{"id":56721,"date":"2021-04-15T00:10:15","date_gmt":"2021-04-14T22:10:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=56721"},"modified":"2025-09-06T20:13:41","modified_gmt":"2025-09-06T18:13:41","slug":"56721","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/56721","title":{"rendered":"Dai primi idrovolanti militari al Sea Dart"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: STATI UNITI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Sea Dart<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora oggi migliaia di piccoli idrovolanti decollano ed atterrano nelle acque costiere e nei laghi di tutto il mondo. Questo tipo di aereo, nato con finalit\u00e0 militari,\u00a0 ebbe il suo momento di gloria nel secolo scorso ma poi, con il tempo, il suo impiego come macchina militare divenne sempre pi\u00f9 marginale e si estinse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non fu sempre cos\u00ec: nel passato quando gli aeroporti erano superfici erbose spesso irregolari, poco pi\u00f9 che un prato, gli idrovolanti erano velivoli importanti. Di fatto gli aerei trovavano difficolt\u00e0 ad operare da piccoli campi irregolari mentre era pi\u00f9 facile farlo su un calmo specchio d\u2019acqua sul quale i problemi legati alla lunghezza della corsa di decollo o di atterraggio non erano molto importanti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Emma_Vecla_Achille_Landini_Circuito_italiano_Laghi_-_Museo_scienza_tecnologia_Milano-1024x682.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Emma_Vecla_Achille_Landini_Circuito_italiano_Laghi_-_Museo_scienza_tecnologia_Milano-1024x682.jpg\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Como, ottobre 1913 L&#8217;idroplano &#8220;SIA&#8221; con motore Grome 80 cv al Circuito Italiano del Laghi. A bordo la cantante di operetta e attrice Emma Vecla e il pilota Landini.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019epoca d\u2019oro degli idrovolanti fu il periodo tra le due guerre mondiali\u00a0 quando l&#8217;idrovolante, nelle sue diverse accezioni, sembrava destinato a prendere il sopravvento sugli aerei terrestri, in particolare nei campi del trasporto e della velocit\u00e0. Tra il 1927 e il 1938 tutti i record di velocit\u00e0 assoluta appartenevano agli idrovolanti, che mantennero una chiara importanza anche nel comparto militare e,\u00a0 in particolare, nella ricognizione marittima. Per quanto riguarda gli idrovolanti da caccia questi videro la loro maggiore diffusione durante la prima guerra mondiale. Si pensi che fino alla fine degli anni &#8217;20 le prestazioni dei caccia idrovolanti si mantennero all&#8217;altezza dei loro equivalenti terrestri e le squadriglie di idrocaccia rimasero operative per tutti gli anni &#8217;30.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Ro43Idro.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Ro43Idro.jpg\" width=\"634\" height=\"344\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">IMAM Ro.43 &#8211; un idroricognitore imbarcato a galleggiante centrale &#8211; biplano biposto prodotto dall&#8217;italiana Industrie Meccaniche Aeronautiche Meridionali ed impiegato come ricognitore marittimo della Regia Marina.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il diffondersi di campi di volo costruiti a regola d\u2019arte e delle piste in cemento la situazione cominci\u00f2 a mutare ed il vantaggio pass\u00f2 agli aerei terrestri ormai in grado di installare motori pi\u00f9 potenti che non erano appesantiti da scarponi o dalle architetture costruttive degli aerei destinati ad operare sull\u2019acqua. Gli idrocaccia continuarono ad essere impiegati in aree particolari, prive di un adeguata rete di aeroporti, ed in cui era prevedibile che difficilmente sarebbero state costruite in breve tempo delle piste idonee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In teoria, gli idrovolanti erano particolarmente adatti alle condizioni del teatro del Pacifico dato che potevano trasformare qualsiasi area relativamente calma della costa in una base aerea. In Europa il concetto di uno Spitfire idrocaccia fu formulato dopo che la Norvegia fu invasa dalla Germania nell&#8217;aprile 1940. Il concetto operativo era il suo uso nei fiordi norvegesi. Il primo <strong><span style=\"color: #008000;\">Spitfire floatplane<\/span><\/strong> fu una conversione di un Mark I, il cosiddetto &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Narvik Nightmar<\/span><span style=\"color: #008000;\">e<\/span><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/spitfire-Narvik-Nightmare.