calore sia marine che della terraferma, che causa una scarsa copertura nuvolosa e venti relativamente calmi. L&#8217;assenza di nuvole consente una maggiore irradiazione solare, riscaldando sempre pi\u00f9 l&#8217;oceano; nello stesso tempo l&#8217;aria stagnante impedisce la miscelazione e l&#8217;evaporazione. In estrema sintesi, la concomitanza di tutti questi fattori porta un accumulo di calore sulla parte superficiale dell\u2019oceano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come riportato in uno studio <sup>2<\/sup> pubblicato nel 2019, <strong><span style=\"color: #008000;\">Rodrigues<\/span><\/strong> e il suo team hanno scoperto che circa il 60% degli eventi di ondate di caldo marino nella parte sud-ovest dell&#8217;Oceano Atlantico (incluso l&#8217;evento del 2013-14) era il risultato di sistemi ad alta pressione originati da qualche parte sopra l&#8217;Oceano Indiano, ovvero a migliaia di chilometri di distanza. Questi sistemi si erano poi spostati verso il Sud America.<\/p>\n<figure style=\"width: 720px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/OCEANOGRAFIA-HEATWAVE-1-nepacificssta_am2_201404.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 OCEANOGRAFIA-HEATWAVE-1-nepacificssta_am2_201404.jpg\" width=\"720\" height=\"480\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">aprile 2014<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 720px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/OCEANOGRAFIA-HEATWAVE-2nepacificssta_am2_201503.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 OCEANOGRAFIA-HEATWAVE-2nepacificssta_am2_201503.jpg\" width=\"720\" height=\"480\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">marzo 2015<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una grande ondata di caldo marino, soprannominata The Blob, si svilupp\u00f2 al largo della costa occidentale del Nord America nel 2013 dove si protrasse fino alla met\u00e0 del 2016. Questa mappa mostra le misurazioni satellitari delle temperature della superficie oceanica, con colori che indicano valori superiori (rosso) e inferiori (blu) rispetto alla media dal 2014 al 2015 da <a href=\"https:\/\/earthobservatory.nasa.gov\/images\/85714\/warm-water-and-strange-weather-may-be-connected\">Warm Water and Strange Weather May Be Connected (nasa.gov)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Rodrigues<\/span><\/strong> il processo di surriscaldamento inizia generalmente quando l&#8217;aria vicino alla superficie terrestre si riscalda. In pratica, i fenomeni convettivi sopra l&#8217;Oceano Indiano creano <strong><span style=\"color: #008000;\">onde di calore<\/span> <span style=\"color: #008000;\">atmosferiche<\/span><\/strong> che raggiungono il Sud America, provocando ondate di calore sul mare. Questa interconnessione climatica complica le previsioni in quanto i ricercatori devono tenere conto dei processi che avvengono in tutto il mondo. Un&#8217;equazione non facile da modellare.Sempre secondo l\u2019articolo, a volte le condizioni che producono ondate di caldo marino nascono nell&#8217;oceano stesso; ci\u00f2 \u00e8 accaduto al largo dell&#8217;Australia occidentale, quando la <strong><span style=\"color: #008000;\">corrente di Leeuwin<\/span><\/strong>, che scorre verso sud, divenne improvvisamente pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-30-212436.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-05-30-212436.png\" width=\"781\" height=\"435\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rappresentazione schematica del meccanismo del Western South Atlantic Marine Heat Waves. Una profonda convezione tropicale, principalmente nell&#8217;Oceano Indiano, associata al passaggio del MJO (Madden-Julian Oscillation MJO, il pi\u00f9 grande elemento di variabilit\u00e0 intrastagionale (30-90 giorni) in atmosfera tropicale, innesca un treno di onde di Rossby (dette anche&nbsp;onde planetarie, importanti strutture che caratterizzano i moti dei fluidi geofisici) che si estende attraverso il Pacifico meridionale fino alla punta del Sud America e gira verso l&#8217;Equatore per raggiungere il Sud America subtropicale.