{"id":59213,"date":"2021-05-18T00:45:27","date_gmt":"2021-05-17T22:45:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=59213"},"modified":"2023-05-30T18:51:38","modified_gmt":"2023-05-30T16:51:38","slug":"la-guerra-contro-i-corsari-barbareschi-proteggere-le-rotte-parte-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/59213","title":{"rendered":"La guerra contro i corsari barbareschi &#8230; proteggere le rotte &#8211; parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: corsari barbareschi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nda <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>\u00abContro i corsari barbareschi\u00bb una guerra permanente nel Mediterraneo di et\u00e0 moderna di Emiliano Beri<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Proteggere le rotte<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nProgressivamente, quindi, il controllo dello spazio marittimo venne organizzato in funzione tanto della protezione dei litorali dalle incursioni quanto, e sempre pi\u00f9, della protezione delle rotte commerciali e dei bastimenti in navigazione; protezione in &nbsp;cui un ruolo centrale ebbero l\u2019armamento imbarcato dai bastimenti e le pratiche assicurative 11, ma non solo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Questo cambiamento di punto visuale porta il discorso, almeno in parte, fuori dallo schema di riferimento dei due modelli (difesa statica-difesa mobile). Ma, si badi bene, solo in parte.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Perch\u00e9 lo schema resta valido, come modello operativo, anche se prendiamo in esame<\/span><span style=\"color: #008000;\"> il controllo degli spazi marittimi in funzione della protezione delle rotte e della navigazione<\/span><\/strong>. Verrebbe naturale pensare che per proteggere navi e rotte, ossia lo spazio liquido per s\u00e9 stesso \u2013 non in funzione della sicurezza dei litorali \u2013 lo strumento di controllo dovesse essere necessariamente mobile, ossia il battello armato che percorreva le rotte su cui si muovevano i bastimenti mercantili, proteggendoli per via indiretta (scacciando i corsari, con azioni di caccia o attraverso l\u2019effetto dissuasivo della sua sola presenza) o per via diretta, scortandoli. Il battello armato era naturalmente uno strumento.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/feluca-1024x830.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 feluca-1024x830.jpg\" width=\"1024\" height=\"830\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un brulotto che batte bandiera russa (moscovita) e una feluca &#8211; National Maritime Museum, Greenwich, London<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella realt\u00e0 veneziana, ad esempio, era il principale strumento di protezione della navigazione mercantile 12, ma non lo era lungo i litorali militarizzati dell\u2019Italia non veneziana e della Spagna. Qui l\u2019elemento mobile va collocato in posizione subordinata anche nella protezione delle rotte. Bastimenti armati di ogni tipo (<strong><span style=\"color: #008000;\">feluche, brigantini, tartane, galeotte, galee, galeoni, corvette, sciabecchi, fregate, vascelli<\/span><\/strong> ecc.), accumunati da una persistente presenza del remo come forma propulsiva alternativa e sinergica alla vela, venivano impiegati in periodiche missioni di pattugliamento; venivano mobilitati per dare la caccia a legni corsari quando questi erano avvistati e segnalati. Anche quando salpavano non allo scopo di effettuare una crociera di pattugliamento anti corsaro, ma per trasportare dignitari, truppe, denaro, o merci, se incontravano corsari, ed erano in condizione di superiorit\u00e0, agivano 13, ed in ogni caso la loro sola presenza in mare dissuadeva il predatore, che solitamente si teneva