{"id":58515,"date":"2021-05-02T00:15:45","date_gmt":"2021-05-01T22:15:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=58515"},"modified":"2025-08-04T19:28:56","modified_gmt":"2025-08-04T17:28:56","slug":"onde-canaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/58515","title":{"rendered":"Le onde anomale, mostri del mare"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: onde anomale<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;aprile del 1966, un\u2019onda di eccezionali dimensioni colp\u00ec il <a href=\"https:\/\/www.michelangelo-raffaello.com\/en\/michelangelo-12-april-1966\/\"><strong><span style=\"color: #008000;\">transatlantico italiano Michelangelo<\/span><\/strong><\/a> durante una burrasca nell&#8217;Oceano Atlantico, causando a bordo della nave tre morti e numerosi feriti. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Michelangelo<\/span><\/strong> era partita da Genova il 7 aprile e, dopo aver effettuato alcuni scali, stava navigando verso New York con a bordo 775 passeggeri e 710 persone di equipaggio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Michelangelo-incidente_danni-frontale-articolo_EpocaBrunoBlasi2-713x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Michelangelo-incidente_danni-frontale-articolo_EpocaBrunoBlasi2-713x1024.jpg\" width=\"713\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.michelangelo-raffaello.com\/en\/michelangelo-12-april-1966\/\"><strong><span style=\"color: #008000;\">i danni alla prua del transatlantico italiano Michelangelo &#8211; Photo credit Bruno Blasi, Roma<\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le previsioni metereologiche avevano segnalato la presenza in zona di una forte perturbazione. Alle 10.20, del 12 aprile 1966, un\u2019onda gigantesca scavalc\u00f2 la prua, alta circa 18 metri sul livello del mare, colpendo la parte prodiera della nave. Nel suo rapporto, il comandante della nave descriver\u00e0 quel momento come se la nave fosse stata centrata da un colpo di cannone. L&#8217;onda raggiunse il ponte di comando (a venticinque metri dalla linea di galleggiamento) ed il Comandante, gli ufficiali e il timoniere presenti in plancia furono investiti dalle schegge di vetro dei finestroni della plancia (spessi quasi due centimetri) che andarono in frantumi. Due passeggeri ed un membro dell\u2019equipaggio, che si trovavano nelle cabine del ponte sottostante, persero la vita. I feriti furono una cinquantina. Gli ingenti danni inclusero lo sfondamento del ponte frontale, distante pi\u00f9 di 70 metri dalla estremit\u00e0 della prua, e la distruzione di un notevole numero di cabine oltre all&#8217;avaria dei radar e di molte apparecchiature di navigazione. Un&#8217;onda simile colp\u00ec in un&#8217;altra occasione anche la Raffaello, nave gemella della Michelangelo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/michelangelo-onda-anomala.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 michelangelo-onda-anomala.jpg\" width=\"651\" height=\"521\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rogue waves, onde &#8220;canaglia&#8221;<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIncidenti marittimi causati da onde anomale sono pi\u00f9 frequenti di quanto si immagini. Negli ultimi vent\u2019anni \u00e8 stato stimato siano scomparse in mare pi\u00f9 di 200 grosse navi. Nei rapporti questi incidenti sono stati attribuiti a improvvise onde anomale generatesi non sempre a causa di estreme condizioni meteorologiche marine. Nel 1942, la <strong><span style=\"color: #008000;\">RMS Queen Mary<\/span><\/strong> fu fiancheggiata da un&#8217;onda di circa trenta metri e, si racconta, si inclin\u00f2 di circa 50 gradi prima di tornare lentamente alla normalit\u00e0. Nel 1978, la nave mercantile &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Munich<\/span><\/strong>&#8221; stava attraversando l&#8217;Oceano Atlantico, trasportando merci dalla Germania agli Stati Uniti. Il Munich era considerato il gioiello della flotta mercantile tedesca; era lungo pi\u00f9 di duecento metri ed era dotato della migliore tecnologia nautica. Il 12 dicembre 1978, una nave greca ricevette un messaggio di S.O.S dal Munich a cui seguirono immediatamente delle operazioni di ricerca da parte di un centinaio di navi e aerei che setacciarono senza successo l&#8217;Atlantico. La sua scomparsa resta un grande mistero anche perch\u00e9 le condizioni meteo non erano particolarmente cattive. Nacque cos\u00ec l\u2019ipotesi si fosse trattato dell&#8217;incontro con un\u2019onda anomala. Una delle prime testimonianze della loro esistenza fu l&#8217;evento che colp\u00ec la petroliera <strong><span style=\"color: #008000;\">Esso Languedoc<\/span> <\/strong>nel 1980.