{"id":51197,"date":"2021-01-17T00:10:25","date_gmt":"2021-01-16T23:10:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=51197"},"modified":"2025-11-09T23:24:25","modified_gmt":"2025-11-09T22:24:25","slug":"il-dr-mitchell-e-la-decompressione-ottimale-di-paolo-di-ruzza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/51197","title":{"rendered":"Il Dr Mitchell e la decompressione ottimale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><br \/><\/strong>parole chiave: immersioni, sicurezza, modelli decompressivi<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Un amico, subacqueo professionista, mi ha inviato questo video del Dottor <strong><span style=\"color: #008000;\">Simon Mitchell<\/span><\/strong>, che ho trovato molto interessante sia per la chiarezza espositiva che per il livello di approfondimento. Il metodo \u00e8 quello scientifico: si citano documenti validati secondo <em>peer review<\/em> e si analizzano dati ed evidenze statisticamente significative.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">La domanda alla base di tutta questa lezione \u00e8 quale \u00e8 il profilo migliore (in termini relativi) avendo fissato il tempo della decompressione? Semplificando, sono preferibili le tappe fonde a discapito di quelle pi\u00f9 superficiali o viceversa?<br \/><\/span><span style=\"font-size: 14pt; color: #008000;\">Per chi \u00e8 pi\u00f9 avvezzo ai modelli decompressivi: meglio VPM-B (soste fonde) o Buhlmann ZHL16C? <\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Due sono le grandi categorie di modelli decompressivi: <strong><span style=\"color: #008000;\">Haldaniani<\/span><\/strong> (Buhlmann su tutti, nella variante ZHL16C) e <strong><span style=\"color: #008000;\">a bolle<\/span><\/strong> (Varying Permeability Model &#8211; VPM &#8211; B).\u00a0 Il <strong><span style=\"color: #008000;\">VPM<\/span> <\/strong>\u00e8 pi\u00f9 recente e si concentra sul raggio limite delle bolle di inerte nei tessuti. I profili decompressivi che ne derivano prediligono le soste pi\u00f9 fonde. <strong><span style=\"color: #008000;\">Buhlmann<\/span><\/strong> lavora sulla massima sovrasaturazione ammissibile per tipologia di tessuto (lo ZHL16C ne contempla 16). Il <strong><span style=\"color: #008000;\">VPM<\/span><\/strong> \u00e8 sempre pi\u00f9 utilizzato, anche in immersioni tecniche (uno dei software pi\u00f9 diffusi per pianificare \u00e8 appunto il V-planner), in ambito ricreativo molti adottano il <strong><span style=\"color: #008000;\">RGBM<\/span><\/strong> (tipico di Mares e Suunto), parente stretto del VPM. Dal confronto di questi due modelli emergono considerazioni interessanti.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/nedu-paper.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nedu-paper.jpg\" \/><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;inglese del video \u00e8 semplice, anche perch\u00e9 viene tradotto in tempo reale in polacco per la platea del seminario. Non \u00e8 utilizzata matematica (e la cosa mi scoccia un p\u00f2), ma tanti grafici abbastanza intuitivi (posto gli screenshot pi\u00f9 rilevanti). <strong><span style=\"color: #008000;\">Il Dr Mitchell inizialmente descrive il concetto di sovrasaturazione (supersaturation), ovvero la maggiore tensione di inerte a livello tissutale rispetto l&#8217;ambiente esterno: tanto pi\u00f9 la saturazione eccede quella ambientale, quanto pi\u00f9 si rischia di incorrere in MDD.<\/span> <\/strong>Di questa parte mi ha colpito l&#8217;area di sovrasaturazione, definita dal delta tra pressione tissutale e quella ambientale per il tempo necessario a degassificare. Purtroppo nella lezione non viene mostrata la funzione da integrare per ottenerla.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fermo immagine al 27esimo minuto ci regala il grafico della sovrasaturazione sui 16 tessuti di un <strong><span style=\"color: #008000;\">ZHL16 (Zurigo &#8211; 16 tessuti)<\/span><\/strong>. Il grafico con pressione tissutale ed ambientale (x) ci accompagna dal 29esimo al 59esimo minuto. Sullo stesso vengono plottati entrambi i profili (Buhlmann e VPM). Dalla loro sovrapposizione si capisce che il VPM predilige soste pi\u00f9 numerose, brevi, e pi\u00f9 in profondit\u00e0, generando una spezzata che mai si avvicina troppo al limite di sovrasaturazione.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/mitch-6.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 mitch-6.jpg\" width=\"723\" height=\"535\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Incidenze osservate e CI binomiale al 95% per DCS che richiedono la ricompressione secondo i criteri descritti in Temple et al. 14 sui due profili di immersione di prova non presente nel NEDU study.