alla larga, per prudenza, dai battelli armati. Non solo, <strong><span style=\"color: #008000;\">i legni militari erano utilizzati anche per la protezione diretta dei bastimenti mercantili, ossia nella scorta<\/span><\/strong>; in primo luogo dei convogli, ma anche, occasionalmente, di singoli battelli; in ultimo, non di rado proteggevano direttamente le merci, imbarcandole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo strumento mobile era quindi presente nella protezione dello spazio liquido; e non mancava di essere, per quanto possibile, efficiente, anche grazie all\u2019assistenza di un sistema informativo particolarmente attivo. Un sistema capillare di raccolta ed elaborazione di informazioni, che agiva sia a livello strategico (di pianificazione della difesa) sia a livello operativo (dell\u2019azione dei battelli impegnati nella difesa) organizzato intorno alle notizie trasmesse da spie e informatori, e alle novit\u00e0 che correvano sul mare insieme ai bastimenti; \u00abnovit\u00e0 di mare\u00bb che avevano nei consoli e nelle infrastrutture fortificatorie e sanitarie litoranee i propri centri di raccolta, e nei legni leggeri di conserva alle unit\u00e0 armate, e nei corrieri e \u00abcavallari\u00bb, i vettori di trasmissione. <strong><span style=\"color: #008000;\">A ci\u00f2 si aggiungevano poi i sistemi di segnalazione delle torri e delle altre posizioni di avvistamento, che comunicavano in tempo reale ai battelli armati, e a quelli mercantili, la presenza di legni sospetti (e mettevano al contempo in allarme i presidi e i borghi costieri vicini) 14.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019efficienza non corrispondeva necessariamente con l\u2019efficacia, perch\u00e9 per quanto ben oliato, e ben assistito dall\u2019informazione, lo strumento mobile rimase costantemente deficitario per consistenza numerica rispetto alla dimensione degli spazi da controllare (nonostante non siano mancate proposte e tentativi di accrescerlo, e non siano mancate, parimenti, le azioni concertate in cui squadre di stati diversi univano le proprie forze). Pi\u00f9 efficace risultava la protezione diretta, ossia la scorta ai convogli e l\u2019imbarco di merci su navi da guerra, ma nel brulicare di attivit\u00e0 marittima del Mediterraneo le navi da guerra non erano molte, e i convogli erano un\u2019eccezione: coinvolgevano una porzione minoritaria del Traffico 15.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Lo strumento mobile, quindi, non garant\u00ec mai un controllo capillare degli spazi marittimi, nemmeno di quelli di rilevanza per la navigazione, ossia di quelli in cui si addensavano la maggior parte delle rotte.<\/strong> <\/span>Era uno strumento concepito come parte di un sistema di difesa, ma non come il suo fulcro, non come l\u2019elemento centrale.&nbsp;L\u2019elemento centrale del sistema va cercato altrove, ossia nella componente statica, terrestre, nella fortificazione costiera: torre, castello, borgo murato, forte o fortezza. Pu\u00f2 sembrare strano che la protezione del mare, della navigazione, dello spazio liquido, fosse esercitato principalmente da uno strumento terrestre, ma le fonti ci portano in questa direzione. <strong><span style=\"color: #008000;\">Per il Cinquecento, il Seicento, il Settecento e il primo Ottocento le testimonianze sulla funzione delle fortificazioni costiere quali strumenti di protezione della navigazione sono numerose.