{"id":59003,"date":"2021-05-13T00:10:02","date_gmt":"2021-05-12T22:10:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=59003"},"modified":"2023-05-30T19:29:59","modified_gmt":"2023-05-30T17:29:59","slug":"sicurezza-nazionale-e-dimensione-marittima-dellintelligence","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/59003","title":{"rendered":"Sicurezza nazionale e dimensione marittima dell&#8217;Intelligence"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SICUREZZA MARITTIMA<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI<\/span><\/strong><br>parole chiave: Intelligence, sicurezza marittima<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><strong><span style=\"color: #008000;\">La sicurezza nazionale \u00e8 un concetto complesso e articolato, che va visto su scala globale, in un\u2019ottica sia interna che esterna.<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Per fronteggiare efficacemente le nuove minacce, ormai diventate ampie, fluide e complesse,&nbsp;<\/span><span style=\"color: #008000;\">\u00e8 sempre pi\u00f9 necessario ricevere tempestivamente le informazioni giuste<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 un\u2019esigenza ormai ineludibile per chiunque si occupi di sicurezza e difesa, dalla sorveglianza del possibile avversario al monitoraggio delle dinamiche geopolitiche e delle crisi d\u2019area, dalla comprensione delle tensioni sociali agli sviluppi delle economie e del commercio internazionale. Di ci\u00f2 si occupa l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>intelligence<\/em><\/span><\/strong>, che ha il compito di raccogliere, analizzare e diffondere le informazioni e le proprie valutazioni al fine di fornire ai decisori gli strumenti conoscitivi per anticipare eventuali evoluzioni della situazione, contribuendo alla salvaguardia della sicurezza nazionale e alla prevenzione di attivit\u00e0 destabilizzanti di qualsiasi natura.&nbsp;Si tratta, quindi, di una missione cui devono concorrere sia lo strumento militare che le Forze di polizia in maniera collaborativa, ancorch\u00e9 finalizzata a \u201cpubblico\u201d e operatori diversi.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto attiene, in particolare, alla situazione internazionale, l\u2019<em>intelligence<\/em> militare ha sempre cercato di assicurare un completo, chiaro e tempestivo quadro informativo, soprattutto sulle aree di tensione e crisi, al fine di meglio coordinare e rafforzare le capacit\u00e0 di intervento a tutela del prestigio, della sicurezza e degli interessi nazionali. In tale ambito, stante la posizione geografica dell\u2019Italia (oltre 7.000 km di coste) e la sua forte dipendenza economica dal mare, area sulla quale si sviluppa prevalentemente il traffico mercantile nazionale e dove sono presenti enormi risorse energetiche, essenziali per la sopravvivenza economica del Paese, (<strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-tutela-degli-interessi-nazionali-sul-mare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">v. articolo<\/a><\/span><\/strong>) il servizio di&nbsp;<em>intelligence<\/em> navale ha sempre occupato un posto di primo piano nella gerarchia nazionale. Ma questa non \u00e8 una caratteristica della sola Marina Militare dato che, da sempre, le Marine di tutto il mondo hanno sviluppato sorprendenti e peculiari capacit\u00e0 anche nel delicato ambito dell\u2019<em>intelligence<\/em>. Capacit\u00e0 che si sono sempre rivelate utilissime per prevenire o risolvere i conflitti e che sono cresciute esponenzialmente durante gli anni della cosiddetta Guerra Fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">L\u2019<em>intelligence<\/em>&nbsp;navale durante la Guerra Fredda<\/span><br><\/strong>Il concetto di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Guerra Fredda<\/span><\/strong>\u201d fu usato per la prima volta in pubblico da Winston Churchill nel marzo 1946 (vedi &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discorso_sulla_cortina_di_ferro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">discorso sulla cortina di ferro<\/a><\/span><\/strong>&#8220;), nel corso di un intervento al Westminster College di Fulton (Missouri).