{"id":53886,"date":"2021-02-13T00:03:25","date_gmt":"2021-02-12T23:03:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=53886"},"modified":"2023-05-28T14:00:46","modified_gmt":"2023-05-28T12:00:46","slug":"analisi-statistiche-degli-attacchi-dei-sommergibili-tedeschi-durante-la-seconda-guerra-mondiale-di-gian-carlo-poddighe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/53886","title":{"rendered":"Analisi Statistiche degli attacchi dei sommergibili tedeschi durante la seconda guerra mondiale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<br \/>\nPERIODO: XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA:<\/span> <span style=\"color: #008000;\">GERMANIA<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Sommergibili tedeschi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Volendo fare una valutazione dell\u2019importanza dei sommergibili tedeschi durante la seconda guerra mondiale, il punto di partenza potrebbe essere un\u2019analisi \u201ceconomica\u201d dello scontro, in termini di costo-risultati, e la prima riflessione critica dovrebbe riguardare i numeri in gioco.<\/span> <\/strong>Molto spesso si \u00e8 parlato e si parla di migliaia di sommergibili tedeschi impegnati nel conflitto: a prescindere dal fatto che, in tal caso, la maggiore difficolt\u00e0 (pressoch\u00e9 insormontabile) sarebbe stata quella della preparazione di un numero adeguato di equipaggi e della qualit\u00e0 necessaria, la realt\u00e0 numerica \u00e8 ben diversa ed ancora oggetto di differenti interpretazioni e controversie su esatti risultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Data la consuetudine tedesca di iscrivere nel naviglio militare le unit\u00e0 dal momento stesso in cui i disegni relativi all\u2019ordine venivano trasmessi al cantiere costruttivo (indipendentemente dal fatto che poi l\u2019ordine avesse corso o venisse cancellato) e la perdita di alcuni archivi, relativi soprattutto alle fasi finali del conflitto, non \u00e8 (ancora) esattamente determinabile il numero dei battelli effettivamente consegnati alla Marina tedesca, anche se i risultati di certe analisi convergono.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_YdrISbwy_zI\"><div id=\"lyte_YdrISbwy_zI\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/YdrISbwy_zI\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YdrISbwy_zI\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/YdrISbwy_zI\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il video mostra il tragico affondamento della corazzata HMS BARHAM avvenuto il 25 novembre 1941 al largo di Sollum. La nave si inclin\u00f2 su un fianco e poi esplose come conseguenza del siluramento da parte dell\u2019U-331, un sommergibile tedesco classe VIIC. Tale affondamento, uno dei maggiori successi tedeschi nel Mediterraneo, fu ampiamente sfruttato a fini propagandistici, tanto interni quanto esterni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In base all\u2019attendibilit\u00e0 delle fonti, escludendo sottomarini tascabili o siluri pilotati, si pu\u00f2 ragionevolmente assumere che su 4.712 unit\u00e0 subacquee iscritte nei registri navali tedeschi quasi 3.600 non siano state completate o neppure impostate sullo scalo (ci\u00f2 non significa che in molti casi non siano stati approvvigionati i materiali od approntate sezioni delle stesse, dato il tipo di costruzione decentrata adottato). Sempre con riferimento alle delle fonti pi\u00f9 attendibili ed alla convergenza delle analisi, secondo la Royal Navy 1.160 sommergibili sarebbero stati consegnati alla marina Tedesca durante la guerra, numero che sostanzialmente concorda con il dato degli archivi di Sylt, 1.171 unit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/affondamenti-alleati-da-parte-U-boat-tedeschi-1024x753.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 affondamenti-alleati-da-parte-U-boat-tedeschi-1024x753.jpg\" width=\"1024\" height=\"753\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">E` interessante notare come gli affondamenti di unit\u00e0 maggiori, al di l\u00e0 degli aspetti emotivi e dello sfruttamento propagandistico, siano stati scarsi e di dubbio valore ai fini dell\u2019economia generale del conflitto: ai fini dell\u2019 efficacia o della casualit\u00e0 dei risultati \u00e8 importante notare che gli affondamenti maggiori sono concentrati o nei periodi iniziali di guerra o, quasi per il 50 %, in concomitanza o in occasione con l\u2019operazione TORCH, casi nei quali era minore l\u2019efficienza dei dispositivi di scorta e di difesa antisom.