{"id":58205,"date":"2025-04-25T00:02:00","date_gmt":"2025-04-24T22:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=58205"},"modified":"2026-03-25T14:13:47","modified_gmt":"2026-03-25T13:13:47","slug":"58205","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/58205","title":{"rendered":"Come la macrofotografia pu\u00f2 essere di aiuto per i ricercatori subacquei"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: CITIZEN SCIENCE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Biologia marina, larve<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Abbiamo spesso parlato di <em>citizen science<\/em>, ovvero del coinvolgimento di non addetti ai lavori nella ricerca scientifica.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un <a href=\"https:\/\/bioone.org\/journals\/ichthyology-and-herpetology\/volume-109\/issue-1\/i2019318\/Blackwater-Diving--An-Exciting-Window-Into-the-Planktonic-Arena\/10.1643\/i2019318.full\">articolo<\/a> pubblicato sulla rivista <strong><span style=\"color: #008000;\">Ichthyology &amp; Herpetology<\/span><\/strong>, scienziati delle Hawaii e dello Smithsonian, hanno delineato un progetto per coinvolgere sempre pi\u00f9 fotografi subacquei ricreativi nella ricerca marina. Secondo gli scienziati, se i fotografi potessero essere coinvolti nella raccolta dei minuscoli animali che fotografano, si potrebbero abbinare alle immagini da loro scattate anche il DNA degli esemplari catturati. Questo allargherebbe notevolmente la quantit\u00e0 di informazioni su questi organismi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Andiamo per ordine<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span class=\"VIiyi\" lang=\"it\"><span class=\"JLqJ4b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"en\" data-phrase-index=\"0\">Le immersioni notturne in ambienti epipelagici sono diventate molto popolari negli ultimi anni per la possibilit\u00e0 di incontrare organismi&nbsp; difficili&nbsp; da osservare di giorno. Queste osservazioni possono essere inestimabili per i ricercatori che studiano le specie larvali e la collaborazione tra le differenti comunit\u00e0 scientifiche ed i fotografi subacquei, da sempre curiosi di conoscere ci\u00f2 che osservano, potrebbe essere reciprocamente vantaggiosa.&nbsp; <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"VIiyi\" lang=\"it\"><span class=\"JLqJ4b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"en\" data-phrase-index=\"0\">Le immagini ed i video ad alta risoluzione raccolti forniscono un&#8217;emozionante finestra sull&#8217;ambiente epipelagico e sui pesci larvali che vivono. Il numero sempre crescente di fotografi subacquei ricreativi in \u200b\u200btutto il mondo ha permesso, come descritto nello <a href=\"https:\/\/bioone.org\/journals\/ichthyology-and-herpetology\/volume-109\/issue-1\/i2019318\/Blackwater-Diving--An-Exciting-Window-Into-the-Planktonic-Arena\/10.1643\/i2019318.full\">studio citato<\/a>, di unire alle immagini in situ dati genetici di grande importanza scientifica. <\/span><\/span>L\u2019idea di unire le risorse ricreative a quelle scientifiche sembra abbia avuto successo e circa una dozzina di subacquei hanno gi\u00e0 aderito al progetto raccogliendo pi\u00f9 di 60 campioni che sono arrivati nei laboratori corredati per la prima volta di immagini scattate poco prima della cattura.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/roscigno-larva.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 roscigno-larva.jpg\" width=\"846\" height=\"1270\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Foto macro lens 105 macro, crop molto spinto rapporto di ingrandimento circa 50:1 di una larva di pesce pagliaccio, reef di S. John &#8211; Photo credit @Mimmo Roscigno<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La migrazione delle larve marine<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIdealmente, il lavoro far\u00e0 anche luce sulla misteriosa migrazione quotidiana di queste creature marine, chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">migrazione verticale<\/span><\/strong>, che avviene ogni notte in tutti gli oceani del globo interessando miliardi di minuscoli animali, molti allo stadio larvale, che salgono da grandi profondit\u00e0 fino alla superficie per nutrirsi. Secondo gli scienziati, questa risalita avviene principalmente durante la notte perch\u00e9 consente agli animali di evitare la predazione da parte dei pesci pi\u00f9 grandi che di giorno potrebbero localizzare pi\u00f9 facilmente le prede. Alle prime luci dell\u2019alba questi animali ritornano per\u00f2 nelle profondit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/img-z7-1_138-880x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 img-z7-1_138-880x1024.jpg\" width=\"880\" height=\"1024\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">differenti larve &#8211; a sinistra in ambiente marino &#8211; a destra dopo essere state trattate &#8211; (A) Eustomias, USNM 447021, 30 mm. (B) Aristostomias, USNM 447051, 24 mm. (C) Phtheirichthys lineatus, USNM 447055, 17 mm. (D) Ariosoma fasciatum, USNM 446991, 35 mm. &#8211; immagine dall&#8217;articolo citato <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte dei pesci marini e alcuni invertebrati oceanici hanno un ciclo di vita suddiviso in due fasi durante le quali esistono delle differenze morfologiche anche rilevanti. Le larve di pesce sono spesso dotate di appendici sgargianti e fluenti per aiutarle a navigare nelle correnti o imitare altre specie, come le meduse, velenose che vengono evitate dai predatori. Alcune specie, vivendo nella prima fase della loro vita in profondit\u00e0, hanno occhi enormi e possono emettere luce. A differenza degli esemplari