{"id":51331,"date":"2021-01-13T00:10:41","date_gmt":"2021-01-12T23:10:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=51331"},"modified":"2026-04-30T19:44:12","modified_gmt":"2026-04-30T17:44:12","slug":"protagonisti-del-mare-guido-gay-luomo-che-ha-ritrovato-la-corazzata-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/51331","title":{"rendered":"Protagonisti del mare: Guido Gay, l&#8217;uomo che ha ritrovato la corazzata Roma"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: PROTAGONISTI DEL MARE<br \/>\nPERIODO: XX &#8211; XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA:<\/span> <span style=\"color: #008000;\">OCEANI<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Guido Gay, Gay marine, Pluto<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi parliamo di <strong><span style=\"color: #008000;\">Guido Gay<\/span><\/strong>, ingegnere laureato al Politecnico di Milano nel 1964, di origine piemontese e con nazionalit\u00e0 italiana e svizzera, \u00e8 un esempio di genialit\u00e0 italiana. Lo conobbi nel lontano 1985, al mio primo imbarco sulle unit\u00e0 cacciamine, quando sperimentavamo il ROV Pluto 01 sul MHC Lerici da lui progettato.<\/p>\n<figure style=\"width: 263px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/filippo-gaymarine.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 filippo-gaymarine.jpg\" width=\"263\" height=\"196\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il ROV Filippo<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non era il suo primo mezzo e qualcuno dei marinai della componente del Dragaggio potr\u00e0 ricordare il <strong><span style=\"color: #008000;\">Filippo<\/span><\/strong>, un piccolo ROV a forma di palla che aveva operato sui cacciamine italiani classe Legni in tutti i mari del Mediterraneo e nel Mar Rosso. Il ROV Pluto sebbene nato nel 1980 (con il prototipo Pluto UX) non era ancora disponibile ed arriv\u00f2 a bordo poco dopo. Il Pluto era un mezzo totalmente nuovo e decisamente pi\u00f9 prestante. Inoltre, presentava caratteristiche operative straordinarie per quei tempi, potendo operare a profondit\u00e0 decisamente pi\u00f9 profonde di quelle ottenibili con i sommozzatori di bordo. Facemmo sul cacciamine Lerici molte prove in mare, ottimizzando le procedure operative ed imparando ad usare questo versatile robot subacqueo in tutte le condizioni meteo marine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/pluto-gaymarine.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 pluto-gaymarine.jpg\" width=\"937\" height=\"937\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ROV Pluto durante un&#8217;esercitazione di contro-minamento simulato mentre rilascia una carica (cilindro giallo) su un simulacro di mina da fondo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ingegner Gay, geniale progettista e costruttore in svariati campi della tecnica, inizi\u00f2 la sua avventura nel 1968 come imprenditore di una ditta di strumenti elettronici di misura. Appassionato velista e marinaio, nei primi anni &#8217;70 inizi\u00f2 a studiare veicoli sottomarini teleguidati, inserendosi a pieno titolo nella storia della ricerca oceanografica come pioniere di questa tecnica. Nel 1979 fond\u00f2 la societ\u00e0 <span style=\"color: #008000;\"><strong>GAYMARINE <\/strong><\/span>e, dieci anni pi\u00f9 tardi, una ditta in Svizzera ora denominata <strong>I<span style=\"color: #008000;\">DROBOTICA<\/span><\/strong>, per la produzione dei nuovi veicolo filoguidati robotizzati <strong><span style=\"color: #008000;\">PLUTO. <\/span><\/strong>I suoi mezzi furono acquisiti in campo civile (anche per le forze di polizia) e militare<strong>,<\/strong> dove furono realizzati sistemi particolarmente adatti al settore oceanografico e operativo (ad esempio per la caccia alle mine navali).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/daedalus-dettaglio2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 daedalus-dettaglio2.jpg\" width=\"935\" height=\"657\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1990 Gay inizi\u00f2 il progetto di un originale catamarano a vela di grandi dimensioni, il <strong><span style=\"color: #008000;\">DAEDALUS<\/span><\/strong>, adatto al diporto ma anche particolarmente attrezzato per servire da nave madre per i veicoli sottomarini <span style=\"color: #008000;\"><strong>PLUTO<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/daedalus-large-1024x501.