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assunzione di tale dato, relativo agli oltre cinque anni di conflitto, porta ovviamente a ridimensionare l\u2019immagine generale dell\u2019impegno dell\u2019arma subacquea tedesca ed in particolare della Battaglia dell\u2019Atlantico, tanto in termini numerici quanto in termini di risultati, soprattutto quando si relazionano i battelli effettivamente presenti in area di operazioni ed i risultati effettivamente ottenuti. In particolare \u00e8 interessante notare come, facendo riferimento a dati generalmente accettati di Axis Submarine Successes, le medie di affondamento o danneggiamento da parte dei battelli tedeschi furono deludenti rispetto alle risorse ed agli sforzi profusi. In proposito si rileva che:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">25 Battelli attaccarono ed almeno danneggiarono 20 o pi\u00f9 unit\u00e0 nemiche;<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">36 Battelli attaccarono ed almeno danneggiarono tra 11 e 19 unit\u00e0 nemiche;<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">70 Battelli attaccarono ed almeno danneggiarono tra 6 e 10 unit\u00e0 nemiche;<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">190 battelli attaccarono ed almeno danneggiarono tra 1 e 5 unit\u00e0 nemiche;<\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">ossia i risultati sono concentrati su una forza di soli 321 sommergibili, mentre una forza incredibile di circa 850 battelli in servizio non ha avuto alcuna influenza diretta sui risultati bellici. E\u2019 ovvio che unit\u00e0 addestrative, unit\u00e0 trasporto o rifornimento, unit\u00e0 sperimentali od i battelli consegnati nel periodo finale del conflitto nulla contarono o poterono contare ai fini dei risultati diretti, ma anche cos\u00ec appare evidente che esiste una grande percentuale di unit\u00e0 di prima linea che \u2013 per motivi vari ma tutti attribuibili ad un complesso di carenze prima ancora che all\u2019 offesa nemica &#8211; non contribuirono ai risultati pur pesando notevolmente sull\u2019 economia generale del conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questa prima sintetica e superficiale analisi, anche alla luce della potenzialit\u00e0 industriale statunitense da sola dovrebbe sfatare il mito del rischio mortale corso dagli alleati a conseguenza dei successi della guerra subacquea dell\u2019Asse.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa produzione in massa di sommergibili fu una decisione relativamente tardiva, subordinata alle speranze di Hitler di una conclusione rapida e favorevole di una guerra lampo limitata nel tempo: pur risalendo ai primi giorni di guerra la decisione di incrementare la produzione di naviglio militare, decisione formale e propagandistica che almeno inizialmente non trov\u00f2 riscontro nell\u2019assegnazione di sufficienti quote di acciaio, venne decisa solamente con la caduta della Francia con la produzione in massa di sommergibili. Questo ovviamente sulla base dei progetti gi\u00e0 disponibili e quindi privilegiando la quantit\u00e0 con scarsa preveggenza del fatto che la guerra ormai si profilava di lunga durata.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/analisi-1-1024x593.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 analisi-1-1024x593.jpg\" width=\"1024\" height=\"593\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">grafico 1 &#8211; da Poddighe, U BOOT realt\u00e0 e propaganda Sommergibili e sottomarini tedeschi nella 2^ GM<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur considerando l\u2019estate\/autunno del 1940, il maggio del 1942, il febbraio\/marzo del 1943 come \u201cperiodi d\u2019oro\u201d (per i numeri assoluti di affondamento), ed accettando come inizio della sconfitta dell\u2019arma subacquea tedesca il maggio 1943, <strong><span style=\"color: #008000;\">il declino della capacit\u00e0 offensiva subacquea tedesca avrebbe gi\u00e0 dovuto essere evidente dall\u2019inizio del 1941<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Bundesarchiv_Bild_183-2006-1130-500_Kapitanleutnant_Gunther_Prien.