{"id":53895,"date":"2021-02-23T00:16:37","date_gmt":"2021-02-23T00:16:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=53895"},"modified":"2023-05-28T14:36:13","modified_gmt":"2023-05-28T12:36:13","slug":"la-cantieristica-navale-efficienza-ed-innovazione-capacita-di-nuove-costruzioni-vs-perdite-e-incremento-del-potenziale-offensivo-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/53895","title":{"rendered":"La cantieristica navale tedesca durante la II guerra mondiale: efficienza ed innovazione e capacit\u00e0 di nuove costruzioni a fronte delle perdite e dell&#8217;incremento del potenziale offensivo \u2013 parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<br \/>\nPERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO &#8211; MAR BALTICO<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Sommergibili, U boot, cantieri&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Germania disponeva di una cantieristica navale di alto livello ed introdusse metodi innovativi nella costruzione navale, con un modello antesignano di quello che \u00e8 oggi lo <strong><span style=\"color: #008000;\">just in time<\/span> <\/strong>dell\u2019industria automobilistica, con la costruzione di sezioni complete in aree\/impianti decentrati.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/cantieri-navali-tedeschi-II-GM-x-smg-1024x726.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cantieri-navali-tedeschi-II-GM-x-smg-1024x726.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una scelta indovinata ed interessante che poteva portare ad ancora migliori risultati se fosse stata gestita in forma meno rigida, meno teutonica, mirata anche all\u2019innovazione e semplificazione del prodotto: una scelta comunque basata su alta specializzazione e soluzioni complesse che generavano costi elevati ed imponevano maestranze molto qualificate, sottratte ad altri settori. Basterebbe pensare a cosa si sarebbe ottenuto se da tale diversificazione impiantistica e da tale decentramento produttivo si fosse passati ad una vera innovazione su tutta la catena di processo come fecero gli americani, e non solo con le Liberty.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le infrastrutture erano moderne con un\u2019incredibile attenzione agli aspetti della protezione delle stesse (molti degli scali a poco a poco vennero racchiusi in bunkers di enormi dimensioni, con l\u2019effetto indotto di una migliore lavorazione al coperto). <strong><span style=\"color: #008000;\">Una buona parte dei cantieri erano concentrati a nord della Germania e sul Baltico, con l\u2019effetto per alcuni di rimanere per molto tempo a ridosso delle incursioni aeree.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/cantieri-navali-tedeschi-2-gm-smg-1024x621.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cantieri-navali-tedeschi-2-gm-smg-1024x621.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/cantieri-tedeschi-2-gm-smg-1024x522.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cantieri-tedeschi-2-gm-smg-1024x522.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/cantieri-smg-2-gm-tedeschi-nota-1024x343.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cantieri-smg-2-gm-tedeschi-nota-1024x343.jpg\"><span style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\">I cantieri navali erano certamente una delle migliori espressione del potenziale industriale tedesco, ma non furono indenni dai fenomeni che caratterizzarono tutto il sistema produttivo tedesco: troppi modelli di componenti prodotti in troppi stabilimenti e con limitata standardizzazione, mentre la necessit\u00e0 di nuovi materiali ed acciai speciali risultava contingentata per soddisfare tutti i settori della macchina bellica e produttiva tedesca Basta poi soffermarsi su dati produttivi dei cantieri per rendersi conto che in base a tali volumi di costruzione esisteva, anche da parte dell\u2019industria, una grande resistenza al cambio; esistevano lobbies tentacolari nell\u2019 industria di guerra, la speculazione era dilagante, ed era ovviamente molto pi\u00f9 remunerativo puntare su pochi modelli e minimi cambi piuttosto che su evoluzioni continue per adattarsi alle cangianti necessit\u00e0 operative. Il fenomeno della costruzione degli U boot tedeschi nella seconda guerra mondiale non \u00e8 stato sufficientemente studiato nelle sue radici di capacit\u00e0 industriale e di disponibilit\u00e0 all\u2019innovazione produttiva: non si tratta di progresso tecnico, che c\u2019\u00e8 stato, anche se disperso in mille rivoli e mille progetti, con risultati inferiori a quelli che si pensano, ma si tratta di valutare in forma comparativa la capacit\u00e0 industriale globale della nazione tedesca e la sua capacit\u00e0 di rispondere alle&nbsp; esigenze strategiche di una guerra in Atlantico, contro avversari in continua evoluzione.<\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 1017px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/unita-effettivamente-consegnate-alla-kreigsmarine-2-gm-smg.