{"id":53201,"date":"2021-02-01T00:10:55","date_gmt":"2021-01-31T23:10:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=53201"},"modified":"2025-08-08T19:04:29","modified_gmt":"2025-08-08T17:04:29","slug":"volare-dopo-limmersione-finalmente-fatti-non-piu-teorie-di-stefano-ruia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/53201","title":{"rendered":"Volare dopo l&#8217;immersione: finalmente fatti, non pi\u00f9 teorie"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p class=\"text-primary margin-top-xs margin-bottom-sm\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/span>.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000; font-size: 12pt;\"><strong>ARGOMENTO: SUBACQUEA<br \/>\nPERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA:<\/span> <span style=\"color: #008000;\">MEDICINA IPERBARICA<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: DAN Europe, Flying after diving<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"text-primary margin-top-xs margin-bottom-sm\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">Nel 2015 si concluse un&#8217;importante analisi dei dati raccolti nelle prime campagne di ricerca del progetto \u201c<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">Flying after diving<\/span><\/strong><span style=\"text-align: justify;\">\u201d del <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">Diving Safety Laboratory (DSL) di DAN Europe<\/span><\/strong><span style=\"text-align: justify;\">. I risultati furono per certi versi sorprendenti, tanto da essersi meritati la pubblicazione su \u201c<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">Aviation Space and Environmental Medicine<\/span><\/strong><span style=\"text-align: justify;\">\u201d, una affermata rivista scientifica, sottolineando il livello di professionalit\u00e0 dei medici del <strong><span style=\"color: #008000;\">DAN Europe<\/span><\/strong> guidati dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Professor Alessandro Marroni<\/span><\/strong>. Questo articolo, scritto da <strong><span style=\"color: #008000;\">Stefano Ruia<\/span><\/strong>, sebbene del 2015, offre molte informazioni sull&#8217;argomento.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"copy\">\n<p><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Volare dopo l&#8217;immersione: finalmente fatti, non pi\u00f9 teorie di Stefano Ruia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Diverse teorie<\/span><\/strong><br \/>\nC\u2019\u00e8 un prima, c\u2019\u00e8 un durante &#8211; che \u00e8 ora &#8211; e ci sar\u00e0 un dopo. Nel campo del volo dopo l\u2019immersione, infatti, il progetto \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Flying after Diving<\/span><\/strong>\u201d del <strong><span style=\"color: #008000;\">DAN<\/span><\/strong> segna lo spartiacque fra la teoria e i fatti. Prima di questo progetto c\u2019erano diverse raccomandazioni in merito al tempo di attesa, dopo l\u2019immersione, necessario per prendere un aeroplano senza correre grossi rischi che la depressurizzazione in cabina portasse a problemi decompressivi. Tutte erano per\u00f2 solo basate su teorie, nel caso del DAN supportate nell\u2019estensione del tempo di attesa dalla rilevazione di eventi patologici decompressivi realmente accaduti, mentre in altri casi erano basati su un assunto del tipo: abbiamo fatto fino a ora cos\u00ec e sono accaduti pochi problemi, continuiamo quindi cos\u00ec.\u00a0Chi utilizzava le vecchie tabelle U.S. Navy probabilmente ha vaghi ricordi di dovere attendere l\u2019entrata nel gruppo \u201cD\u201d prima di volare; in certi casi si poteva persino volare subito! Successivamente furono inseriti degli intervalli fissi (24 o 48 ore) a seconda se l\u2019ultima immersione svolta era stata singola o ripetitiva, in curva o fuori curva. Anche fra Operatori Tecnici Subacquei e militari il tempo di attesa prima di salire a bordo di un aereo commerciale varia da 2 ore a 24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1989 si svolse il primo workshop \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Flying after Diving<\/span><\/strong>\u201d, organizzato dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Undersea and Hyperbaric Medical Society.<\/span><\/strong> Le linee guida scaturite dal workshop, a detta del DAN, erano poco restrittive e furono implementate per aumentare la sicurezza. Tuttavia molti operatori protestarono dicendo che tale implementazione danneggiava gli affari dei centri d&#8217;immersione posti nelle isole.