{"id":56261,"date":"2021-04-24T00:10:10","date_gmt":"2021-04-23T22:10:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=56261"},"modified":"2023-05-30T12:26:15","modified_gmt":"2023-05-30T10:26:15","slug":"lunificazione-dei-calibri-la-rivoluzione-nellartiglieria-navale-del-primo-ottocento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/56261","title":{"rendered":"L\u2019unificazione dei calibri: la rivoluzione nell\u2019artiglieria navale del primo ottocento"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVIII-XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MARINE MILITARI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: artiglieria navale, cannoni<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nei primi anni del secondo decennio dell\u2019800 negli ambienti navali francesi e britannici si fece strada quasi contemporaneamente l\u2019idea di abbandonare la molteplicit\u00e0 di calibri che armava le navi di ciascun rango e di sostituirli con un unico calibro.&nbsp;<br \/>\n<\/span><\/strong>La molteplicit\u00e0 di calibri si era standardizzata nel corso del \u2018600 e del \u2018700 in quanto, per mantenere la stabilit\u00e0 degli scafi, era \u2013 ed \u00e8 necessario \u2013 che i pesi maggiori fossero concentrati il pi\u00f9 in basso possibile. Divenne perci\u00f2 consueto adottare sui diversi ponti di un bastimento cannoni di calibro, e quindi dimensioni e peso, diversi, collocando quelli di calibro maggiore sul ponte pi\u00f9 basso e quelli di calibro e peso via via minore sui ponti sovrastanti e sul cassero e castello.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/cannoni-antonicelli-1.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cannoni-antonicelli-1.png\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l\u2019Ordinamento in vigore nella Marina britannica dal 1792 al 1815, l\u2019armamento \u201cnominale\u201d di un vascello a tre ponti da 110 cannoni era composto da 30 cannoni da 32 lb, 30 da 24, 32 da 18, 18 da 12 su cassero e castello, oltre a 2 carronate da 32 e 7 da 24, quindi 4 calibri diversi. Differenti erano anche i calibri imbarcati sui vari tipi di bastimenti, con calibri e peso dei pezzi via via minori con il diminuire delle loro dimensioni e stazza. Una fregata da 38 cannoni era armata con 28 cannoni da 18 lb e 10 da 9, oltre a 8 carronate da 32. Nello stesso periodo un vascello francese da 110 aveva 30 cannoni da 36 lb, 32 da 24, 32 da 12 e 16 da 8 su castello e cassero, oltre a 4 obici da vascello di bronzo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/antonicelli-cannoni-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-cannoni-1.jpg\" width=\"868\" height=\"1015\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni calibro aveva bisogno non solamente di proietti diversi ma anche di cariche di lancio, i cartocci, di peso e diametro differente, problema che era esacerbato dal fatto che per ogni calibro si utilizzavano due o anche tre cariche di lancio di peso e quindi di potenza differente, da utilizzare a seconda della distanza del bersaglio.&nbsp;L\u2019uso di cariche di peso diverso per ciascun calibro derivava dalla constatazione che un proietto che colpisse la fiancata di una nave alla minima velocit\u00e0 e forza che gli consentisse di trapassarla produceva fori pi\u00f9 grandi, frastagliati ed irregolari, quindi pi\u00f9 difficili da tappare, ed un numero maggiore di micidiali schegge di legno rispetto ad un proietto che la colpisse a velocit\u00e0 maggiore. Perci\u00f2, minore era la distanza dal bersaglio e minore era il peso della carica da utilizzare. La Royal Navy generalmente utilizzava cariche del peso pari ad 1\/3, 1\/4 e 1\/6 di quello del proietto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema di usare calibri differenti consentiva di imbarcare il maggior numero di cannoni possibile compatibilmente con gli spazi a disposizione, senza mettere in pericolo la stabilit\u00e0 delle navi ma comportava seri svantaggi. Il primo e pi\u00f9 importante era che i cannoni di calibro differente avevano ovviamente prestazioni di gittata, forza di penetrazione e precisione diversi tra loro; quelli di calibro minore non avevano una forza di penetrazione tale da infliggere danni gravi ai grandi vascelli, anche se risultavano efficaci in funzione antiuomo. Con quel sistema \u201c\u2026su di un tre ponti tre differenti calibri di proietti dovevano essere prelevati dai depositi e trasportati con precisione nella confusione e nell\u2019oscurit\u00e0 