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/a-Esso-Languedoc-tanker-ship-b-Photo-of-giant-rogue-wave-made-from-the-Esso-Languedoc.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 a-Esso-Languedoc-tanker-ship-b-Photo-of-giant-rogue-wave-made-from-the-Esso-Languedoc.png\" width=\"873\" height=\"289\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/figure\/a-Esso-Languedoc-tanker-ship-b-Photo-of-giant-rogue-wave-made-from-the-Esso-Languedoc_fig1_327108293\"><strong><span style=\"color: #008000;\">da Research gate fig. 1 (a) Esso Languedoc (b) l&#8217;onda anomala quotata in distanza\u00a0<\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave era in trasferimento dal Sud Africa verso l\u2019Oceano Indiano, sottoposta a violente raffiche di vento di 60 nodi, con un mare vivo descritto come agitato. Le onde raggiungevano periodicamente un\u2019altezza tra i cinque ed i dieci metri, infrangendosi contro lo scafo della nave ma, d\u2019improvviso, si gener\u00f2 un\u2019onda di trenta metri a poppa dell\u2019unit\u00e0 abbattendosi sul ponte e causando ingenti danni in coperta. Il Comandante ebbe appena il tempo di scattare quella che per anni fu considerata l\u2019unica immagine certa di un\u2019onda anomala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro incidente riportato in letteratura avvenne nel 2001 alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Caledonian Star<\/span><\/strong>, una nave passeggeri al suo rientro da una crociera tra le acque antartiche. La grande nave venne colpita al mascone da un\u2019onda alta trentadue metri, preceduta da una profonda depressione. La nave letteralmente sprofond\u00f2 nel cavo dell\u2019onda, e l\u2019enorme muro d\u2019acqua colp\u00ec le infrastrutture della plancia spazzando via radar e la maggior parte delle apparecchiature per le comunicazioni. Per fortuna, non essendo stati danneggiati i timoni e avendo mantenuto la propulsione, i marinai riuscirono a riprendere il controllo della nave e riuscirono a riprendere la navigazione per il porto pi\u00f9 vicino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Non solo negli Oceani<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQueste onde sono presenti anche nel Mar Mediterraneo e possono causare situazioni ugualmente pericolose. Per memoria, mote navi militari e civili sono rientrate in porto con danni ingenti alle sovrastrutture. Il 3 marzo 2010, nel Golfo del Leone, una nave da crociera di oltre duecento metri, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Louis Majesty<\/span><\/strong>, in condizioni di mare avverso con raffiche oltre i 50 nodi, venne investita da un\u2019onda anomala alta otto metri che spazz\u00f2 la vetrata della sala riunioni di prua che era affollata di gente, causando diciassette feriti e due morti.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_lvOceI6egg0\"><div id=\"lyte_lvOceI6egg0\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/lvOceI6egg0\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/lvOceI6egg0\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/lvOceI6egg0\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chi volesse approfondire, l&#8217;incidente fu valutato matematicamente dallo <a href=\"https:\/\/agupubs.onlinelibrary.wiley.com\/doi\/full\/10.1029\/2012JC007923\">studio<\/a> &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Rogue waves in crossing seas: The Louis Majesty accident<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.\u00a0In questo caso per\u00f2 non si tratt\u00f2 propriamente di un\u2019onda anomala che, come ho premesso, avviene in maniera sporadica durante una tempesta in mare aperto. Le onde &#8220;canaglia&#8221; hanno la particolarit\u00e0 di arrivare ad un\u2019altezza doppia delle media delle onde circostanti. Questi mostri si formano quando due diversi fronti d&#8217;onda si incontrano con un certo angolo. In quel caso si verifica il fenomeno dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Onda della Draupner<\/span><\/strong>, ovvero dell\u2019Onda del Nuovo Anno.