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 daedalus-large-1024x501.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chi non lo avesse mai visto, il catamarano <strong><span style=\"color: #008000;\">DAEDALUS<\/span><\/strong>, oltre ad essere un lussuoso yacht a vela d&#8217;altura \u00e8 anche una modernissima imbarcazione da ricerca dove niente \u00e8 lasciato al caso. DAEDALUS dispone di un insieme di attrezzature progettate e costruite seguendo criteri originali al fine di ottenere il massimo risultato con la massima semplicit\u00e0. Tra le tante strumentazioni tecnologiche \u00e8 equipaggiato con un sofisticato sonar a scansione laterale che consente di mappare una striscia di fondale larga circa un chilometro fino alla profondit\u00e0 di oltre 1000 metri. Attraverso la mappatura \u00e8 possibile studiare la morfologia del fondale e identificare la presenza di oggetti non naturali sul fondo come, ad esempio, i resti di un relitto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/diagramma-sonar-dedalus.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 diagramma-sonar-dedalus.jpg\" width=\"931\" height=\"1204\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nel diagramma sonar illustrato appare una macchia sulla destra. Il contatto, in seguito identificato dal PLUTO PALLA, \u00e8 risultato essere un relitto romano antico costituito da un mucchio di anfore alla profondit\u00e0 di circa 500 metri<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Daedalus possiede un <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema di posizionamento dinamico<\/span><\/strong> per poter mantenere automaticamente la sua posizione in mezzo al mare senza doversi quindi ancorare. La posizione \u00e8 controllata dal computer di bordo senza la necessit\u00e0 di manovra da parte degli operatori. A bordo sono presenti due <strong><span style=\"color: #008000;\">mezzi filoguidati PLUTO<\/span><\/strong>, anche questi progettati e costruiti dall&#8217;ingegner Gay adottando dei criteri non convenzionali. Il primo mezzo, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">MULTIPLUTO,<\/span> <\/strong>\u00e8 un piccolo ROV di ultimissima generazione, capace di scendere a 4000 metri di profondit\u00e0, dotato di manipolatori per effettuare piccole operazioni sul fondo. Il secondo \u00e8 un <strong><span style=\"color: #008000;\">PLUTO PALLA,<\/span><\/strong> capostipite di una nuova generazione di ROV in grado di scendere a 2000 metri di profondit\u00e0 da solo o in coppia con il MULTIPLUTO, utilizzando un solo cavo ombelicale per la guida di entrambi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/relitti-antichi27b-gay.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 relitti-antichi27b-gay.jpg\" width=\"935\" height=\"658\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posizione dei mezzi pu\u00f2 essere monitorata tramite un sistema acustico e le informazioni sono impiegate per calcolare e registrare sul computer di bordo tutte le rotte ed i percorsi effettuati. Questo complesso di attrezzature consente al <strong><span style=\"color: #008000;\">DAEDALUS<\/span><\/strong>\u00a0di rilevare la presenza di oggetti sospetti, identificarli per mezzo dei veicoli PLUTO, e documentarli sia scattando fotografie ad alta risoluzione sia girando video ad alta definizione HD, sempre con l&#8217;impegno fisico di &#8230; una sola persona. Per comprenderci: per fare un raffronto con altre imbarcazioni da ricerca, un simile compito richiederebbe normalmente un team umano ben pi\u00f9 numeroso. La sua versatilit\u00e0 e autonomia consente al DAEDALUS di effettuare ricerche con il sonar di bordo su una superficie di pi\u00f9 di 200 km quadrati al giorno, identificando con il PLUTO pi\u00f9 di dieci contatti a 500 metri di profondit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/daedalus41a-gay.