{"id":52216,"date":"2021-02-04T00:19:13","date_gmt":"2021-02-04T00:19:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=52216"},"modified":"2023-05-26T16:53:23","modified_gmt":"2023-05-26T14:53:23","slug":"loccidente-la-nato-litalia-e-la-sicurezza-energetica-e-idrica-di-giuseppe-morabito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/52216","title":{"rendered":"L\u2019Occidente, la NATO, l\u2019Italia e la sicurezza energetica e idrica"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<br>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OVUNQUE<\/span><br><\/strong>parole chiave: Strategia, acqua, energie fossili, tensioni sociali, energie rinnovabili<br><br><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Atteso che la Terra avr\u00e0 otto miliardi di abitanti entro il 2025 e che la continua crescita della popolazione render\u00e0 necessario ottenere energia a basso costo per produrre acqua, il numero crescente di situazioni di scarsit\u00e0, conseguenza di un&#8217;intensificazione della domanda e della diminuzione delle disponibilit\u00e0 di risorse idriche, potr\u00e0 portare a nuovi conflitti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cambiamento climatico e la scarsit\u00e0 di risorse influenzeranno sempre pi\u00f9 gli equilibri di potere in diverse aree del mondo. La competizione per il possesso e il controllo di acqua e terre continua a generare tensioni \u201cintra e inter\u201c nazionali per cui le future scelte strategiche e logistiche di molte operazioni militari dovranno tenere conto di questi scenari. La <strong><span style=\"color: #008000;\">NATO Defence College Foundation<\/span><\/strong> ha analizzato questi aspetti strategici ed energetici in una recente conferenza organizzata a Roma lo scorso mese. \u00c8 emersa l\u2019opportunit\u00e0 di un approfondimento da parte dell\u2019Alleanza Atlantica di questi temi nella considerazione che l\u2019Italia ed i suoi alleati della NATO, come tutti i principali Paesi consumatori, nel prossimo futuro saranno chiamati a risolvere un problema energetico complesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Difesa ed energia: scenari strategici<\/span><\/strong><\/span><br>Il comparto della Difesa italiano non pu\u00f2 essere avulso da questi problemi, perch\u00e9 potrebbe essere, di fatto, il mezzo, qualora fallisse la diplomazia, per affrontare le minacce future per l\u2019approvvigionamento dell\u2019energia. La NATO, come \u201calleanza difensiva\u201d, non pu\u00f2 trascurare l\u2019importanza per la sicurezza globale ed equilibri internazionali di energia e questioni ambientali, per due ragioni principali. La prima sta nel fatto che l\u2019energia a basso costo resta essenziale per il corretto funzionamento economico, sociale e politico delle societ\u00e0 moderne. Il fabbisogno energetico \u00e8 in costante crescita a causa della volont\u00e0 di molti Stati nel mondo di raggiungere livelli di sviluppo paragonabili a quelli dei Paesi pi\u00f9 sviluppati. In tale quadro, nonostante la pandemia in atto, la probabile differenza tra domanda e offerta energetica globale, salvo un imprevisto sconvolgimento tecnologico o sociale, dovrebbe contribuire a mantenere alti i prezzi dell\u2019energia nei prossimi anni. Questo fenomeno di scarsit\u00e0 potrebbe avere conseguenze strategiche e militari a livello globale. Definire una strategia su questi temi, per la NATO e i Paesi legati all\u2019Alleanza Atlantica, come l\u2019Australia e il Giappone, potrebbe consentire loro di ridurre le tensioni in ambito geopolitico. Tutto ci\u00f2 diversificando le loro fonti di approvvigionamento e le loro tecnologie al fine di preservare, per le loro economie, stabilit\u00e0 sociale e sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Necessaria una politica proattiva<\/span><\/strong><br>Quanto precede tiene conto che il mix energetico globale rimarr\u00e0 in gran parte basato sui combustibili fossili (carbone, petrolio e gas). Questi dovrebbero comunque rappresentare il 75% del fabbisogno energetico mondiale fino al 2035. Tuttavia, i combustibili fossili producono gas a effetto serra ed \u00e8 imperativo limitare queste emissioni per ridurre il futuro, e purtroppo atteso, impatto legato ai cambiamenti climatici sulle attivit\u00e0 umane. Alla fine, senza una politica proattiva, questa insicurezza ambientale si trasformer\u00e0 