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale definizione \u00e8 passata poi a identificare il periodo che va dalla formale resa incondizionata del Giappone (2 settembre 1945) alla dissoluzione dell\u2019Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), avvenuta l\u20198 dicembre 1991, a seguito dell&#8217;Accordo di Belave\u017ea, con il quale veniva sancita la fine del sistema sovietico, preceduto dalla caduta del Muro di Berlino il 3 ottobre 1990. Finiva cos\u00ec un periodo di dura contrapposizione che aveva visto lo svilupparsi di numerose aree di crisi attorno al mondo e nell\u2019area euro-mediterranea: dal Muro di Berlino alle crisi coreana e di Cuba, all\u2019invasione sovietica di Ungheria e Cecoslovacchia, in risposta alle richieste di maggiore libert\u00e0 da parte dei cittadini. I sottomarini nucleari, con le loro testate atomiche imbarcate e la capacit\u00e0 di navigazione occulta rappresentarono il vero deterrente di quel travagliato periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per una innata propensione allo sviluppo tecnologico dei sistemi di sorveglianza, sia nel settore degli armamenti che in quello dell\u2019elettronica,<\/span>&nbsp;<span style=\"color: #008000;\">le Marine, con i propri mezzi subacquei, navali e aerei, rappresentarono (e rappresentano) una risorsa primaria di <em>intelligence<\/em><\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">non solo a favore del Paese di appartenenza ma anche per i rispettivi alleati.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ben sanno tutti i marinai, per esempio, durante una navigazione capita talvolta di incontrare un\u2019altra nave che percorre una rotta contraria o, comunque, che la porta ad avvicinarsi (senza pericolo) a portata d\u2019occhio. La maggior parte delle volte ci\u00f2 \u00e8 occasione, per gli equipaggi o almeno chi \u00e8 di guardia in plancia, per uno scambio di saluti. Tanto pi\u00f9 vero se l\u2019incontro \u00e8 tra due unit\u00e0 militari di Paesi alleati e amici. Una tradizione distensiva che veniva osservata anche tra navi appartenenti a opposti schieramenti durante il periodo della contrapposizione tra blocco atlantico e blocco sovietico, stando bene attenti a non effettuare manovre che potessero essere interpretate come aggressive, nel pieno rispetto delle regole di ingaggio emanate dagli Stati Maggiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un occhio attento ai dettagli avrebbe tuttavia notato che, contemporaneamente al personale che con aria amichevole salutava dalle alette di plancia, in altro punto della nave c\u2019era qualcuno che si dava da fare per fotografare l\u2019altra unit\u00e0, cercando di raccogliere informazioni circa l\u2019armamento, i sensori di scoperta, le antenne per telecomunicazioni, ecc\u2026 con lo scopo di fornire materiale agli analisti dei servizi informazioni.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il <strong><span style=\"color: #008000;\">periodo della Guerra Fredda<\/span><\/strong>, l\u2019incontro non era mai casuale e, proprio per le peculiarit\u00e0 dell\u2019ambiente operativo, i sommergibili, le navi e i mezzi aerei della (o impiegati dalla) Marina si trovarono nella migliore posizione per fornire elementi di valutazione ai servizi informazione sulle Marine dell\u2019altro schieramento, sempre salvaguardando la sicurezza del blocco occidentale. <strong><span style=\"color: #008000;\">Questo per sottolineare che<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">la dimensione marittima fu, per le sue profonde implicazioni geopolitiche ed economiche globali, il teatro privilegiato di quel confronto<\/span><\/strong>,<strong><span style=\"color: #008000;\"> che tenne il mondo con il fiato sospeso per il pericolo di un olocausto nucleare<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basti pensare al preziosissimo concorso dei sommergibili che, potendo navigare in maniera occulta, ebbero