<\/span> <\/strong>Emergono pi\u00f9 volte nelle proposte di costruzione di fortificazioni, nelle istruzioni per i torreggiani, nelle relazioni e nei dispacci sugli affari marittimi 16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La portata della protezione era limitata naturalmente, non andava oltre il tiro del cannone delle fortificazioni. Ma era sufficiente, perch\u00e9, ed \u00e8 questo il punto, le rotte si sviluppavano principalmente in uno stretto spazio di mare addossato alla costa. Nel Mediterraneo i bastimenti si muovevano sempre, o quasi sempre, in vicinanza della costa. Gi\u00e0 Braudel ce ne parla, e lo spiega anche con la necessit\u00e0 di protezione contro i corsari 17: navigare vicino alla costa, in vista della costa, voleva dire trovare rapidamente protezione sotto il cannone di una torre o di un castello in caso di avvistamento di un legno sospetto, e voleva dire salvezza quando non restava altra soluzione che l\u2019abbondono del bastimento e la fuga precipitosa a terra. Non solo, voleva anche dire avere accesso alle informazioni in tempo reale, sul pericolo, grazie al sistema di segnalazione del vallo turrito che contornava il mare 18.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Torre-Capo-Rama-bjs-1024x685.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Torre-Capo-Rama-bjs-1024x685.jpg\" width=\"1024\" height=\"685\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Torre di Capo Rama \u00e8 una torre di difesa costiera che faceva parte del sistema di Torri costiere della Sicilia, quale sistema difensivo di avvistamento dei navigli saraceni- autore foto Bjs<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Torre-Capo-Rama-bjs.jpg\">Torre-Capo-Rama-bjs.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo strumento che permetteva un controllo capillare quindi era la fortificazione costiera, perch\u00e9 quasi non esisteva tratto di costa italiana o iberica, continentale o insulare, che non fosse guardato da una torre o da un\u2019altra opera di difesa.<\/span><\/strong> Le fortificazioni costiere erano state realizzate, soprattutto in Spagna e Italia (meno in Francia, tradizionale alleata del blocco ottomano), tra XVI e primo XVII secolo, principalmente come forma di protezione dalle incursioni a terra; ma avevano un ruolo determinante, in relazione alla loro presenza capillare (elemento, la capillarit\u00e0, che le forze navali non potevano avere), anche (e, con la minor intensit\u00e0 delle incursioni a terra, soprattutto) nella protezione della navigazione. Era uno strumento di difesa dalla profondit\u00e0 limitata, perch\u00e9 copriva solo un piccolo spazio di mare, un corridoio, prossimo alla costa. Ma nel momento in cui le rotte si addensavano sotto costa, percorrendo questo corridoio, ecco che lo strumento aveva una efficacia non trascurabile, tanto da far pensare che la navigazione mediterranea nel suo essere costiera fosse intensamente condizionata dalla sicurezza che il procedere sotto costa comportava. Si tratta di un elemento, quest\u2019ultimo, su cui pone l\u2019accento una relazione del 31 agosto 1820.<\/p>\n<figure style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/220px-Giorgio_Des_Geneys.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 220px-Giorgio_Des_Geneys.jpg\" width=\"220\" height=\"311\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Des Geneys<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi scrive \u00e8 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Des Geneys<\/span><\/strong>, comandante della flotta sarda. Nell\u2019aprile del 1816 il Regno di Sardegna aveva sottoscritto trattati di pace con le Reggenze di Algeri, Tunisi e Tripoli; i trattati garantivano l\u2019immunit\u00e0 dei mercantili sabaudi dagli attacchi corsari. Lo strumento del trattato di pace con le Reggenze quale forma di protezione della navigazione dalla minaccia corsara non era una novit\u00e0: vi avevano fatto ricorso una pluralit\u00e0 di Stati europei a partire dal Seicento (e financo gli Stati Uniti, nel primo Ottocento). Il rispetto dei termini dei trattati da parte della Reggenze si fondava, tradizionalmente, o su un delicato equilibrio di minaccia-dissuasione \u2013 con la Marina da guerra quale strumento deterrente \u2013, o sul pagamento di un tributo annuale, o su entrambi.