{"id":51195,"date":"2021-01-10T00:08:27","date_gmt":"2021-01-10T00:08:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=51195"},"modified":"2023-05-26T14:31:34","modified_gmt":"2023-05-26T12:31:34","slug":"alvin-lesplorazione-continua-di-giorgio-caramanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/51195","title":{"rendered":"Alvin: l\u2019esplorazione continua"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Alvin, WHOI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La zona pi\u00f9 profonda degli oceani, oltre i 6000 metri, \u00e8 definita \u201c<span style=\"color: #008000;\">Adale<\/span>\u201d dal termine greco \u201cade\u201d ossia invisibile. A queste profondit\u00e0 la luce del sole \u00e8 assente e la pressione ambientale \u00e8 enorme, superiore alle 600 atmosfere. &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esplorare e studiare la zona adale richiede un supporto tecnologico rilevante. Fino ad oggi pochissimi mezzi sono stati in grado di spingersi cos\u00ec profondi e, in genere, sono rimasti a tali profondit\u00e0 solo per brevi periodi, spesso facendo una sola immersione prima di venire radiati, come il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Deep Challenger<\/span><\/strong>\u201d del regista James Cameron che ha raggiunto il fondo della Fossa delle Marianne durante la sua sola immersione operativa prima di andare a finire in un museo. Altri sommergibili, come il batiscafo Trieste, pur essendo in grado di raggiungere le massime profondit\u00e0 marine hanno una manovrabilit\u00e0 quasi nulla essendo solo in grado di salire e scendere lungo la colonna d\u2019acqua con spostamenti orizzontali trascurabili essendo, per costruzione, molto ingombranti e lenti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/NewAlvin-Atlantis750_333133.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NewAlvin-Atlantis750_333133.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio degli abissi \u00e8 importante per aumentare la conoscenza scientifica di questi profondi ed estremi ecosistemi ma richiede l\u2019uso di sommergibili manovrabili ed in grado di prelevare campioni in immersioni multiple. L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Alvin<\/span><\/strong> \u00e8 un sommergibile da ricerca di propriet\u00e0 della US Navy ed operato dall\u2019Istituto di ricerca privato<strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;Woods Hole Oceanographic Institution<\/span><\/strong> con sede nell\u2019omonima cittadina di Woods Hole sulla costa del Massachusetts. Nella sua lunga carriera, iniziata nel 1964, l\u2019Alvin ha completato oltre 5,000 immersioni consentendo migliaia di ore di studio ed esplorazione dei fondali oceanici. Fino a quest\u2019anno la profondit\u00e0 operativa massima del sommergibile era di \u201csoli\u201d 4500 metri ma la costruzione di un nuovo scafo ed una serie di modifiche alle altre strutture consentiranno all\u2019Alvin di raggiungere i 6500 metri di profondit\u00e0 permettendo l\u2019esplorazione del 99% dei fondali oceanici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto critico \u00e8 stato costruire una nuova <strong><span style=\"color: #008000;\">\u201csfera\u201d<\/span><\/strong> che \u00e8 la parte del sommergibile nella quale l\u2019equipaggio trova posto. La sfera, del diametro di poco superiore ai 2 metri, offre un volume abitativo di quasi 5 metri cubi che deve essere diviso tra le attrezzature elettroniche di controllo, il sistema di rigenerazione dell\u2019atmosfera interna, un pilota e due passeggeri. La forma \u00e8 dovuta al fatto che un oggetto sferico \u00e8 in grado di resistere alle alte pressioni con il minimo dello spessore delle sue pareti, Nonostante questo pi\u00f9 di 15 tonnellate di titanio sono state necessarie per forgiare una sfera che deve essere praticamente perfetta. Considerando che il titanio ha un costo attorno ai 50 euro al chilo stiamo parlando di un considerevole investimento solo in termini di materiale. La sfera \u00e8 stata realizzata in due met\u00e0 che sono state successivamente saldate insieme mediante una tecnica che assicura una perfetta tenuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta terminata. la sfera \u00e8 stata trasportata in una speciale struttura della Northrop Grumman ad Annapolis per una serie di test di resistenza idrostatica fino ad una pressione equivalente a 8000 metri per garantire un consistente margine di sicurezza rispetto alla massima profondit\u00e0 operativa di 6500 metri. I test sono durati quattro giorni con misurazioni estremamente accurate delle deformazioni del metallo e delle variazioni di pressione. Al termine del test la sfera \u00e8 stata dichiarata sicura per la prevista profondit\u00e0 operativa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/alvin1-1-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 alvin1-1-1024x576.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per migliorare la visibilit\u00e0 per l\u2019equipaggio la sfera \u00e8 dotata di cinque obl\u00f2. Tre lungo la parte frontale e due sui lati. Ogni obl\u00f2 \u00e8 costituito da un tronco di cono di acrilico con la base maggiore di circa 40 centimetri di diametro e quella minore di circa 17 centimetri. Il cono \u00e8 inserito nel suo alloggiamento nelle pareti della sfera con la base maggiore rivolta verso l\u2019esterno. In questo modo l\u2019aumento della pressione durante la discesa spinge il cono sempre di pi\u00f9 nella sua nicchia favorendo la tenuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli interni della sfera sono parzialmente ricoperti di materiale isolante per ridurre la dispersione termica verso l\u2019esterno, i fondali marini sono ad una temperatura costante di circa 4 gradi Celsius, e per rendere pi\u00f9 confortevole la permanenza a bordo durante le usuali 8 ore di immersione per ogni singola missione. Purtroppo, nonostante le maggiori dimensioni rispetto alla precedente, anche nella nuova sfera non vi \u00e8 posto per nessun tipo di servizi igienici. L\u2019equipaggio deve perci\u00f2 essere cauto nel bere troppi liquidi. In casi estremi delle \u201cbottiglie di sollievo\u201d sono disponibili.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/ALVIN-NEW-SPHERE-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ALVIN-NEW-SPHERE-1.jpg\" width=\"619\" height=\"587\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In caso di emergenza l\u2019Alvin pu\u00f2 risalire in superficie anche senza uso di energia. Un sistema di elettromagneti libera automaticamente la zavorra ed il pilota pu\u00f2 deliberatamente sganciare una parte delle batterie, i propulsori ed il braccio campionatore in modo da rendere il sommergibile positivo e ritornare alla superficie in galleggiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Viaggiare nell\u2019Alvin non \u00e8 certo comodo ma \u00e8 un sacrificio che si fa volentieri per avere il privilegio di esplorare e studiare una delle zone pi\u00f9 misteriose del nostro pianeta.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Giorgio Caramanna<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Photo credit WHOI&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO ATLANTICO parole chiave: Alvin, WHOI &nbsp; La zona pi\u00f9 profonda degli oceani, oltre i 6000 metri, \u00e8 definita \u201cAdale\u201d dal termine greco \u201cade\u201d ossia invisibile. 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In possesso di una notevole esperienza in idrogeologia e geochimica ed oltre quindici anni di esperienza come subacqueo scientifico in una variet\u00e0 di ambienti ha condotto diverse attivit\u00e0 di ricerca ed \u00e8 sttao delegato del gruppo europeo di immersioni scientifiche. Ha lavorato come ricercatore presso molte istituzioni internazionali operando in ambienti multidisciplinari con diverse universit\u00e0. \u00c8 autore di pi\u00f9 di cinquanta articoli ed \u00e8 revisore di riviste internazionali. Attualmente lavora negli Stati Uniti collaborando come consulente al Woods Hole Oceanographic Institution. Nel 2018 ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche subacquee. 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