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bundesarchiv_Bild_183-2006-1130-500_Kapitanleutnant_Gunther_Prien.jpg\" width=\"560\" height=\"788\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gunther Prien, tra i dieci migliori comandanti degli U-boot della Kriegsmarine nel corso della seconda battaglia dell&#8217;Atlantico. Sotto il suo comando il sottomarino U-47 affond\u00f2 pi\u00f9 di 30 navi alleate. Il suo &#8220;colpo&#8221; pi\u00f9 importante fu l&#8217;affondamento della nave da battaglia britannica HMS Royal Oak ancorata nella base navale di Scapa Flow, nelle isole Orcadi, in seguito al quale fu soprannominato &#8220;il toro di Scapa Flow&#8221;. Ritornato in mare, Prien continu\u00f2 le sue missioni in Atlantico affondando, in 238 giorni trascorsi in mare, 30 navi nemiche per un tonnellaggio complessivo di 193.808 tonnellate. Nel 1940 venne decorato, per i suoi successi, con le fronde di quercia della Croce di Cavaliere, ma mor\u00ec poco tempo dopo essere stato promosso Korvettekapitan, scomparendo insieme a tutto il suo equipaggio dell&#8217;U47. Doenitz disse di lui che egli \u00ab<em>era tutto ci\u00f2 che un uomo doveva essere: una grande personalit\u00e0, piena d&#8217;impegno, energia e gioia di vivere, totalmente dedito al dovere<\/em>\u00bb<i> &#8211; foto Annalise&nbsp; Schulze &#8211; Fonte Bundesarchiv Bild 183-2006-1130-500, Kapit\u00e4nleutnant G\u00fcnther Prien.jpg|Bundesarchiv_Bild_183-2006-1130-500,_Kapit\u00e4nleutnant_G\u00fcnther_Prien] <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_183-2006-1130-500,_Kapit%C3%A4nleutnant_G%C3%BCnther_Prien.jpg\">Bundesarchiv Bild 183-2006-1130-500, Kapit\u00e4nleutnant G\u00fcnther Prien.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/i><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\">Questo non dipese dalla scomparsa dei pi\u00f9 famosi ed esperti comandanti di sommergibile, come <\/span><strong style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">G\u00fcnther Prien<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\">, con i loro equipaggi di veterani, ma dal fatto che i diari di guerra del <\/span><strong style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">BdU (Befehlshaber der Unterseeboote, Comando in Capo delle Forze Subacquee)<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\"> incominciarono a &nbsp;registrare le difficolt\u00e0 delle unit\u00e0 dipendenti non solo per raggiungere i risultati sperati ma spesso a portare a compimento le missioni assegnate.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Ancora una volta \u00e8 l\u2019analisi statistica a darci conferma di tale valutazione<\/span><\/strong><br \/>\nGeneralmente viene accettato l\u2019assioma che gli affondamenti od i danneggiamenti del naviglio di superficie, soprattutto in occasione della battaglia dell\u2019Atlantico (di fatto l\u2019unica vera guerra condotta al traffico di superficie), sono direttamente proporzionali al numero di unit\u00e0 nemiche in area di operazioni. Tenendo conto che esistono statistiche abbastanza attendibili del Comando sommergibili tedesco relative alla media giornaliera dei sommergibili in mare (<strong><span style=\"color: #008000;\">grafico n. 1<\/span><\/strong>), i dati relativi andrebbero ulteriormente interpretati e depurati per tener conto dei sommergibili effettivamente presenti in zona di operazioni, generalmente non superiori al terzo della forza totale in mare. Disponendo anche di dati statistici relativi agli affondamenti di navi mercantili negli stessi periodi (<strong><span style=\"color: #008000;\">grafico n. 1<\/span><\/strong>) \u00e8 possibile calcolare con sufficiente approssimazione il numero medio di unit\u00e0 affondate per sommergibile in mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La media degli affondamenti per unit\u00e0 operativa in mare \u00e8 evidenziata nel <strong><span style=\"color: #008000;\">grafico n.2<\/span> <\/strong>ed anche a voler depurare tale analisi riferendosi ai soli battelli in agguato, nel primo dei momenti considerati pi\u00f9 favorevoli (per i tedeschi) per la guerra sottomarina, l\u2019autunno 1940, la media degli affondamenti pu\u00f2 essere calcolata in cinque e \u00bd unit\u00e0 mercantili\/mese\/sommergibile in agguato, con la presenza in zona di operazioni di soli dieci sommergibili. I