{"id":52044,"date":"2021-02-03T00:38:52","date_gmt":"2021-02-03T00:38:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=52044"},"modified":"2025-08-28T15:06:56","modified_gmt":"2025-08-28T13:06:56","slug":"52044","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/52044","title":{"rendered":"Conosciamo le cipree"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: MALACOLOGIA<br \/>\nPERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Cipree<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver parlato della loro evoluzione, entriamo nel vivo della loro anatomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Descrizione e anatomia<\/span><\/strong><br \/>\nLe cipree sono immediatamente riconoscibili per la loro <strong><span style=\"color: #008000;\">conchiglia<\/span><\/strong>, globosa, lucida e porcellanacea, con un\u2019apertura provvista di dentelli alla base. La peculiare lucidit\u00e0 della conchiglia \u00e8 dovuta al fatto che, quando l&#8217;animale \u00e8 attivo, questa \u00e8 ricoperta da un sottile strato di <strong><span style=\"color: #008000;\">epitelio (il mantello)<\/span><\/strong> che preserva la conchiglia dagli attacchi incrostanti. L&#8217;ampio mantello, quando completamente estroflesso, avvolge con i suoi lobi laterali la conchiglia e secerne le sostanze che costruiscono la conchiglia stessa (carbonato di calcio e proteine).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/anatomia-950x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 anatomia-950x1024.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">mantello<\/span><\/strong> presenta caratteristiche ornamentazioni di vario genere (papille), ridotte a semplici protuberanze o aventi spesso fogge vistose e colori vivaci, oppure aventi funzione mimetica, tanto da far sembrare la ciprea piuttosto una spugna o un ciuffetto di alghe.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/9-accrescimento-1024x449.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 9-accrescimento-1024x449.jpg\" width=\"1024\" height=\"449\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">le fasi dell&#8217;accrescimento<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crescita della ciprea avviene attraverso fasi distinte: all\u2019inizio la conchiglia \u00e8 fragile e con il labbro tagliente ed \u00e8 difficilmente assimilabile ad una ciprea, poi, man mano che il mollusco si accresce, l\u2019ultimo giro di spira ricopre la <strong><span style=\"color: #008000;\">protoconca (apice)<\/span><\/strong> ed infine, in seguito al ripiegamento brusco del labbro a costituire la base, la conchiglia prelude gi\u00e0 alla forma definitiva, anche se con denticoli embrionali e colorazione dorsale sfocata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente la conchiglia raggiunge il suo stato adulto e la tipica sembianza da ciprea, con base ispessita e dentatura perfettamente formata. Visto l\u2019accrescimento relativamente veloce, \u00e8 poco frequente imbattersi in esemplari immaturi con la conchiglia ancora priva dei denti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Cypraea-tigris-1024x813.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Cypraea-tigris-1024x813.jpg\" width=\"1024\" height=\"813\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cypraea tigris da wikimedia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La specie pi\u00f9 nota \u00e8 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Cypraea tigris<\/span><\/strong> L., 1758, diffusa in quasi tutto l&#8217;Indopacifico, (purtroppo) frequentissima nei banchi di souvenir di tutto il mondo. Altre specie di cipree sono molto piccole, inferiori al centimetro, ed altre (come alcune fossili e l&#8217;attuale <strong><span style=\"color: #008000;\">Macrocypraea cervus<\/span><\/strong> della Florida) superano abbondantemente i 15 centimetri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/macrocypraea-cervus-florida.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 macrocypraea-cervus-florida.jpg\" width=\"642\" height=\"601\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Macrocypraea cervus<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le specie particolarmente note vi sono la <strong><span style=\"color: #008000;\">Leporicypraea mappa<\/span><\/strong> (L., 1758) e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Naria erosa<\/span><\/strong> (L., 1758).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120862 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/640px-Cypraea_mappa.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/640px-Cypraea_mappa.