la possibilit\u00e0 di osservare le forze avversarie da posizioni estremamente favorevoli, raccogliendo informazioni dal valore inestimabile. Tra queste ricordo le operazioni segrete del sottomarino statunitense <strong><span style=\"color: #008000;\">Halibut<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione IVY BELL<\/span><\/strong>) che, sotto le acque del Mar di Okhotsk, riusc\u00ec a penetrare pi\u00f9 volte le difese sovietiche, registrando le comunicazioni tra gli Alti Comandi della parte avversa. Azioni che sono passate alla storia dello spionaggio subacqueo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Le Marine Militari e l\u2019<em>intelligence<\/em>&nbsp;oggi<\/span><br><\/strong>Con la caduta del Muro di Berlino molti pacifisti estremi pensavano, a torto, che la raccolta delle informazioni sarebbe un p\u00f2 \u201cpassata di moda\u201d, vista la distensione in atto. Ma uno dei mestieri pi\u00f9 antichi del mondo non ha sub\u00ecto alcuna frenata giacch\u00e9 ai vecchi\/nuovi avversari se ne sono aggiunti molti altri, sia Stati che entit\u00e0 non statali, favoriti dall\u2019allentamento della pressione da parte delle due superpotenze nucleari e dal ritorno di vecchie ruggini religiose, politiche, sociali, economiche ed etniche mai veramente sopite. Ci\u00f2 ha permesso una dilatazione degli <em>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 spazi per manovre ostili e inserimenti strumentali di vario segno e matrice \u2026<\/span><\/strong>\u201d <sup>1<\/sup><\/em>, rendendo il servizio di&nbsp;<em>intelligence<\/em>&nbsp;ancor pi\u00f9 rilevante.<\/p>\n\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-MARINA-US-US_Navy_050320-N-0120R-007_Kurily_2005.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-MARINA-US-US_Navy_050320-N-0120R-007_Kurily_2005.jpg\" width=\"640\" height=\"963\">\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">nave intelligence russa classe \u201cVishnya\u201d &#8211; Fonte U.S Navy &#8211;<bdi> autore Mate 2nd Class William H. Ramsey &#8211; <\/bdi>Public domain<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:US_Navy_050320-N-0120R-007_Kurily_2005.jpg\">US Navy 050320-N-0120R-007 Kurily 2005.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Un chiaro segnale che il gioco della raccolta informazioni non \u00e8 mai veramente andato in pensione, nel nord Atlantico come nel Mediterraneo, come nel Pacifico \u00e8 rappresentato dal fatto che, nel novembre 2020, per ricordarne uno recente, a circa 24 miglia nautiche (45 chilometri circa) dalla costa scozzese, a nord di Aberdeen, i satelliti spia segnalarono la presenza di <strong><span style=\"color: #008000;\">due navi russe classe \u201cVishnya\u201d<\/span><\/strong>, e di un\u2019unit\u00e0 da rifornimento, probabilmente la <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Sergey Osipov<\/em><\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">classe \u201cBoris Chilikin<\/span><\/strong>\u201d<sup>2<\/sup>. Le unit\u00e0 della classe \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Vishnya<\/span><\/strong>\u201d sono grosse unit\u00e0 <em>intelligence<\/em>&nbsp;(circa 3.500 tonnellate per oltre 90 metri di lunghezza) con 150 persone di equipaggio. Non \u00e8 chiara quale fosse la loro missione, ma si trovavano comunque in un settore militarmente importante, data la presenza di importanti installazioni britanniche (Marina e Aeronautica) in vicinanza della costa. Il Nord Atlantico \u00e8 sempre stata una zona strategica, sostanzialmente l\u2019unico sbocco all\u2019Oceano per la flotta russa del nord, (<strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-strategia-navale-russa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">v. articolo<\/a><\/span><\/strong>) e la zona dove hanno navigato le due unit\u00e0 \u00e8 area di transito dei sottomarini nucleari britannici. Secondo alcuni analisti, Mosca avrebbe ultimamente intensificato la propria attivit\u00e0 nella regione, tornando ai livelli della Guerra Fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale ambito, i \u201cvecchi\u201d sottomarini balistici della Guerra Fredda verranno progressivamente sostituiti con altri giganti pi\u00f9 moderni, comunque in grado di cancellare ogni forma di vita da aree vastissime. In campo statunitense i classe \u201cOhio\u201d saranno ritirati a partire dal 2029, lasciando il posto ai sottomarini classe \u201cColumbia\u201d, mentre gli imponenti sottomarini russi classe \u201cTyphoon\u201d lasceranno il posto ai sottomarini classe \u201cBorei\u201d e \u201cDelta IV\u201d. Parallelamente verranno costruiti nuovi sottomarini progettati principalmente per cercare quelli avversari, per acquisirne la posizione, per ombreggiarli, per carpirne i segreti e &#8230; per cercare di renderli inoffensivi nel caso diventino una minaccia. I nuovi battelli, come l\u2019U212 NFS (<em>Near Future Submarine<\/em>), rappresenteranno un\u2019evoluzione del \u201cclassico\u201d concetto di cacciatore di sottomarini, in quanto ospiteranno anche apparecchiature espressamente dedicate alle attivit\u00e0 di sorveglianza nel campo delle emissioni elettroniche e delle comunicazioni e saranno, inoltre, in grado di dialogare con droni subacquei di ultima generazione, le cui potenzialit\u00e0&nbsp;<em>intelligence<\/em> sono in costante aumento.&nbsp;La raccolta delle informazioni sul mare e dal mare, quindi, continua e include un ampliamento dei compiti. A quelli \u201cclassici\u201d relativi alle unit\u00e0 e agli armamenti navali dei potenziali avversari si aggiungono compiti di ricognizione e sorveglianza relativi al traffico di droga o all\u2019immigrazione clandestina, spesso operata da moderni schiavisti che sfruttano gruppi di disperati (o di criminali sfuggiti alla giustizia del Paese di origine) a scopo di lucro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale ambito la Marina Militare, sia con i sommergibili sia con i mezzi aerei, continua a operare nelle acque del Mediterraneo, fornendo il proprio qualificato contributo alla raccolta delle informazioni per la valutazione da parte degli operatori dell\u2019<em>intelligence<\/em> nazionale.&nbsp;Per potenziare la capacit\u00e0 nazionale di raccolta delle informazioni, dallo scorso dicembre il Governo sta, inoltre, valutando l\u2019acquisto per l\u2019Aeronautica Militare di altri otto super-jet <strong><span style=\"color: #008000;\">Gulfstream G-550<\/span><\/strong> per l\u2019<em>intelligence<\/em>&nbsp;elettronica, con l\u2019obiettivo di controllare i cieli del Mediterraneo. L\u2019intento sarebbe di dotare l\u2019Italia di 10 velivoli (due sono gi\u00e0 in dotazione) con i sistemi pi\u00f9 avanzati del pianeta, formando la pi\u00f9 grande flotta di aerei da spionaggio elettronico d\u2019Europa. Come, tuttavia, affermano autorevoli fonti della Difesa, si tratta di macchine che sono ormai giunte a fine produzione e che non prevedono un concreto e significativo ritorno per l\u2019industria nazionale. Per di pi\u00f9, sembrerebbe che buona parte delle nuove macchine non potrebbe ospitare a bordo le apparecchiature elettroniche necessarie per assolvere la missione assegnata e che, quindi, rimarrebbero semplici velivoli a riposo negli hangar. Un\u2019operazione che assomiglia molto al tristemente famoso&nbsp;<em>Air Force One<\/em>&nbsp;nazionale, estremamente costoso e mai impiegato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare, quindi, poco comprensibile questo attivismo circa l\u2019acquisizione di capacit\u00e0 che non sono al primo posto nell\u2019elenco delle esigenze nazionali, proprio mentre altri settori strategici sono invece in affanno, come la componente da trasporto dell\u2019Aeronautica o la componente del pattugliamento marittimo, formalmente assegnata all\u2019Aeronautica (che ha la responsabilit\u00e0 della catena logistica) ma operativamente dipendente dalla Marina. Una componente oggi ridotta ai minimi termini come capacit\u00e0 complessiva, con velivoli che non sono all\u2019altezza delle esigenze operative richieste. Quest\u2019ultima, in particolare, qualora fornita