{"id":59462,"date":"2021-06-06T00:05:00","date_gmt":"2021-06-05T22:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=59462"},"modified":"2024-05-24T13:41:15","modified_gmt":"2024-05-24T11:41:15","slug":"il-mito-del-motore-unico-parte-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/59462","title":{"rendered":"Il mito del motore unico: i sistemi Erren e Jaubert  &#8211; parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ITALIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: sommergibili, motore unico<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019alternativa veniva indicata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Varoli Piazza<\/span><\/strong>, senza dubbi ed esitazioni, in due sistemi, cosa che fa comprendere ci fosse stata una precedente valutazione e trattazione a monte e nelle opportune sedi. Analizziamoli brevemente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sistema Erren a idrogeno ed ossigeno<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>L\u2019usuale motore diesel per la propulsione in superficie invece di essere alimentato a nafta (definizione dell\u2019attuale gasolio) sarebbe stato impiegato in immersione alimentandolo con idrogeno ed ossigeno, conservati separatamente in apposite bombole. Il residuo di combustione sarebbe risultato del vapor acqueo. La riserva di idrogeno all\u2019ossigeno sarebbe stata ottenuta a bordo per dissociazione elettrolitica dell\u2019acqua nei gas componenti, impiegando energia elettrica prodotta dallo stesso motore termico che, durante il funzionamento in superficie, trascinava una dinamo (sistema analogo ma pi\u00f9 leggero di quello usato per la carica delle batterie e la propulsione ibrida classica). Il cuore del sistema era uno speciale elettrolizzatore (<strong><span style=\"color: #008000;\">brevetto Noeggherath<\/span><\/strong>) che consentiva di produrre i due gas e contemporaneamente comprimerli nelle bombole fino alla pressione di 200 atm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Sistema&nbsp; Jaubert<br \/>\n<\/span><\/strong>In questo caso il motore Diesel sarebbe alimentato in immersione da una miscela di ossigeno puro, stoccato a bordo, quale comburente, e nafta come combustibile; i prodotti della combustione sarebbero stati rigenerati mediante l&#8217;addizione di ossigeno prelevato dalle bombole per essere poi rinviati, dopo opportuno processo, all\u2019aspirazione del motore, in modo da poter proseguire in immersione con lo stesso ciclo di funzionamento della navigazione in superficie. Il processo di rigenerazione dei gas di scarico comportava che una piccola parte dei prodotti della combustione dovesse essere compressa, condensata ed espulsa all\u2019esterno;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questo sistema sembrava il preferito, dopo aver superato prove preliminari, avendo dato buoni risultati, anche se il precedente, certamente pi\u00f9 complesso, sarebbe stato pi\u00f9 promettente anche ai fini della ricarica e quindi dell\u2019autonomia. Il sistema Jaubert, sembr\u00f2 seguire gli indirizzi, almeno in Italia, del ventennio precedente.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre in forma molto ardita, per la mancanza di riscontri, si parla di realizzazioni presso lo stabilimento di Baia tra il 1942 ed il 1943, senza alcuna chiarezza, sull\u2019apparato motore adottato, in Germania fu realizzato e lungamente provato gi\u00e0 prima della guerra un minisommergibile, il <strong><span style=\"color: #008000;\">V80<\/span><\/strong>, utilizzato come banco prova del <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema Walter<\/span><\/strong> (nelle sue diverse accezioni).<\/p>\n<figure style=\"width: 772px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/German_v80_midget_submarine.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 German_v80_midget_submarine.jpg\" width=\"772\" height=\"507\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile tedesco sperimentale V80&nbsp;<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso del motore endotermico il motore prescelto era un modello di diesel molto recente, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Daimler-Benz V-20<\/span><\/strong> di 1,1 MW, ed il sistema prevedeva bombole ad alta pressione per la conservazione dell&#8217;ossigeno che era iniettato ai gas di scarico fatti poi ricircolare; lo scarico dei gas ne prevedeva il raffreddamento ed il pompaggio fuori bordo.