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Effetto similare si ottiene &#8220;forzando&#8221; il Buhlmann con un LGF (Low Gradient Factor) impostato su valori molto bassi 10, 20 come nell&#8217;esempio (20\/90). Ricreare deep stop tipo VPM su un Buhlmann \u00e8 una pratica abbastanza diffusa tra i tecnici, come ci racconta Mitchell. Lo screenshot del 50esimo minuto \u00e8 proprio sul GF. Ma la convinzione di effettuare soste fonde \u00e8 supportata da basi scientifiche? Tre studi ci dicono di no (elenco in calce). Su tutti il NEDU study (U.S. Navy Experimental Diving Unit (NEDU) uno degli studi pi\u00f9 approfonditi di sempre sulla decompressione. Reso pubblico nel 2011 ha dato una bella spallata ai modelli a bolle. Con il VPM, su 198 tuffi in aria a 52mt per 30&#8242;, 10 (5%) hanno presentato segni pi\u00f9 o meno importanti di MDD. Con Buhlmann scendiamo a 3 su 192, ovvero circa 1,5%.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/mitch-5.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 mitch-5.jpg\" \/><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla significativit\u00e0 statistica mi \u00e8 sorto qualche dubbio, confermato da un articolo proprio sulla potenza del test (nei link alla fine). Va comunque detto che le differenze ci sono, anche se la pericolosit\u00e0 delle prove ha sconsigliato frequenze pi\u00f9 significative.\u00a0<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/di-ruzza-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 di-ruzza-1.jpg\" width=\"960\" height=\"540\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Grafico della sovrasaturazione tissutale. L&#8217;area in arancione rappresenta la sovrasaturazione (pressione tissutale &gt;pressione ambientale) nel tempo.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma cosa \u00e8 andato storto nel modello a tappe fonde?<\/span> <br \/><\/strong><\/span>Le evidenze rilevate dagli ecodoppler ci mostrano una maggiore sovrasaturazione dei tessuti lenti per il modello a tappe profonde. L&#8217;iniziale vantaggio per i tessuti veloci \u00e8 pi\u00f9 che compensato dal peggioramento di quelli lenti. Il dato pi\u00f9 impressionante \u00e8 che all&#8217;aumentare del grado di conservativismo la saturazione di Azoto rimane alta. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">VPM &#8211; B +7<\/span> <\/strong>infatti non migliora di molto le cose. Si passa quindi ad un confronto tra sovrasaturazioni, ovvero tra le aree definite dalla sovrappressione tissutale ed il tempo. Quindi delta (pTessuti-pAmbiente) x durata = mB\/min (milliBar per minuto). Questo valore \u00e8 considerato uno stimatore corretto del rischio di formazione di bolle, pertanto di MDD.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/mitch-11.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 mitch-11.jpg\" width=\"640\" height=\"535\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Livelli di supersaturazione (mB\/minuto) per differenti profili di risalita.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello delle deep stop, coerentemente con i risultati precedenti, mostra un&#8217;area costantemente maggiore del ZHL16C.\u00a0Ora qualcuno potrebbe obiettare: ma non si parla di miscele per immersioni tecniche, quindi di Trimix. La combinazione di Elio ed Ossigeno \u00e8 considerata addirittura terapeutica per alcuni cicli in camera iperbarica, per cui in immersioni tecniche le deep stop dovrebbero riguadagnare lo scettro. Invece no, Mitchell tratta anche il caso di immersioni pi\u00f9 estreme di quelle considerate nel NEDU.\u00a0L&#8217;esempio \u00e8 condotto su un&#8217;immersione ad 83 metri per 20&#8242; con CCR SetPoint ad 1,2 e bottom gas 10\/50. Viene paragonato un VPM-B +4 con un ZHL16C GF 40\/74. Anche in questo caso l&#8217;ecodoppler traccia una maggiore sovrasaturazione per il VPM-B. L&#8217;analisi dell&#8217;area mB\/min \u00e8 ancora pi\u00f9 chiara: decresce da VPM-B +4 a ZHL16C GF 10\/82 a GF 40\/74 fino a GF 66\/66 (per chi si fosse perso: tanto pi\u00f9 il primo numero di GF \u00e8 basso, quanto pi\u00f9 si prediligono le soste fonde).<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/mitch-3.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 mitch-3.jpg\" width=\"640\" height=\"535\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Esempio di utilizzo di un Gradient Factor 20\/90 per aumentare le soste profonde<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi sembrerebbe che la sovrasaturazione diminuisca non solo passando da VPM-B a ZHL16C, ma anche da LGF bassi a LGF elevati (quindi con tappe pi\u00f9 superficiali).