{"id":53892,"date":"2021-02-20T00:11:54","date_gmt":"2021-02-19T23:11:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=53892"},"modified":"2023-05-27T21:06:44","modified_gmt":"2023-05-27T19:06:44","slug":"i-sommergibili-tedeschi-della-ii-guerra-mondiale-di-giancarlo-poddighe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/53892","title":{"rendered":"I sommergibili tedeschi della II guerra mondiale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<br \/>\nPERIODO: XX SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Sommergibili<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Secondo molti storici la Prima e la Seconda Guerra Mondiale sono lo stesso conflitto con una soluzione di continuit\u00e0: tale concetto \u00e8 a maggior ragione valido per la prima e la seconda battaglia dell\u2019Atlantico.<\/span> <\/strong>In quanto a concetti operativi, a mezzi tecnici ed a molti dei suoi protagonisti la Marina Tedesca affront\u00f2 la seconda guerra mondiale in uno spirito di continuit\u00e0 e, ovviamente, di rivalsa e riscatto della sconfitta subita in prima battuta. Purtroppo anche per i cantieri tedeschi, al contrario di quanto avvenne per la flotta di superficie, la ripresa delle costruzioni subacquee fu percepita in termini di continuit\u00e0 e non di radicale innovazione, adottando schemi, progetti ed attrezzature nel complesso gi\u00e0 ampiamente datati facenti riferimento alle esperienze acquisite nella I guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019 unica vera novit\u00e0, attribuibile non ai cantieri ma al genio organizzativo di <strong><span style=\"color: #008000;\">Speer<\/span><\/strong> e della sua struttura, fu la <strong><span style=\"color: #008000;\">costruzione modulare decentrata<\/span><\/strong>, che coinvolse nelle subforniture una miriade di strutture lontane non solo fisicamente ma anche concettualmente dalla cantieristica navale; strutture che imposero le poche innovazioni introdotte nella costruzione degli \u201cscafi\u201d. La struttura tecnica e le costruzioni subacquee della Marina Tedesca allo scoppio del secondo conflitto mondiale erano nella sostanza l\u2019evoluzione, nella continuit\u00e0, di quelle della fine della prima guerra mondiale, con certi miglioramenti dovuti quasi esclusivamente ad una maggiore disponibilit\u00e0 ed affidabilit\u00e0 dei componenti derivanti dallo sviluppo industriale degli anni &#8217;30, ma anche con i condizionamenti che la lobby industriale tedesca riusciva ad imporre al regime nazista ed ai suoi organi di programmazione produttiva.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MARINA-TEDESCA-640px-Wodowanie_niemieckiego_okretu_powodnego_U-Boot_typu_VII_2-2559.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-TEDESCA-640px-Wodowanie_niemieckiego_okretu_powodnego_U-Boot_typu_VII_2-2559.jpg\" width=\"640\" height=\"451\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>varo di un sommergibile tedesco Type VII, gennaio 1941- fotografo sconosciuto &#8211; Unknown photographer &#8211; Casa editrice Cracovia-Varsavia Numero di accesso 2-2559 &#8211; Fonte https:\/\/audiovis.nac.gov.pl\/obraz\/2708\/<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Wodowanie_niemieckiego_okr%C4%99tu_powodnego_(U-Boot_typu_VII)_(2-2559).jpg\">Wodowanie niemieckiego okr\u0119tu powodnego (U-Boot typu VII) (2-2559).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In base a tali presupposti ed in base a tali condizionamenti, la marina tedesca non era ancora pronta, dal punto di vista tecnologico, per un nuovo conflitto<\/span><\/strong>; gli studi ed i progetti innovativi partirono troppo in ritardo ed i risultati in generale furono troppo tardivi per essere applicati su nuovi mezzi operativi ed influenzare i risultati della guerra. I mezzi tecnici ad un\u2019analisi critica pi\u00f9 recente ed obbiettiva si sono rivelati inferiori al mito creato intorno ad essi; come esempio basta ricordare che i tre principali tipi di unit\u00e0 della Reichsmarine, il <strong><span style=\"color: #008000;\">tipo II, il tipo VII, il tipo IX<\/span> <\/strong>erano sviluppi di battelli gi\u00e0 ampiamente operativi nella prima guerra mondiale.