&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Di fatto, si rientra quindi allo schema indicato da Varoli Piazza nel 1937, menzionato come \u201cSistema&nbsp; Jaubert\u201d. I tempi e la sensibilit\u00e0 non erano maturi e la sperimentazione fu sospesa dall&#8217;OKM a causa delle &#8220;altre priorit\u00e0 in concorrenza&#8221;.&nbsp;<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE troverai oltre 2500 articoli sul Mare e sulla Marittimit\u00e0. Aiutaci al suo sostentamento con una modesta donazione che pu\u00f2 essere singola o puoi decidere di rendere automatica ogni mese. 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Avati), attribuita al sottomarino d\u2019 assalto S3.&nbsp; Limitandoci alla propulsione, senza entrare nelle indefinite caratteristiche del mezzo e del suo armamento, la stessa risulterebbe di due eliche controrotanti trattive, ma sulla motrice le notizie sono del tutto discordanti; nulla di concreto \u00e8 stato diffuso in merito ad un esemplare completo che sarebbe stato poi trasportato in segreto negli Stati Uniti. Di fatto esistono solo delle confuse foto dello smantellamento di un esemplare recuperato che non riguardano l\u2019apparato motore ma forse solo il giunto del riduttore. La versione comune \u00e8 che tutta la documentazione relativa, progetto, relazioni di prove a mare, collaudi propulsori, tutto materiale classificato segretissimo, fosse depositata al ministero e fu distrutta nelle vicende dell\u20198 settembre 1943; analogamente \u00e8 rimasta una voce che i propulsori fossero non motori endotermici ma lo sviluppo di una turbina progettata dal Ferretti &nbsp;con la quale il progettista supponeva&nbsp; di poter raggiungere i 25 nodi &nbsp;in immersione.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 interessante soffermarsi su come fosse stivato il perossido d\u2019idrogeno utilizzato nei <strong><span style=\"color: #008000;\">propulsori Walter<\/span><\/strong>, un sistema che, pensato innanzitutto per sicurezza, se fosse stato adottato in grande scala (soprattutto per i sommergibili di minor dislocamento) avrebbe risolto molti problemi sia come esponente di peso (ovviando totalmente la sistemazione di bombole) sia impiantistici che di assetto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/TIPO-XVII-CON-PROPULSIONE-WALTER.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 TIPO-XVII-CON-PROPULSIONE-WALTER.png\" width=\"852\" height=\"488\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un sommergibile \u00abTipo XVII\u00bb con propulsione Walter, gravemente danneggiato da bombardamento quando gi\u00e0 in avanzato stato di allestimento, \u00e8 sollevato da una gru da 350 T di portata nei cantieri Howaldtswerke di Kiel. Per una riflessione sulle quasi contemporanee costruzioni italiane si pu\u00f2 rilevare lo scafo totalmente saldato apprezzandone le linee, molto avviate per minima resistenza idrodinamica e minimo rumore, con soluzione propulsiva su una sola elica e timoni in croce, che sar\u00e0 poi ripresa nei sommergibili postbellici &#8211; (U boat Archives)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">perossido<\/span> <\/strong>era conservato in <strong><span style=\"color: #008000;\">sacche flessibili<\/span><\/strong> situate al di fuori dello scafo resistente e poteva essere consumato facilmente sia sfruttando la pressione esterna sia senza cambiamenti apprezzabili nell\u2019assetto, in quanto l&#8217;acqua di mare semplicemente sostituiva in continuit\u00e0 il volume del perossido consumato<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/U-1407-SMG-TIPO-XVIIB.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 U-1407-SMG-TIPO-XVIIB.png\" width=\"838\" height=\"577\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rimozione delle sacche di stoccaggio del perossido di idrogeno dall\u2019 U 1407, un battello tipo XVIIB da 300T con propulsione Walter &#8211; (U boat Archives)<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/SMG-QUOTA-SNORKEL.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SMG-QUOTA-SNORKEL.png\" width=\"838\" height=\"689\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">un sommergibile in affioramento o allo snorkel non \u00e8 invisibile, ma non lo \u00e8 neppure alle profondit\u00e0, comunque limitate, alle quali si prevedeva potessero funzionare i complicati&nbsp; motori unici<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Il mito dei mini sommergibili<br \/>\n<\/span><\/strong>Parlo brevemente di un altro mito, quello dei minisommergibili. Salvo il caso molto relativo di quelli tedeschi, propulsi da sistemi Walter (mai veramente messi a punto e sicuramente affidabili), essi non furono un\u2019evoluzione del mezzo ma un\u2019involuzione, una soluzione di emergenza