<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ultimo studio citato vede la partecipazione del Dottor Pasquale Longobardi, uno dei medici iperbarici pi\u00f9 stimati in Italia. Il titolo: <strong><em><span style=\"color: #008000;\">A comparative evaluation of two decompression procedures for technical diving using inflammatory responses: compartmental versus ratio deco<\/span><\/em><\/strong>\u00a0confronta ratio deco (deep stops) con Buhmann GF 35\/80 (l&#8217;impostazione che preferisco sul mio Shearwater).<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/mitch-00.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 mitch-00.jpg\" \/><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio di <strong><span style=\"color: #008000;\">Spisni\/Longobardi<\/span><\/strong> prevede:<br \/>un singolo tuffo a 50 metri per 25&#8242; in Trimix con due decompressive (EAN50+Oxy)<br \/>23 subacquei con ZHL16C GF 35\/80 e 28 in Ratio deco. <br \/>Le micro embolie gassose venose sono misurate 30 minuti dopo l&#8217;immersione utilizzando l&#8217;ecocardiografia 2D, inoltre il sangue periferico per il rilevamento dei marker infiammatori \u00e8 raccolto prima e 90 minuti dopo l&#8217;immersione.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conclusioni (tradotte): &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">La strategia ratio deco non ha conferito alcun beneficio in termini di bolle, ma ha mostrato lo svantaggio dell&#8217;aumentata secrezione associata alla decompressione di chemochine infiammatorie coinvolte nello sviluppo del danno vascolare.<\/span><\/strong>&#8221; <br \/>Anche in questo caso i risultati sono sfavorevoli alle tappe pi\u00f9 fonde (la Ratio deco le predilige). Anche quando confrontate ad un GF 35\/80, ovvero ad un ZHL16C &#8220;forzato&#8221; al 35% della massima sovrasaturazione in profondit\u00e0. Coerentemente con il paper, la SIMSI (Societ\u00e0 Italiana Medicina Subacquea ed Iperbarica), al 2019 raccomanda un GF di 50\/80. Non proprio un&#8217;invito alle tappe fonde.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Dr Mitchell passa quindi alle conclusioni riassumibili in:<br \/>&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">gli studi dimostrano che i modelli a bolle sovrastimano l&#8217;importanza delle soste profonde.<\/span> <br \/><\/strong>&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">al momento non \u00e8 possibile valutare l&#8217;entit\u00e0 di questa sovrastima.<br \/><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente ho trovato la lezione illuminante. Anch&#8217;io ho una predilezione per le tappe profonde ma, dopo simili evidenze, mi adeguer\u00f2 alle raccomandazioni del SIMSI modificando il <strong><span style=\"color: #008000;\">GF<\/span><\/strong> del mio Shearwater Perdix da 30\/85 a 50\/80 (di default \u00e8 settato su 30\/70). Ovviamente, a seconda del tuffo, adatter\u00f2 i due valori in un intorno ragionevole. Se dovessi imbattermi in nuovi studi rivedr\u00f2 le mie convinzioni, esattamente come ha onestamente ammesso il Dr Mitchell. <br \/>Alla prossima<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Paolo-di-Ruzza.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Paolo-di-Ruzza.jpg\" width=\"169\" height=\"193\" \/><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Di Ruzza<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riferimenti<\/span><\/strong><\/span><br \/>1) Bubble incidence after staged decompression from 50 or 60 msw: effect of adding deep stops Jean-Eric Blatteau et al. &#8211; Aviat Space Environ Med. 2005 May.<br \/>2) High incidence of venous and arterial gas emboli at rest after trimix diving without protocol violations Marko Ljubkovic et al. J Appl Physiol (1985). 2010 Dec.<br \/>3) The NEDU Study: Redistribution of Decompression stop time from swallow to deep stops increases incidence od decompression sickness in air decompression dives -Navy Experimental Diving Unit (2005).<\/p>\r\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\r\n<div dir=\"auto\">\u00a0<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\r\n<div dir=\"auto\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Link<\/span><\/strong><\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\r\n<div dir=\"auto\"><a class=\"oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl py34i1dx gpro0wi8\" tabindex=\"0\" role=\"link\" 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