&nbsp;Il<strong><span style=\"color: #008000;\"> tipo VII<\/span><\/strong> da solo, riprodotto in oltre 600 esemplari, ha costituito oltre il 50% dei battelli in servizio ma anche oltre l\u201980% della forza di prima linea. E\u2019 il tipo di unit\u00e0 subacquea riprodotto, in termini assoluti, nel maggior numero di esemplari; poteva essere considerata un\u2019unit\u00e0 ancora valida all\u2019inizio del conflitto e per le tattiche allora adottate ma divenne sicuramente obsoleta gi\u00e0 nei primi anni di guerra. Malgrado ci\u00f2 un\u2019unit\u00e0, che era solamente il risultato di un\u2019evoluzione relativamente limitata, per quanto riuscita, di un progetto e di concetti costruttivi &#8211; ed operativi &#8211; risalenti alla prima guerra mondiale, nelle sue varie versioni fu prodotta sino agli ultimi giorni del conflitto e costitu\u00ec il nerbo della forza subacquea tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i miti che dovrebbero essere sfatati, esiste la giustificazione di molti scrittori ed analisti che il tipo VII, pur non essendo tecnologicamente pi\u00f9 avanzato dei sommergibili francesi o inglesi, era perfettamente adatto alla dottrina operativa tedesca. Ci si rif\u00e0 ad una supposta perfetta coerenza, modellata sul battello, tra ordini, addestramento del personale, materiale, con la dottrina operativa tedesca (tattica), ma forse non si riflette abbastanza se fosse coerente, evoluta e continua la visione strategica della guerra, inclusa quella sottomarina. Data la discendenza da progetti noti e ben definiti della 1^ guerra mondiale \u00e8 anche abbastanza agevole tratteggiare i principali miglioramenti addottati per la 2^ guerra mondiale, a dimostrazione della relativa modestia di tali interventi e della rapida obsolescenza dei mezzi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a) <strong><span style=\"color: #008000;\">dal punto di vista costruttivo e dell\u2019architettura navale si poterono apportare scarse modifiche ai progetti esistenti, soprattutto in termini di stretching per guadagnare spazi ai fini di una migliore abitabilit\u00e0 e installazione di nuove apparecchiature<\/span><\/strong>; cos\u00ec per i tipi VII si ristudi\u00f2 la sola sezione centrale, in generale con l\u2019allungamento della sezione cilindrica e l\u2019introduzione di limitate modifiche alle sistemazioni interne comprendenti anche casse nafta in posizione pressoch\u00e9 baricentrica all\u2019interno dello scafo resistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b) <strong><span style=\"color: #008000;\">Tanto i motori diesel quanto i motori elettrici risultarono pi\u00f9 affidabili e silenziosi<\/span><\/strong>, quale conseguenza diretta dei progressi e della diffusione degli stessi in campo civile ed industriale piuttosto che risultato di ricerche specifiche (quando si tratt\u00f2 di spingere le ricerche in tali settori e trovare soluzioni specifiche, di maggior potenza, minor peso e dimensioni, le difficolt\u00e0 risultarono pressoch\u00e9 insormontabili in tempi brevi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">c)<strong><span style=\"color: #008000;\"> Le batterie disponibili sul mercato risultarono pi\u00f9 efficienti, permettendo maggiori tempi e percorsi in immersione<\/span><\/strong>; anche in questo caso si tratt\u00f2 di evoluzione di progetti gi\u00e0 disponibili, facilitata dal fatto che l\u2019unico produttore tedesco non fu colpito dalle misure restrittive del trattato di Versailles e non solo continu\u00f2 ad operare sul mercato civile ma effettu\u00f2 anche una serie di forniture per battelli di marine straniere, ma anche in questo settore &#8211; a parte un notevole sforzo di produzione industriale &#8211; poco fu fatto , in tempo utile, in termini di ricerca e sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">d)<strong><span style=\"color: #008000;\"> Per il lancio dei siluri fu introdotto il sistema di lancio senza \u201cbolla d\u2019aria\u201d, tanto perniciosa per l\u2019identificazione del sommergibile nel delicato momento del lancio.