dei passaggi fino ad un preciso boccaporto, poi sollevati fino al ponte in cui era collocato il pezzo cui lo specifico proietto era destinato\u2026in mezzo all\u2019eccitazione e alla confusione del combattimento\u2026\u201d<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a>. E\u2019 facile immaginare come potessero frequentemente accadere errori. L\u2019adozione di un unico calibro avrebbe semplificato notevolmente l\u2019approvvigionamento dei proietti anche se sarebbe rimasta la diversit\u00e0 delle cariche di lancio, diverse per ciascuna versione dei cannoni. Estendendo la standardizzazione a tutti i tipi e classi di naviglio si sarebbe realizzata anche una maggior facilit\u00e0 di approvvigionamento delle artiglierie e delle loro attrezzature, calcatoi, cucchiare ecc., e una notevole economia finanziaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo a proporre l\u2019installazione di cannoni di un unico calibro su un bastimento fu Napoleone nel 1805: la sua proposta era finalizzata esclusivamente ad aumentare la potenza di fuoco dei bastimenti e non a razionalizzare l\u2019impiego delle artiglierie. A pi\u00f9 riprese ordin\u00f2 al ministro della Marina Decr\u00e9s di modificare l\u2019armamento dei vascelli abolendo i calibri minori fino al 12 libbre e adottando in loro vece cannoni e carronate da 36 libbre. Un vascello da 74 avrebbe dovuto essere armato con cannoni e carronate da 36 lb e carronate di minor calibro sul cassero e sul castello, una fregata con cannoni e carronate da 36.&nbsp;Anche l\u2019energia di Napoleone non riusc\u00ec per\u00f2 a smuovere la Marina francese dal suo immobilismo e tradizionalismo, e il suo schema non fu mai implementato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la fine della guerra, una proposta di standardizzare l\u2019armamento navale su un unico calibro fu avanzata dal francese <strong><span style=\"color: #008000;\">Tupinier<\/span><\/strong> che nel 1822 propose sia per i vascelli di tutti i ranghi che per le fregate da 60 cannoni un armamento composto da cannoni da 30 libbre in versione lunga e corta e da carronate dello stesso calibro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1828 la marina francese accolse le idee di <strong><span style=\"color: #008000;\">Tupinier<\/span><\/strong>: un\u2019ordinanza ministeriale decret\u00f2 che tutti i vascelli e le fregate di primo rango di nuova costruzione fossero armate con cannoni e carronate da 30 (164,7 mm); restavano escluse le fregate di secondo rango che avrebbero continuato ad essere armate con pezzi da 24, quelle di terzo rango con pezzi da 18 e i grossi brigantini con carronate da 24 e cannoni da 18, cos\u00ec come le unit\u00e0 costruite sulla base dei vecchi progetti che avrebbero mantenuto l\u2019armamento originale. Nel 1837 una nuova ordinanza decret\u00f2 l\u2019adozione del cannone da 30 quale unico calibro per l\u2019armamento delle unit\u00e0 di ogni classe e ribad\u00ec che tutti i bastimenti la cui costruzione era cominciata prima del 1824 avrebbero mantenuto l\u2019armamento sulla base del quale il loro progetto e dimensioni erano stati calcolati, compresi i cannoni da 36.&nbsp; Le fonderie francesi stentarono a produrre il gran numero di nuovi cannoni necessari, per cui fu giocoforza destinarli solo all\u2019armamento delle unit\u00e0 pi\u00f9 moderne e mantenere comunque in servizio le artiglierie di vecchio modello da utilizzare nel caso un conflitto fosse iniziato prima che la riorganizzazione dell\u2019artiglieria navale fosse completata.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1825 un ufficiale dell\u2019artiglieria britannica, il <strong><span style=\"color: #008000;\">colonnello Munro<\/span><\/strong>, sottopose all\u2019Ammiragliato un documento, nel quale proponeva di armare tutte le unit\u00e0 della marina con nuovi modelli del cannone da 32 libbre; scelse questo calibro in base al fatto che in tutti i combattimenti che avevano visto la marina britannica vincitrice era stato il calibro maggiore utilizzato, mentre in quelli nei quali era stata sconfitta le fregate armate con i 18 lb non avevano retto il confronto con quelle da 24 lb statunitensi; inoltre Munro tenne conto dell\u2019opinione degli ufficiali della Marina che asserivano che nello stesso intervallo di tempo il 32 libbre poteva sparare 4 o 5 colpi contro i 3 del 36 lb francese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Antonicelli-cannoni-3.