{"id":58310,"date":"2021-04-23T00:30:39","date_gmt":"2021-04-22T22:30:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=58310"},"modified":"2023-05-30T11:37:51","modified_gmt":"2023-05-30T09:37:51","slug":"58310","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/58310","title":{"rendered":"Protezione dei mari: gli effetti della pesca a strascico sul rilascio di CO\u2082 dai fondali marini"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\u00b2<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: PESCA&nbsp;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: strascico&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo un recente studio pubblicato su <strong><span style=\"color: #008000;\">Nature<\/span> <\/strong>ogni anno viene rilasciata dal fondo del mare, a causa della pesca a strascico, una quantit\u00e0 di carbonio comparabile a quella emessa in aria dall\u2019industria mondiale nei periodi precedenti alla pandemia COVID.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una pesca dibattuta<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe reti a strascico sono un tipo di pesca effettuato attraverso il traino di reti lungo il fondo del mare. In molti casi il loro uso \u00e8 stato ridotto a causa dei danni all\u2019ambiente causati dallo strascico sul fondale che minacciano la flora e la fauna sottomarina. In pratica, rastrellando i fondali le reti a strascico distruggono o asportano qualunque cosa incontrano; pesci, invertebrati, coralli, alghe, praterie di posidonia vengono raccolte nelle reti che lasciano un ambiente devastato. Ci\u00f2 nonostante questo tipo di pesca viene ancora praticato legalmente e illegalmente da molti Paesi. A questo scempio ambientale, secondo l\u2019articolo <strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-021-03371-z?utm_medium=affiliate&amp;utm_source=commission_junction&amp;utm_campaign=3_nsn6445_deeplink_PID100085446&amp;utm_content=deeplink\">Protecting the global ocean for biodiversity, food and climate<\/a><\/span>, <\/strong>pubblicato sulla rivista <span style=\"color: #008000;\"><strong>Nature,<\/strong><\/span> si aggiunge un effetto secondario non trascurabile.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/SSS-con-freccia-indicante-segni-di-strascico-su-banco--1024x642.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SSS-con-freccia-indicante-segni-di-strascico-su-banco--1024x642.jpg\" width=\"1024\" height=\"642\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">segni di strascico sul fondo<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\"><strong>Andiamo per ordine<\/strong><\/span><br \/>\nI sedimenti marini sono la pi\u00f9 grande riserva di carbonio organico del pianeta ed un serbatoio cruciale per lo stoccaggio a lungo termine del CO<sub>\u00b2<\/sub>. Se lasciato indisturbato, il carbonio organico immagazzinato nei sedimenti marini pu\u00f2 rimanere indisturbato per millenni senza entrare quindi in atmosfera. Se invece, per motivi fisici, questi depositi di carbonio vengono &#8220;mossi&#8221; il carbonio sedimentato pu\u00f2 trasformarsi in CO<sub>\u00b2<\/sub>. Gli effetti pi\u00f9 immediati sono l\u2019aumento dell&#8217;acidificazione degli oceani (cosa che va a ridurre la capacit\u00e0 tampone dell&#8217;oceano) e l&#8217;aggiunta di CO<sub>\u00b2<\/sub> in atmosfera. Questo fa comprendere come questo fattore, apparentemente poco visibile ai pi\u00f9, possa essere cos\u00ec sensibile per il clima in cui viviamo, di fatto aumentando la percentuale di diossido di carbonio in atmosfera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ricercatori, autori dello studio citato, hanno utilizzato informazioni satellitari sull&#8217;attivit\u00e0 di pesca dei pescherecci da traino e delle draghe industriali tra il 2016 e il 2019, con una risoluzione di un km\u00b2,&nbsp; ed hanno stimato che 4,9 milioni di km\u00b2 (circa l&#8217;1,3 % di tutti gli oceani) erano stati interessati dalle attivit\u00e0 di pesca a strascico. Dall&#8217;analisi \u00e8 emerso che questa attivit\u00e0 di \u201cdisturbo\u201d del fondo marino genera circa 1,47 Pg di emissioni di CO\u2082 in acqua nel primo anno di attivit\u00e0 di pesca. Le emissioni diminuiscono man mano che le riserve di carbonio dei sedimenti si esauriscono, stabilizzandosi intorno ad un valore di circa il 40% delle emissioni calcolate nel primo anno. Gli scienziati ritengono che se l&#8217;attuale intensit\u00e0 di pesca a strascico rester\u00e0 costante, le emissioni di carbonio dai sedimenti continueranno con un valore di circa 0,58 Pg di CO\u2082 per un periodo stimato di 400 anni.