adulti, queste larve vivono in acque lontane dalla costa, nell&#8217;oceano aperto, per cui sono difficili da studiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino ad oggi, i ritrovamenti avvenivano principalmente a seguito della raccolta con grandi dispositivi conici chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">reti per il plancton<\/span><\/strong>, che vengono rimorchiati dalle imbarcazioni di ricerca. Una tecnica di successo che fu sperimentata per la prima volta oltre 150 anni fa con la spedizione britannica della <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Challenger<\/span><\/strong> dal 1872 al 1876. Da allora, nonostante i progressi nei materiali e nella tecnologia, la tecnica di base \u00e8 rimasta praticamente la stessa. Purtroppo durante la raccolta molti animali vengono danneggiati e di solito muoiono prima di raggiungere la superficie. Molte creature, come le meduse ed i ctenofori sono cos\u00ec delicati da ridursi in una poltiglia gelatinosa. Gli animali che rimangono intatti vengono fissati in una soluzione alcolica, che pur impedendo la loro decomposizione ne distrugge le colorazioni. Spesso i filamenti delicati e le pinne si staccano, rendendo impossibile risalire alla loro esatta morfologia da vivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La fotografia subacquea degli organismi epipelagici<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;osservazione in acque libere delle larve di pesce inizi\u00f2 negli anni &#8217;80 quando un gruppo di scienziati californiani, sperando di superare i problemi delle reti di plancton, inizi\u00f2 ad effettuare delle immersioni in mare aperto durante il giorno. Tra di essi va ricordato <strong><span style=\"color: #008000;\">William M. Hamner<\/span><\/strong>, un ecologo e biologo evoluzionista presso l&#8217;Universit\u00e0 della California, Los Angeles, che svilupp\u00f2 alcune tecniche per fotografare questi organismi in mare aperto, in seguito mutuate da molti fotografi subacquei durante le loro immersioni ricreative notturne durante le quali la presenza delle larve \u00e8 maggiore. Una tecnica consolidata \u00e8 quella di filare sul fondo un cavo legato ad una zavorra e mantenuto verticale da una boa. Nelle immersioni notturne, vengono attaccate potenti luci subacquee al cavo per illuminare l&#8217;acqua circostante (\u00e8 il principio delle lampare usate per pescare di notte), e questo spesso attira, oltre alle larve, anche predatori maggiori come gli squali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Acanthonus-armatus-Credit-Steven-Kovacs-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Acanthonus-armatus-Credit-Steven-Kovacs-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Larva di Acanthonus armatus &#8211; Photo Credit @Steven Kovacs<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte delle larve \u00e8 di pochi centimetri e possono essere facilmente scambiati per pezzetti di alghe o detriti alla deriva. L\u2019eccezionalit\u00e0 appare quando questi animali, fotografati con un obiettivo macro, rivelano le loro straordinarie caratteristiche. I fotografi hanno incominciato a scambiarsi le foto su facebook e le immagini sono arrivate alla comunit\u00e0 scientifica. Tra di essi, <strong><span style=\"color: #008000;\">David G. Johnson<\/span><\/strong>, uno scienziato dello Smithsonian National Museum of Natural History, \u00e8 stato uno dei primi ad essere contattato dai fotografi, restando immediatamente colpito dai dettagli delle immagini. Da l\u00ec l\u2019idea di formalizzare la collaborazione con i fotografi lanciando un nuovo progetto di citizen science.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/steven-kovacs-an-inch-long-larval-lionfish-off-the-coast-of-Palm-Beach-Fla-1024x703.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 steven-kovacs-an-inch-long-larval-lionfish-off-the-coast-of-Palm-Beach-Fla-1024x703.jpg\" width=\"1024\" height=\"703\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">una larva delle dimensioni di circa due centimetri di un lionfish &#8211; fotografata al largo di Palm Beach, Florida &#8211; photo credit Steven Kovacs&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Steven Kovacs<\/span><\/strong>, un famoso fotografo che abbiamo spesso ospitato sulle nostre pagine ed autore di molte delle foto allegate al nostro articolo, ha dichiarato al <strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2021\/03\/30\/science\/blackwater-photography-fish-larvae.html?utm_source=Nature+Briefing&amp;utm_campaign=7300fbcc99-briefing-dy-20210406&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_c9dfd39373-7300fbcc99-43837929\">The New York Times<\/a><\/span><\/strong> che fotografare questi organismi, che potrebbero non essere ancora conosciuti dagli scienziati, \u00e8 una prospettiva affascinante. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ai Nonaka<\/span><\/strong>, un ricercatore presso lo Smithsonian e autore principale dell&#8217;articolo citato, ha aggiunto &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Riteniamo che questo approccio [di collaborazione] apra una nuova finestra per la nostra comprensione di queste larve e solleva interessanti domande per la ricerca futura<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Un&#8217;eccellente idea che speriamo possa diffondersi sempre di pi\u00f9 anche in Italia.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: CITIZEN SCIENCE PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: Biologia marina, larve . Abbiamo spesso parlato di citizen science, ovvero del coinvolgimento di non addetti ai lavori nella ricerca scientifica. 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