{"id":56802,"date":"2021-04-03T00:32:30","date_gmt":"2021-04-02T22:32:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=56802"},"modified":"2025-11-09T13:08:07","modified_gmt":"2025-11-09T12:08:07","slug":"i-preparativi-alla-base-di-betasom-per-operare-nellatlantico-occidentale-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/56802","title":{"rendered":"I preparativi alla base di BETASOM per operare nell\u2019Atlantico Occidentale &#8211; Parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: REGIA MARINA MILITARE ITALIANA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Romolo Polacchini, Regia Marina italiana, BETASOM, sommergibili<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ordine del 17 gennaio 1941 di sospendere la smobilitazione della Base di Bordeaux e di annullare il rientro dei sommergibili italiani nel Mediterraneo fu una saggia decisione, e i risultati molto positivi, in seguito conseguiti nel restante periodo dell\u2019attivit\u00e0 bellica in Atlantico, non delusero le aspettative, anche dei Tedeschi, portando i pochi sommergibili italiani a ottenere i maggiori successi della guerra nell\u2019Oceano, con punte di affondamenti di naviglio mercantile nemico proporzionate ai risultati conseguiti dai ben pi\u00f9 numerosi U-Boot germanici.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bordeaux-smg-italiani.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 bordeaux-smg-italiani.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sommergibili di Bordeaux, che fino a quel momento avevano operato nell\u2019emisfero orientale dell\u2019Atlantico, dalle alte latitudini a sud dell\u2019Islanda, (in condizioni ambientali durissime) fino alle acque equatoriali africane della Sierra Leone, riscattarono ampiamente le precedenti deludenti prestazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta annullato l\u2019ordine di smobilitazione della Base di Bordeaux l\u2019attivit\u00e0 bellica dei\u00a0 sommergibili in Atlantico poteva essere ripresa e il nuovo Comandante Superiore di <strong><span style=\"color: #008000;\">BETASOM<\/span><\/strong>, il capitano di vascello Polacchini, si adoper\u00f2 con tenacia per addestrare al meglio le forze a sua disposizione. Per prima cosa caldeggi\u00f2 a <strong><span style=\"color: #008000;\">SUPERMARINA<\/span><\/strong> la ripresa delle sessioni di addestramento degli ufficiali presso la <strong><span style=\"color: #008000;\">Scuola Tattica tedesca di Gotenhafen<\/span><\/strong>, per completare e affinare la preparazione dei comandanti italiani in vista delle nuove missioni. Fece potenziare i servizi della Base e si approntarono i sommergibili per operazioni a largo raggio e di lunga durata in acque tropicali. Inizi\u00f2 cos\u00ec un periodo &#8211; tutto il 1942 &#8211; di rinnovata attivit\u00e0 e di maggiori possibilit\u00e0, caratterizzato dai maggiori successi dei nostri sommergibili in Atlantico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/betasom-pianta-della-base-1024x702.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 betasom-pianta-della-base-1024x702.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visto l\u2019esiguo numero di battelli che erano rimasti a Bordeaux (appena 11, poco pi\u00f9 che una squadriglia), Polacchini si convinse rapidamente che sarebbe stato assurdo continuare a combattere i convogli davanti a Gibilterra, zona ormai diventata proibitiva per l\u2019enorme apparato di forze aeronavali nemiche che vi si era concentrato. Su questo si era dimostrato d\u2019accordo con l\u2019Alto Comando della Marina tedesca anche l\u2019ammiraglio D\u00f6nitz per quanto riguardava i suoi U-Boot.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Polacchini affront\u00f2 subito la necessit\u00e0 di lanciare al pi\u00f9 presto possibile i sommergibili italiani nella cosiddetta &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">guerra di corsa<\/span><\/strong>&#8221; (simile a quella effettuata con successo dalle navi corsare tedesche, che come obiettivo principale avevano il naviglio mercantile nemico isolato) lungo le rotte lontane, scegliendo zone dove la sorveglianza fosse minore, in modo da poter agire di sorpresa contro il nemico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/betasom-14.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 betasom-14.