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 spitfire-Narvik-Nightmare.jpg\" width=\"1024\" height=\"669\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Spitfire Mk Vb, W3760, modificato con galleggianti<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furono montati i galleggianti di un <span style=\"color: #008000;\"><strong>Blackburn Roc<\/strong><\/span>, ma le prove non ebbero successo e quando la campagna volse rapidamente al termine il progetto fu sospeso. L&#8217;idea fu ripresa all&#8217;inizio della guerra nel Pacifico contro il Giappone quando si ritenne che un idrocaccia sarebbe stato essenziale nelle campagne insulari che sembravano imminenti. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Folland Aircraft<\/span><\/strong> intraprese la conversione di uno <strong><span style=\"color: #008000;\">Spitfire Mk Vb, W376<\/span><\/strong>0, con galleggianti progettati dalla Supermarine. Contemporaneamente, nell&#8217;ambito dell&#8217;offensiva pianificata contro le basi statunitensi situate nelle isole dell&#8217;Oceano Pacifico, la marina imperiale giapponese emise una specifica per la fornitura di un idrovolante da caccia a lungo raggio, <strong><span style=\"color: #008000;\">il Kyofu,<\/span><\/strong> che fosse in grado di operare durante le operazioni di attacco, anche in assenza di portaerei e di indisponibilit\u00e0 di piste di atterraggio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/idrovolante-nipponico-kavanashi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 idrovolante-nipponico-kavanashi.jpg\" width=\"918\" height=\"501\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un eccellente caccia idrovolante realizzato dai Giapponesi durante la II guerra mondiale fu il Kyofu (vento possente), detto Rex nel codice di riconoscimento alleato, che venne realizzato allo scopo di difendere le isole sotto il controllo giapponese in cui non era disponibile una pista di atterraggio<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso fece la marina statunitense. Gli aerei acquisiti, in alcuni casi, si dimostrarono utili ma con la diffusione delle portaerei e con la dimostrata capacit\u00e0 di costruire aeroporti anche in piccoli atolli, si resero conto di poter fare operare aerei tradizionali anche in aree in cui non si pensava che sarebbe stato possibile e questo port\u00f2 all\u2019abbandono degli idrovolanti da caccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia il concetto non fu abbandonato e, nel 1944, fu emanata dall\u2019Air Ministry britannico la specifica <strong><span style=\"color: #008000;\">E6\/44<\/span><\/strong> per un idrovolante da caccia a getto destinato alle operazioni nel Pacifico<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot_20210227_202332.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot_20210227_202332.jpg\" width=\"660\" height=\"332\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">bireattore Saunders-Roe SR.A\/1<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel luglio del 1947 vol\u00f2 il <strong><span style=\"color: #008000;\">bireattore Saunders-Roe SR.A\/1<\/span> <span style=\"color: #008000;\">(Saro SR.A\/1)<\/span><\/strong> che fu realizzato in tre esemplari; una macchina interessante armata con quattro cannoni da 20mm e piloni sub alari per due bombe da 454 kg o razzi. Fu collaudato con buoni risultati ottenendo velocit\u00e0 fino a 830 kmh L&#8217;SR.A\/1 fu valutato dalla Royal Air Force (RAF), che concluse per\u00f2 che il progetto non era in grado di eguagliare le prestazioni dei progetti terrestri. Nonostante l&#8217;interesse di governi stranieri, compresi gli Stati Uniti, non si materializzarono per\u00f2 ordini di acquisizione per l&#8217;SR.A\/1.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot_20210227_202221-1024x670.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot_20210227_202221-1024x670.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il programma SR.A\/1 fu brevemente ripreso dopo l&#8217;inizio della guerra di Corea, ma l&#8217;aereo a quel punto fu considerato obsoleto e fu nuovamente respinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019US Navy, che ricordava ancora la guerra nel Pacifico, prosegu\u00ec nella ricerca di qualcosa di meglio. Nel 1948, eman\u00f2 una specifica per sviluppare un idrovolante intercettore supersonico. La specifica operativa era legata al fatto che le portaerei a quel tempo non potevano ospitare le lunghe distanze di decollo e atterraggio richieste dai nuovi jet supersonici terrestri che erano in corso di sviluppo. Cos\u00ec la Marina pens\u00f2 di provare ad usare l&#8217;oceano come pista di decollo. Il problema divenne ancora pi\u00f9 urgente durante la guerra di Corea. La Marina statunitense si rese di fatto conto che le sue portaerei non potevano impiegare un caccia convenzionale con le capacit\u00e0 dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">F-86 Sabre<\/span><\/strong> dell&#8217;aeronautica o del <strong><span style=\"color: #008000;\">MiG-15<\/span><\/strong> sovietico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot_20210227_202903-1024x705.