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/640px-Cypraea_mappa-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una ciprea mappa, Leporicypraea mappa dal North coast East Timor. Autore Nick Hobgood<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Cypraea_mappa.jpg\">Cypraea mappa.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito della vasta classe dei Gasteropodi, i cipreidi si collocano in una posizione correlata ad altre famiglie simili come le \u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Ovulidae<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Triviidae<\/span><\/strong>. Le differenze anatomiche sono sottili e visibili pi\u00f9 agli specialisti, ma riteniamo che le immagini seguenti aiutino maggiormente per una corretta identificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Habitat ed abitudini<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019habitat elettivo delle cipree \u00e8 la costa rocciosa o corallina, ricca di anfratti, spugne, alghe ed incrostazioni, nonch\u00e9 di molti nascondigli utili a questi animali tipicamente notturni o crepuscolari per nascondersi ai predatori. Esistono qualche specie che usano frequentare, comunque non stabilmente, habitat sabbiosi o fangosi. La maggior parte delle cipree vive entro i primi 20 metri dalla superficie, con alcune eccezioni che possono arrivare anche 500 metri di profondit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Cypraeovula-cruickshanki-foto-Cypraea.net-M.B.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Cypraeovula-cruickshanki-foto-Cypraea.net-M.B.jpg\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cypraeovula cruickshanki photo credit Mirco Bergonzoni da <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/Cypraea.net\">Cypraea.net<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sudafricana <strong><span style=\"color: #008000;\">Cypraeovula cruickshanki<\/span> <\/strong>\u00e8 la specie di ciprea che raggiunge le massime profondit\u00e0 sinora note (500 metri, ma probabilmente anche di pi\u00f9). Sempre rarissima, la si \u00e8 rinvenuta per caso, dragando i fondali al largo del Natal in spedizioni oceanografiche o per mezzo di grossi pescherecci. La forma sferica, il colore bianco, la struttura esile e leggera, sono caratteristiche tipiche dell\u2019adattamento alla profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le specie sono a sessi separati e depongono numerose uova in anfratti, di solito gusci di grosse conchiglie vuote o sassi capovolti. Non \u00e8 possibile risalire al sesso di una ciprea dalla semplice osservazione esteriore, unico indizio \u00e8 dato dal comportamento della femmina, la quale staziona sulle uova per lungo tempo, ricoprendole con il piede per proteggerle. Dopo la schiusa, si sviluppa una larva planctonica (veliger) che si lascia trasportare dalla corrente. La durata dello stadio di veliger pu\u00f2 variare da una specie all&#8217;altra. Quelle che hanno stadio larvale prolungato hanno ampie distribuzioni geografiche e limitata variabilit\u00e0 morfologica da un luogo all&#8217;altro. Alcuni generi mancano invece di stadio larvale e lo sviluppo \u00e8 diretto, mostrando di conseguenza una maggiore attitudine a dare luogo a varianti localizzate. Le abitudini alimentari variano dal regime prettamente spongivoro del genere australiano Zoila o della mediterranea <strong><span style=\"color: #008000;\">Luria lurida<\/span> <\/strong>(L., 1758), ad una dieta mista di alghe, antozoi, ecc. Il nutrimento viene asportato dal substrato per mezzo della radula, una specie di lingua cornea comune a tutti i molluschi gasteropodi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Luria-lurida-foto-Cypraea.net-M.B.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Luria-lurida-foto-Cypraea.net-M.B.jpg\" width=\"659\" height=\"439\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Luria lurida &#8211;<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit Mirco Bergonzoni da <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/Cypraea.net\">Cypraea.net<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Distribuzione<\/span><\/strong><br \/>\nLe cipree sono distribuite in tutti i mari tropicali del globo, eccezion fatta per qualche specie che vive nelle acque temperate della California (Neobernaya spadicea) o del Mediterraneo (quattro specie: <strong><span style=\"color: #008000;\">Luria lurida, Naria spurca, Zonaria pyrum, Schilderia achatidea<\/span><\/strong>). Anche nell\u2019emisfero Boreale alcuni generi si sono specializzati in acque temperato fredde come <strong><span style=\"color: #008000;\">Cypraeovula<\/span><\/strong> in Sudafrica e <strong><span style=\"color: #008000;\">Notocypraea<\/span><\/strong> in Sud Australia. Ci\u00f2 dimostra che il maggior fattore limitante alla distribuzione di questi molluschi \u00e8 la temperatura.