{"id":53889,"date":"2021-02-16T00:08:17","date_gmt":"2021-02-15T23:08:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=53889"},"modified":"2023-05-27T19:53:03","modified_gmt":"2023-05-27T17:53:03","slug":"lo-strumento-bellico-subacqueo-tedesco-durante-la-seconda-guerra-mondiale-tra-mito-e-realta-di-giancarlo-poddighe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/53889","title":{"rendered":"Lo strumento bellico subacqueo tedesco durante la seconda\u00a0 guerra mondiale tra mito e realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<br \/>\nPERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO&nbsp;<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Sommergibili, U boot<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In termini molto sommari potremmo affermare che gli strumenti principali di una marina da guerra sono il personale, la logistica, le navi, i cantieri e gli arsenali.<\/span> <\/strong>Analizziamo questi fattori per la componente subacquea tedesca del periodo bellico in oggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il personale<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSe riesaminiamo i dati statistici di cui sopra sotto l\u2019aspetto del personale, si potrebbe affermare, riferendoci ai 321 sommergibili le cui missioni portarono a qualche conseguenza, che gli affondamenti devono essere attribuiti pi\u00f9 agli uomini che alle unit\u00e0. Pur nella disparit\u00e0 delle fonti e delle valutazioni, quasi 2500 navi furono affondate o danneggiate dai sommergibili in Atlantico (compresi i pochi sommergibili di Betasom), con un totale stimato di danneggiamenti o affondamenti, relativo alla Marina Tedesca intorno a 2800 unit\u00e0 per i vari teatri di operazione (circa 3500 secondo i diari di guerra della stessa Marina Tedesca).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MARINA-TEDESCA-U-BOOT-640px-Bundesarchiv_Bild_101II-MW-3930-23A_U-Boot_U-103_in_See.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-TEDESCA-U-BOOT-640px-Bundesarchiv_Bild_101II-MW-3930-23A_U-Boot_U-103_in_See.jpg\" width=\"640\" height=\"409\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">U-Boot U 103 esercitazioni a fuoco in mare &#8211; Fonte Archivi Federali tedeschi Propagandakompanien der Wehrmacht &#8211; Marine (Bild 101 II) Accession number Bild 101II-MW-3930-23A &#8211; Autore Wei\u00df<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_101II-MW-3930-23A,_U-Boot_U-103_in_See.jpg\">Bundesarchiv Bild 101II-MW-3930-23A, U-Boot U-103 in See.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben quasi 800 affondamenti del totale citato sono da attribuirsi ad una ristretta rosa di 30 comandanti, ossia, facendo tutt\u2019uno di comandanti ed equipaggi come \u00e8 giusto nel caso dei sommergibili, quasi il 30% degli affondamenti \u00e8 da attribuirsi a circa il 2% del personale imbarcato! E\u2019 un dato impressionante, anche nella sua sommariet\u00e0, soprattutto quando analisi un poco pi\u00f9 dettagliate fanno apparire che i comandanti (e presumibilmente i quadri impiegati) cui si devono attribuire i successi entrarono in Marina tra la fine degli anni\u2019 20 e l\u2019inizio degli anni \u201930: al di l\u00e0 di qualsiasi considerazione di carattere politico, marina tedesca pre o post nazista, ci\u00f2 significa che la guerra sottomarina non pu\u00f2 essere risultato di improvvisazioni o forzature nella formazione del personale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I successi sono, in generale, da attribuirsi ad azioni isolate, a livello di missioni di singole unit\u00e0, anche se, nel quadro dei miti non sempre giustificati, un grande ed ingiustificato accento \u00e8 stato poi posto sui risultati della tattica dei \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">branchi di lupi<\/span><\/strong>\u201d (risalente alla 1^ guerra mondiale, anche se scarsamente applicata sia per il volgere del conflitto sia per la mancanza, a suo tempo, di