{"id":50920,"date":"2020-12-19T00:01:38","date_gmt":"2020-12-18T23:01:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=50920"},"modified":"2025-09-30T08:03:02","modified_gmt":"2025-09-30T06:03:02","slug":"lazione-di-alessandria-la-risposta-della-regia-marina-italiana-alla-royal-navy-britannica-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50920","title":{"rendered":"L&#8217;azione di Alessandria, la risposta della Regia Marina italiana alla Royal Navy britannica"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: maiali, X MAS<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1941, le ferite della notte di Taranto non si erano ancora rimarginate. In quel maledetto attacco contro il porto di Taranto, avvenuto nella notte tra l&#8217;11 ed il 12 novembre 1940 da parte degli aerei imbarcati della Royal Navy britannica. Una dimostrazione del potenziale dell&#8217;aviazione di marina che poteva fornire un braccio allungato alla flotta in operazioni expeditionary, in altro modo non effettuabili dalla Royal Air Force.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">SUPERMARINA<\/span><\/strong> rimase spiazzata, comprendendo di aver sottovalutato la minaccia che gli fece perdere tre delle navi pi\u00f9 significative della flotta: il <strong><span style=\"color: #008000;\">Cavour<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Littorio<\/span><\/strong> e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Duilio<\/span><\/strong><i>. <\/i>Solo Mussolini, annot\u00f2 Ciano nel suo diario, non ne comprese la gravit\u00e0, riportando\u00a0 &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8230; credevo di trovare il Duce abbattuto. Invece ha incassato bene il colpo e quasi sembra, in questi primi momenti, non averne valutata tutta la gravit\u00e0<\/span><\/strong>&#8220;. Non c&#8217;era da meravigliarsene &#8230; <strong><span style=\"color: #008000;\">il Duce non credeva nella Flotta<\/span><\/strong>, negandogli la costruzione delle portaerei in una visione forse douhettiana della guerra moderna &#8230; si sarebbe poi ricreduto, anche se troppo tardi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/istituzione-x-mas.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 istituzione-x-mas.jpg\" width=\"633\" height=\"341\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;ordine con cui la I Flottiglia M.A.S. divenne 10 Flottiglia M.A.S.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le azioni del mezzi di assalto<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl 15 marzo 1941 la <strong><span style=\"color: #008000;\">1\u00aa Flottiglia MAS Speciale<\/span><\/strong> fu ribattezzata da <strong><span style=\"color: #008000;\">SUPERMARINA<\/span><\/strong> con il numero 10 ovvero la <strong><span style=\"color: #008000;\">10\u00aa Flottiglia MAS<\/span><\/strong> in riferimento alla legione di Giulio Cesare, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Legio X Gemina<\/span><\/strong>. Solo due mesi dopo, il 15 maggio, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Regio Sommergibile Scir\u00e8 <\/span><\/strong>fu riassegnato al ruolo di trasporto degli assaltatori e salp\u00f2 da La Spezia per l&#8217;operazione \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">B.G. 3<\/span><\/strong>\u00bb con obiettivo la base navale di Gibilterra con a bordo tre siluri a lenta corsa. Il 22 maggio, il battello attravers\u00f2 in immersione lo stretto di Gibilterra e, all&#8217;entrata del porto di Cadice, imbarc\u00f2 gli operatori degli S.L.C. ed il capitano medico <strong><span style=\"color: #008000;\">Bruno Falcomat\u00e0.<\/span><\/strong> La missione fu per\u00f2 ancora una volta piena di imprevisti e l&#8217;operazione fall\u00ec con la perdita dei due mezzi. Il 10 settembre 1941, lo Scir\u00e8, al comando di <strong><span style=\"color: #008000;\">J<\/span><span style=\"color: #008000;\">unio Valerio Borghese<\/span><\/strong>, lasci\u00f2 nuovamente La Spezia diretto a Gibilterra per condurre l&#8217;operazione \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">B.G. 4<\/span><\/strong>\u00bb. Nella notte del <strong><span style=\"color: #008000;\">20 settembre<\/span><\/strong> furono rilasciati gli S.L.C. e questa volta la sorte fu favorevole e gli assaltatori affondarono o danneggiarono tre navi. Questa azione di successo fu la premessa nella missione forse