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 unita-effettivamente-consegnate-alla-kreigsmarine-2-gm-smg.jpg\" width=\"1017\" height=\"791\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La tabella mostra le unit\u00e0 effettivamente consegnate alla kreigsmarine durante la seconda guerra mondiale<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le apparenze e i grandi numeri, la cantieristica tedesca rispose tardi e male, insufficientemente alle esigenze di una guerra che era persa in partenza, solo \u201cpartita bene\u201d per l\u2019inesperienza e l\u2019impreparazione degli avversari. Esistono pubblicazioni importanti al riguardo, come <strong><span style=\"color: #008000;\">U-Boat di E. Rossler<\/span><\/strong>, che tratta a fondo l\u2019aspetto della capacit\u00e0 industriale e cantieristica, ma non la inquadra in un\u2019analisi comparativa di strategie e tecnologie disponibili all\u2019epoca, uno studio interessante che sarebbe auspicabile a settanta anni di distanza. Io stesso avevo affrontato il problema con uno studio comparativo, tra la capacit\u00e0 di produzione e di adeguamento degli u-boot e quella della produzione di naviglio di superficie degli alleati (fondamentalmente le Liberty) dimostrando che su questo confronto, e sul relativo gap industriale (non solo tecnologico) si era giocato l&#8217;esito della guerra (le stesse considerazioni in fondo potevano essere ribaltate sul conflitto con il Giappone).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il gap tecnologico ed industriale<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Non \u00e8 stata solo l\u2019Italia ad entrare in guerra impreparata, ma occorre mentalizzarsi sul fatto che anche la Germania \u00e8 risultata impreparata al conflitto. Esistono, riprese da diversi autori, posizioni assolutamente negazioniste sull\u2019evoluzione dei sommergibili tedeschi nel corso del conflitto mentre, per dimostrare l\u2019opposto, altri si attestano sui progressi dei Type XXI e XXIII, od i successivi&nbsp; progetti ancor pi\u00f9 avanzati, per emettere valutazioni positive. La 2^ Guerra mondale ha evidenziato certamente un progresso tecnico\/costruttivo tedesco (la somma di ricerca, sviluppo tecnologico ed applicazione industriale), ma minore di quella rivoluzione che si pensa, e non all\u2019altezza del mito che intorno ad esso si \u00e8 costruito. Si tratta di una problematica non limitata al solo campo navale ma a&nbsp; tutto lo sforzo bellico tedesco (con le sfumature e implicazioni naziste), con un sottile distinguo tra definizioni di Marina Tedesca e Politica e strategia navale naziste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe troppo facile \u2013 e superficiale \u2013 attribuire tale distinzione a pura speciosit\u00e0, o al buonismo post-guerra per l\u2019\u201cassoluzione\u201d di un alleato; una certa distinzione \u00e8 esistita in realt\u00e0, con gravissime ripercussioni nella preparazione ancor pi\u00f9 che nella condotta della guerra. Si \u00e9 creato un mito, strascico anche della propaganda pre-guerra, dell\u2019efficienza e dell\u2019organizzazione tedesca (e nazista) ma poco si \u00e8 approfondito e scritto sulle frammentazioni, sulle sovrapposizioni, la mancanza di una strategia e di un coordinamento, la mancanza di risultati e contributi nella ricerca, militare e non, e nella loro applicazione in scala industriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019analisi dei veri risultati, nel passaggio alla produzione su scala industriale di nuove armi e sistemi, \u00e8 molto negativa, e quasi drammatica, a causa dell&#8217;influenza del regime, con le sue fazioni e lotte intestine, ma soprattutto dalle tentacolari lobbies industriali.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basta una citazione, non un aneddoto poco conosciuto, sulle frammentazioni delle competenze e le sovrapposizioni: <strong><span style=\"color: #008000;\">parte delle ricerche per le applicazioni militari dell\u2019energia atomica, che ebbero alterne fortune in Germania, pur partendo da uno stato dell\u2019arte e basi pi\u00f9 avanzate e concrete che negli Stati Uniti furono condotte sotto l\u2019egida e nell\u2019ambito del Ministero delle Poste, con scarsissimo coordinamento e travaso verso le altre amministrazioni pi\u00f9 direttamente impegnate nello sforzo bellico<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra non fu condotta, n\u00e9 tanto meno vinta, con armi segrete; questo vale per i tedeschi ma anche per gli alleati: malgrado l\u2019aspetto truculento nei confronti del Giappone, gi\u00e0 piegato, non furono le armi atomiche, n\u00e9 le armi segrete n\u00e9 nuove armi a far vincere la guerra agli alleati: arrivarono troppo tardi per condizionare l\u2019esito del conflitto, ne furono solo il suggello, anche per mettere bene in chiaro chi fossero i nuovi detentori del potere nell\u2019equilibrio mondiale. Da parte alleata si ottennero grandi successi, tali perch\u00e9 collegato ad una capacit\u00e0 di sviluppo industriale, successi solidi che mostrarono come l\u2019evoluzione tecnologica dovesse essere immediatamente legata ad applicazioni, evoluzione e non necessariamente rivoluzione, mentre la Germania non seppe n\u00e9 pot\u00e9 sfruttare risultati o postulati di ricerche anche pi\u00f9 avanzati, per il tempo.