{"id":55051,"date":"2021-03-29T00:36:44","date_gmt":"2021-03-29T00:36:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=55051"},"modified":"2026-07-04T11:23:17","modified_gmt":"2026-07-04T09:23:17","slug":"tipi-di-nodi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/55051","title":{"rendered":"Tipi di nodi di Marcello Polacchini"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: MARINARESCO<br \/>\nPERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: nodi comuni<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni nodo ha le sue caratteristiche che sono\u00a0la semplicit\u00e0 di esecuzione, la adattabilit\u00e0 ad una particolare funzione, la resistenza, la sicurezza e la facilit\u00e0 di scioglimento anche con la cima bagnata.\u00a0Sono circa una decina i nodi da conoscere e che sono sufficienti ad eseguire un buon recupero, ma anche per essere usati in tante altre attivit\u00e0 di mare o di terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi si dividono in <strong><span style=\"color: #008000;\">NODI di ARRESTO, NODI di GIUNZIONE, NODI ad OCCHIO o GASSE, NODI di AVVOLGIMENTO, IMBRACATURE e PARANCHI<\/span><\/strong>.\u00a0 Vediamoli insieme<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NODI di ARRESTO<br \/>\n<\/span><\/strong>Si eseguono ad una estremit\u00e0 della cima per evitare che questa si sfili da un foro o una apertura. Alcuni nodi di arresto sono usati anche a scopo decorativo e come nodi di appesantimento per cime o sagole da lancio. I pi\u00f9 conosciuti sono:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NODO SEMPLICE o SINGOLO<\/span><\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 1101px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/NODI-NODO-SEMPLICE-1920px-Vudcovsky_uzel-1024x562.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NODI-NODO-SEMPLICE-1920px-Vudcovsky_uzel-1024x562.jpg\" width=\"1101\" height=\"604\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">nodo semplice \u00e8 l&#8217;esempio pi\u00f9 comune di nodo ed \u00e8 la base per nodi pi\u00f9 complessi. &#8211; autore Parkis<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:V%C5%AFdcovsk%C3%BD_uzel.jpg\">V\u016fdcovsk\u00fd uzel.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre ad essere un nodo di arresto, pu\u00f2 essere utilizzato per legare un corpo, purch\u00e9 i due capi siano in tensione. E&#8217; un nodo sicuro, ma ha il difetto di stringersi troppo, danneggiando le fibre e conseguentemente \u00e8 difficile da sciogliersi, particolarmente quando \u00e8 bagnato. Per ottenere il nodo semplice si forma un occhio, all&#8217;interno del quale si introduce il corrente, tirando poi le due estremit\u00e0 per stringerlo.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">NODO SAVOIA o A OTTO<\/span><\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 1107px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/NODI-SAVOIA-1200px-Osmickovy_uzel-1024x629.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NODI-SAVOIA-1200px-Osmickovy_uzel-1024x629.jpg\" width=\"1107\" height=\"680\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>nodo savoia<\/strong> \u00e8 il pi\u00f9 importante nodo di arresto, sicuro perch\u00e9 non indebolisce il cavo, non si stringe eccessivamente e si scioglie con facilit\u00e0 <\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Osmi%C4%8Dkov%C3%BD_uzel.jpg\"><strong>Osmi\u010dkov\u00fd uzel.jpg &#8211; Wikimedia<\/strong> Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<figure style=\"width: 231px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nodo-savoia-ganciato.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nodo-savoia-ganciato.gif\" width=\"231\" height=\"145\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">nodo savoia ganciato<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per eseguire il <strong><span style=\"color: #008000;\">nodo Savoia<\/span><\/strong> fare un\u2019asola tenendola con la mano sinistra, ruotare in senso orario, per due giri, la testa dell&#8217;asola con la mano destra, passare il corrente nell&#8217;asola e stringere tirando il corrente.<\/p>\n<p>Effettuando l&#8217;ultimo passaggio con il corrente lungo ed a formare un doppino, si esegue un <strong><span style=\"color: #008000;\">nodo savoia ganciato<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NODO del CAPPUCCINO<br \/>\n<\/span><\/strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nodo-del-cappuccino.