&nbsp; Si genera quindi un anticiclone bloccante che riduce la copertura nuvolosa e le precipitazioni. Allo stesso tempo, la perdita di calore dall&#8217;oceano viene ridotta diminuendo l&#8217;umidit\u00e0. Il calore trattenuto nell&#8217;oceano, porta ad estendere la zona delle onde di calore marine da<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/sci-hub.se\/10.1038\/s41561-019-0393-8\">Sci-Hub | Common cause for severe droughts in South America and marine heatwaves in the South Atlantic. Nature Geoscience | 10.1038\/s41561-019-0393-8<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Con l&#8217;intensificarsi della corrente, venne trasportata una quantit\u00e0 maggiore di acqua calda dall&#8217;Oceano Indiano, che comport\u00f2 un innalzamento delle temperature costiere lungo centinaia di chilometri di costa per mesi \u00b3. Un simile andamento caus\u00f2 l&#8217;ondata di caldo marina del 2015-16 nel Mar di Tasmania, tra Australia e Nuova Zelanda, stabilendo il record per durata e intensit\u00e0 di tale condizione in quella parte dell&#8217;oceano. Uno studio del 2017 <span style=\"font-size: 10pt;\">4<\/span> ha ricondotto quell&#8217;evento ad un rafforzamento della <strong><span style=\"color: #008000;\">corrente dell&#8217;Australia orientale<\/span><\/strong>, che port\u00f2 acque calde tropicali sulle coste di quei Paesi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/heat-ocean-wave-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 heat-ocean-wave-1024x576.jpg\" width=\"1024\" height=\"576\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">grafico 1900 &#8211; 2016 sulla ricorrenza delle ondate di calore oceaniche da<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.climatecentral.org\/climate-matters\/2020-ocean-heat-waves\">https:\/\/www.climatecentral.org\/climate-matters\/2020-ocean-heat-waves<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Cosa avviene nelle profondit\u00e0?<\/span><\/strong><br \/>\nGli oceanografi possono oggi utilizzare i satelliti per mappare la temperatura superficiale degli oceani, monitorando quindi le ondate di calore marine in tempo quasi reale. L&#8217;attuale comprensione di questi fenomeni \u00e8 per\u00f2 limitata a ci\u00f2 che accade sulla superficie oceanica, dove le ondate di calore marine spesso devastano gli ecosistemi causando il noto sbiancamento dei coralli. Ci sono poche reti di osservazione che tracciano le condizioni sotto la superficie, dei mari per cui \u00e8 complesso prevedere l\u2019evoluzione profonda delle anomalie del calore, al fine di valutarne gli effetti sulla biodiversit\u00e0 e sugli ecosistemi pi\u00f9 profondi.&nbsp; Tra i mezzi pi\u00f9 innovativi i glider oceanici, impiegati dal&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Integrated Marine Observing System (IMOS), <\/span><\/strong>sistemi autonomi subacquei caratterizzati da una lunga endurance che possono raccogliere per mesi dati di temperatura e salinit\u00e0 a diverse profondit\u00e0 negli oceani.&nbsp;All&#8217;inizio del 2021, quando le acque al largo dell&#8217;Australia occidentale ricominciarono a riscaldarsi, i ricercatori utilizzarono un glider per monitorare l&#8217;ondata di caldo marino in quella parte dell&#8217;oceano. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">glider<\/span><\/strong> oper\u00f2 per pi\u00f9 di 500 chilometri, catturando anche l&#8217;effetto di raffreddamento legato al passaggio di un ciclone tropicale che attravers\u00f2 quelle acque all&#8217;inizio di febbraio.&nbsp;A marzo e aprile, il team schier\u00f2 altri due glider al largo della costa della Tasmania, per mappare l&#8217;ondata di caldo persistente nel Mar di Tasman, scoprendo che le anomalie di temperatura erano pi\u00f9 elevate negli abissi dell&#8217;oceano che nelle acque pi\u00f9 superficiali.