{"id":56807,"date":"2021-04-10T00:38:06","date_gmt":"2021-04-09T22:38:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=56807"},"modified":"2026-03-20T20:21:05","modified_gmt":"2026-03-20T19:21:05","slug":"il-progetto-dellattacco-a-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/56807","title":{"rendered":"Il progetto dell\u2019attacco a New York"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br>parole chiave: BETASOM<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quando i battelli italiani, grazie alle modifiche e agli accorgimenti adottati, dimostrarono di poter raggiungere le lontane coste orientali americane e poter operare laggi\u00f9, il comandante superiore Polacchini inizi\u00f2 a collaborare ad un piano molto ardito e ambizioso della Regia Marina, inteso, niente di meno, a sferrare un attacco al porto di New York. Era un piano che nasceva pi\u00f9 per un disegno di &#8220;guerra psicologica&#8221;, piuttosto che per gli effetti materiali che avrebbe causato al nemico (che sarebbero stati scarsi o minimi).<strong><span style=\"color: #008000;\"> Sicuramente se questo piano fosse stato realizzato sarebbe stata l\u2019impresa pi\u00f9 audace della nostra Marina durante la Seconda Guerra Mondiale.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<table>\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td>\r\n<figure style=\"width: 147px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/belloni.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 belloni.jpg\" width=\"147\" height=\"185\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Belloni<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<\/td>\r\n<td>\r\n<figure style=\"width: 145px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/eugenio-wolk.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 eugenio-wolk.jpg\" width=\"145\" height=\"185\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Wolk<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<\/td>\r\n<td>\r\n<figure style=\"width: 142px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/170px-Junio_Valerio_Borghese_anni_40.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 170px-Junio_Valerio_Borghese_anni_40.jpg\" width=\"142\" height=\"184\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Borghese<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\">Il piano era stato ideato nel 1941 da tre ufficiali che in seguito sarebbero divenuti famosi: il <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Angelo Belloni, <\/span><\/strong>direttore del Reparto tecnico-sperimentale del Centro Studi sulle attrezzature subacquee della Scuola Sommozzatori di Livorno, il <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Eugenio Wolk<\/span><\/strong>, comandante della Scuola Sommozzatori e, in seguito, del &#8220;Gruppo Gamma&#8221; (il primo nucleo degli incursori della Marina) e il <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Junio Valerio Borghese<\/span><\/strong>, allora comandante del <strong><span style=\"color: #008000;\">Regio Sommergibile Scir\u00e8<\/span><\/strong> e futuro comandante della X\u00aa Flottiglia MAS.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019ultimo, che di l\u00ec a poco avrebbe compiuto con tre &#8220;maiali&#8221; (i siluri a lenta corsa), imbarcati sullo Scir\u00e8, la storica impresa di Alessandria d\u2019Egitto, meditava da tempo di utilizzare i nuovi e segreti <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibili tascabili da assalto Classe &#8220;CA&#8221; (Caproni tipo A)<\/span> <\/strong>in azioni del genere.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/betasom-smg-tipo-CA.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 betasom-smg-tipo-CA.jpg\" width=\"840\" height=\"1106\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Wolk<\/span><\/strong>, dopo essere stato trasferito a La Spezia, aveva conosciuto a Livorno nell\u2019estate del 1941 il <strong><span style=\"color: #008000;\">sottotenente di vascello Eugenio Massano<\/span><\/strong>, nuovo vicecomandante della Scuola Sommergibili, allora comandata dal <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Belloni<\/span><\/strong>, e gli aveva esposto il piano dell\u2019attacco al porto di New York. Nell\u2019inverno successivo fu quindi deciso che Massano sarebbe andato sul Lago d\u2019Iseo a seguire il collaudo del <strong><span style=\"color: #008000;\">minisommergibile CA 