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nodo-del-cappuccino.gif\" width=\"227\" height=\"39\" \/>pi\u00f9 che un nodo di arresto \u00e8 un nodo di appesantimento e le sue dimensioni sono determinate dal numero di giri che il corrente effettua intorno al dormiente, prima di stringere. Si esegue partendo da un nodo semplice, ma prima di assuccare, si eseguono un certo numero di giri intorno all&#8217;asola formata dal dormiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I NODI di GIUNZIONE<br \/>\n<\/span><\/strong>Questi nodi servono per unire le estremit\u00e0 di due cime senza danneggiarne la struttura e si possono sciogliere con estrema facilit\u00e0. Con l&#8217;eccezione del nodo bandiera, sono sicuri solamente quando vengono utilizzate cime dello stesso diametro e dello stesso materiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NODO BANDIERA o di SCOTTA<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/NODI-BANDIERA-1280px-Schotstek_rechts-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NODI-BANDIERA-1280px-Schotstek_rechts-1024x768.jpg\" width=\"1096\" height=\"822\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nodo bandiera \u00e8 il pi\u00f9 importante nodo di giunzione, che offre sicurezza e tenuta anche con cavi di diametro e di natura diversa &#8211; autore foto Markus<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Schotstek_rechts.jpg\">Schotstek rechts.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di rapida esecuzione, non scorre, non danneggia i cavi stringendosi ed offre una ottima resistenza alla tensione. La sua esecuzione \u00e8 semplice: con il cavo di maggior diametro formare una asola, tenendola con la mano sinistra, passare il corrente del cavo pi\u00f9 fine dentro l&#8217;asola circondandola, quindi passare il corrente nell&#8217;occhio formato dalla cima pi\u00f9 fine e assuccare. Anche questo nodo pu\u00f2 essere eseguito in maniera ganciata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NODO PIANO<br \/>\n<\/span><\/strong>il nodo piano, simbolo nel dopoguerra dei volontari della Marina Militare italiana, \u00e8 tra i pi\u00f9 conosciuti nodi di giunzione e serve per unire due cime dello stesso diametro. Semplice da eseguire e facile da sciogliere, offre per\u00f2 poco affidamento in quanto, tirando dormiente e corrente dello stesso cavo, il nodo si rovescia scorrendo sull&#8217;altro cavo. Da usare solamente per legature provvisorie o che non richiedano forte tensione, purch\u00e9 esercitata sui dormienti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/nodo-piano-mod-1024x599.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nodo-piano-mod-1024x599.jpg\" width=\"1109\" height=\"649\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si incrociano i due correnti, soprammettendo quello di destra sul sinistro, e si esegue un nodo semplice avvolgendo con il corrente della cima di sinistra il dormiente di quella destra. Si incrociano i due correnti soprammettendo il corrente proveniente da sinistra sull&#8217;altro, avvolgendolo a formare un nuovo nodo semplice. Fare attenzione che corrente e dormiente della stessa cima passino all&#8217;interno dell&#8217;asola dell&#8217;altra cima. Per stringere il nodo tirare contemporaneamente corrente e dormiente di ogni cima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NODO INGLESE<\/span><\/strong><br \/>\n\u00e8 un classico nodo di giunzione formato da due nodi semplici intrecciati ed offre molta resistenza. Si esegue, con una cima, un nodo semplice senza stringerlo, si passa il corrente dell&#8217;altra cima all&#8217;interno del nodo e si esegue un altro nodo semplice avendo all&#8217;interno il dormiente della prima cima, si stringono i due nodi piani e si assucca tirando contemporaneamente i due dormienti.<\/p>\n<figure style=\"width: 1111px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot-2023-05-29-152006.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-05-29-152006.png\" width=\"1111\" height=\"458\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come realizzare il nodo inglese &#8211; Autore foto Markus B\u00e4rlocher <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nodo_inglese\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nodo_inglese<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A fronte di una tenuta elevata e della possibilit\u00e0 di unire corde di diverso diametro \u00e8 difficile da sciogliere una volta terminato il suo utilizzo. Inoltre \u00e8 sconsigliato per unire corde dello stesso diametro per i quali si preferisce il nodo galleggiante &#8211; animazione da <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/carrozzadergambini.it\/\">https:\/\/carrozzadergambini.it\/<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">DUE GASSE\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\nsono asole o cappi eseguiti quasi sempre all&#8217;estremit\u00e0 di un cavo, che non vanno a stringersi, come i nodi scorsoi, sull&#8217;oggetto di presa. Esse servono per congiungere due cime di grosso diametro, anche diverso, e di diversa natura, con una ottima tenuta. Per l&#8217;esecuzione vedi la gassa d&#8217;amante semplice eseguita con il metodo dell&#8217;anello. Una volta eseguita la prima gassa, si passa il corrente della seconda all&#8217;interno della asola della prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">GASSA D&#8217;AMANTE SEMPLICE<\/span><\/strong><br \/>\n\u00e8 la pi\u00f9 comune e la pi\u00f9 usata. Nodo molto sicuro come tenuta e facile da sciogliere anche con la cima bagnata, si esegue in tanti modi, anche se qui ne vengono spiegati solamente i due pi\u00f9 comuni.