risultati di affondamento per sommergibile operativo sono sostanzialmente migliori rispetto alla media del grafico, per le considerazioni di cui sopra relative alla reale presenza in area di attacco, ed indicano che in tale periodo ciascuna unit\u00e0 subacquea poteva condurre ripetuti attacchi, allo stesso obbiettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secondo momento favorevole dell\u2019offensiva subacquea tedesca, il cui picco coincide con il maggio 1942, la media di affondamenti era gi\u00e0 scesa a due unit\u00e0 mercantili\/mese\/sommergibile in mare, con 61 sommergibili presenti in mare. Nel momento dell\u2019offensiva subacquea considerato (strumentalmente) critico, per gli alleati, in conseguenza delle perdite totali, la media di affondamenti era gi\u00e0 precipitata a \u00bd unit\u00e0 mercantile\/mese\/sommergibile in mare, con 116 sommergibili presenti in mare.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/analisi-2-1024x572.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 analisi-2-1024x572.jpg\" width=\"1024\" height=\"572\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">grafico 2 &#8211; da Poddighe, <em>U BOOT realt\u00e0 e propaganda Sommergibili e sottomarini tedeschi nella 2^ GM<\/em><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In altre parole: ad un mese di permanenza in mare di due sommergibili tedeschi corrispondeva in media l\u2019affondamento di un\u2019unit\u00e0 mercantile alleata.<\/span><\/strong> Tali risultati, per di pi\u00f9 correlati con la caduta percentuale delle perdite rispetto al totale del traffico, grazie all\u2019impegno statunitense, avrebbero dovuto far riflettere gli strateghi del BdU sull\u2019effettiva efficacia dei propri sommergibili per le condizioni del conflitto e, ancora di pi\u00f9, in tempi pi\u00f9 recenti, gli storici navali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interpolando i risultati (<strong><span style=\"color: #008000;\">grafico n. 2<\/span><\/strong>) appare quindi evidente che l\u2019offensiva subacquea tedesca cominci\u00f2 a perdere colpi ed efficacia, dando segni di collasso, gi\u00e0 dall\u2019inizio del 1941, forse come conseguenza di una \u201cstabilizzazione\u201d dello stato di guerra dove le caratteristiche tecniche degli strumenti e delle armi impiegati e la loro rispondenza ed adattabilit\u00e0 alle mutate e mutevoli esigenze del conflitto cominciarono ad avere un peso determinante. Inoltre venne a diminuire il peso dell\u2019esperienza e della preparazione del personale, anche in conseguenza del ricambio, delle perdite subite e della necessaria espansione dei quadri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come conclusione si pu\u00f2 dire che l\u2019offensiva subacquea tedesca ebbe successo sino a quando il fattore umano, con la sua esperienza, la sua capacit\u00e0 inventiva, la possibilit\u00e0 di adattarsi a situazioni in rapida mutazione, prevalse sul fattore tecnico.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fare un parallelo ardito e provocatorio, si potrebbe ipotizzare che anche la marina tedesca, e in particolare la sua componente subacquea, fu preparata fondamentalmente per la \u201cguerra lampo\u201d tanto cara alla filosofia bellica nazista. Certamente le analisi statistiche dimostrano che gli scarsi effetti del riarmo e del potenziamento della flotta subacquea tedesca furono il risultato di una decisione tardiva ed arrivarono troppo tardi per poter veramente influire sull\u2019esito del conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il mito di D\u00f6nitz<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNegli stereotipi della storia sottomarina tedesca esiste anche il mito dell\u2019Ammiraglio Karl D\u00f6nitz, citato a sproposito come sommergibilista esperto e padre dell\u2019arma sottomarina tedesca. <strong><span style=\"color: #008000;\">Questo mito va sfatato<\/span><\/strong>. D\u00f6nitz non era un sommergibilista (nel senso che danno a se stessi gli appartenenti a tale specialit\u00e0) non segu\u00ec mai corsi specifici e la sua esperienza in proposito non era stata brillante, ma limitata, agli inizi della propria carriera, ad un periodo di imbarco operativo alla fine della 1^ guerra mondiale. A riprova della sua estraneit\u00e0 dal mondo dei sommergibili, \u00e8 significativo che