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorreva sfruttare al massimo l\u2019occasione favorevole, derivante dall\u2019entrata in guerra degli Stati Uniti, portando l\u2019attacco nelle lontane acque dell\u2019emisfero occidentale, presso le coste americane, dove il traffico mercantile, non ancora disciplinato e convogliato, faceva prevedere grandi possibilit\u00e0 di successi ai sommergibili di BETASOM. Bisognava agire con il maggior numero possibile di unit\u00e0 prima che l\u2019avversario avesse organizzato le proprie difese, ma il Comandante di BETASOM non aveva molti battelli a disposizione, poich\u00e9 degli undici battelli dell\u2019XI\u00b0 Gruppo Sommergibili, ancora di stanza a Bordeaux, soltanto cinque si trovavano in condizioni di poter riprendere il mare entro breve tempo: <strong><span style=\"color: #008000;\">Da Vinci, Torelli, Morosini, Finzi e Tazzoli<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bordeaux-smg-finzi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 bordeaux-smg-finzi.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Degli altri sei sommergibili, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Bagnolini<\/span> <\/strong>e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Barbarigo<\/span><\/strong> si trovavano in missione nella zona delle Isole Azzorre; il <strong><span style=\"color: #008000;\">Calvi<\/span><\/strong> era a lavori in arsenale e non sarebbe stato disponibile prima dell\u2019inizio della terza decade di febbraio; l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Archimede<\/span><\/strong> e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Cappellini<\/span><\/strong>, pur essendo pronti per affrontare la missione, mancavano del comandante e di parte degli equipaggi; il <strong><span style=\"color: #008000;\">Giuliani,<\/span><\/strong> infine, si trovava temporaneamente distaccato a Gothenhafen, nel Baltico, a disposizione del personale italiano che si addestrava presso la locale Scuola Tattica tedesca.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/betasom-16.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 betasom-16.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la scelta delle zone di operazione pi\u00f9 favorevoli da assegnare ai sommergibili italiani, Polacchini prese accordi con l\u2019ammiraglio D\u00f6nitz, da cui dipendeva per la parte operativa. Su disposizioni dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio di Squadra Antonio Legnani,<\/span><\/strong> Polacchini cerc\u00f2 inizialmente di\u00a0 convincere il <strong><span style=\"color: #008000;\">Befehlshaber der Unterseeboote<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">B.d.U.<\/span><\/strong> per Comando Sommergibili tedesco, ad assegnare alle unit\u00e0 subacquee italiane le acque equatoriali di Capo San Rocco, in Brasile, zona focale del traffico, attraversata dalle navi mercantili che percorrevano nei due sensi le rotte passanti lungo la costa occidentale del Brasile. In questa zona si poteva ben sperare di poter sfruttare l\u2019attacco di sorpresa, poich\u00e9 non vi si erano ancora spinti sommergibili tedeschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La proposta di Polacchini per\u00f2 non fu accettata dal B.d.U. per motivi politici fissati dalla diplomazia di Berlino, perch\u00e8 in quel settore il traffico era prevalentemente di navi argentine e brasiliane, nazioni neutrali con le quali non era opportuno creare incidenti diplomatici.\u00a0<\/span><\/strong>Allora Polacchini, informato che i sommergibili tedeschi avrebbero raggiunto la costa del Nord America, chiese di assegnare anche ai sommergibili italiani le stesse zone di operazione. Ma il B.d.U. decise di assegnare provvisoriamente ai battelli di <strong><span style=\"color: #008000;\">BETASOM<\/span><\/strong> settori di operazione vicini alle Bahamas e alle Antille, dove si svolgeva un traffico mercantile isolato e intenso, costituito soprattutto da petroliere e da piroscafi che trasportavano metalli e derrate alimentari verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/betasom-7-mappa-1024x827.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 betasom-7-mappa-1024x827.