\u00a0Dal 1992 al 1999 <strong><span style=\"color: #008000;\">DAN<\/span><\/strong>svolse estesi esperimenti nel <strong><span style=\"color: #008000;\">F.G. Hall Laboratory presso il Duke University Medical Centre,<\/span><\/strong> monitorando pi\u00f9 di 500 soggetti in 802 simulazioni di volo. Erano simulazioni perch\u00e9 questi \u201cvoli\u201d avvennero in camera iperbarica. Sempre DAN indag\u00f2 ulteriormente sulla relazione tra rischio di patologia decompressiva e intervallo in superficie prima di volare in uno studio \u201ccaso-controllo\u201d, quindi un\u2019analisi del passato su eventi accaduti e non accaduti. Tuttavia in molti campi della medicina lo studio in laboratorio ha dato e pu\u00f2 dare risultati diversi da quelli ottenuti \u201csul campo\u201d, inoltre alcuni fenomeni non sono ripetibili in laboratorio. La conferma di questa discrepanza si trova in un articolo pubblicato su DAN Europe News n\u00b0 3 del 2006, scritto dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Dott. R. Vann &#8211; Vice Presidente DAN America Research<\/span><\/strong>: \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Volare o salire in altitudine dopo avere svolto immersioni multiple per pi\u00f9 giorni non pu\u00f2 essere oggetto di studio in laboratorio (camera iperbarica)<\/span><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2011, al ritorno da un viaggio di studio alle Maldive, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Dott. Danilo Cialoni e Massimo Pieri<\/span><\/strong>, entrambi del nostro dipartimento ricerca (<strong><span style=\"color: #008000;\">Diving Safety Laboratory<\/span><\/strong>), ebbero un&#8217;idea affascinante, che coinvolse <strong><span style=\"color: #008000;\">DAN Europe Research<\/span><\/strong> &#8211; in particolare il <strong><span style=\"color: #008000;\">Prof. Alessandro Marroni<\/span><\/strong> ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">Prof. Costantino Balestra<\/span><\/strong> &#8211; in un progetto di ricerca che suonava proprio come una sfida: eseguire delle ecografie cardiache direttamente durante il volo di rientro da un viaggio subacqueo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Ecografie in volo<\/span><\/strong><br \/>\nLa realizzazione di questa sfida era ardua, quasi impossibile, soprattutto a causa d\u2019intoppi burocratici non semplici da superare. Fondamentale, in questo senso, \u00e8 stato il ruolo dei due partner <strong><span style=\"color: #008000;\">Albatros Top Boat e Neos Ai<\/span><\/strong>r. Solo per ottenere la specifica certificazione <strong><span style=\"color: #008000;\">E.M.I. (ElectroMagnetic Interference)<\/span><\/strong>, necessaria per potere usare l&#8217;ecocardiografo durante il volo, tecnici e ricercatori di <strong><span style=\"color: #008000;\">DAN Europe<\/span><\/strong> e partner hanno passato diverse ore di notte all\u2019aeroporto di Milano Malpensa. Alla fine tuttavia la sfida fu vinta e si poteva, per la prima volta, vedere cosa accadesse veramente nel corpo dei subacquei durante un volo. Solo nella prima settimana di ricerca alle Maldive furono registrati pi\u00f9 di 4.000 file, cui ovviamente ha fatto seguito un accurato e lungo lavoro di analisi. La metodologia di monitoraggio ecocardiografico comprende quattro fasi di controlli. La prima si svolge durante il volo di andata, quando i subacquei non hanno fatto immersioni da almeno 48 ore. Questi primi test sono utili per avere il dato non ancora influenzato dall\u2019esposizione iperbarica e per determinare quella che in gergo si chiama &#8220;finestra ecografica&#8221;. Un\u2019accurata misura della pressione di cabina ogni 15 minuti \u00e8 resa possibile dall\u2019utilizzo di un computer d\u2019immersione \u201ciDive Pro\u201d della DiveSystem, altro partner del DSL di DAN Europe.\u00a0Nella seconda fase si effettuano ecografie e altri test prima e dopo ogni immersione di tutta la settimana di crociera. Infatti sono ormai organizzate con cadenza regolare specifiche settimane di ricerca sulla bella barca \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Duca di York<\/span><\/strong>\u201d, non molto dissimili da una normale crociera alle Maldive, ma con una routine scientifica importante: ogni volta che i subacquei escono dall\u2019immersione si recano alla Spa, trasformata per l&#8217;occasione in &#8220;sala ricerca&#8221; e infermeria, e si sottopongono ai diversi controlli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I profili d\u2019immersione dei subacquei sono stati controllati con computer e scaricati per un loro esame successivo. Tutte le immersioni si sono svolte in curva di sicurezza, mentre le risalite sono avvenute a velocit\u00e0 corrette e includendo sempre la sosta di sicurezza di 3 minuti a circa 5 metri di profondit\u00e0. Nessun subacqueo ha mai avuto problemi di patologie decompressive. La terza fase di controlli si svolge in aeroporto, dove sono effettuate le ecografie cardiache sui subacquei, subito prima di prendere l\u2019aeroplano, cio\u00e8 dopo \u00a024 ore di intervallo di superficie dall\u2019ultima immersione.