D\u00f6nitz non abbia mai partecipato a nessuna delle attivit\u00e0, pi\u00f9 o meno segrete, che permisero la rinascita dell\u2019arma sottomarina tedesca con l\u2019aggiramento, prima, ed il superamento dopo, delle restrittive clausole del Trattato di Versailles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u00f6nitz non fu mai in sintonia con l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Raeder, Comandante della Reichsmarine<\/span><\/strong> ed artefice, con il potere politico, della strategia della stessa. La sua designazione nel 1935 a comandante della Flottiglia dei sommergibili non fu l\u2019espressione di una \u201ccordata\u201d ma fu casuale; essa aveva carattere temporaneo ed al momento non rappresentava certamente una promozione per l\u2019interessato, che mirava al pi\u00f9 prestigioso comando di una divisone di incrociatori: il precipitare degli avvenimenti, l\u2019indisponibilit\u00e0 del comandante designato e la sua successiva destinazione ad altro incarico di vertice, portarono alla ratifica di D\u00f6nitz come responsabile del <strong><span style=\"color: #008000;\">BdU (Comando in Capo dei Sommergibili)<\/span><\/strong>.&nbsp;Nonostante la casualit\u00e0, D\u00f6nitz divenne poi \u201cil Comandante\u201d, attento e responsabile, dei sommergibili tedeschi: va considerato che riusc\u00ec ad imporre le proprie idee in merito di tattica e soprattutto di organizzazione semplicemente in quanto non esistevano direttive in proposito e non certamente perch\u00e9 fosse particolarmente esperto in materia, ma proprio per il vuoto esistente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Bundesarchiv_Bild_101II-MW-0447-08_Wilhelmshaven_Donitz_begrust_U-Boot-Besatzung.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bundesarchiv_Bild_101II-MW-0447-08_Wilhelmshaven_Donitz_begrust_U-Boot-Besatzung.jpg\" width=\"586\" height=\"371\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">D\u00f6nitz si congratula con l&#8217;equipaggio di un sommergibile a Wilhelmshaven &#8211; Fonte Propagandakompanien der Wehrmacht &#8211; Marine (Bild 101 II) Accession number Bild 101II-MW-0447-08<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_101II-MW-0447-08,_Wilhelmshaven,_D%C3%B6nitz_begr%C3%BC%C3%9Ft_U-Boot-Besatzung.jpg\">File:Bundesarchiv Bild 101II-MW-0447-08, Wilhelmshaven, D\u00f6nitz begr\u00fc\u00dft U-Boot-Besatzung.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la mancanza di sintonia con l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ObdM<\/span><\/strong> (il Comandante in Capo della Kriegsmarine), <strong><span style=\"color: #008000;\">D\u00f6nitz<\/span><\/strong> non solo non fu mai il responsabile della costruzione dei sommergibili ma neppure riusc\u00ec ad influenzarla o ad imporre proprie esigenze o visioni al riguardo. Il vero responsabile, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ufficio per la Costruzione dei Sommergibili,<\/span><\/strong> dipendente dal Comando Supremo Navale (soggetto alle pressioni delle lobby industriali), si trov\u00f2 spesso in conflitto il BdU e non prest\u00f2 molta attenzione alle indicazioni dello stesso, con il risultato della scarsa rispondenza e della rapida obsolescenza del materiale in servizio. D\u2019altra parte il pragmatismo di D\u00f6nitz gli imped\u00ec un corretto apprezzamento delle prospettive e delle tendenze dell\u2019innovazione tecnologica, come nel caso del radar. Tra l\u2019altro, con riferimento all\u2019alleato italiano, Donitz fu sempre ferocemente avverso all\u2019impiego di sommergibili tedeschi in Mediterraneo. Quando D\u00f6nitz, fu nominato Comandante in Capo della Marina tedesca (mantenendo ad interim il comando dei sommergibili) era gi\u00e0 troppo tardi e non era pi\u00f9 possibile parlare di offensiva subacquea: d\u2019altra parte, lo stesso D\u00f6nitz, condusse una politica abbastanza equilibrata evitando terremoti e scontri ai vertici, tanto della Marina quanto dell\u2019establishment politico militare.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai fini del conflitto, per quanto il BdU assunse un ruolo importante nella condotta tattica della guerra, va ricordato che era un comando decentrato che non si trovava neppure, almeno nei momenti pi\u00f9 importanti della guerra subacquea, in territorio tedesco (inizialmente aveva sede a Lorient e poi a Parigi, dalla primavera del 1942 sino a marzo 1944, quando, con D\u00f6nitz come Comandante in Capo, venne spostato a Berlino. Ci\u00f2 \u00e8 un fattore quanto mai significativo in un\u2019organizzazione, come quella politico\/militare tedesca (e nazista in particolare) dove le decisioni erano verticistiche e rigidamente accentrate.