\u00a0L\u2019onda deve questo infausto nome alla <strong><span style=\"color: #008000;\">piattaforma petrolifera Draupner E<\/span><\/strong>, situata nel Mare del Nord al largo delle coste norvegesi che venne investita da una violenta tempesta il 1 gennaio 1995, per l\u2019appunto nel giorno di Capodanno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Draupner_wave_peak.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Draupner_wave_peak.png\" width=\"707\" height=\"389\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il grafico, modificato da una figura di una pubblicazione di Sverre Haver, evidenzia il picco dell&#8217;onda della Draupner &#8211; autore Paolosan<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Draupner_wave_peak.png\">Draupner wave peak.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La piattaforma, inaugurata nell&#8217;estate del 1994, era stata dotata dalla societ\u00e0 Statoil di vari tipi di strumentazioni che ne rilevassero le condizioni e l&#8217;eventuale danneggiamento ad opera delle tempeste.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_K_JOBOvJEOg\"><div id=\"lyte_K_JOBOvJEOg\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/K_JOBOvJEOg\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/K_JOBOvJEOg\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/K_JOBOvJEOg\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio uno di questi sensori, un laser, registr\u00f2 intorno alle 15:04 UTC un&#8217;onda di 18,5 metri di picco sul livello del mare in calma (still water level), con un&#8217;altezza massima tra cresta e gola dell&#8217;onda di 25,6 metri. Un evento eccezionale se si tiene conto che nel tratto di mare in cui si trova la piattaforma Draupner l&#8217;altezza d&#8217;onda significativa \u00e8 di dodici metri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/rogue-wave-bering-nooa.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 rogue-wave-bering-nooa.png\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema di queste onde \u00e8 legato alle pressioni eccezionali che si applicano sulle strutture. Per fare un esempio, \u00a0se un&#8217;onda di tre metri esercita una pressione di sei tonnellate per m\u00b2, un&#8217;onda di dieci metri pu\u00f2 esercitarne dodici tonnellate per m\u00b2 e un&#8217;onda anomala di trenta metri, pu\u00f2 arrivare fino a 100 tonnellate!\u00a0<span class=\"VIiyi\" lang=\"it\"><span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"en\" data-phrase-index=\"0\">Nel dicembre 2000 l&#8217;Unione Europea ha avviato un progetto scientifico, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">MaxWave<\/span><\/strong>, che<\/span><\/span><span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"en\" data-phrase-index=\"0\"> utilizza dati radar <\/span><span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"en\" data-phrase-index=\"1\">satellitari ERS dell&#8217;ESA <\/span><span class=\"VIiyi\" lang=\"it\"><span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"en\" data-phrase-index=\"0\">per monitorare la presenza di onde anomale, modellare il modo in cui si verificano e considerare le loro implicazioni per i criteri di progettazione delle navi e delle strutture offshore<\/span><span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"en\" data-phrase-index=\"1\">.<\/span><\/span> Intanto, nella disgraziata ipotesi di incontrarle, meglio cercare di prenderle di prua, e \u2026 pregare.<\/p>\n<p>Cieli sereni &#8230; e mari calmi<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Giannetti<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>in anteprima foto di un&#8217;onda anomala a Biscay (Biscaglia), pubblicata nell&#8217;autunno 1993 su Mariner&#8217;s Weather Log &#8211; NOAA &#8211;<\/strong> <a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.photolib.noaa.gov\/bigs\/wea00800.jpg\">Fonte<\/a>\u00a0<\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Wea00800,1.jpg\">Wea00800,1.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: onde anomale . 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