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, Polacchini predispose l\u2019invio dei cinque sommergibili, al momento\u00a0 disponibili, nelle aree prescelte, distanti circa 3.500 miglia da Bordeaux. Calcolando la rotta del ritorno e la permanenza in zona di almeno due settimane, dallo studio dei consumi di combustibile rilevati nelle precedenti missioni e dei sovraccarichi fino ad allora previsti, apparve chiaro al Comandante di BETASOM che con le normali dotazioni di nafta soltanto il <strong><span style=\"color: #008000;\">Tazzoli<\/span><\/strong> e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Finzi<\/span><\/strong> potevano operare con un certo margine nelle lontane acque del Centro America. Gli altri tre sommergibili minori avrebbero potuto farlo soltanto aumentando il loro sovraccarico, o realizzando un rifornimento in mare. I sommergibili italiani pi\u00f9 grandi furono allora sottoposti a tutti i possibili accorgimenti per renderli adatti alle missioni di guerra in acque lontane. Fu aumentato al massimo il sovraccarico di combustibile, riducendo \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">fino ai minimi consentiti dalla navigabilit\u00e0 le riserve di spinta<\/span><\/strong>\u00bb \u2013 ricorda Polacchini \u2013 adibendo a depositi di nafta alcune casse di immersione e di compenso, che erano necessarie per regolare il peso di immersione, e quindi la capacit\u00e0 di galleggiamento e di equilibrio dei sommergibili. Queste misure, appesantendo molto e abbassando la linea di galleggiamento dello scafo, specie a poppa, creavano problemi di stabilit\u00e0 e di sicurezza, che per\u00f2 sarebbero tornate quasi normali durante la navigazione col graduale consumo della nafta imbarcata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cinque battelli furono sovraccaricati al massimo di combustibile, olio lubrificante invernale ed estivo, pezzi di ricambio per le macchine, siluri e proiettili d\u2019artiglieria. Per il benessere dei suoi uomini Polacchini volle anche che fossero raddoppiate le dotazioni dei viveri, aggiungendo alle normali assegnazioni di guerra tutto quello che fu possibile trovare a Bordeaux, sul mercato locale: carne congelata, insaccati, ortaggi e frutta, con una disponibilit\u00e0 di consumo per 70 giorni.\u00a0Cos\u00ec sovraccaricati, i sommergibili furono fatti partire da BETASOM con una riserva di spinta ridotta al 6-7% e in alcuni casi persino al 4% (mentre la riserva minima per tutte le Marine era del 10-11%), e se era possibile furono fatti rifornire in mare nella loro rotta di andata da quelle unit\u00e0 sulla rotta di rientro che, avendo gi\u00e0 esauriti i siluri, avessero posseduto eccedenza di combustibile per il ritorno. Inoltre, per consentire ai comandanti di operare senza l\u2019eccessiva preoccupazione di restare a corto di nafta fu deciso, a titolo precauzionale, di tenere pronto in porto il sommergibile <strong><span style=\"color: #008000;\">Archimede<\/span><\/strong> per svolgere eventuali rifornimenti di nafta ai battelli in rotta di ritorno che lo avessero richiesto. Non avendo l\u2019Archimede un comandante, al suo comando fu destinato temporaneamente per la missione il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Giuseppe Caridi<\/span><\/strong>, Capo di Stato Maggiore della Base atlantica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, furono date ai comandanti e ai capi servizio Genio Navale tutte le disposizioni sulle rotte da seguire rimanendo a sud delle Azzorre e le velocit\u00e0 da tenere per ridurre al massimo i consumi durante l\u2019attraversamento dell\u2019Oceano Atlantico.\u00a0Grazie a questa attenta pianificazione ed organizzazione i battelli italiani riuscirono a svolgere missioni di guerra della durata di oltre due mesi, e le tre maggiori unit\u00e0 (<strong><span style=\"color: #008000;\">Calvi, Tazzoli e Finzi<\/span><\/strong>) persino di tre mesi, spingendosi fino alle coste degli Stati Uniti, nel Mar dei Caraibi e persino fino alle coste del Brasile, dell\u2019Argentina e dell\u2019Africa equatoriale, dando la caccia a bersagli isolati.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine prima parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Marcello Polacchini\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>testo e immagini fornite dall&#8217;autore\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immaagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/56802\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>\u00a0 <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/56804\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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