&nbsp;A dicembre 2020, il gruppo pubblic\u00f2 <span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">la prima<\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"> previsione statistica<\/span><\/strong> creata con <strong><span style=\"color: #008000;\">tecniche di apprendimento automatico<\/span><\/strong>, esaminando dati storici, modelli delle temperature superficiali del mare e i valori della quantit\u00e0 di calore immagazzinati nella parte superiore dell&#8217;oceano. Il modello predisse, con un&#8217;alta probabilit\u00e0, che, tra gennaio ed aprile, si sarebbe generata un&#8217;ondata di caldo marino al largo delle coste dell&#8217;Australia occidentale, cosa che in realt\u00e0 si avverr\u00f2. Sulla base dei risultati ottenuti, i ricercatori, nei prossimi anni, cercheranno di ottenere un modello di previsione dinamico, sui rischi dell&#8217;ondata di caldo marino nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un trend preoccupante<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTra il 1925 e il 2016, il numero di giorni annuali di ondate di calore marino in tutto il mondo \u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\">aumentato di oltre il 50 %<\/span> <\/strong>e, dal 1982, con l&#8217;inizio della raccolta dei dati via satellite, le ondate di calore marine <span style=\"color: #008000;\"><strong>sono aumentate di intensit\u00e0 in quasi i due terzi dell&#8217;oceano<\/strong> <strong>Pacifico<\/strong><\/span> <span style=\"font-size: 10pt;\">5<\/span>.&nbsp;Un trend poco confortante per cui si prevede che nei prossimi anni, anche in scenari di riscaldamento atmosferico pi\u00f9 moderato, l\u2019oceano Pacifico sperimenter\u00e0 ondate di calore marine sempre pi\u00f9 frequenti e pi\u00f9 durature <span style=\"font-size: 10pt;\">6, 7<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quattro decenni di ondate di caldo: mappa del mondo che mostra le ondate di calore marine pi\u00f9 lunghe negli ultimi dieci anni. Fonte: rif. <span style=\"font-size: 10pt;\">7<\/span> da articolo citato di Nature<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I risultati delle analisi storiche sembrano dimostrare che alcuni di questi eventi potrebbero essere attribuibili al cambiamento climatico di origine antropica, ha affermato <strong><span style=\"color: #008000;\">Charlotte Laufk\u00f6tter<\/span><\/strong>, una scienziata del clima presso l&#8217;Universit\u00e0 di Berna in Svizzera. Purtroppo, a causa della conservazione delle temperature del mare, anche in caso di inversione della attuale tendenza,&nbsp; il mare continuer\u00e0 a subire queste febbri per molti anni.<\/p>\n<p>in anteprima la moria dei coralli a causa delle alte temperature &#8211; autore Bruno de Giusti <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Moofushi_bleached_corals.JPG\">File:Moofushi bleached corals.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riferimenti<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<ol>\n<li>Hobday, A. J. et al. Prog. Oceanogr. 141, 227\u2013238 (2016).<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/sci-hub.se\/10.1038\/s41561-019-0393-8\">Rodrigues, R. R., Taschetto, A. S., Sen Gupta, A. &amp; Foltz, G. R. Nature Geosci<\/a>. 12, 620\u2013626 (2019).<\/li>\n<li>Feng, M., McPhaden, M. J., Xie, S.-P. &amp; Hafner, J. Sci. Rep. 3, 1277 (2013).<\/li>\n<li>Oliver, E. C. J. et al. Nature Commun. 8, 16101 (2017).<\/li>\n<li>Oliver, E. C. J. et al. Nature Commun. 9, 1324 (2018).<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-018-0383-9\">Fr\u00f6licher, T. L., Fischer, E. M. &amp; Gruber, N. Nature 560<\/a>, 360\u2013364 (2018).<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.science.org\/doi\/10.1126\/science.aba0690\">Laufk\u00f6tter, C., Zscheischler, J. &amp; Fr\u00f6licher, T. L. Science 369<\/a>, 1621\u20131625 (2020).<\/li>\n<li>Nature 593, 26-28 (2021) &#8211; doi: <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/d41586-021-01142-4\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/d41586-021-01142-4<\/a><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span>&nbsp;\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: onde di calore in mare, coral bleaching . 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