di&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Maritime Patrol Aircraft<\/em>&nbsp;(MPA)<\/span><\/strong> all\u2019altezza della missione assegnata, con minime aggiunte\/modifiche dal costo sostanzialmente irrisorio potrebbe assolvere per l\u2019Italia anche la missione&nbsp;<em>intelligence<\/em>&nbsp;dei Gulfstream G-550 in acquisizione, potendo essere anche in grado di individuare, analizzare e disturbare qualunque impulso elettronico. In sostanza, si tratterebbe di installare a bordo di quei MPA dei componenti aggiuntivi per&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">accrescere le gi\u00e0 esistenti capacit\u00e0 di intercettare qualunque emissione su un\u2019area vastissima, analizzarla in tempo reale con l\u2019intelligenza artificiale e distribuire i risultati agli utenti interessati<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">Maritime Patrol Aircaft<\/span><\/strong>, nell\u2019ambito dell\u2019assolvimento delle loro naturali missioni sotto il Controllo Operativo della Marina Militare, diventerebbero cos\u00ec gli snodi volanti di una rete di sorveglianza globale, posizionati tra la superficie del mare e i satelliti geostazionari, in grado di assolvere tutto lo spettro delle missioni di ricognizione e sorveglianza e di scambiare informazioni direttamente con i satelliti, con i caccia della Difesa aerea e con le navi (e i caccia imbarcati), essendo gli equipaggi da decenni abituati a lavorare in quel particolare ambiente operativo tridimensionale (sopra, sulla e sotto la superficie del mare).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una capacit\u00e0&nbsp;<em>intelligence&nbsp;<\/em>potenziata che si affiancherebbe alle attuali capacit\u00e0 di&nbsp;raccolta delle informazioni, di ricognizione e vigilanza di superficie, di lotta antinave, di controllo subacqueo, di lotta antisommergibile, di sorveglianza antipirateria, antidroga, antimmigrazione clandestina, di ricerca e soccorso in mare (SAR), di coordinamento e controllo delle Forze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Tutte missioni fondamentali per la sicurezza nazionale che potrebbero essere assolte con l<\/strong>\u2019<strong>impiego di un mezzo effettivamente multiruolo, l\u2019adeguato velivolo per il pattugliamento marittimo che da anni la Marina Militare chiede alla Difesa<\/strong>,<\/span> <strong><span style=\"color: #008000;\">evitando di dilapidare ingenti somme di denaro (si parla di ben oltre i 5 miliardi di Euro) per ampliare una flotta di velivoli che potrebbero assolvere la sola missione&nbsp;<em>intelligence<\/em>.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Gulfstream G-550, in sostanza, sono velivoli che pur rispondendo alle esigenze per le quali vengono costruiti, hanno capacit\u00e0 presenti anche su altri velivoli pi\u00f9 flessibili sotto il profilo dell\u2019impiego operativo e, in tempi di estreme ristrettezze economiche, la loro acquisizione non appare costo-efficace. Un impegno che, inoltre, vincola il&nbsp;<em>budget<\/em>&nbsp;militare anche per molti anni a venire. Una scelta che, a parere di molti osservatori, presenta numerosi punti deboli e che non pare guidata dalla ricerca dell\u2019ottimizzazione delle risorse disponibili e del massimo beneficio nazionale (anche industriale). Come afferma <strong><span style=\"color: #008000;\">Gian Carlo Poddighe<\/span><\/strong> del <strong><span style=\"color: #008000;\">Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima<\/span><\/strong>, <span style=\"color: #008000;\">una scelta che avrebbe potuto essere meglio giustificabile se fosse stato deciso di&nbsp;<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">investire la stessa cifra per l\u2019acquisizione, per esempio, di un adeguato numero di MPA multiruolo completamente equipaggiati, magari con possibilit\u00e0 di&nbsp;<em>off-set<\/em>&nbsp;(allestimento e manutenzione in Italia, con relative ricadute lavorative ed economiche)&nbsp;invece di spendere un capitale per avere otto Gulfstream G-550 monoruolo parzialmente (o per nulla) equipaggiati<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 