1<\/span><\/strong>, al quale avrebbe partecipato anche il tenente di vascello Borghese. Tra temperature inferiori allo zero, guasti e rischi d\u2019ogni sorta il piccolo nucleo di &#8220;uomini gamma&#8221; impieg\u00f2 un anno intero per acquisire le competenze necessarie per portare a termine la rischiosissima missione. Il progetto messo a punto dagli ufficiali della nostra Marina prevedeva di utilizzare un &#8220;sommergibile vettore&#8221; per trasportare fino alla foce del fiume Hudson, un <strong><span style=\"color: #008000;\">piccolo sommergibile tascabile d\u2019assalto della<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Classe &#8220;CA<\/span><\/strong>&#8221; collocato in un\u2019apposita &#8220;sella&#8221; di circa dieci metri ricavata davanti alla torretta.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Al riguardo Junio Valerio Borghese, nel suo libro &#8220;X Flottiglia Mas&#8221; del 1950, scrive: \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Dopo un anno di prove ed esperienze condotte sul lago d\u2019Iseo dal sottotenente di vascello Massano, ad alcune delle quali avevo partecipato, era stato messo a punto il sommergibile d\u2019assalto, il \u201cCA\u201d, adattandolo alle sue nuove funzioni; contemporaneamente a Bordeaux, ove frattanto il comando della base dei nostri sommergibili atlantici era stato assunto dal capitano di vascello Enzo Grossi, si erano concretizzate le possibilit\u00e0, da noi sperimentate, di servirsi di un sommergibile oceanico per il trasporto del \u201cCA\u201d in vicinanza della base nemica. Due operazioni erano in preparazione con questo mezzo: un attacco contro New York, risalendo col \u201cCA\u201d l\u2019Hudson fino al cuore della metropoli; l\u2019effetto psicologico sugli americani, che non avevano ancora subito alcuna offesa bellica sul loro territorio, superava di gran lunga, nel nostro proposito, il danno materiale che si sarebbe inflitto\u2026<\/span><\/em><\/strong>\u00bb.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/betasom-smg-oceanico-da-vinci.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 betasom-smg-oceanico-da-vinci.jpg\" width=\"851\" height=\"552\"><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regio Sommergibile Leonardo Da Vinci &#8211; ufficio storico della marina<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il capitano di vascello Polacchini mise immediatamente a disposizione del progetto i sommergibili oceanici di stanza a Bordeaux che erano sotto il suo comando, e per questa operazione fu scelto il <strong><span style=\"color: #008000;\">Regio sommergibile<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Leonardo da Vinci<\/span><\/strong>, al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Gianfranco Gazzana Priaroggia<\/span><\/strong>. Fu quindi inviato in treno a Bordeaux il minisommergibile CA 2, e al suo arrivo iniziarono i lavori sul Da Vinci per trasformarlo in sommergibile vettore. Sotto la direzione del <strong><span style=\"color: #008000;\">Maggiore Giulio Fenu<\/span><\/strong>, Capo del Servizio Genio Navale, nell\u2019agosto 1942 fu rimosso il grande cannone prodiero da 107\/47 OTO mod. 38 e alla sua base fu costruita una culla tra la struttura resistente dello scafo e il ponte. Il mini-sommergibile, assicurato al battello da due grandi ganci metallici a forma di tenaglia, sarebbe stato alloggiato nella culla con circa un quarto dello scafo sotto il ponte e il resto sporgente, ma senza ostruire la vista dal ponte di comando della falsa torre.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/betasom-tv-gazzana-priaroggia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 betasom-tv-gazzana-priaroggia.jpg\" width=\"842\" height=\"1336\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il piano il Da Vinci avrebbe dovuto raggiungere l\u2019estuario del fiume Hudson in immersione rimanendo a circa 12 metri di profondit\u00e0 e arrivato all\u2019altezza di Fort Hamilton il <strong><span style=\"color: #008000;\">minisommergibile CA 2<\/span> <\/strong>avrebbe dovuto staccarsi dal vettore con a bordo due sommozzatori d\u2019assalto del Gruppo Gamma e 28 cariche esplosive da 20 a 100 kg. Da quel punto in avanti il sommergibile tascabile comandato dal sottotenente di vascello Massano avrebbe proseguito sott\u2019acqua nel fiume verso le navi attraccate nei vari moli per posizionarsi sotto una di esse, far uscire un membro dell\u2019equipaggio per attaccare l\u2019esplosivo sotto alla sua chiglia, permetterne il rientro e infine cercare di ritornare al vettore per riagganciarsi alla sua culla. In realt\u00e0 il recupero del mini-sommergibile era un\u2019ipotesi molto remota e si era gi\u00e0 previsto che gli uomini gamma avrebbero dovuto distruggere il loro mezzo al termine dell\u2019operazione per poi raggiungere la terraferma cercando di disimpegnarsi dal nemico.