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"background-color: #f1fa46;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Il petagramma di carbonio (Pg) \u00e8 noto anche come Gigatone (Gt) ed \u00e8 pari ad un miliardo di tonnellate di diossido di carbonio<\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per avere un\u2019idea pi\u00f9 pratica di quanto questa emissione rappresenti bisogna considerare che 1,47 Pg di CO\u2082 rappresentano solo lo 0,02% del carbonio sedimentario marino totale, ed \u00e8 equivalente al 15-20% della CO\u2082 atmosferica assorbita dall&#8217;oceano ogni anno, paragonabile alle stime della perdita di carbonio nei suoli terrestri causata dall&#8217;agricoltura. In altre parole, verrebbe assorbito circa il 15-20% in meno di CO\u2082 nella colonna d&#8217;acqua con possibili conseguenze di vasta portata sul ciclo del carbonio marino, sulla produttivit\u00e0 primaria e sulla biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Co-benefits-of-protection-a-Priority-areas-to-achieve-90-of-the-maximum-benefits-for.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Co-benefits-of-protection-a-Priority-areas-to-achieve-90-of-the-maximum-benefits-for.png\" width=\"850\" height=\"553\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">a. Aree prioritarie per raggiungere il 90% dei benefici massimi per uno (giallo), due (arancione) e tre (rosso) obiettivi di conservazione simultanei (conservazione della biodiversit\u00e0, stock di carbonio e approvvigionamento alimentare). Le aree esistenti completamente protette sono mostrate in azzurro. b \u2013 d, Co-benefici cumulativi per ciascun obiettivo nell&#8217;ambito di una prioritizzazione di un unico obiettivo di biodiversit\u00e0 (b), approvvigionamento alimentare (c) e carbonio (d). La barra blu nelle curve dei benefici indica l&#8217;attuale 2,7% dell&#8217;oceano globale che \u00e8 incluso in aree completamente protette. da studio citato<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene lo studio identifichi le aree in cui le Aree Marine Protette possono prevenire efficacemente la re-mineralizzazione del carbonio dei sedimenti in CO\u2082, esistono per\u00f2 aree prioritarie dove l\u2019influenza antropogenica potrebbe essere ancora pi\u00f9 sensibile, come ad esempio la ZEE cinese, le aree costiere atlantiche dell&#8217;Europa e le aree di risalita (upwelling). In altre parole questi effetti sarebbero chiaramente maggiori nelle ZEE di dimensioni maggiori, soggette ad un\u2019attivit\u00e0 di pesca industriale con reti a strascico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo gli scienziati, per eliminare il 90% dell&#8217;attuale rischio di &#8220;disturbo&#8221; del carbonio dovuto alla pesca a strascico sarebbe necessario creare almeno il 3,6% di nuove aree marine protette all\u2019interno delle ZEE. Non ultimo, i ricercatori sollevano anche il problema di un futuro non tanto lontano quando l\u2019estrazione mineraria in acque profonde diverr\u00e0 una realt\u00e0,&nbsp; riconoscendo che tale impatto \u00e8 ancora da definirsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Un impatto di tutti ma non in ugual misura<\/strong><\/span><br \/>\nI maggiori Paesi identificati in tali attivit\u00e0 sono <strong><span style=\"color: #008000;\">Cina, Russia, Italia, Regno Unito, Danimarca, Francia, Paesi Bassi, Norvegia, Croazia e Spagna<\/span><\/strong>. Negli Stati Uniti, a gennaio 2021, il <strong><span style=\"color: #008000;\">presidente Biden<\/span> <\/strong>ha firmato un ordine esecutivo che si impegna a proteggere il 30% delle terre e delle acque americane entro il 2030. Ma non \u00e8 