741px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/sites\/default\/files\/pictures\/050321%20spazio8.jpg\" alt=\"\" width=\"741\" height=\"691\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nave Garibaldi &#8211; @marina militare italiana<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo parlato di collegamenti con i satelliti per la raccolta di informazioni per l\u2019<em>intelligence<\/em>. Lo sviluppo tecnologico, infatti, oggi favorisce la raccolta di informazioni anche dallo spazio, attraverso satelliti&nbsp;<em>ad-hoc<\/em> che, per mezzo di sistemi elettronici o optoelettronici, permettono di ottenere fotografie con una risoluzione impensabile vent\u2019anni fa, oppure di controllare e disturbare in maniera \u201cselettiva\u201d le emissioni sullo spettro elettromagnetico avversario, dai cellulari ai radar. In pi\u00f9 hanno la capacit\u00e0 di compiere operazioni mirate per la lotta al terrorismo, come cercare la voce di un singolo ricercato attraverso milioni di conversazioni telefoniche e quando la trovano, localizzarne la posizione e seguirne i movimenti. In tale ottica assume enorme valore strategico il progetto della Marina Militare denominato \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">SIMONA<\/span><\/strong>\u201d <strong><span style=\"color: #008000;\">(Sistema Italiano Messa in Orbita da NAve)&nbsp;<\/span><\/strong>che, nell\u2019ambito del <strong><span style=\"color: #008000;\">Piano Nazionale di Ricerca Militare (PNRM)<\/span><\/strong>, si propone di verificare la fattibilit\u00e0 all\u2019impiego di&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Nave Garibaldi<\/span><\/strong>&nbsp;(giunta al termine della propria vita operativa) come piattaforma di lancio di missili vettori per mandare in orbita satelliti e attrezzature. <strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019iniziativa rappresenta, quindi,&nbsp;un passo importante verso l\u2019esplorazione di soluzioni innovative per conferire al nostro Paese una capacit\u00e0 autonoma di accesso allo spazio, <\/span><\/strong>anche nel settore dei satelliti per l\u2019<em>intelligence<\/em>\u00b8 e un elemento di grande interesse anche per le positive ricadute in termini di progresso delle capacit\u00e0 industriali del Paese (<strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/news-forze-armate\/spazio\/spazio-la-nuova-frontiera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">v. articolo<\/a><\/span><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Una mossa che arricchirebbe le capacit\u00e0&nbsp;<em>intelligence&nbsp;<\/em>nazionali e permetterebbe&nbsp;importanti e significative ricadute strategiche, tecnologiche ed economiche per l\u2019Italia, oltre che accrescere enormemente il nostro prestigio internazionale.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Conclusioni<\/span><br><\/strong>Con le riforme dei Servizi informazione degli ultimi vent\u2019anni si \u00e8 cercato di dare maggiore impulso e coordinamento al lavoro delle diverse strutture di&nbsp;<em>intelligence<\/em> nazionali, allo scopo di accrescere le effettive capacit\u00e0 di comprensione della situazione interna e internazionale da parte dei decisori, in relazione ai complessi problemi correlati alla sicurezza nazionale.&nbsp;Il lavoro di&nbsp;<em>intelligence<\/em>&nbsp;rappresenta, quindi, uno strumento insostituibile al fine della valutazione della minaccia. In tale ambito, siamo perfettamente consapevoli delle sfide cui dobbiamo far fronte, siano esse correlate alla sempre pi\u00f9 accesa competizione per il controllo delle vie commerciali marittime o all\u2019approvvigionamento delle risorse energetiche marine, da ogni aspetto della guerra invisibile che ci vede contrapposti a entit\u00e0 terroristiche non statali alle attivit\u00e0 della pirateria o del traffico di droga e di armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale ambito, appare assolutamente indispensabile&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">procedere con razionalit\u00e0<\/span><\/strong>&nbsp;all\u2019acquisizione dei mezzi e della tecnologia necessaria per permettere ai nostri servizi di&nbsp;<em>intelligence&nbsp;<\/em>di svolgere efficacemente il proprio ruolo. Si tratta di un obiettivo di importanza strategica assoluta, senza il quale la funzione di informare adeguatamente e tempestivamente il decisore non potr\u00e0 essere validamente assolta.