dettata dai costi e dalle contingenze di una strategia difensiva. Le scarse conoscenze tecniche di alcuni scrittori e la confusione sui termini, nonch\u00e9 la mancanza di dominio al riguardo, ha giocato nel tempo un ruolo nella creazione di questo mito. Una confusione di fondo riguardo anche nei termini di impiego quali mezzi di attacco, insidiosi o di assalto, che ha steso ulteriori cortine e portato alcuni a supposizioni azzardate. <strong><span style=\"color: #008000;\">I sommergibili sono per natura e sviluppo mezzi di attacco in quanto vettori di armi, capaci di farlo in forma relativamente occulta sotto la superficie e per questo sono insidiosi: i minisommergibili seguirono la stessa filosofia di costruzione e di impiego.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diverso, fu il loro impiego come <strong><span style=\"color: #008000;\">mezzi avvicinatori di Forze Speciali<\/span><\/strong>, e questo riguard\u00f2 i sommergibili (e non i minisommergibili) con il solo caso conosciuto (e mai messo in pratica) della preparazione di un minisommergibile come mezzo per un attacco di incursori italiani al porto di new York,&nbsp; un\u2019azione dimostrativa e priva di un vero valore strategico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, non si tratt\u00f2 di nessuna arma segreta risolutiva per le battaglie e le sorti, se non di una guerra, delle azioni di teatro: ma fu una risposta di emergenza, quasi una arma della disperazione, come era stata intesa dai Giapponesi (alla stregua dei kamikaze aerei) ed in parte dai Tedeschi quando cercarono di contrastare le azioni di sbarco alleato sulle coste francesi della Manica. <strong><span style=\"color: #008000;\">Il supposto impiego di prototipi, non ancora consegnati alla Regia Marina italiana in occasione degli sbarchi alleati in Italia rientra in questa ottica di azioni disperate e dimostrative.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/X24-minisommergibile-royal-navy-classe-X-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 X24-minisommergibile-royal-navy-classe-X-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La classe X &#8211; craft era una classe di minisottomarini della seconda guerra mondiale costruita per la Royal Navy durante il periodo 1943-1944, sostanzialmente pi\u00f9 grande dell&#8217;originale mezzo con equipaggio (Chariot). I battelli furono progettati per essere rimorchiati da un sottomarino &#8220;madre&#8221;&nbsp; classe T o S. <span class=\"VIiyi\" lang=\"it\"><span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"en\" data-phrase-index=\"0\">La propulsione era fornita da un motore diesel a 4 cilindri Gardner 4LK 42 hp,&nbsp; ed un motore elettrico da 30 hp, che garantivano una velocit\u00e0 massima in superficie di 6,5 nodi ed<\/span> <span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"en\" data-phrase-index=\"1\">una velocit\u00e0 in immersione di circa due nodi &#8211; Autore Geni &#8211; permesso GFDL CC-BY-SA<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:X24_view_from_side.jpg\">X24 view from side.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i pochi impieghi <strong><span style=\"color: #008000;\">non difensivi<\/span><\/strong> dei minisommergibili sono da annoverare solo quello (non percepito, inefficace, neppure a livello dimostrativo) dei Giapponesi nell\u2019attacco a Pearl Harbor e quello dei britannici alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Tirpiz<\/span> <\/strong>(effettuato con gli <strong><span style=\"color: #008000;\">X-craft<\/span><\/strong>), in Norvegia, azioni comunque di scarsa valenza in termini di risultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, nessuno scoop, nessun mito, solo onore e riconoscimento agli uomini che li armarono e perseverarono, al di l\u00e0 delle inefficienze e della mancanza di risultati.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Giancarlo Poddighe<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><span style=\"color: #008000;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Pensa se puoi fare una piccola donazione per sostenere il nostro progetto. Sostieni OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0. 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ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: ITALIA parole chiave: sommergibili, motore unico . L\u2019alternativa veniva indicata da Varoli Piazza, senza dubbi ed esitazioni, in due sistemi, cosa che fa comprendere ci fosse stata una precedente valutazione e trattazione a monte e nelle opportune sedi. 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