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/DISTRIBUZIONE-1024x305.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 DISTRIBUZIONE-1024x305.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche le correnti fredde possono fungere da barriera alla dispersione di questi molluschi, come abbiamo potuto constatare direttamente alle Galapagos con le specie Pseudozonaria arabicula e nigropunctata. La prima, tipica di acque calde, ha colonizzato in gran numero l\u2019arcipelago a seguito del surriscaldamento dovuto a El Ni\u00f1o; inoltre, entrambe sono frenate nella loro espansione verso sud, oltre il Per\u00f9, dalla corrente fredda di Humboldt. In particolare, il Mar Rosso, \u201cmare chiuso\u201d per eccellenza tanto da costituire una Bioprovincia Malacologica a s\u00e9 stante (Provincia Eritrea, o sottoprovincia Eritrea, a seconda degli autori), possiede un popolamento di cipree assolutamente unico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Pericolosit\u00e0 per l\u2019Uomo (e dell\u2019Uomo)<\/span><\/strong><br \/>\nIn relazione a quanto descritto in merito alle abitudini alimentari di questi molluschi e alla loro evidente \u201ctimidezza\u201d a mostrarsi alla luce del giorno\u2026 e alle torce dei subacquei, possiamo affermare che tutte le cipree sono assolutamente innocue sotto ogni punto di vista. Ci\u00f2 premesso, vogliamo comunque sensibilizzare il turista \u201cmedio\u201d a non raccogliere questi animali se non gi\u00e0 morti sulle spiagge, in quanto questo contribuirebbe ad impoverire il reef di componenti utili nel proprio ecosistema, essendo le cipree ottime \u201cpulitrici\u201d di detriti ed alghe infestanti. Il tema della salvaguardia ambientale lo poniamo quasi alla fine della nostra introduzione alle cipree affinch\u00e9 rimanga ben impresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi collezionisti che studiamo con meticolosit\u00e0 e costanza questi animali abbiamo certamente prelevato in natura qualche ciprea viva e \u201cperfetta\u201d, ma nel farlo abbiamo risparmiato la stragrande maggioranza di esemplari naturalmente difettosi, le femmine sulle uova, gli esemplari immaturi, giovanili, o con la conchiglia non ancora sviluppata del tutto, tutti animali che possono perpetuare la specie.\u00a0Prelievi di cipree e altri gasteropodi sono stati effettuati anche da studiosi e scienziati, per cercare di capirne i complessi meccanismi biologici della loro evoluzione, ma sempre in maniera mirata e con numeri esigui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Premesso tutto ci\u00f2 ed indipendentemente dalle restrizioni internazionali che tutelano la fauna marina, chiediamo a chi di voi non ha un interesse diretto ad occuparsi di cipree di evitarne la raccolta per farne un ricordo di viaggio, poi spesso dimenticato in un cassetto.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evitate anche di alimentare quel dubbio mercato di souvenir, in cui le cipree sono le pi\u00f9 ambite materie prime per trasformarsi in puntaspilli, orribili animaletti o inguardabili incisioni con segni zodiacali o \u201csaluti da Ostia\u201d e simili. Nonostante la raccolta effettuata dall\u2019uomo, il pericolo maggiore che incombe su questi molluschi risiede principalmente nella distruzione della barriera corallina e dei loro habitat. Le cipree possono tollerare invasioni di ferraglia ed altri rifiuti solidi, tanto da trarne vantaggio nella ricerca di cibo o nascondigli, ma sono vulnerabilissime alle sostanze inquinanti, ai detersivi, agli scarichi delle cucine e delle fognature, specialmente di quei resort su isole tropicali \u201cincontaminate\u201d che fanno tanto sentire i propri ospiti cos\u00ec rispettosi della natura!<br \/>\nA presto con il mondo delle cipree.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Bergonzoni<\/p>\n<p>in anteprima Seashell radiology:\u00a0<i>Cypraea \u00a9 Michel Royon \/ Wikimedia Commons\u00a0<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:3-porcelaine-cyprea.jpg\">3-porcelaine-cyprea.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/i><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/52042\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/52044\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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