&nbsp;Nella relazione, <strong><span style=\"color: #008000;\">Des Geneys<\/span><\/strong> esprime il suo parere su una proposta di riduzione del bilancio della Marina, concentrandosi sul fatto che il taglio avrebbe compromesso l\u2019operativit\u00e0 della flotta e quindi la sua efficacia come strumento deterrente, portando di conseguenza alla violazione dei trattati da parte delle Reggenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La deterrenza era efficace se si disponeva di una flotta di \u00abforza sufficiente\u00bb e se la si faceva \u00absovente comparire sulle coste\u00bb barbaresche, come facevano in quel momento \u00abgli Americani e gli Olandesi\u00bb \u2013 che per questo scopo mantenevano stabilmente una squadra navale nel Mediterraneo \u2013 e i britannici che, sebbene non mantenessero una squadra navale nel Mediterraneo unicamente per questo motivo, nei confronti delle Reggenze adottavano la stessa strategia.<\/span> <\/strong>Cos\u00ec faceva, dal 1816, anche la Marina sabauda, stimolata in tal senso dai consoli di Algeri, Tunisi e Tripoli, che non mancavano di sottolineare nei loro dispacci la necessit\u00e0 di periodiche crociere dimostrative nelle acque della Berberia. L\u2019alternativa era pagare un tributo annuale ai sovrani delle Reggenze; soluzione adottata in quel momento dalla Danimarca e dalla Svezia, in entrambi i casi per non sostenere i costi necessari al mantenimento di una squadra navale nel Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A questo punto entra in gioco, nella riflessione, il tema della navigazion<\/span><\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">e<br \/>\n<\/span><\/strong>Des Geneys, conclusa la premessa sul meccanismo deterrenza-protezione e sull\u2019alternativa, l\u2019esborso del tributo, sottolinea quali conseguenze comporterebbe l\u2019abbandono della politica del trattato, e si concentra su una caratteristica chiave della marina mercantile sarda, in quel momento principalmente ligure. In caso di un rinnovato stato di guerra con i barbareschi il traffico marittimo non avrebbe goduto di alcuna forma di protezione, perch\u00e9 i \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">bastimenti mercantili costruiti dopo la pace con le Reggenze, non essendo pi\u00f9 adattati al cabotaggio, o sia navigazione di costa, sarebbero ben tosto preda di quei pirati<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. Ecco il punto: a partire dalla sottoscrizione di trattati tra il Regno di Sardegna e le Reggenze i liguri avevano iniziato a varare bastimenti d\u2019altura, mentre prima utilizzavano principalmente legni adatti alla navigazione costiera.&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Questo \u00e8 il motivo per cui Des Geneys lo collega con la cessata minaccia barbaresca<\/span> <\/strong>(che per i liguri era stata una costante nei tre secoli precedenti), m<strong><span style=\"color: #008000;\">ettendo quindi in relazione la tipologia della navigazione con la protezione offerta dalla vicinanza della costa e dalle fortificazioni costiere<\/span> <\/strong>19.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine III parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Emiliano Beri<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima, <span class=\"mw-page-title-main\">Jacques Callot, le galee dell&#8217;ordine di s. Stefano assalgono e vincono i barbareschi, XVII secolo &#8211; Fonte Collezione del Museo della citt\u00e0 (Livorno) &#8211; autore foto Sailko<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Jacques_callot,_le_galee_dell%27ordine_di_s._stefano_assalgono_e_vincono_i_barbareschi,_xvii_secolo,_bulino.jpg\">Jacques callot, le galee dell&#8217;ordine di s. stefano assalgono e vincono i barbareschi, xvii secolo, bulino.