<\/p>\n<figure style=\"width: 302px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/NODI-GASSA-DAMANTE-200px-BowlineHeaderImage.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NODI-GASSA-DAMANTE-200px-BowlineHeaderImage.jpg\" width=\"302\" height=\"453\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> Autore David J. Fred CC 2.5<\/span> <\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/gassa-damante.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gassa-damante.png\" width=\"703\" height=\"390\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Anche questo nodo pu\u00f2 essere eseguito ganciato per facilitare lo scioglimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Metodo dell&#8217;anello:<\/span><\/strong> si esegue un anello tenendo il corrente sopra il dormente e formando una asola delle dimensioni desiderate, si passa il corrente nell&#8217;anello e dietro il dormiente, si passa nuovamente il corrente nell&#8217;anello, formando una asola delle dimensioni desiderate. Si assucca tirando il dormiente mentre il corrente ed il bordo dell&#8217;asola sono tenuti insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Metodo del tiro:<\/span> <\/strong>si passa il corrente in un punto fisso, come un anello di metallo, e si esegue un nodo semplice senza serrarlo, si rovescia il nodo tirando il corrente verso il basso, si passa il corrente dietro il dormiente e lo si inserisce nell&#8217;anello formato dalla cima, si assucca tenendo il corrente insieme all&#8217;asola e tirando il dormiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NODI di AVVOLGIMENTO<br \/>\n<\/span><\/strong>Sono dei nodi che si eseguono direttamente sull&#8217;oggetto e se sottoposti a tensione iniziano a scorrere ed a stringere. Facili e rapidi da eseguire e da sciogliere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">MEZZI COLLI<\/span><\/strong><br \/>\nsono nodi di base, di rapida e facile esecuzione, utili per legature provvisorie o per finire e chiudere altri nodi. Si esegue un nodo semplice portando il corrente nel senso del dormiente, si avvolge con il corrente il dormiente e lo si passa nell&#8217;occhio, si assucca tirando il dormiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Attenzione:<\/span> <span style=\"color: #008000;\">I nodi mezzo collo (semplice e doppio) sono<\/span> <span style=\"color: #008000;\">nodi provvisori<\/span> <span style=\"color: #008000;\">che non debbono sopportare grandi trazioni<\/span><\/strong>. Sono utilizzati come complemento e sicurezza per altri tipi di nodi. Ad esempio, per legare, appendere, agganciare e possono essere applicati ad un anello o dopo aver dato volta intorno ad una bitta. Tipico il loro uso nell&#8217;ormeggio di una piccola imbarcazione.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/NODO-PARLATO-800px-Nodo-barcaiolo-715x1024.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NODO-PARLATO-800px-Nodo-barcaiolo-715x1024.jpeg\" width=\"1097\" height=\"1571\" \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nodo parlato o del barcaiolo <\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Nodo-barcaiolo.JPG\">Nodo-barcaiolo.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>NODO<\/strong> <strong>PARLATO SEMPLICE<\/strong><\/span><br \/>\nIl parlato \u00e8 il nodo pi\u00f9 conosciuto dei nodi di avvolgimento, di rapida esecuzione, ha una ottima tenuta, permette di bloccare quasi istantaneamente un cavo in tensione e di regolare con rapidit\u00e0 la lunghezza della cima allentando la tensione. Si pu\u00f2 eseguire su pali o anelli e ci sono vari modi di eseguirlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Metodo a girare<\/span><\/strong>: si tiene il dormiente con la mano sinistra e con la destra si passa il corrente in senso orario avvolgendo il palo e, trattenendolo con la mano sinistra dopo il giro, si esegue un altro passaggio del corrente sul palo passando sulla sinistra del precedente. Si completa il giro passando con il corrente tra la cima ed il palo e si stringe mettendo in tensione il dormiente.<\/p>\n<table style=\"height: 355px;\" width=\"576\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p><figure style=\"width: 286px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nodo-parlato-ganciato.