\u00a0 Nell\u2019ultima fase, che si svolge durante il volo di ritorno, tutti i subacquei sono monitorati tramite ecografie cardiache e doppler esattamente 30, 60 e 90 minuti dopo il raggiungimento da parte dell\u2019aereo della quota di crociera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;analisi dei dati<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl progetto di ricerca \u00e8 stato presentato nel 2013 al convegno annuale della <a href=\"http:\/\/www.eubs.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong><span style=\"color: #008000;\">European Underwater and Baromedical Society<\/span><\/strong><\/a>, ottenendo lo\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><a class=\"external-link\" style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/daneurope.org\/web\/guest\/readarticle?p_p_id=web_content_reading&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_mode=view&amp;p_p_col_id=column-1&amp;p_p_col_count=1&amp;p_r_p_-1523133153_groupId=10103&amp;p_r_p_-1523133153_articleId=5457989&amp;p_r_p_-1523133153_articleVersion=1.0&amp;p_r_p_-1523133153_articleType=General+Web+Content&amp;p_r_p_-1523133153_commaCategories=NEWS&amp;p_r_p_-1523133153_commaTags=&amp;p_r_p_-1523133153_templateId=GENERIC_TEMPLATE_NO_IMG\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\">Zetterstr\u00f6m Award<\/a><\/span><\/strong> per il miglior poster scientifico.\u00a0Alcuni dati rilevati sono facilmente comprensibili: durante i controlli nel volo di andata, per esempio, non \u00e8 stata osservata alcuna bolla in tutti i subacquei partecipanti allo studio. Sebbene sembri un risultato ovvio, questo controllo va comunque fatto perch\u00e9 costituisce la prova che se si trovano bolle nel volo di ritorno, esse non sono causate dal volo stesso ma dall\u2019effetto combinato delle immersioni e della successiva depressurizzazione in volo.\u00a0 Altri dati emersi dalle analisi sono inaspettati; per esempio si \u00e8 sempre pensato che i voli a lungo raggio esponessero un subacqueo a un rischio maggiore rispetto a quelli a medio raggio, invece sembra sia esattamente il contrario. Probabilmente ci\u00f2 \u00e8 dovuto all\u2019altitudine di pressurizzazione dell\u2019aeroplano, di circa 1.500-1.800 metri slm sui viaggi per le Maldive contro i 2.400 metri slm (massimo permesso) rilevati nei viaggi per destinazioni pi\u00f9 vicine.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-112143\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/IMG_1070-scaled-e1732609857701.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"416\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il controllo dei subacquei in aeroporto prima del viaggio di ritorno, in cui non si sono rilevate bolle, ha permesso di evidenziare che 24 ore sono un intervallo di tempo di attesa sufficiente affinch\u00e9, rimanendo al livello del mare, non si formino bolle circolanti. Ovviamente alcuni subacquei sviluppano pi\u00f9 bolle rispetto ad altri, anche con profili d\u2019immersione molti simili fra loro. I controlli durante la settimana di crociera hanno permesso di dividere i soggetti in tre categorie: quelli che non sviluppano bolle; quelli che sviluppano bolle occasionalmente; i \u201cbollogeni\u201d, che sviluppano bolle dopo ogni immersione. Ovviamente per un confronto omogeneo si \u00e8 verificato che i profili d\u2019immersione influissero poco su questa categorizzazione (\u00e8 ovvio che un profilo gravoso possa comportare pi\u00f9 bolle di uno tranquillo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I controlli in volo hanno rilevato come la maggior parte di subacquei non abbia sviluppato le bolle durante il volo di ritorno con un intervallo di 24 ore dopo l\u2019ultima immersione, ma i soggetti bollogeni s\u00ec. Quindi per chi appartiene a questa categoria \u00e8 conveniente estendere ulteriormente il tempo di attesa prima del volo. A due soggetti rivelatesi \u201ciperbollogeni\u201d durante la settimana \u00e8 stato consigliato di non svolgere l\u2019ultima immersione, portando cos\u00ec il loro tempo di attesa prima del volo a 36 ore; \u00e8 significativo che in nessuno dei due si siano prodotte bolle durante il volo. Per chi sviluppa bolle facilmente \u00e8 pi\u00f9 opportuno un tempo di attesa maggiore di 24 ore. In alternativa DAN Research suggerisce la respirazione preventiva di ossigeno normobarico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I gradi di bolle pi\u00f9 alti sono stati rilevati 30 minuti dopo il raggiungimento della