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Comando era pi\u00f9 che sicuro che questo attacco avrebbe colto di sorpresa gli americani e avrebbe provocato il massimo del disorientamento e della confusione in un nemico che, sicuro di s\u00e9 e delle proprie inesauribili riserve di uomini e materiali, non aveva mai dovuto affrontare la guerra sul proprio territorio, n\u00e9 mai aveva subito l\u2019esperienza di vedersi aggredito in casa propria. Il colpo a livello psicologico subito dagli americani sarebbe stato davvero fortissimo.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/betasom-smg-tascabile-CA-2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 betasom-smg-tascabile-CA-2.jpg\" width=\"871\" height=\"622\"><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il mini-sommergibile &#8220;CA 2&#8221; alloggiato sul sommergibile da Vinci &#8211; ufficio storico della marina<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Terminati i lavori di trasformazione in &#8220;avvicinatore di mezzi d\u2019assalto&#8221;, il 9 settembre 1942 il regio sommergibile Da Vinci usc\u00ec in mare per le prove di rilascio e riattacco del mini-sommergibile, sotto la supervisione del <strong><span style=\"color: #008000;\">sottotenente di vascello Massano<\/span><\/strong>, inviato appositamente a Bordeaux dal comandante della X\u00aa Flottiglia MAS Borghese. Il CA 2 ripet\u00e9 la manovra di sgancio\/riaggancio per diversi giorni fino al 15 settembre, e i risultati furono apprezzabili.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cl.CA_.1-2-I.sommergibil.-Italiani-1963-688x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cl.CA_.1-2-I.sommergibil.-Italiani-1963-688x1024.jpg\" width=\"843\" height=\"1255\"><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>da I sommergibili italiani di Paolo M. Pollina &#8211; USMM &#8211; 1963<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">A quel punto il Leonardo Da Vinci avrebbe anche potuto partire entro pochi giorni, ma era ancora troppo presto: la missione era programmata per il mese di dicembre, quando la luce diurna \u00e8 breve e l\u2019oscurit\u00e0 della notte avrebbe dato pi\u00f9 tempo al minisommergibile per penetrare nel porto nemico e posizionare le cariche esplosive.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, il <strong><span style=\"color: #008000;\">contrammiraglio Polacchini<\/span><\/strong> aveva lasciato il Comando Superiore di Bordeaux e al suo posto era stato nominato il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di vascello Enzo Grossi<\/span><\/strong>. Di rinvio in rinvio la missione del Da Vinci fu fissata per dicembre del 1943, ma quando la sua preparazione era gi\u00e0 in fase piuttosto avanzata, la missione fu ulteriormente rinvita a causa della perdita del sommergibile Da Vinci, affondato dall\u2019azione combinata del cacciatorpediniere <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Active<\/span><\/strong> e della <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata HMS Ness<\/span> <\/strong>il 23 maggio 1943 con tutto il suo equipaggio a circa 300 miglia a ovest di Vigo. La X\u00aa Flottiglia MAS aveva cos\u00ec perso l\u2019unico sommergibile vettore e con esso il <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante Gazzana Priaroggia<\/span><\/strong>, l\u2019unico addestrato al rilascio e ri-attracco del mini-sommergibile CA. Pochi mesi dopo a <strong><span style=\"color: #008000;\">BETASOM<\/span><\/strong> arriv\u00f2 via radio la comunicazione improvvisa della firma dell\u2019armistizio dell\u20198 settembre e l\u2019ardito progetto fu definitivamente abbandonato.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Marcello Polacchini<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">si ringrazia l&#8217;ufficio storico della marina per le immagini&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XX SECOLOAREA: OCEANO ATLANTICOparole chiave: BETASOM. 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