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 daedalus41a-gay.jpg\" width=\"935\" height=\"658\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo una lunga esperienza di navigazione negli oceani, comprendente un avventuroso giro del mondo seguito da un secondo attraversamento dell\u2019oceano Pacifico, <strong><span style=\"color: #008000;\">Guido Gay<\/span><\/strong> decise di unire la sua passione per il mare alla sperimentazione di nuovi ROV per l\u2019esplorazione dei fondali marini profondi. Nel 1985 ricevette il <strong><span style=\"color: #008000;\">Tridente d&#8217;oro<\/span><\/strong> da parte dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee<\/span>, <\/strong>un&#8217;associazione internazionale costituita solo da coloro che hanno ricevuto tale ambito riconoscimento, creato nel 1960 e considerato il \u201cNobel delle attivit\u00e0 subacquee\u201d. Grazie al Daedalus, da lui progettato e costruito nel 1993, ed ai suoi mezzi filoguidati, Gay ha nel tempo scoperto numerosi relitti antichi del Mediterraneo di cui parleremo in un prossimo articolo. Accenno solo alla sua scoperta pi\u00f9 importante, avvenuta nel giugno 2012, con il <strong><span style=\"color: #008000;\">ritrovamento della Regia corazzata Roma nelle acque sarde<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/corazzata-roma-gay-pluto-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 corazzata-roma-gay-pluto-1024x576.jpg\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il relitto della Roma<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta ha avuto un particolare significato per la Marina Militare italiana, che da anni cercava di ritrovarne il relitto e, nel 2012, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola<\/span><\/strong>, in occasione della cerimonia di commemorazione dei Caduti della <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Corazzata \u201cRoma\u201d<\/span><\/strong>, proprio sul punto esatto del relitto, lo ha insignito a bordo della <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata multiruolo Bergamini<\/span><\/strong> della medaglia d&#8217;argento al valore di Marina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/gay-medaglia-argento-di-paola-1024x502.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gay-medaglia-argento-di-paola-1024x502.jpg\" width=\"1024\" height=\"502\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;ingegner Gay riceve dal ministro della difesa, Ammiraglio Gianpaolo Di Paola la medaglia d&#8217;argento al valore di Marina <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 25 maggio 2013 Gay ha ricevuto il <strong><span style=\"color: #008000;\">Premio Internazionale Artiglio,<\/span> <\/strong>VII edizione, per le sue invenzioni nelle &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Tecnologie avanzate per l&#8217;esplorazione sottomarina<\/span><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/artiglio-gay-premio.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 artiglio-gay-premio.jpg\" width=\"1024\" height=\"360\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;ingegner Gay riceve il premio Artiglio &#8211; nella foto tra Federico de Strobel (a sinistra) e Pippo Cappellano (a destra)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per svolgere le sue ricerche, <strong><span style=\"color: #008000;\">Gay<\/span><\/strong> ha fondato <strong><span style=\"color: #008000;\">Azione mare<\/span>, <\/strong>un progetto di ricerca, conoscenza e divulgazione degli artefatti subacquei dei nostri mari. Le attivit\u00e0 in mare dell&#8217;ingegner Gay continuano a favore di Enti ed istituzioni universitarie. Recente una collaborazione con il professor Carlo Beltrame, docente di Archeologia marittima all\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia, inerente un progetto di studio di relitti con carichi di marmo di et\u00e0 romana nel sud e centro Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Genialit\u00e0 e spirito di avventura che fanno di Guido Gay un protagonista del\u00a0 mare. Torneremo presto a raccontare le sue scoperte.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>photo credit Guido Gay<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: PROTAGONISTI DEL MARE PERIODO: XX &#8211; XXI SECOLO AREA: OCEANI parole chiave: Guido Gay, Gay marine, Pluto . 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