pi\u00f9 famosa per la quale lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Scir\u00e8<\/span><\/strong> e i suoi assaltatori passarono alla storia: l&#8217;operazione <strong><span style=\"color: #008000;\">\u00abG.A. 3\u00bb<\/span><\/strong> contro la base di <strong><span style=\"color: #008000;\">Alessandria d&#8217;Egitto<\/span> <\/strong>che andr\u00f2 a raccontare oggi, in occasione della sua ricorrenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione G.A. 3 Alessandria d&#8217;Egitto<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10268\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/l1vol7-portoalessandria.jpg\" alt=\"l1vol7-portoalessandria\" width=\"800\" height=\"590\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/l1vol7-portoalessandria.jpg 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/l1vol7-portoalessandria-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/l1vol7-portoalessandria-220x161.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il percorso degli assaltatori &#8211; Storia Illustrata anno 1968<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"> del mese di agosto, numero 129 &#8211; Autore: Beppe Pegolotti<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sommergibile Scir\u00e8, dopo aver imbarcato a bordo tre Siluri a lenta Corsa, salp\u00f2 il 3 dicembre da La Spezia e raggiunse il 9 dicembre Lero, un&#8217;isola dell&#8217;Egeo nell&#8217;arcipelago del Dodecaneso. Il 12 dicembre furono imbarcati gli operatori dei mezzi: <strong><span style=\"color: #008000;\">Durand de La Penne<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Bianchi<\/span><\/strong> per l\u2019SLC 221, il capitano del Genio Navale <strong><span style=\"color: #008000;\">Antonio Marceglia<\/span><\/strong> ed il sottocapo palombaro <strong><span style=\"color: #008000;\">Spartaco Schergat<\/span><\/strong> per l\u2019SLC 230, il capitano delle Armi Navali <strong><span style=\"color: #008000;\">Vincenzo Martellotta<\/span><\/strong> ed il capo palombaro <strong><span style=\"color: #008000;\">Mario Marino<\/span><\/strong> per l\u2019SLC 223.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/scire-slc.jpg\" alt=\"scire-slc\" width=\"800\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">i contenitori degli SLC che venivano installati sulla coperta dei battelli &#8211; museo di Venezia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 14 dicembre il <strong><span style=\"color: #008000;\">Regio Sommergibile del Scir\u00e8<\/span><\/strong> diresse a lento moto verso Alessandria in attesa che i ricognitori della Regia Aeronautica Italiana confermassero la presenza delle corazzate britanniche <strong><span style=\"color: #008000;\">Queen Elizabeth<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">Valiant<\/span><\/strong>. L\u2019operazione ebbe inizio intorno alle 02:00 del 19 dicembre 1941. Lo Scir\u00e8, giunto in prossimit\u00e0 dei campi minati protettivi, prosegu\u00ec fino a circa un miglio nautico dal Fanale del molo di ponente del porto commerciale di Alessandria. I mezzi furono quindi rilasciati per l&#8217;avvicinamento verso la rada. Gli operatori dovevano giungere sotto la chiglia del proprio bersaglio, piazzare la carica d&#8217;esplosivo e successivamente abbandonare la zona, dirigendosi a terra. Il rendez vous con lo Scir\u00e8 era pianificato qualche giorno dopo al largo di Rosetta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MARINA-UK-HMS_Valiant_1914.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-UK-HMS_Valiant_1914.jpg\" width=\"640\" height=\"304\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Valiant (1914) &#8211; Fonte U.S. Navy Historical Center &#8211; autore US Navy<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Valiant_(1914).jpg\">HMS Valiant (1914).