{"id":532,"date":"2020-08-21T00:10:50","date_gmt":"2020-08-21T00:10:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/wp\/?p=532"},"modified":"2025-05-27T12:36:26","modified_gmt":"2025-05-27T10:36:26","slug":"i-sedimenti-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/532","title":{"rendered":"I sedimenti marini, quando la dimensione conta"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANOGRAFICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Sedimentologia<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il subacqueo nuota in un ambiente eterogeneo, caratterizzato da diverse morfologie del fondale che spesso non sono meno affascinanti dell&#8217;habitat biologico. Basti pensare agli incredibili fondali granitici dei fondali della Sardegna o ai profondi canyon presenti lungo le assolate spiagge della California meridionale. Oggi parliamo dei sedimenti, su come si generano e si dispongono nei fondali e perch\u00e9 \u00e8 importante conoscerli.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/IMG_1070-1024x666.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 IMG_1070-1024x666.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il punto di immersione \u00e8 obbligato, ad esempio per motivi di lavoro o di un reportage fotografico, il subacqueo dovr\u00e0 valutare i periodi pi\u00f9 opportuni per ridurre al minimo gli effetti collaterali. Dove si ritrova del sedimento molto fine sar\u00e0 necessario calcolare i periodi di stanca di corrente utilizzando le tavole di marea o aspettare una giornata con moto ondoso favorevole. In pratica nella lista delle cose da pianificare dovremo inserire anche queste valutazioni al fine di ottenere il massimo dalle nostre immersioni. Come abbiamo premesso le tipologie dei fondali sono molte, incominciamo a parlare dei vari tipi di sedimento e di come si dispongono geologicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tipologie di sedimento<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI fondali del mare presentano diversi sedimenti\u00a0che possono avere origini organiche o derivanti dalla disgregazione di rocce per erosione o altri fenomeni naturali che raccontano la storia geologica pregressa di ogni luogo.\u00a0 In generale, possiamo trovare sedimenti cosiddetti <span style=\"color: #008000;\">sciolti<\/span> come le sabbie ed i fanghi o, con l&#8217;aumento della dimensione del particolato, ghiaie, ciottoli fino a complesse ed affascinati morfologie rocciose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Erdkruste-i.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-4283 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Erdkruste-i-300x230.jpg\" alt=\"Erdkruste-i\" width=\"659\" height=\"505\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Erdkruste-i-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Erdkruste-i.jpg 310w\" sizes=\"(max-width: 659px) 100vw, 659px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto spesso in una stessa zona si ritrovano tipologie diverse che rivelano sia l&#8217;influenza delle forze della natura, che hanno eroso diversamente l&#8217;ambiente originale, sia il materiale stesso che pu\u00f2 avere tipologie mineralogiche diverse. I sedimenti marini si ritrovano sotto diverse granulometrie (misure di grandezza) e si depositano a strati spesso non omogenei che possono raggiungere spessori di chilometri nei fondali oceanici. I geologi hanno osservato che questi strati tendono ad assottigliandosi avvicinandoci dalla linea costiera alla piattaforma continentale. Nella figura sono indicati con i numeri 1 la crosta continentale, 2 la crosta oceanica e, al di sotto, con il numero 3, la astenosfera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Partiamo dall&#8217;Astenosfera<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;Astenosfera \u00e8 una fascia superficiale del mantello terrestre, giacente sotto la litosfera e sopra la mesosfera che si rinviene sempre sotto le aree oceaniche, mentre sotto le aree continentali \u00e8 assente o collocata molto pi\u00f9 in profondit\u00e0. La struttura \u201cplastica\u201d dell&#8217;astenosfera ha un importante ruolo nella teoria della tettonica delle placche che \u201cgalleggiano\u201d sulle placche litosferiche solide. I geologi riescono ad identificarla attraverso l&#8217;analisi sismica degli strati geologici. Nella astenosfera le onde sismiche diminuiscono notevolmente la loro velocit\u00e0 di propagazione raggiungendo i valori minimi conosciuti per gli strati pi\u00f9 interni del nostro pianeta. Al di sopra troviamo la <strong><span style=\"color: #008000;\">crosta oceanica<\/span><\/strong> che rappresenta la porzione pi\u00f9 superficiale del pianeta nelle aree sommerse dagli oceani ed appartiene alla crosta terrestre contrapponendosi di fatto alla crosta continentale emersa. Nelle zone dove si ritrovano forti correnti di fondo o ove esistano condizioni di asperit\u00e0 particolari, la crosta oceanica, caratterizzata da materiali rocciosi, emerge in maniera significativa creando strutture morfologiche a volte imponenti e spettacolari. Queste strutture non sono visibili ad occhio nudo ma possono essere dedotte attraverso i rilievi sismologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vediamo ora come si generano \u00a0i sedimenti sul fondo del mare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli strati di sedimento, che osserviamo lungo i litorali, possono derivare da un processo geologico, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">sedimentazione<\/span><\/strong>, mediante il quale i sedimenti sciolti del terreno si depositano per gravit\u00e0 sul fondo del mare. La loro origine \u00e8 principalmente terrigena e deriva dall&#8217;apporto dei fiumi e dall&#8217;erosione dei litorali causata da fenomeni meteo climatici o dall&#8217;erosione causata dal moto ondoso. Anche i processi eolici (vento) contribuiscono a trasportare i sedimenti verso il mare. In media, ogni anno il fondo degli oceani si eleva di circa un centimetro e la sedimentazione arricchisce lo strato originale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo fenomeno \u00e8 molto interessante in quanto fornisce ai geologi informazioni per ricostruire gli eventi che nei secoli hanno colpito il pianeta. Nel tempo \u00e8 emerso che la crosta oceanica non ha ovunque la stessa et\u00e0 e muta sensibilmente a causa di un processo dinamico di formazione che riguarda tutto il pianeta. Questo processo tettonico causa sconvolgimenti importanti del pianeta ed \u00e8 responsabile, come vedremo in altri articoli, alle catene montuose oceaniche. Il processo di formazione geologica \u00e8 leggibile attraverso l&#8217;analisi degli strati di roccia; ad esempio, in un certo luogo \u00e8 possibile determinare con precisione