l&#8217;unico. Pi\u00f9 di 50 paesi hanno preso impegni simili e si spera che tale ambizioso obiettivo possa essere adottato alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversit\u00e0<\/span><\/strong> che si svolger\u00e0 in Cina alla fine di quest\u2019anno (2021). Passi importanti che non sembrano per\u00f2 affrontare il fatto che esistono Paesi che ancora oggi utilizzano lo strascico in maniera intensiva, contro ogni regola, in zone de mondo dove i legittimi proprietari delle ZEE non hanno capacit\u00e0 di reazione. Una pesca intensiva in cui gran parte del pescato viene ributtato in mare, colpendo ancor pi\u00f9 nel cuore gli equilibri degli ambienti marini &#8230; ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/National-contributions-to-biodiversity-conservation-and-coordinated-implementation-a.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 National-contributions-to-biodiversity-conservation-and-coordinated-implementation-a.png\" width=\"854\" height=\"945\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">a. frazione di ZEE delle nazioni nel 10% pi\u00f9 alto delle aree prioritarie per la conservazione della biodiversit\u00e0 marina globale. Qui vengono mostrati i 100 paesi o territori con i maggiori contributi al raggiungimento del massimo beneficio possibile in termini di biodiversit\u00e0. I valori si aggiungono alla protezione attuale. b, La conservazione cumulativa della biodiversit\u00e0 trae vantaggio dall&#8217;implementazione di un&#8217;espansione dell&#8217;AMP coordinata a livello globale in base alle priorit\u00e0 globali (blu), alle priorit\u00e0 nazionali (arancione) e al posizionamento casuale (grigio; 100 serie casuali). La barra blu indica l&#8217;attuale 2,7% dell&#8217;oceano globale che \u00e8 incluso in aree completamente protette. ATF, Territori francesi meridionali; FSM, Stati federati di Micronesia; SGS, Georgia del Sud e Isole Sandwich meridionali; SHN, Sant&#8217;Elena, Ascensione e Tristan da Cunha; SJM, Svalbard e Jan Mayen; UMI, Isole Minori Esterne degli Stati Uniti. da studio citato<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\"><strong>Qual \u00e8 la situazione in Italia?<\/strong><\/span><br \/>\nSecondo un\u2019analisi della pesca a strascico effettuata nel compartimento di Chioggia, pubblicata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Isprambiente<\/span><\/strong>, la zona compresa entro tre miglia marine dalla costa \u00e8 particolarmente importante per molte specie ittiche ed \u00e8 caratterizzata da un alto trofismo dovuto all\u2019input di nutrienti provenienti dalla terraferma. In Italia, al fine di evitare il depauperamento delle specie di interesse commerciale, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">articolo 111<\/span><\/strong> del <strong><span style=\"color: #008000;\">Regolamento per l\u2019esecuzione della<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Legge 963\/1965 sulla disciplina della pesca marittima (D.P.R. N. 1639\/1968)<\/span> <\/strong>vieta la pesca a strascico all\u2019interno della fascia costiera entro 3 miglia nelle zone marine, dove la profondit\u00e0 delle acque \u00e8 inferiore a 50 metri, o entro un miglio se la profondit\u00e0 delle acque supera i 50 metri, mentre non pone restrizioni per l\u2019uso di reti da posta. Questo per proteggere dall\u2019azione dello strascico sia i riproduttori che gli esemplari giovanili di molte specie che sono oggetto di pesca. Tra i mari italiani il medio\/alto Adriatico \u00e8 quello sottoposto alle attivit\u00e0 della pesca a strascico in percentuale maggiore degli altri mari italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mancano per\u00f2 le polemiche, soprattutto dei piccoli pescatori, a cui queste limitazioni vanno strette e che vorrebbero una maggiore libert\u00e0. I problemi restano e solo con un approccio condiviso si potr\u00e0 ridurre tale impatto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. \u00b2 . ARGOMENTO: PESCA&nbsp; PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANI parole chiave: strascico&nbsp; . 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