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff; font-size: 18pt;\">.<\/span><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Note<br \/>\n<\/span><\/strong>11 A. Tenenti, Problemi difensivi, cit., pp. 315-316.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">12 <span class=\"a\">Da numerosissimi dispacci del Capitano del Golfo della Repubblica di Ve<\/span><span class=\"a\">nezia (Archivio di Stato di Venezia, <\/span><span class=\"a\">Senato, Dispacci, Provveditori da Terra e <\/span><span class=\"a\">da Mare<\/span><span class=\"a\">, nn. 859, 864 867, 870-72, 875, 878, 884-888) ad esempio, emerge <\/span><span class=\"a\">con chiarezza il ruolo delle difesa mobile nella protezione delle rotte. Su que<\/span><span class=\"a\">sto tema: G. Candiani, <\/span><span class=\"a\">Un corpo di polizia marittima. Le galeotte veneziane <\/span><span class=\"a\">della Dalmazia (1670-1684)<\/span>, in <span class=\"a\">Extra moenia. Il controllo del territorio nelle <\/span><span class=\"a\">campagne e nei piccoli centri<\/span><span class=\"a\">, a cura di L. Antonielli, Rubbettino, Soveria<\/span><span class=\"a\">Mannelli 2013, pp. 39-63<\/span>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"outer_page_20\" class=\"outer_page only_ie6_border  \">\n<div id=\"page20\" class=\"newpage\">\n<div class=\"text_layer\">\n<div class=\"ie_fix\">\n<div class=\"ff0\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"a\">13<\/span><span class=\"a\"> Mi limito a citare i riferimenti ad alcuni esempi: ASG,&nbsp;<\/span><span class=\"a\">Archivio segreto <\/span><span class=\"a\">n. <\/span><span class=\"a\">1666, 29 maggio e 18 novembre 1653; n. 1668. Relazione di Ippolito Centu<\/span><span class=\"a\">rione, commissario delle due galee destinate per Sicilia; n. 1668, 28 agosto<\/span><span class=\"a\">1663; n. 1669, 30&nbsp;giugno 1666.<\/span><\/div>\n<div class=\"ff5\"><span class=\"a\">&nbsp;<\/span><\/div>\n<div class=\"ff0\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"a\">14<\/span><span class=\"a\"> E. Beri,&nbsp;<\/span><span class=\"a\">\u00abPer la difesa delli bastimenti nazionali\u00bb. Genova e la protezione <\/span><span class=\"a\">degli spazi marittimi in et\u00e0 moderna (XVI-XVIII sec.)<\/span><span class=\"a\">, in <\/span><span class=\"a\">La polizia nelle stra<\/span><span class=\"a\">de e nelle acque navigabili. Dalla sicurezza alla regolazione del traffico<\/span><span class=\"a\">, a&nbsp;<\/span><span class=\"a\">cura di L.&nbsp;Antonielli, Rubbettino, Soveria Mannelli 2018, pp. 168-169.<\/span><\/div>\n<div class=\"ff5\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"a\">&nbsp;<\/span><\/div>\n<div class=\"ff0\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"a\">15 <\/span><span class=\"a\">Sulla consistenza delle forze deputate alla polizia marittima: S. Bono, <\/span><span class=\"a\">Cor<\/span><span class=\"a\">sari nel Mediterraneo<\/span><span class=\"a\">, cit., pp. 97-98, 109-11; L. Lo Basso,<\/span><\/div>\n<div class=\"ff1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"a\">Uomini da remo.<\/span><span class=\"a\">Galee e galeotti del Mediterraneo in et\u00e0 moderna<\/span><span class=\"a\">, Selene, Milano 2003, pp.