la quantit\u00e0 di caduta delle ceneri vulcaniche, fornendo cosi dati sul vulcanesimo locale nelle varie Ere geologiche. Queste analisi sono importantissime perch\u00e9 ci aiutano anche a comprendere le variazioni del clima e l&#8217;influenza dei fenomeni atmosferici nei millenni sulle culture antropiche. Una lettura assolutamente necessaria in un periodo geologico come quello attuale in cui assistiamo a cambiamenti climatici drammatici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conoscenza del tipo di sedimento non \u00e8 solo importante per la scienza pura ma trova applicazione in molte attivit\u00e0 lavorative come la cavatura di materiali sciolti (ghiaie e sabbie), oppure\u00a0nella analisi delle caratteristiche dei fondali per opere di ingegneria come la posa di tubature, cavi e gasdotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">I sedimenti geologici possono essere generalmente suddivisi in :<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 <span style=\"font-size: 12pt;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <span style=\"color: #339966;\">\u00a0ROCCE SEDIMENTARIE \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<span style=\"color: #ff0000;\">ROCCE IGNEE<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #339966;\">CEMENTATE \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0INCOERENTI<\/span>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <span style=\"color: #ff0000;\">EFFUSIVE \u00a0 \u00a0INTRUSIVE<\/span><\/p>\n<p>&#8211; Conglomerati \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0&#8211; Vulcaniche \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0&#8211; Lave \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8211; Graniti<\/p>\n<p>&#8211; Autigeniche (noduli) \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8211; Terrigene \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0&#8211; Basalti<\/p>\n<p>&#8211; Carbonatiche\u00a0organogene &#8211; Organogene<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-532 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/532\/800px-gabbrorockcreek1'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/800px-GabbroRockCreek1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-534\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-534'>\n\t\t\t\tRocce ignee effusive basalto\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/532\/barregranite'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/BarreGranite-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-535\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-535'>\n\t\t\t\trocce ignee intrusive granito\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/532\/ciottoli'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ciottoli-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-536\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-536'>\n\t\t\t\trocce sedimentarie terrigene  Ciottoli\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/532\/master_2lapillo'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/master_2lapillo-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-537\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-537'>\n\t\t\t\trocce sedimentarie incoerenti vulcaniche  Lapilli\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/532\/sabbiadascavo'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/SabbiaDaScavo-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-538\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-538'>\n\t\t\t\trocce sedimentarie incoerenti Sabbie\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/532\/sed1'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/sed1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-539\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-539'>\n\t\t\t\trocce sedimentarie  \n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/532\/sed2'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/sed2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-540\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-540'>\n\t\t\t\trocce sedimentarie cementate  &#8211; conglomerati\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;erosione meccanica dovuta al moto ondoso o da altri sedimenti mossi dal vento provoca nel tempo una differenziazione della misura dei grani originali; con il diagramma di Shepard si possono identificare le granulometrie di un sedimento, attraverso le relative percentuali di sabbie, argille e limi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-6128 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Diagramma-di-Shepard-1954.jpg\" alt=\"Diagramma di Shepard (1954)\" width=\"639\" height=\"535\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Diagramma-di-Shepard-1954.jpg 362w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Diagramma-di-Shepard-1954-300x251.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 639px) 100vw, 639px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Come leggerlo<\/span><\/strong><br \/>\nNella cuspide in alto abbiamo le sabbie, in quella in basso a sinistra i limi (silt), mentre in basso a destra le argille. Le sabbie hanno una granulometria maggiore delle argille e dei limi. I limi hanno una grandezza compresa tra quella delle sabbie, pi\u00f9 grossa, e quella delle argille, pi\u00f9 sottile. Essi vengono trasportati in sospensione dai fiumi e si depositano sul letto dei corsi d&#8217;acqua o sui terreni che hanno subito inondazioni. I subacquei li possono osservare sui fondali dei laghi per la loro fastidiosa tendenza ad alzarsi al minimo movimento delle pinne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 i sedimenti sono distribuiti secondo percentuali miste ovvero si parla di <strong><span style=\"color: #008000;\">s<\/span><span style=\"color: #008000;\">edimenti misti<\/span> <\/strong>identificabili da posizioni intermedie del diagramma. Per capirci, al centro del diagramma di Shepard avremo una percentuale uguale di sabbie, limi ed argille. Questo pratico diagramma consente di identificare scientificamente i diversi tipi di sedimento ma a anche di valutare l&#8217;ambiente in cui dovremo immergerci. Le carte geologiche riportano questi dati e sono un buon punto di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per finire, esiste l&#8217;errata convinzione che i fondali limosi non siano adatti alle immersioni. Niente di pi\u00f9 sbagliato. Certo non hanno il fascino di quelli marini, ma certi laghi possono offrire comunque immersioni ricche di suggestione.\u00a0 Mi raccomando &#8230; occhio alle pinne per non rischiare di perdervi in una nuvola impenetrabile.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANOGRAFICA parole chiave: Sedimentologia . 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