&nbsp;<\/span><\/strong> Il numero dei tubi lanciasiluri rimase per\u00f2 ridotto, con ulteriori limitazioni derivanti dalle procedure operative, anche individuali, e la sistemazione e manovra dei siluri risult\u00f2 difficoltosa e condizionante della vita di bordo, ben al di l\u00e0 delle difficolt\u00e0 usuali per l\u2019epoca e la destinazione dei battelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e) <span style=\"color: #008000;\"><strong>S<\/strong><strong>olo a partire dallo scoppio della 2^&nbsp;<\/strong> <strong>guerra mondiale vennero spinte le ricerche ed avviata la produzione di siluri a propulsione elettrica<\/strong><\/span>, meno individuabili per la scia, anche se i siluri elettrici non riuscirono mai a soppiantare completamente i siluri ad aria compressa (e sull\u2019affidabilit\u00e0 dei siluri tedeschi, compresa la pericolosit\u00e0 di alcuni tipi acustici che con certezza in alcuni casi provocarono l\u2019affondamento dei lanciatori, occorrerebbe aprire un capitolo a parte, trattandosi d\u2019altra parte di un problema comune a tutte le marine impegnate nel conflitto). Dal punto di vista delle deficienze cui non si trov\u00f2 (o non si cerc\u00f2) adeguata soluzione, vanno portati come esempi il fatto che i sommergibili tedeschi continuarono ad operare con interventi manuali ed individuali sulle valvole e gli sfoghi d\u2019aria, a scapito della sicurezza e rapidit\u00e0 delle operazioni di immersione. Ad esempio, nella marina inglese, la centralizzazione con azionamento idraulico era gi\u00e0 standard a met\u00e0 degli anni \u201930. Lo stesso <strong><span style=\"color: #008000;\">snorkel<\/span><\/strong>, altro mito creato intorno all\u2019arma sottomarina tedesca, non costitu\u00ec uno standard costruttivo di base e fu faticosamente e progressivamente introdotto in servizio a conflitto inoltrato (a partire da fine 1943\/inizi 1944), dopo molte resistenze e con refitting o adattamenti non omogenei che ne limitarono in molti casi l\u2019uso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una curiosit\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLo studio dello snorkel deriv\u00f2 da uno sviluppo olandese ben noto al <strong><span style=\"color: #008000;\">IvS<\/span> <\/strong>(<strong><span style=\"color: #008000;\">Ingenieurskantoor voor Scheepsbow),<\/span><\/strong> un ufficio tecnico della Reichsmarine, operante all\u2019Aia gi\u00e0 dal 1925. Va notato che nei primi periodi del conflitto, quando nacque il mito dell\u2019arma subacquea tedesca, ciascuna unit\u00e0 riusciva a condurre ripetuti attacchi, sia su uno stesso obbiettivo che su diversi obbiettivi. Tanto per i propri attacchi quanto per la loro sopravvivenza i sommergibili tedeschi potevano sfruttare i limiti (numerici e tattici) delle forze di scorta inglesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il progredire del conflitto gli unici grandi successi tedeschi si ripeterono solo a livello isolato ed in acque canadesi ed americane dove gli alleati (US Navy e RC Navy) stentarono inspiegabilmente a mettere in atto le contromisure gi\u00e0 in atto nell\u2019Atlantico, tra l&#8217;altro derivanti dall\u2019esperienza inglese. Quando le misure di protezione del traffico, la maggiore disponibilit\u00e0 di unit\u00e0 scorta e la maggiore velocit\u00e0 operativa di convogli o unit\u00e0 isolate portarono ad una rapida evoluzione della condotta operativa alleata, si evidenziarono i limiti costruttivi e concettuali dei sommergibili tedeschi, con scarsissime ulteriori possibilit\u00e0 di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">evoluzione della specie<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le capacit\u00e0 di manovra per portarsi all\u2019attacco risultarono estremamente ridotte ed anche nei migliori dei casi ciascuna unit\u00e0 non aveva la possibilit\u00e0 di ripetere o correggere l\u2019attacco<\/span><\/strong>; pi\u00f9 grave ancora, le limitazioni nella velocit\u00e0 e capacit\u00e0 di manovra condizionarono le manovre di disimpegno, con poche possibilit\u00e0 di scampo a cacce prolungate: quando un sommergibile \u00e8 immerso e deve contare per la propria salvezza solo sulla propria relativa e questionabile invisibilit\u00e0 (anche acustica) la bilancia pende dalla parte dell\u2019attaccante ed il problema si riduce, per lo stesso, a depositare la giusta carica nel posto giusto nel momento esatto in cui si richieda.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Hedgehog_anti-submarine_mortar.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Hedgehog_anti-submarine_mortar.jpg\" width=\"800\" height=\"614\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un mortaio anti-sommergibili Hedgehog da 24 bombe sul HMS Westcott &#8211; Autore Royal Navy official photographer &#8211; Fonte IWM (collection no. 4700-01)&nbsp;<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Hedgehog_anti-submarine_mortar.jpg\">Hedgehog anti-submarine mortar.