&nbsp;L\u2019ultima cosa che oggi possiamo permetterci \u00e8 di inseguire chimere autoreferenziali e disinteressarci di quelle&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">capacit\u00e0 strategiche multiruolo<\/span><\/strong>&nbsp;che permetterebbero all\u2019<em>intelligence<\/em> militare di operare.&nbsp;Capacit\u00e0 che sono, invece, da proteggere e da modernizzare in modo che l\u2019<em>intelligence&nbsp;<\/em>possa mantenere il suo indispensabile ruolo di proteggere e informare, a sostegno della sicurezza nazionale in un\u2019era di pericolo continuo e variegato, di una gravit\u00e0 senza precedenti.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Renato Scarfi<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p>articolo originariamente pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/sicurezza-nazionale-e-dimensione-marittima-dellintelligence\">Sicurezza Nazionale e dimensione marittima dell\u2019intelligence &#8211; Difesa Online<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima: Golfo arabico (11 febbraio 2012) il Fire Controlman di terza classe Eric Johnston Mans dietro una console del centrale operativa del USS Cape St. George (CG 71) nell&#8217;ambito delle operazioni di sicurezza marittima, cooperazione e supporto dell&#8217;operazione Enduring Freedom &#8211;&nbsp; Foto US NAVY autore Specialista MC3 Christopher S. Johnson\/Fasti) 120211-N-VY256-084 &#8211; Dominio pubblico<br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Flickr_-_Official_U.S._Navy_Imagery_-_A_Sailor_stands_watch_in_CIC..jpg\">Flickr &#8211; Official U.S. Navy Imagery &#8211; A Sailor stands watch in CIC..jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<div id=\"sdendnote1\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><sub><sup>1<\/sup>&nbsp;Presidenza del Consiglio dei Ministri,&nbsp;<em>Relazione sulla politica dell\u2019informazione per la sicurezza 2020<\/em><\/sub><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote2\">\n<p><sub><sup>2<\/sup>&nbsp;Dal sito navalnews.com<\/sub><\/p>\n<p>.<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: SICUREZZA MARITTIMAPERIODO: XXI SECOLOAREA: OCEANIparole chiave: Intelligence, sicurezza marittima .La sicurezza nazionale \u00e8 un concetto complesso e articolato, che va visto su scala globale, in un\u2019ottica sia interna che esterna. 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E\u2019 stato collaboratore della Rivista Marittima e della Rivista informazioni della Difesa, con articoli di politica internazionale e sul mondo arabo-islamico. \u00c8 laureato in scienze marittime e navali presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa e in scienze internazionali e diplomatiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Trieste e ha un Master in antiterrorismo internazionale. \u00c8 autore dei saggi \u201cAspetti marittimi della Prima Guerra Mondiale\u201d e \u201cIl terrorismo jihadista\u201d\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/author\\\/renato-scarfi\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Sicurezza nazionale e dimensione marittima dell'Intelligence &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/59003","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Sicurezza nazionale e dimensione marittima dell'Intelligence &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  10 minuti. .ARGOMENTO: SICUREZZA MARITTIMAPERIODO: XXI SECOLOAREA: OCEANIparole chiave: Intelligence, sicurezza marittima .La sicurezza nazionale \u00e8 un concetto complesso e articolato, che va visto su scala globale, in un\u2019ottica sia interna che esterna. 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