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Antonicelli-cannoni-3.jpg\" width=\"780\" height=\"1172\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nuovi cannoni proposti erano l\u2019attuale 32 lb, pesante 57 cwt, con carica da 10 lb, per i ponti inferiori dei vascelli di linea, un 32 lb modificato, pesante 42 cwt, con carica da 5 o 6 lb per i ponti superiori dei vascelli e sulle fregate, un 32 lb di seconda classe modificato, pesante 25 cwt, con carica da 3,5 o 4 lb, per i casseri e i castelli di fregate e vascelli, sui ponti dei brigantini da 18 e tutte le unit\u00e0 pi\u00f9 piccole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta di <strong><span style=\"color: #008000;\">Munro<\/span><\/strong> avrebbe richiesto la sostituzione immediata di migliaia di pezzi di calibro inferiore al 32 con altrettanti di nuova fusione; per questo motivo la Marina britannica esit\u00f2 a lungo prima di adottare definitivamente il nuovo sistema di armamento. Nel 1829 vennero comunque fusi nuovi pezzi da 32 e nell\u2019anno successivo si cominci\u00f2 a far ricorso al sistema di portare al calibro di 32 (162,8 mm circa) i cannoni da 18 (134 mm circa) e 24 (148 mm circa), soluzione certamente rapida ed economica ma non esente da rischi: se lo spessore del 24 lb si riduceva di poco meno di 6 mm, quello da 18 si assottigliava di pi\u00f9 di mezzo pollice (12,7 mm) rendendo imperativo l\u2019utilizzo di cariche ridotte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Marina britannica si trovava oberata da un gran numero di unit\u00e0 delle quali molte erano di recente costruzione, tanto che numerose fregate rimasero incomplete sugli scali oppure vennero poste in disarmo non appena completate, ma nel 1839 si trov\u00f2 obbligata a seguire l\u2019esempio francese, ufficializzando il calibro unico da 32; tra quella data e il 1848 saranno realizzati pi\u00f9 di 8.000 pezzi da 32, tra nuovi e ricalibrati suddivisi tra una pletora di versioni di peso e dimensioni differenti; nel 1839 il suo parco artiglierie era composto da pezzi di \u201calmeno sei generi e trentuno specie, escluse le carronate\u201d.&nbsp;La Marina francese solo nel 1849 adotter\u00e0 due ulteriori versioni del cannone da 30 con la stessa forma e proporzioni del 30 corto, ma di dimensioni e peso inferiori. Queste due nuove versioni, pesanti 2.156 e 1.850 kg, saranno designate N\u00b0 3 e N\u00b0 4, mentre gli originari 30 lungo e corto diverranno il N\u00b0 1 e N\u00b0 2.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1847 un vascello britannico da 120 cannoni era armato con 28 pezzi da 32 lb pesanti 2,8 t, 32 pesanti 2,5 t e 34 pesanti 2,1 t sui tre ponti; 6 da 2,1 t e 14 carronate da 0,8 t sul castello e sul cassero; inoltre, aveva 6 cannoni-obice da 8 pollici (203 mm). Una corvetta di 1\u00b0 classe aveva 16 cannoni da 32 pesanti 2 t e 2 da 2,1 t. Il nuovo sistema di armamento fu adottato da tutte le marine non senza che si levassero alcune voci critiche, come quella del capitano John Dahlgren che pur approvando il sistema sottoline\u00f2 come la confusione generata da munizionamento differente con l\u2019unificazione dei calibri si fosse solamente spostata dai proietti alle cariche e propose invece di adottare anche un unico tipo di cannone su tutti i ponti e su tutti i tipi di bastimenti che fossero in grado di sostenerlo, proposta che port\u00f2 poi all\u2019adozione da parte della US Navy dei noti cannoni da lui progettati. D\u2019altra parte l\u2019uniformit\u00e0 completa dei calibri fu interrotta negli anni \u201940-50 dell\u2019800 quando furono adottati i grossi cannoni obici da 22 cm da parte della Marina francese e da 8 e 10 pollici da parte di quella britannica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da parte britannica, l\u2019adozione delle versioni del cannone da 32 lb pi\u00f9 leggere che erano imbarcate sulle fregate e sulle corvette cre\u00f2 notevoli problemi di controllo del rinculo.&nbsp;All\u2019epoca il rinculo dei pezzi era ridotto solamente dal peso del cannone stesso e dal diametro delle rotelle degli affusti (minore era il loro diametro e maggiore era l\u2019attrito con il ponte); la braca di rinculo serviva unicamente per arrestarne definitivamente il movimento a fine corsa. Il peso dei cannoni delle versioni pi\u00f9 leggere dei pezzi da 32 non era pi\u00f9 sufficiente ad smorzarne il rinculo. Furono perci\u00f2 ideati nuovi modelli di affusti dotati dei primi rudimentali freni di rinculo.