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gian Carlo Poddighe&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima: osservazione al sestante a bordo di un battello tedesco &#8211; autore foto non noto &#8211; fornito da Reminiscencerestore &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:WW2_German_Navy_U-boat_submarines_(Kriegsmarine_Unterseeboote_U-boote)_etc_wartime_contemporary_photo_U-boat_photos._(17).jpg\">WW2 German Navy U-boat submarines (Kriegsmarine Unterseeboote U-boote) etc wartime contemporary photo U-boat photos. (17).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia e ricerche&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&#8211;&nbsp; US Naval Institute, Annapolis &#8211; Books, articles and publ.<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;IWM &#8211; London<br \/>\n&#8211;&nbsp; U-Boot Archives, Sylt (Prof. H. Bredow)<br \/>\n&#8211;&nbsp; National Arch. And Rec. Adm., Washington DC &#8211; Rec. U Boats warfare<br \/>\n1939\/45<br \/>\n&#8211;&nbsp; Ufficio Storico Marina Militare italiana &#8211; Sommergibili in Atlantico<br \/>\n&#8211;&nbsp; Kaaiser Fund.<br \/>\n&#8211;&nbsp; Rower &#8211; Axis Submarine Success<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Rower &#8211; Chronology of war at sea<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Churchill &#8211; La 2^ Guerra Mondiale<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;J.P. Mallman Showell &#8211; U Boats under the swastika<br \/>\n&#8211;&nbsp; Bekker &#8211; The German Navy<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;C. Bekker &#8211; Hitler\u2019s naval war<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;K. D\u00f6nitz &#8211; Ten years and tenti Days<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Gr\u00f6ner &#8211; German Navy 1815\/1945 &#8211; vol 2<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;H. Bodo &#8211; U Boats in action<br \/>\n&#8211;&nbsp; Lohmann and Hildebrand &#8211; Kriegsmarine 1939\/45<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Macintyre &#8211; The battle of the Atlantic<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Rossler &#8211; The U-Boat<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Ruge &#8211; Sea warfare 1939-45<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;U. Gabler &#8211; Construcci\u00f2n de Submarinos<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Preston &#8211; Submarines<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;Lucas &#8211; La 2^GM vista dai tedeschi<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp;R.C. Stern &#8211; Tipe VII U-Boats<br \/>\n&#8211;&nbsp; V.E. Tarrant &#8211; The U- Boats offensive 1914-1945<br \/>\n&#8211;&nbsp; ONI &#8211; Naval German Vessel of WW2<br \/>\n&#8211;&nbsp; Gudmundur Helgason &#8211; U-web &#8211; U-Boat war 1939\/45<br \/>\n&#8211;&nbsp; R. 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. Membro di alcuni Think Tank geopolitici, collabora con quotidiani soprattutto per corrispondenze all\u2019estero, pubblica on line su testate del settore marittimo e navale italiane ed internazionali. Non ultimo ha pubblicato una serie di pregevoli saggi sull\u2019evoluzione tecnologica e militare sino alla 2^ Guerra Mondiale, in particolare della Regia Marina, pubblicati da Academia.edu.\",\"sameAs\":[\"https:\/\/independent.academia.edu\/\"],\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/gian-carlo-poddighe\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Analisi Statistiche degli attacchi dei sommergibili tedeschi durante la seconda guerra mondiale &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/53886","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Analisi Statistiche degli attacchi dei sommergibili tedeschi durante la seconda guerra mondiale &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  10 minuti. . 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. 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