<\/span><span class=\"a\">207-208; A. Tenenti, <\/span><span class=\"a\">Venezia e i corsari 1580-1615<\/span><span class=\"a\">, Laterza, Roma-Bari<\/span><span class=\"a\">1961, pp. 158-195; E. Beri, <\/span><span class=\"a\">La Compagnia di Nostra Signora del Soccorso: <\/span><span class=\"a\">iniziativa privata e potere pubblico di fronte all\u2019emergenza barbaresca nella <\/span><span class=\"a\">Genova del Settecento, <\/span><span class=\"a\">in <\/span><span class=\"a\">Per una ricognizione degli stati d\u2019eccezione. Emer<\/span><span class=\"a\">genze, ordine pubblico e apparati di polizia in Europa: le esperienze naziona<\/span><span class=\"a\">li (secc. XVII-XX)<\/span><span class=\"a\">, a cura di E. Pelleriti, Rubbettino, Soveria Mannelli 2016,<\/span><span class=\"a\">pp. 151-162. Sulle collaborazioni tra diverse squadre di&nbsp;galee e tra convogli di<\/span><span class=\"a\">stati diversi: ASG, <\/span><span class=\"a\">Archivio Segreto<\/span><span class=\"a\"> n. 1668, 27 febbraio 1672, 4 febbraio, 28&nbsp;<\/span><span class=\"a\">marzo, 21 aprile, 16 maggio e 17 giugno 1661; 17 marzo 1662; n. 1670, 26<\/span><span class=\"a\">ottobre 1667 e 26 gennaio 1670.<\/span><\/div>\n<div class=\"ff0\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"a\"><br \/>\n16<\/span><span class=\"a\"> E. Beri,&nbsp;<\/span><span class=\"a\">\u00abPer la difesa delli bastimenti nazionali\u00bb<\/span><span class=\"a\">, cit., pp. 168-170; S. Bo<\/span><span class=\"g\"><span class=\"a\">no, <\/span><\/span><span class=\"g\"><span class=\"a\">Corsari nel Mediterraneo<\/span><\/span><span class=\"a\">, cit., p. 82 e 126; ASG, <\/span><span class=\"a\">Archivio Segreto,<\/span><\/div>\n<div class=\"ff0\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"a\">n. <\/span><span class=\"a\">1666, 12 marzo 1611; n. 1668, 30 ottobre 1663; n. 1670. Relazione della <\/span><span class=\"a\">Giunta di Marina priva di data; n. 1675, 19 agosto 1694; <\/span><span class=\"a\">Corsica,<\/span><\/div>\n<div class=\"ff0\"><span class=\"a\">n. 1061, 8 <\/span><span class=\"a\">gennaio 1728; <\/span><span class=\"a\">Prefettura sarda <\/span><span class=\"a\">n. 327, 3 agosto 1815.<\/span><\/div>\n<div class=\"ff5\"><span class=\"a\">&nbsp;<\/span><\/div>\n<div class=\"ff0\"><span class=\"a\">17 <\/span><span class=\"a\">F. Braudel, <\/span><span class=\"a\">Civilt\u00e0 e Imperi&nbsp;<\/span><span class=\"a\">, cit., p. 100.<\/span><\/div>\n<div class=\"ff0\"><span class=\"a\"><br \/>\n18 <\/span><span class=\"a\">Sugli strumenti di comunicazione delle torri: S. Bono, <\/span><span class=\"a\">Corsari nel Mediter<\/span><span class=\"a\">raneo<\/span><span class=\"a\">, cit., p. 166. Sui sistemi di difesa costieri: <\/span><span class=\"a\">ibidem<\/span><span class=\"a\">, pp. 164-171; S. Bono, <\/span><span class=\"a\">I corsari barbareschi<\/span><span class=\"a\">, ERI, Torino 1964, pp. 193-217; M. Lenci, <\/span><span class=\"a\">Corsari<\/span><span class=\"a\">, cit.,<\/span><span class=\"a\">pp. 84-94.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"outer_page_21\" class=\"outer_page only_ie6_border  \">\n<div id=\"page21\" class=\"newpage\">\n<div class=\"text_layer\">\n<div class=\"ie_fix\">&nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"ff0\"><span class=\"a\">19 <\/span><span class=\"a\">Archivio di Stato di Torino (d\u2019ora in poi AST), <\/span><span class=\"a\">Materie Militari, Marina e<\/span><span class=\"a\">&nbsp;Ammiragliato<\/span><span class=\"a\">, b. 1, 31 agosto 1820.<\/span><\/div>\n<div class=\"ff5\"><span class=\"a\">&nbsp;<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"outer_page_22\" class=\"outer_page only_ie6_border   \">\n<div id=\"page22\" class=\"newpage\">\n<div class=\"text_layer\">\n<div class=\"ie_fix\">\n<div class=\"ff0\"><span style=\"color: #ffffff; font-size: inherit;\">.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/59208\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/59210\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/59213\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/59216\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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