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;equipaggio composto da <strong><span style=\"color: #008000;\">Durand de la Penne<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">Bianchi<\/span><\/strong>, sul S.L.C. 221, punt\u00f2 verso la nave da battaglia <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Valiant<\/span><\/strong>. Durante il trasferimento, a causa di un guasto al respiratore ad ossigeno, <strong><span style=\"color: #008000;\">Bianchi<\/span><\/strong> dovette risalire in superficie aggrappandosi ad una boa di ormeggio della corazzata, ma De la Penne non si diede per vinto e riusc\u00ec a trascinare il mezzo fin sotto la carena della nave da battaglia. Fu uno sforzo enorme per un uomo solo, stremato dalla stanchezza e dal freddo. Riaffiorato in superficie fu alla fine avvistato dalle sentinelle inglesi che lo catturarono e portarono a bordo della corazzata. Poco dopo, fu raggiunto anche da <strong><span style=\"color: #008000;\">Bianchi<\/span><\/strong>, catturato da una motobarca che lo aveva avvistato aggrappato ad una boa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Britannici, pur avendo catturato i due sommozzatori, non \u00a0avevano idea di che cosa stava succedendo; decisero quindi di rinchiuderli in un locale sotto la linea di galleggiamento nella speranza di convincerli a rivelare il posizionamento delle eventuali cariche. Alle 05:30, a mezz&#8217;ora dall&#8217;ora prevista di detonazione, <strong><span style=\"color: #008000;\">D<\/span><span style=\"color: #008000;\">e la Penne<\/span><\/strong> si fece condurre dal comandante della nave e lo inform\u00f2 che da li a poco la nave sarebbe saltata, e gli sugger\u00ec di mettere in salvo l\u2019equipaggio. Il Comandante inglese, non riuscendo ad ottenere altre informazioni, come \u201cringraziamento\u201d dell\u2019atto di galanteria, fece riportare l&#8217;ufficiale italiano nel locale. All&#8217;ora prevista, intorno alle sei del mattino, avvenne l&#8217;esplosione provocando l&#8217;allagamento di diversi compartimenti della nave mentre molti altri venivano invasi dal fumo; la violenta esplosione contorse le lamiere della nave ed anche il compartimento, che ospitava gli Italiani, venne interessato dall&#8217;esplosione, facendo saltare il portellone che li richiudeva. I due incursori riuscirono ad uscire dal locale ed a recarsi in coperta dove vennero evacuati insieme al resto dell&#8217;equipaggio. Le condizioni della corazzata apparvero subito gravissime e di fatto la <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Valiant<\/span><\/strong> rest\u00f2 fuori uso per quattro mesi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/HMS_Jervis_on_sea_trials.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10275\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/HMS_Jervis_on_sea_trials.jpg\" alt=\"hms_jervis_on_sea_trials\" width=\"631\" height=\"430\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Jervis, in una rara foto durante le prove in mare &#8211; Fonte Tyne &amp; Wear Archives &amp; Museums &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Jervis_on_sea_trials.jpg\">HMS Jervis on sea trials.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, <strong><span style=\"color: #008000;\">Vincenzo<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Martellotta<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Mario Marino<\/span><\/strong>, sul S.L.C. n\u00ba 222, nonostante fossero stati costretti a navigare in superficie, a causa di un malore di <strong><span style=\"color: #008000;\">Martellotta<\/span><\/strong>, riuscirono a raggiungere e minare la <strong><span style=\"color: #008000;\">petroliera Sagona<\/span><\/strong>, coinvolgendo nell&#8217;esplosione anche un&#8217;altra nave, il <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Jervis<\/span>, <\/strong>che si trovava ormeggiata a pacchetto con la petroliera. I due operatori, dopo aver preso terra, si liberarono della muta stagna, sotto la quale indossavano la divisa della Regia Marina. Nel transito verso il punto di raccolta, vennero per\u00f2 intercettati e catturati da poliziotti egiziani.\u00a0La terza coppia, composta da <span style=\"color: #008000;\">Antonio Marceglia<\/span> e <span style=\"color: #008000;\">Spartaco Schergat <\/span>con il S.L.C. n\u00ba 223, riusc\u00ec a portare a termine un profilo di missione perfetto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MARINA-UK-HMS_Queen_Elizabeth_c1943.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-UK-HMS_Queen_Elizabeth_c1943.jpg\" width=\"640\" height=\"445\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Queen Elizabeth, nave ammiraglia della flotta britannica &#8211; autore foto Lt. S.J. Beadell, Royal Navy official photographer <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Queen_Elizabeth_c1943.jpg\">HMS Queen Elizabeth c1943.