adeguati sistemi di comunicazione), adottata, voluta e migliorata da D\u00f6nitz. Non si dispongono di dati statici aggregati al riguardo, ma \u00e8 certo che tale tipo di operazioni non fu prevalente ma neppure significativo, con riferimento al totale delle azioni di attacco. I motivi sono diversi, non ultimo quello della ricorrente scarsit\u00e0 di battelli disponibili ed operativamente validi nelle aree prescelte o necessarie. E\u2019 pertanto da ritenersi che il fattore di maggior successo della guerra subacquea tedesca sia stato il personale ed i migliori risultati, come abbiamo visto, si sono verificati &#8211; al di l\u00e0 dei mezzi tecnici impiegati &#8211; quando maggiore era l\u2019aliquota di personale esperto; nonostante la cura, la capacit\u00e0 organizzativa e le risorse profuse dalla marina germanica per selezionare e formare, pur nelle difficolt\u00e0 progressive della guerra, sempre nuovi equipaggi, i successi diminuirono quando diminu\u00ec l\u2019aliquota di personale esperto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MARINA-TEDESCA-U-BOOT-Bundesarchiv_Bild_146-1975-014-33_U-Boote_im_U-Bootbunker.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-TEDESCA-U-BOOT-Bundesarchiv_Bild_146-1975-014-33_U-Boote_im_U-Bootbunker.jpg\" width=\"640\" height=\"433\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sommergibili tedeschi in struttura protetta sull&#8217;Atlantico (Brest?) per le riparazioni &#8211; Fonti Sammlung von Repro-Negativen (Bild 146) Accession number Bild 146-1975-014-33 Attribution: Bundesarchiv, Bild 146-1975-014-33 \/ Adrian \/ CC-BY-SA 3.0 &#8211; autore OT-Kriegsberichter Adrian<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_146-1975-014-33,_U-Boote_im_U-Bootbunker.jpg\">Bundesarchiv Bild 146-1975-014-33, U-Boote im U-Bootbunker.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La logistica e l\u2019evoluzione tecnica<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Anche se oggi se ne possono criticare i risultati, lo strumento subacqueo tedesco godette di un\u2019efficienza eccezionale per tutta la durata del conflitto. Anche se, a posteriori, in misura nettamente inferiore a quella degli avversari statunitensi, <strong><span style=\"color: #008000;\">le capacit\u00e0 organizzative e logistiche tedesche, nonch\u00e9 la determinazione e la costanza nel metterle in atto<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">furono, dopo il personale, le vere chiavi di volta dei successi tedeschi nella guerra subacquea<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il settore, probabilmente, dove l\u2019influenza di D\u00f6nitz fu maggiore, frutto delle esperienze acquisite nel corso della propria carriera sino al 1935, e dove brill\u00f2 l\u2019abilit\u00e0 dell\u2019Amm. HG von Friedeburg, l\u2019uomo al quale D\u00f6nitz avrebbe dovuto far da supplente nel comando della flottiglia sommergibili! Le capacit\u00e0 di aprire ed operare nuove basi lontane, di supportare e rifornire le unit\u00e0 in mare, di creare un\u2019immensa rete di attivit\u00e0 decentrate, di costruire ed operare ricoveri, depositi e cantieri protetti tanto in patria quanto nelle aree occupate, in particolare in Francia ed in Norvegia, in piena attivit\u00e0 sino agli ultimi giorni di guerra, costituirono il segreto dell\u2019efficienza e dell\u2019affidabilit\u00e0 dello strumento sottomarino tedesco. <strong><span style=\"color: #008000;\">A tali eccezionali capacit\u00e0 \u201cgestionali\u201d non corrisposero pari capacit\u00e0 di innovazione e modernizzazione dello strumento navale subacqueo<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La componente subacquea della Kriegsmarine, pur tecnicamente valida per preparazione ed affidabilit\u00e0 dei mezzi, numericamente e tecnologicamente non era adeguata alle necessit\u00e0 del nuovo conflitto. Da molte parti gli effetti di tale impreparazione ed i ritardi nel porvi rimedio vengono sottovalutati e, al