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nodo-parlato-ganciato.gif\" width=\"286\" height=\"176\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Parlato semplice ganciato<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/td>\n<td>\n<p><figure style=\"width: 203px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nodo-parlato-su-anello.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nodo-parlato-su-anello.gif\" width=\"203\" height=\"511\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00a0Parlato semplice su anello<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Con questo metodo \u00e8 possibile effettuare il parlato semplice anche su un anello e nel modo ganciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Metodo semplice ad otto<\/span><\/strong>: tenendo il dormiente con la mano sinistra si forma un&#8217;asola passando con il corrente, in senso anti orario, sotto il dormiente e bloccandolo tra il pollice e l&#8217;indice sinistri.\u00a0Si esegue un&#8217;altra asola in senso anti orario, a formare un otto, e soprammettendola alla prima.\u00a0Nelle due asole soprammesse si passa l&#8217;oggetto, normalmente un palo, su cui serrare il nodo assuccando con il dormiente.<\/p>\n<figure style=\"width: 1086px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/NODO-BOCCA-DI-LUPO-Tete_dalouette.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NODO-BOCCA-DI-LUPO-Tete_dalouette.jpg\" width=\"1086\" height=\"1199\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bocca di lupo &#8211; autore Malta<\/span><\/strong> \u00a0<strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:T%C3%AAte_d%27alouette.jpg\">T\u00eate d&#8217;alouette.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NODO BOCCA DI LUPO<br \/>\n<\/span><\/strong> \u00e8 usato per agganciare qualsiasi cosa, che non pesi eccessivamente, ad anelli o pali. Normalmente viene usato per i parabordi delle barche, \u00e8 un nodo semplice che per\u00f2 sottoposto a tensione tende a scorrere. Con il corrente di esegue una volta intorno ad un anello o palo, si passa sopra il dormiente e si esegue una nuova volta, rovescia alla prima, facendo uscire il corrente dalla parte del dormiente. Si assucca mettendo in tensione il dormiente. Una curiosit\u00e0: il bocca di lupo veniva talvolta utilizzato per legare il bestiame<span style=\"font-size: 13.3333px;\"> e, <\/span>per questo motivo, in inglese \u00e8 chiamato <i>cow hitch<\/i>. Per impedire che il capo libero scorra per\u00f2 \u00e8 opportuno fissarlo all&#8217;altro con un altro nodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NODO DI ANCOROTTO<\/span><br \/>\n<\/strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nodo-ancorotto.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nodo-ancorotto.gif\" width=\"75\" height=\"228\" \/>prende ovviamente il nome all&#8217;uso che \u00e8 destinato. E&#8217; il pi\u00f9 resistente dei nodi di avvolgimento, semplice da eseguire e da sciogliere. Si eseguono due volte della cima intorno ad un anello, si passa il corrente dietro il dormiente e lo si inserisce all&#8217;interno delle volte. Si assucca il nodo agendo sul dormiente. Su cavi di piccolo diametro si eseguono pi\u00f9 volte.\u00a0Per garantire una maggior sicurezza nella tenuta si eseguono una serie di mezzi colli intorno al dormiente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong><span style=\"color: #008000;\">IMBRACATURE<\/span><\/strong> servono per il recupero dell&#8217;oggetto, mentre i <strong><span style=\"color: #008000;\">PARANCHI<\/span><\/strong> sono utilizzati per mettere in tensione le cime o sollevare oggetti, riducendo lo sforzo, utilizzando normalmente una fune, carrucole o bozzelli. In questa sessione sono costituiti solo da cime e, anche se l&#8217;attrito di lavoro eccessivo pu\u00f2 portare ad un logorio rapido della cima, sono utilizzabili per trazioni o pesi non eccessivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NODO DI BOTTE<br \/>\n<\/span><\/strong> \u00e8 una derivazione dal nodo semplice. E&#8217; un nodo da imbraco per oggetti dalla forma cilindrica ed offre la possibilit\u00e0 di equilibrare il carico senza la necessit\u00e0 di doverlo sciogliere e rifare.<\/p>\n<figure style=\"width: 309px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/NODO-BARILE-640px-Barrel_hitch_instructions-349x1024.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NODO-BARILE-640px-Barrel_hitch_instructions-349x1024.png\" width=\"309\" height=\"907\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">nodo barile, barrel hitch &#8211; Autore Claudelepoisson\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Barrel_hitch_instructions.png\">Barrel hitch instructions.