in insicurezza strategica, a causa delle sue conseguenze sulle condizioni di vita di milioni di persone e sulla disponibilit\u00e0 di risorse come l\u2019acqua potabile o i terreni coltivabili. In un tale quadro, \u00e8 necessario agire in termini di sicurezza dei nostri approvvigionamenti energetici e pronunciarsi con maggiore chiarezza sui mezzi necessari per attuare un mix energetico destinato a fronteggiare la minaccia sempre pi\u00f9 concreta del riscaldamento globale. L\u2019importante posta finanziaria in gioco legata alla limitazione dei gas serra da un\u2019idea della portata di questa sfida, dei costi che rappresenta per le nostre societ\u00e0 e dei problemi di accettabilit\u00e0 sociale che implica questo sforzo. Il secondo motivo sta nel fatto che le tensioni per il controllo delle risorse energetiche e per il controllo delle conseguenze legate al degrado ambientale rischiano di rimanere su livelli elevati, data l\u2019importanza delle risorse fossili, tuttora essenziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Assenza di alternative alle fonti energetiche esistenti<\/span><\/strong><br>Il fabbisogno energetico globale per i prossimi trent\u2019anni e la loro concentrazione in regioni tradizionalmente instabili, come il Medio Oriente, o poco favorevoli agli interessi strategici dei paesi NATO e dei suoi alleati, come la Russia, rimane un problema da risolvere da subito. La mancanza di una consistente alternativa alle fonti energetiche esistenti, almeno su un orizzonte temporale vicino, obbligherebbe le democrazie occidentali , nelle loro considerazioni di sicurezza, a porre maggiore attenzione a questo fenomeno, ed a rimanere vigili sugli sviluppi attuali e futuri delle regioni ricche di materie prime. Per fortuna, per il momento, nonostante la attualmente limitata importanza geopolitica dell\u2019Iran, la questione della stabilit\u00e0 del Medio Oriente (parzialmente risolta anche dalla brillante iniziativa del presidente Trump in sede di Accordi di Abramo) \u00e8 solo una questione di sicurezza, tra le tante, per i Paesi della NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli Stati membri dell\u2019Alleanza dovrebbero teoricamente intraprendere un percorso di riduzione della loro dipendenza dal \u201cfossile\u201d diversificando la loro offerta tecnologica e industriale.<\/span> <\/strong>Questa politica dovrebbe essere incentrata intorno alla produzione di energia da fonti primarie interne, ad esempio sostenendo, ove possibile:<\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">il rilancio del nucleare sicuro civile;<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">lo sviluppo ragionato di energie rinnovabili su larga scala \u2013 eolica o solare;<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">una maggiore diversificazione dell\u2019offerta geografica dei paesi NATO, mediante la sottoscrizione di accordi con il maggior numero possibile di Paesi fornitori di energia nel mondo per non dipendere da un unico partner, in particolare nel settore del gas e dell\u2019uranio.<\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Sfide industriali e tecnologiche<\/span><\/strong><br>Ad inizio del 2021 permane, nei settori dell\u2019ambiente e dell\u2019energia, pi\u00f9 che in qualsiasi altro, un enorme divario tra l\u2019attuale capacit\u00e0 di analizzare le cause delle minacce future e quella di tener conto dei loro effetti. Per questioni con implicazioni spesso globali, la consapevolezza e le risposte politiche sono talvolta troppo tardive e spesso all\u2019interno di un quadro esclusivamente nazionale. Quindi, mentre se \u00e8 probabile che se le democrazie sviluppate dei membri della NATO riusciranno alla fine a trovare una soluzione di comune accordo dei loro problemi ambientali, i Paesi emergenti e, in particolare, alcuni Stati come l\u2019India, la Cina e l\u2019Indonesia, incontreranno sempre maggiori difficolt\u00e0 nel conciliare crescita economica ed impegno ambientale. Queste difficolt\u00e0 sono destinate a durare, vista la pressione demografica nell\u2019Asia meridionale, sia per i bisogni legati al loro sviluppo economico sia per la rapida urbanizzazione di tutti i Paesi della regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per far fronte a queste sfide, dal punto di vista industriale e tecnologico, i Paesi membri della NATO stanno intraprendendo