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avendo come obbiettivo il <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Queen Elizabeth<\/span><\/strong>, nave di bandiera dell&#8217;ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Andrew Cunningham, Comandante della Mediterranean Fleet<\/span><\/strong>, il maiale si avvicin\u00f2 occultamente alla nave fino ad agganciare la testata esplosiva del S.L.C. al suo scafo. I due operatori raggiunsero in maniera occulta la banchina e riuscirono ad allontanarsi da Alessandria. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Queen Elizabeth<\/span><\/strong>, a seguito dell\u2019esplosione, rimase fuori combattimento per un anno e mezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sebbene l&#8217;attacco avesse danneggiato quattro navi inglesi il danno maggiore fu quello morale<br \/>\n<\/span><\/strong>I Britannici accusarono il colpo: sei uomini erano stati in grado di violare e colpire nel cuore la flotta inglese, utilizzando delle armi segrete decisamente non convenzionali. La guerra navale stava cambiando e gli Italiani avevano in una notte cambiato le regole.<\/p>\n<figure style=\"width: 633px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/gli-eroi-di-Alessandria.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gli-eroi-di-Alessandria.jpg\" width=\"633\" height=\"430\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">gli eroi di Alessandria: in alto da sinistra de la Penne, Bianchi, Marceglia &#8211; in basso da sinistra Schergat, Martellotta, Marino<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l&#8217;azione gli operatori raggiunsero terra ma non riuscirono ad evitare l&#8217;arresto. In realt\u00e0 ci furono degli errori banali fatti dal Servizio Segreto Militare italiano che aveva preparato il piano di estrazione con poca cura e fornito agli operatori della valuta non in corso di validit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l&#8217;armistizio dell&#8217;8 settembre 1943, tutti e sei gli operatori vennero rilasciati dai campi di prigionia e rimpatriati. Nel corso del 1944, con una cerimonia solenne, vennero decorati a Taranto ricevendo la medaglia d&#8217;oro al valor militare che venne appuntata, in segno di particolare onore, dal commodoro <strong><span style=\"color: #008000;\">Sir<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Charles Morgan<\/span><\/strong>, ex comandante del <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Valiant<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/gamma-1024x963.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gamma-1024x963.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nonostante la cattura di tutti gli operatori<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">l\u2019eco del successo della missione fu enorme<\/span><\/strong>.<strong><span style=\"color: #008000;\"> La base di Alessandria era considerata imprendibile e Winston Churchill, visibilmente irritato dall&#8217;accaduto, dichiar\u00f2<\/span><\/strong> &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">sei italiani equipaggiati con materiali di costo irrisorio hanno fatto vacillare l&#8217;equilibrio militare in Mediterraneo a vantaggio dell&#8217;Asse&#8221;<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto la <strong><span style=\"color: #008000;\">Mediterranean Fleet<\/span> <\/strong>si trov\u00f2 improvvisamente e per la prima volta in netta inferiorit\u00e0 in rapporto alla flotta italiana, disponendo solo di quattro incrociatori leggeri e alcuni cacciatorpediniere &#8230; ma la Regia Marina italiana non seppe approfittarsene. Nei cuori dei marinai italiani,\u00a0 la notte di Taranto era stata finalmente vendicata.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_ebv3qBFEDLs\"><div id=\"lyte_ebv3qBFEDLs\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/ebv3qBFEDLs\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ebv3qBFEDLs\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/ebv3qBFEDLs\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;impresa di Alessandria fu raccontata in questo film italo-inglese del dopoguerra. Buona visione.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10.0pt;\">\u00a0 <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: maiali, X MAS Nel 1941, le ferite della notte di Taranto non si erano ancora rimarginate. 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