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciando una buona lunghezza al corrente, si esegue un nodo semplice senza stringerlo, si allargano le volte della cima al punto intreccio fra corrente e dormiente, si inserisce l&#8217;oggetto dalla forma cilindrica all&#8217;interno con l&#8217;asola che passa sotto la parte inferiore dell&#8217;oggetto, si mettono in tensione dormiente e corrente verso l&#8217;alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">PARANCO SEMPLICE<\/span><\/strong><br \/>\nconsente di utilizzare una potenza pari alla met\u00e0 della resistenza. Si raddoppia una parte della cima con un cappio, eseguendo un nodo semplice, ed all&#8217;interno dell&#8217;asola si passa il corrente dopo che \u00e8 stato collegato all&#8217;oggetto. Il dormiente deve essere assicurato ad un punto fermo e stabile, atto a sopportare lo sforzo. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">PARANCO DI POLDO<\/span><\/strong> riduce enormemente lo sforzo, \u00e8 auto bloccante, ma ha una escursione pari ad un terzo della massima lunghezza del paranco.\u00a0Ad un capo della cima si esegue una gassa d&#8217;amante, il corrente passa dentro l&#8217;asola e dopo viene fissato su se stesso con una altra gassa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come riporre le cime<\/span> <\/strong><\/span><br \/>\nMolto spesso, quando abbiamo la necessit\u00e0 di usare una cima,\u00a0 questa \u00e8 un groviglio di nodi ed il districarla ci fa perdere molto tempo, che a volte pu\u00f2 essere prezioso, come nelle emergenze. Inoltre, dobbiamo considerare che pu\u00f2 essere stata lesionata la sua struttura dai nodi e quindi pu\u00f2 divenire pericoloso il suo uso.\u00a0Per questo motivo \u00e8 importante saper riporre le cime nel modo corretto, avvolgendole in spire in modo da formare una matassa e bloccarla in modo che non si aggrovigli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/crda-come-raccoglierla.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 crda-come-raccoglierla.gif\" \/>Nelle operazioni di recupero la matassa pu\u00f2 essere fatta a mano avvolgendo nella mano sinistra le spire che faremo con la destra e facendo attenzione alla torsione (fig. 1). Per bloccare la matassa, a secondo dell&#8217;uso finale, si pu\u00f2 procedere in due modi. Il primo \u00e8 appendere la matassa (fig. 2): dopo aver fatto la matassa, con il corrente a modo di doppino, si fa un giro intorno alla parte alta della matassa passando sotto il corrente, seguito da un ulteriore giro che chiuderemo con un mezzo collo. L&#8217;asola cos\u00ec formata permetter\u00e0 di appendere la cima.<\/p>\n<table style=\"height: 264px; width: 69.9358%;\" width=\"583\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 47.8411%;\">\n<p><figure style=\"width: 257px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/corda-come-raccoglierla-2.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 corda-come-raccoglierla-2.gif\" width=\"257\" height=\"169\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Figura 2<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/td>\n<td style=\"width: 86.5285%;\">\n<p><figure style=\"width: 275px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/corda-coem-raccoglierla-3.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 corda-coem-raccoglierla-3.gif\" width=\"275\" height=\"229\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Figura 3 <\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo \u00e8 riporre la matassa (fig. 3): con il corrente si fanno alcuni giri di traverso alla matassa, si doppia il corrente, si passa all&#8217;interno della matassa rovesciandolo su questa e si assucca.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Marcello Polacchini<br \/>\narticolo originale pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.marpola.it\">www.marpola.it<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">se non specificato alcuni disegni sono dell&#8217;ottimo blog <a href=\"https:\/\/www.marinai.it\/utili\/nodi.htm\">Nodi 1 (marinai.it)<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/55039\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>\u00a0 <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/55051\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: MARINARESCO PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: nodi comuni . 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Laureato in Giurisprudenza, ex dirigente d'azienda, in seguito libero professionista, ha abbandonato definitivamente l'attivit\u00e0 lavorativa nel 2014 per dedicarsi esclusivamente alle sue grandi passioni: scrivere, leggere, viaggiare e immergersi.\u00a0Per oltre vent'anni ha navigato in barca a vela, regatando anche come professionista in tutto il Mediterraneo. Abbandonata la vela agonistica, dalla met\u00e0 degli anni '90, dopo aver conseguito i necessari brevetti, si \u00e8 dedicato all'immersione subacquea affiancando alla sua attivit\u00e0 professionale quella d'istruttore e guida subacquea. 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