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot_20210227_202903-1024x705.jpg\" width=\"1024\" height=\"705\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">F2Y Sea Dart in mostra all&#8217;Aerospace Museum di San Diego <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta migliore fu l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">F2Y Sea Dart<\/span><\/strong>, sviluppato dalla divisione <strong><span style=\"color: #008000;\">Convair della General Dynamics<\/span> <\/strong>con sede a Lindbergh Field a San Diego, California. Nel 1950 la Convair aveva ottenuto buoni risultati nel collaudo di modelli di aerei che atterravano su pattini retrattili. Alla Convair vennero quindi ordinati due prototipi negli ultimi mesi del 1951, pi\u00f9 dodici aerei di produzione ancora prima che il primo prototipo volasse. Quattro di questi esemplari ordinati vennero usati nelle prove di volo, mentre i rimanenti otto aerei vennero cancellati. Nel 1953 vol\u00f2 il primo prototipo del <strong><span style=\"color: #008000;\">Convair XF2Y-1 Sea Dart<\/span><\/strong> potenziato da due turboreattori J-34, Si trattava di un &#8220;delta puro&#8221; configurato per il volo supersonico. Sebbene non venne montato alcun armamento nei Sea Dart, il progetto era di armarlo con quattro cannoni da 20 mm ed una batteria di razzi non guidati o due missili aria aria. I pattini furono oggetto di continue sperimentazioni, passando dalla configurazione monosc\u00ec a varie configurazioni a doppio sci. La prima si dimostr\u00f2 migliore ma il livello di vibrazioni fu elevato e i risultati non furono mai del tutto soddisfacenti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/GAN2-F2Y-flight-San-Diego-1024x740.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GAN2-F2Y-flight-San-Diego-1024x740.jpg\" width=\"1024\" height=\"740\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un GAN2 F2Y Sea Dart in volo su San Diego<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era comunque necessaria maggiore potenza e si pass\u00f2 ai pi\u00f9 potenti turboreattori j-46 e l\u2019aereo si dimostr\u00f2 in grado di raggiungere velocit\u00e0 supersoniche solo con una leggera picchiata. Di fatto l\u2019aereo era stato progettato prima dello sviluppo della \u201cregola delle aree\u201d (una tecnica di design che permette di ridurre la resistenza aerodinamica nel volo supersonico) ed una sua parziale riprogettazione della fusoliera secondo questa regola (cosa fattibile) avrebbe certamente portato ad un sensibile incremento delle prestazioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot_20210227_202847-1024x750.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot_20210227_202847-1024x750.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia quello che &#8220;uccise&#8221; il progetto non furono i suoi limiti operativi ma il fatto che l\u2019US NAVY riusc\u00ec a imbarcare caccia supersonici sulle portaerei, Inizialmente con l&#8217;F-8 Crusader e poi con il superlativo F-4 che resero inutile il proseguo dello sviluppo del Sea Dart. Dopo la perdita di un esemplare nel 1954 il programma perse vitalit\u00e0 e fu abbandonato nei due anni successivi. Il concetto rimase per\u00f2 valido, nella considerazione che nelle aree costiere del mondo, non abbondavano aeroporti in grado di accoglierei aerei ad alte prestazioni e soprattutto che una pista d\u2019acqua non poteva essere messa fuori uso da un bombardamento aereo.\u00a0\u00a0Si pensi ad alcuni conflitti recenti (per esempio nelle Falkland\/Malvine) dove la disponibilit\u00e0 di un caccia in grado di operare dall\u2019acqua (facilmente e rapidamente dispiegabile) sarebbe stata utile durante le operazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Studi per aerei da combattimento basati sull\u2019acqua continuarono almeno fino al 1984 ma non si concretizzarono, probabilmente anche a seguito dello sviluppo degli aerei a decollo verticale che, di fatto, ne ridussero l\u2019utilit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gianluca Bertozzi<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE\u00a0 PERIODO: XX SECOLO AREA: STATI UNITI parole chiave: Sea Dart . Ancora oggi migliaia di piccoli idrovolanti decollano ed atterrano nelle acque costiere e nei laghi di tutto il mondo. 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