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli Alleati vinsero la guerra antisommergibili, pi\u00f9 ancora che con gli affondamenti, quando riuscirono a localizzare i sommergibili tedeschi in ore notturne ed a mantenerli sotto pressione, con incapacit\u00e0 di manovra, lontani dai propri obbiettivi.&nbsp;<\/span><\/strong>Senza entrare nei dettagli di un\u2019analisi tecnico &#8211; costruttiva che merita maggiore spazio, basta infine ricordare come le dimensioni dei sommergibili che hanno costituito la linea principale del conflitto si siano rivelate inadeguate alle esigenze operative, come sempre risultato dei compromessi imposti dall\u2019 adattamento di progetti esistenti; l\u2019abitabilit\u00e0 dei battelli tedeschi, peraltro destinati ad operare in aree lontane malgrado fossero derivati da unit\u00e0 concepite per operare intorno alle isole britanniche, \u00e8 sempre risultata pessima, pregiudizievole per il personale ed insufficiente anche per una minima modernizzazione (o stretching) per l\u2019installazione di nuovi apparati resisi necessari con l\u2019esperienza bellica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le apparecchiature e le armi adottate, e non solo i siluri, non sempre sono risultate all\u2019altezza delle aspettative e della capacit\u00e0 degli equipaggi: malgrado l\u2019enorme sforzo tedesco, di ricerca e non sempre produttivo, anche nella forza subacquea germanica ha dovuto spesso prevalere l\u2019arte di arrangiarsi non solo tipica del genio italico (e delle sue carenze)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gian Carlo Poddighe&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia e ricerche&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&#8211;&nbsp; US Naval Institute, Annapolis &#8211; Books, articles and publ.<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;IWM &#8211; London<br \/>\n&#8211;&nbsp; U-Boot Archives, Sylt (Prof. H. Bredow)<br \/>\n&#8211;&nbsp; National Arch. And Rec. Adm., Washington DC &#8211; Rec. U Boats warfare<br \/>\n1939\/45<br \/>\n&#8211;&nbsp; Ufficio Storico Marina Militare italiana &#8211; Sommergibili in Atlantico<br \/>\n&#8211;&nbsp; Kaaiser Fund.<br \/>\n&#8211;&nbsp; Rower &#8211; Axis Submarine Success<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Rower &#8211; Chronology of war at sea<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Churchill &#8211; La 2^ Guerra Mondiale<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;J.P. Mallman Showell &#8211; U Boats under the swastika<br \/>\n&#8211;&nbsp; Bekker &#8211; The German Navy<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;C. Bekker &#8211; Hitler\u2019s naval war<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;K. D\u00f6nitz &#8211; Ten years and tenti Days<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Gr\u00f6ner &#8211; German Navy 1815\/1945 &#8211; vol 2<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;H. Bodo &#8211; U Boats in action<br \/>\n&#8211;&nbsp; Lohmann and Hildebrand &#8211; Kriegsmarine 1939\/45<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Macintyre &#8211; The battle of the Atlantic<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Rossler &#8211; The U-Boat<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Ruge &#8211; Sea warfare 1939-45<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;U. Gabler &#8211; Construcci\u00f2n de Submarinos<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Preston &#8211; Submarines<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Lucas &#8211; La 2^GM vista dai tedeschi<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;R.C. Stern &#8211; Tipe VII U-Boats<br \/>\n&#8211;&nbsp; V.E. Tarrant &#8211; The U- Boats offensive 1914-1945<br \/>\n&#8211;&nbsp; ONI &#8211; Naval German Vessel of WW2<br \/>\n&#8211;&nbsp; Gudmundur Helgason &#8211; U-web &#8211; U-Boat war 1939\/45<br \/>\n&#8211;&nbsp; R. Winklareth Naval Shipbuilders of the world<br \/>\n&#8211;&nbsp; Showell German Navy Handbook<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: OCEANO ATLANTICO parole chiave: Sommergibili . Secondo molti storici la Prima e la Seconda Guerra Mondiale sono lo stesso conflitto con una soluzione di continuit\u00e0: tale concetto \u00e8 a maggior ragione valido per la prima e la seconda battaglia dell\u2019Atlantico. 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