massimo, liquidati addebitandone l\u2019origine e le conseguenze all\u2019ordine di Hitler, allo scoppio del conflitto, di sospendere ogni ricerca che non avesse prospettive certe di applicazione operativa nell\u2019arco di un anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale visione del problema pu\u00f2 essere confutata sia dal fatto che la Luftwaffe, considerata arma di fiancheggiamento e supporto al pari della Kriegsmarine, si guard\u00f2 bene dall\u2019ottemperare alla lettera tale ordine sia &#8211; fondamentale \u2013 dalla constatazione che tali ricerche sarebbero dovuto partire ben prima, in una prospettiva pi\u00f9 lungimirante e di pi\u00f9 ampio respiro. La spiegazione potrebbe essere che non solo il regime nazista considerava la Kriegsmarine un fattore secondario di vittoria, e quindi una forza di supporto, ma che anche i vertici della Marina, accettando come valida un\u2019ipotesi di conflitto (o serie di conflitti) rapido e limitato, accettavano abbastanza supinamente e comodamente tale situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indice di tale impreparazione, mancanza di lungimiranza ed anche di coordinamento all\u2019interno della stessa Marina tedesca fu, per esempio, l\u2019atteggiamento dei sommergibilisti tedeschi nei confronti del radar; pur avendo per tempo non solo intrapreso studi ma anche raggiunto buoni risultati operativi ben prima del conflitto, in molti ambienti della Kriegsmarine si continu\u00f2 a considerare il radar fondamentalmente come uno strumento ausiliare per la condotta del tiro, complementare agli strumenti ottici sui quali si profusero consistenti risorse, e si trascurarono le potenzialit\u00e0 in termini di ricerca e scoperta.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MARINA-TEDESCA-U-BOOT-Bundesarchiv_Bild_101II-MW-3491-06_St._Nazaire_Uboot_U_94_Karl_Donitz.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-TEDESCA-U-BOOT-Bundesarchiv_Bild_101II-MW-3491-06_St._Nazaire_Uboot_U_94_Karl_Donitz.jpg\" width=\"640\" height=\"407\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il sommergibile tedesco U 4 entra a St. Nazaire; Karl D\u00f6nitz si trova sul molo per accoglierlo &#8211; Attribution:&nbsp;<span class=\"licensetpl_attr\">Bundesarchiv, Bild 101II-MW-3491-06 \/ CC-BY-SA 3.0 &#8211; Autore Lothar-G\u00fcnther Buchheim &#8211; <\/span>Fonte Propagandakompanien der Wehrmacht &#8211; Marine (Bild 101 II)&nbsp;<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_101II-MW-3491-06,_St._Nazaire,_Uboot_U_94,_Karl_D%C3%B6nitz.jpg\">Bundesarchiv Bild 101II-MW-3491-06, St. Nazaire, Uboot U 94, Karl D\u00f6nitz.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I responsabili dei sommergibili, con lo stesso D\u00f6nitz, che pur parteciparono direttamente ed indirettamente alla sperimentazione operativa ed alle relative manovre navali, non valutarono mai tali potenzialit\u00e0 come un pericolo per le operazioni dei sommergibili che, ricordiamolo, all\u2019epoca stavano affinando le tattiche di attacco notturno in superficie. La maggior parte degli studi e delle ricerche furono avviati, tardi ed in stato di necessit\u00e0, dopo l\u2019inizio delle ostilit\u00e0 (e, forse, ancora una volta, dopo che svanirono le speranze di una guerra lampo e di una pace rapida e separata). Le scoperte e le innovazioni frutto delle ricerche e delle esperienze di guerra hanno in realt\u00e0 trovato applicazione soltanto dopo il termine del conflitto nelle Marine dei vincitori; le ricerche nel settore subacqueo, forse anche per l\u2019influenza della lobby dei cantieri navali tedeschi, si rivelarono comunque estremamente frammentate e molto dispersive, paralizzando per la loro messa a punto molte attivit\u00e0 operative e logorando molte delle disponibilit\u00e0, sia in funzione di non prioritarie (se non inutili attivit\u00e0 sperimentali ed addestrative) che in termini di battelli effettivamente disponibili in zona di operazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca e l\u2019innovazione alleate spaziarono su tutti i problemi della costruzione navale e degli equipaggiamenti relativi, partendo da presupposti nuovi<\/span><\/strong> (e non furono in genere condizionate dalla zavorra, dai limiti ed anche dall\u2019et\u00e0 di progetti preesistenti) <strong><span style=\"color: #008000;\">e di conseguenza prevalsero nettamente su quelle tedesche, i cui sforzi di ricerca, dati i ritardi nell\u2019avvio ed i ricorrenti condizionamenti, nella stragrande maggioranza furono concentrati, per ovvie ragioni di sopravvivenza, su sistemi di difesa passiva <em>a valle ed a distanza<\/em> dei costanti successi della ricerca alleata applicata alla guerra navale ed antisom in particolare<\/span><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gian Carlo Poddighe<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima : i sommergibili tedeschi Sm U 52 (a destra) e Sm U 35 (a sinistra) nel Mediterraneo &#8211; Fonte &#8220;Der Weltkrieg 1914-1918 in seiner rauhen Wirklichkeit. Das Frontk\u00e4mpferwerk \u201d, Monaco, circa 1925<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SM_U_52_meeting_U_35_800px.jpg\">SM U 52 meeting U 35 800px.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia e ricerche&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&#8211;&nbsp; US Naval Institute, Annapolis &#8211; Books, articles and publ.<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;IWM &#8211; London<br \/>\n&#8211;&nbsp; U-Boot Archives, Sylt (Prof. H. Bredow)<br \/>\n&#8211;&nbsp; National Arch. And Rec. Adm., Washington DC &#8211; Rec. U Boats warfare<br \/>\n1939\/45<br \/>\n&#8211;&nbsp; Ufficio Storico Marina Militare italiana &#8211; Sommergibili in Atlantico<br \/>\n&#8211;&nbsp; Kaaiser Fund.<br \/>\n&#8211;&nbsp; Rower &#8211; Axis Submarine Success<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Rower &#8211; Chronology of war at sea<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Churchill &#8211; La 2^ Guerra Mondiale<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;J.P. Mallman Showell &#8211; U Boats under the swastika<br \/>\n&#8211;&nbsp; Bekker &#8211; The German Navy<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;C. Bekker &#8211; Hitler\u2019s naval war<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;K. D\u00f6nitz &#8211; Ten years and tenti Days<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Gr\u00f6ner &#8211; German Navy 1815\/1945 &#8211; vol 2<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;H. Bodo &#8211; U Boats in action<br \/>\n&#8211;&nbsp; Lohmann and Hildebrand &#8211; Kriegsmarine 1939\/45<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Macintyre &#8211; The battle of the Atlantic<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Rossler &#8211; The U-Boat<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Ruge &#8211; Sea warfare 1939-45<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;U. Gabler &#8211; Construcci\u00f2n de Submarinos<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Preston &#8211; Submarines<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Lucas &#8211; La 2^GM vista dai tedeschi<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;R.C. Stern &#8211; Tipe VII U-Boats<br \/>\n&#8211;&nbsp; V.E. Tarrant &#8211; The U- Boats offensive 1914-1945<br \/>\n&#8211;&nbsp; ONI &#8211; Naval German Vessel of WW2<br \/>\n&#8211;&nbsp; Gudmundur Helgason &#8211; U-web &#8211; U-Boat war 1939\/45<br \/>\n&#8211;&nbsp; R. Winklareth Naval Shipbuilders of the world<br \/>\n&#8211;&nbsp; Showell German Navy Handbook<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: OCEANO ATLANTICO&nbsp; parole chiave: Sommergibili, U boot . In termini molto sommari potremmo affermare che gli strumenti principali di una marina da guerra sono il personale, la logistica, le navi, i cantieri e gli arsenali. 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