un\u2019azione mirata per la diversificazione energetica, e delle fonti di approvvigionamento. Su tale aspetto riveste importanza la volont\u00e0 di alcuni Paesi per la promozione del nucleare civile che dovrebbe comunque rispettare due principali vincoli da un punto di vista geopolitico: andare verso tecnologie e processi di non proliferazione e soddisfare il fabbisogno di elettricit\u00e0 ed acqua di molti Paesi in via di sviluppo, garantendo la loro stabilit\u00e0 politica e l\u2019assenza di conflitti armati. Questo nella consapevolezza che le risorse idriche non sono uniformi sulla superficie del globo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Verso la guerra per l\u2019acqua?<\/span><\/strong><\/span><br>Nove paesi concentrano il 60% delle risorse idriche rinnovabili. Tra questi ci sono Stati Uniti, Canada, Brasile e Russia. Se aggiungiamo gli Stati membri dell\u2019Unione Europea, questi Paesi condividono circa i due terzi delle risorse rinnovabili del pianeta. Tuttavia, in queste le aree geografiche, la crescita della popolazione e le esigenze economiche non hanno impatti quantitativi e qualitativi sulla scarsit\u00e0 d\u2019acqua regionale (legati ai prelievi domestici, aumento della produzione alimentare e delle aree irrigate, usi industriali). Un altro aspetto da tenere presente \u00e8 la crescente dipendenza energetica esterna dei Paesi europei della NATO, a eccezione della Norvegia, che rimane quindi una delle principali fonti di preoccupazione per le loro autorit\u00e0 politiche. In particolare per il petrolio ma anche, e sempre pi\u00f9, per il gas naturale, la cui importanza globale continua a crescere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consapevole della valenza e della persistenza dei rischi legati agli idrocarburi, la NATO si sta concentrando sulla valutazione dei rischi e delle minacce alla sicurezza dell\u2019approvvigionamento energetico che rimangono una priorit\u00e0 per l\u2019Alleanza. La NATO, a questo punto, dovrebbe soprattutto iniziare a pensare di dover assicurare fisicamente, anche attraverso le risorse militari dei suoi stati membri, la protezione delle rotte marittime, degli oleodotti, delle infrastrutture critiche (porti, raffinerie, depositi di carburante) e delle societ\u00e0 che consentono (per l\u2019Italia l\u2019Eni) di garantire un approvvigionamento sicuro e regolare ai propri paesi membri. Sarebbe quindi necessario sia escludere un conflitto in una grande regione produttiva, ad esempio in Medio Oriente, che sconvolgerebbe gli equilibri dei mercati energetici in un mondo ancora colpito dalla crisi economica post 2008 e dalla pandemia, sia l\u2019emergere di una vera e propria guerra fredda, che potrebbe diventare pi\u00f9 calda, con gli Stati Uniti e dei suoi alleati della NATO da un lato, e alcuni paesi emergenti, in particolare la Cina, dall\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, atteso che la Terra avr\u00e0, secondo alcune stime, otto miliardi di abitanti entro il 2025 e che la continua crescita della popolazione render\u00e0 necessario ottenere energia a basso costo per produrre acqua (ad esempio mediante sistemi di desalinizzazione), il numero crescente di situazioni di scarsit\u00e0, a causa dell\u2019intensificazione della domanda e della diminuzione della disponibilit\u00e0 d\u2019acqua dolce, potrebbe purtroppo portare a nuove guerre per l\u2019acqua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Giuseppe Morabito<\/span><\/strong><\/p>\n<p>deserto photo credit @andrea mucedola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: GEOPOLITICAPERIODO: XXI SECOLOAREA: OVUNQUEparole chiave: Strategia, acqua, energie fossili, tensioni sociali, energie rinnovabili Atteso che la Terra avr\u00e0 otto miliardi di abitanti entro il 2025 e che la continua crescita della popolazione render\u00e0 necessario ottenere energia a basso costo per produrre acqua, il numero crescente di situazioni di scarsit\u00e0, conseguenza di un&#8217;intensificazione della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2411,"featured_media":92216,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1413],"tags":[],"class_list":["post-52216","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L\u2019Occidente, la NATO, l\u2019Italia e la sicurezza energetica e idrica &#8226; 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