quota di crociera, per poi diminuire ai 60 e ai 90 minuti, in pratica come avviene al ritorno in superficie dopo un\u2019immersione. D\u2019altra parte la depressurizzazione agisce come una risalita e d\u00e0 gli stessi effetti. Passando il tempo a quella quota il corpo si desovrasatura e quindi le bolle diminuiscono. C\u2019\u00e8 un&#8217;altra possibile spiegazione: le bollicine sono gi\u00e0 presenti nel sangue ma tanto piccole da non poter essere osservate con una normale ecocardiografia; la depressurizzazione potrebbe determinare un aumento delle loro dimensioni e renderle pi\u00f9 visibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che conseguenze futuribili possono avere questi studi sui subacquei? Come afferma il <strong><span style=\"color: #008000;\">Prof. Alessandro Marroni<\/span><\/strong>, Presidente DAN Europe: \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">andiamo dritti verso un futuro dove la componente personale potr\u00e0 influire su un modello matematico dando un senso pi\u00f9 compiuto all\u2019applicazione pratica della ricerca nella sicurezza delle immersioni subacquee. Fino a oggi abbiamo applicato la matematica al nostro corpo, con gli attuali algoritmi, ma adesso stiamo iniziando un nuovo affascinante percorso, che ci aiuter\u00e0 a inserire semplici parametri fisiologici nella matematica, per rendere gli algoritmi pi\u00f9 adatti al nostro organismo. Il futuro ci aspetta e DAN Europe ha deciso di affrontarlo al meglio con l\u2019aiuto dei subacquei, mettendoli anche a conoscenza di quanto pi\u00f9 evoluto siamo, e saremo, capaci di fare<\/span><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Stefano Ruia<\/span><\/strong><\/p>\n<div class=\"copy\">\n<p>originariamente pubblicato nel 2015 su <strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/alertdiver.eu\/it_IT\/articoli\/volare-dopo-l-immersione-finalmente-fatti-non-piu-teorie?fbclid=IwAR27Y2VbSPeRMHfOMrvx_Xp4AcohHIbJfzBwd-0xzrUV0_PTQIQIB83cdaM\">www.alertdiver.eu<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"text-primary\">DAN Europe<\/span>\u00a0Foundation<br \/>\n<br class=\"hidden-xs\" \/><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Logo_DAN_Europe-834x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Logo_DAN_Europe-834x1024.jpg\" width=\"153\" height=\"188\" \/>Continental Europe Office<br \/>\nC\/da Padune, 11 \u2013 64026<br class=\"hidden-xs\" \/>Roseto &#8211; Italy \u00a0+39-085-893-0333<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Presidente Professor Alessandro Marroni<\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"copy\">\n<h6 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;impegno del DAN Europe nella ricerca medica \u00e8 molto ampio ed indaga vari aspetti dell&#8217;attivit\u00e0 subacquea.<\/span><\/span><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Ecco alcuni dei numerosi studi DAN:<\/strong><\/span><\/h6>\n<div class=\"content\">\n<ul>\n<li>Rilevazione ed analisi delle microbolle circolanti<\/li>\n<li>Ottimizzazione dei profili di risalita<\/li>\n<li>Indagine sulle cause degli incidenti subacquei \u201cinspiegabili\u201d<\/li>\n<li>Stress dell\u2019immersione ricreativa<\/li>\n<li>Forame Ovale Pervio e rischio di MDD<\/li>\n<li>Asma, diabete ed immersione<\/li>\n<li>Fisiologia e fisiopatologia dell\u2019apnea nell\u2019adulto e nel bambino<\/li>\n<li>Ipotermia ed immersione<\/li>\n<li>Cefalea ed immersione<\/li>\n<li>Alterazioni ematologiche in immersione<\/li>\n<li>Il volo dopo l\u2019immersione<\/li>\n<li>Fisiopatologia dell\u2019immersione con rebreathers<\/li>\n<li>Effetti dello stress decompressivo sulle cellule staminali endoteliali e sulle cellule ematiche<\/li>\n<li>Ricerca di markers biologici precoci dello stress decompressivo<\/li>\n<li>Ossigeno normobarico, suoi effetti sul sangue e nel primo soccorso della MDD<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/daneurope.org\/web\/guest\/readarticle?p_p_id=web_content_reading&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_mode=view&amp;p_p_col_id=column-1&amp;p_p_col_count=1&amp;p_r_p_-1523133153_groupId=10103&amp;p_r_p_-1523133153_articleId=6903561&amp;p_r_p_-1523133153_articleVersion=1.0&amp;p_r_p_-1523133153_articleType=General+Web+Content&amp;p_r_p_-1523133153_commaCategories=NEWS&amp;p_r_p_-1523133153_commaTags=&amp;p_r_p_-1523133153_templateId=5993844\">SkiScubaSpace<\/a>, studio condotto con\u00a0<a href=\"http:\/\/www.altecspace.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ALTEC<\/a>\u00a0per investigare la fisiologia umana in ambienti estremi (alta montagna, immersione, spazio)<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . . 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