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/unita-smg-tedeschi-perse-periodo-39-45-2gm-1024x733.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 unita-smg-tedeschi-perse-periodo-39-45-2gm-1024x733.jpg\" width=\"1024\" height=\"733\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nell&#8217;analisi della tabella, va considerata un\u2019alta percentuale di navi non pronte, fattore che unito a lunghi tempi di transito alle zone operative, influenza la disponibilit\u00e0 delle unit\u00e0 in azione per la lotta ai convogli. Anche da questa tabella risulta evidentemente lo sfasamento tra la reale disponibilit\u00e0 di battelli e le necessit\u00e0 della battaglia dell\u2019Atlantico, da considerarsi come lotta impari e senza alcuna possibilit\u00e0 di successo; di domandiamo quindi cosa sono stati i sommergibili se non un deterrente o una forma di pressione e logorio psicologico per gli avversari, quasi un\u2019applicazione delle teoria del Mahan della fleet in being?<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto, e questo vale soprattutto per la Germania, acceler\u00f2 la ricerca e la corsa tecnologica, e prepar\u00f2 le armi per la guerra successiva, la guerra fredda, ma nessuno dei contendenti, neppure la potenza economico-industriale per eccellenza, gli Stati Uniti, fu in grado di conseguire una trasformazione radicale della tecnologia e della dottrina militare prima della conclusione del conflitto.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte I &#8211; continua&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gian Carlo Poddighe<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima varo di un Uboot type VII, gennaio 1941 &#8211; Unknown photographer &#8211; Archivi di Cracovia &#8211;&nbsp;<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Wodowanie_niemieckiego_okr%C4%99tu_powodnego_(U-Boot_typu_VII)_(2-2559).jpg\">Wodowanie niemieckiego okr\u0119tu powodnego (U-Boot typu VII) (2-2559).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia e ricerche&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&#8211;&nbsp; US Naval Institute, Annapolis &#8211; Books, articles and publ.<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;IWM &#8211; London<br \/>\n&#8211;&nbsp; U-Boot Archives, Sylt (Prof. H. Bredow)<br \/>\n&#8211;&nbsp; National Arch. And Rec. Adm., Washington DC &#8211; Rec. U Boats warfare<br \/>\n1939\/45<br \/>\n&#8211;&nbsp; Ufficio Storico Marina Militare italiana &#8211; Sommergibili in Atlantico<br \/>\n&#8211;&nbsp; Kaaiser Fund.<br \/>\n&#8211;&nbsp; Rower &#8211; Axis Submarine Success<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Rower &#8211; Chronology of war at sea<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Churchill &#8211; La 2^ Guerra Mondiale<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;J.P. Mallman Showell &#8211; U Boats under the swastika<br \/>\n&#8211;&nbsp; Bekker &#8211; The German Navy<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;C. Bekker &#8211; Hitler\u2019s naval war<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;K. D\u00f6nitz &#8211; Ten years and tenti Days<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Gr\u00f6ner &#8211; German Navy 1815\/1945 &#8211; vol 2<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;H. Bodo &#8211; U Boats in action<br \/>\n&#8211;&nbsp; Lohmann and Hildebrand &#8211; Kriegsmarine 1939\/45<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Macintyre &#8211; The battle of the Atlantic<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Rossler &#8211; The U-Boat<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Ruge &#8211; Sea warfare 1939-45<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;U. Gabler &#8211; Construcci\u00f2n de Submarinos<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Preston &#8211; Submarines<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Lucas &#8211; La 2^GM vista dai tedeschi<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;R.C. Stern &#8211; Tipe VII U-Boats<br \/>\n&#8211;&nbsp; V.E. Tarrant &#8211; The U- Boats offensive 1914-1945<br \/>\n&#8211;&nbsp; ONI &#8211; Naval German Vessel of WW2<br \/>\n&#8211;&nbsp; Gudmundur Helgason &#8211; U-web &#8211; U-Boat war 1939\/45<br \/>\n&#8211;&nbsp; R. Winklareth Naval Shipbuilders of the world<br \/>\n&#8211;&nbsp; Showell German Navy Handbook<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/53895\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/53897\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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