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/antonicelli-cannoni-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-cannoni-1.jpg\" width=\"868\" height=\"1015\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo di questi affusti fu quello ideato dal colonnello Millar negli anni \u201830, che divenne per\u00f2 universalmente noto con il nome di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Sir Thomas Hardy\u2019s compressor carriage<\/span><\/strong>\u201d (affusto a compressione Hardy) dal nome dell\u2019ammiraglio che ne patrocin\u00f2 l\u2019adozione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si vede dal disegno, l\u2019affusto era composto da una slitta sulla quale era incavalcato il pezzo che scorreva su di un telaio fisso imperniato anteriormente.&nbsp;La parte anteriore della slitta appoggiava sul telaio mentre quella posteriore appoggiava direttamente sul ponte tramite due lunghe gambe; l\u2019attrito delle gambe contro il tavolato contribuiva a ridurre il rinculo ma a causa della ridotta superficie strisciante ci\u00f2 non era sufficiente. L\u2019affusto era perci\u00f2 dotato di un <em>compressore<\/em>, un freno meccanico alquanto rudimentale simile ad una morsa le cui ganasce erano costituite da due piastre metalliche verticali con sezione ad L il cui lato superiore era fissato alle facce interne degli aloni (i due tavoloni verticali che sostenevano il cannone); grazie all\u2019elasticit\u00e0 del metallo le due piastre avevano una certa libert\u00e0 di movimento trasversale.&nbsp;Un lungo asse metallico attraversava le due piastre e l\u2019alone di destra, al quale era solidale; la sua estremit\u00e0 sinistra filettata era annegata in una madrevite che era inserita nell\u2019alone sinistro. Ruotando quest\u2019ultima tramite un manubrio le due piastre si stringevano ai fianchi del telaio mentre l\u2019unghia formata dalla gamba corta della L agguantava il suo bordo inferiore esterno, aumentando l\u2019attrito degli aloni contro il telaio e riducendo cos\u00ec ulteriormente il rinculo. &nbsp;La Royal Navy utilizz\u00f2 estesamente l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">affusto Hardy<\/span><\/strong> a bordo di fregate, corvette e brigantini.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/antonicelli-cannoni-2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-cannoni-2.jpg\" width=\"775\" height=\"1326\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la Marina statunitense utilizz\u00f2 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">affusto Hardy<\/span><\/strong> imbarcandolo sugli sloops di 3\u00b0 classe, lo trov\u00f2 per\u00f2 \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">pesante, difficile da maneggiare, pi\u00f9 ingombrante di ogni altro tipo di affusto<\/span><\/strong>\u201d; fu sperimentata una versione modificata e dotata di un pi\u00f9 efficiente freno meccanico ideato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Van Brunt<\/span><\/strong> ma nel 1852 non ne era ancora stata decisa l\u2019adozione.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Aldo Antonicelli<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Originariamente pubblicato dal Laboratorio di Storia marittima e navale &#8211; Universit\u00e0 di Genova<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">BIBLIOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\nAide-memoire to the military sciences, 2\u00b0 ediz. vol. I, Londra, 1853.<br \/>\nJ. A. Dahlgren, Shell and Shel-Guns, Filadelfia, 1856.<br \/>\nInstructions in Relation to the Preparation of Vessel of War for Battle, Navy Department, Washington, 1852.<br \/>\nW. Morgan e A. Creuze, Papers on naval architecture, vol. III, Londra, 1831.<br \/>\nM. Tupinier, Observations on the Dimensions of the Ships of the Line and frigates, trad. dall\u2019originale francese, Londra, 1830.<br \/>\nM. Tupinier, Rapport sur le materiel de la Marine, Parigi, 1838.<br \/>\nW. N. Jeffers, Jun., A Concise Treaty on Theory and Practice of Naval Gunnery, Appleton &amp; Co., New York, 1850.<br \/>\nU.S. Nautical Magazine and Naval Journal, vol. \/ n\u00b0 1, Gennaio 1858.<br \/>\nZeni et Deshays, Renseignements sur le mat\u00e9riel de l\u2019artillerie navale de la Grande-Bretagne en 1835, J. Corr\u00e9ard, Paris, 1840.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a> J. Dahlgren, Shell and\u2026, op. cit., pag. 273..<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVIII-XIX SECOLO AREA: MARINE MILITARI parole chiave: artiglieria navale, cannoni . 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