{"id":50686,"date":"2021-03-17T00:10:54","date_gmt":"2021-03-17T00:10:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=50686"},"modified":"2023-05-29T11:50:58","modified_gmt":"2023-05-29T09:50:58","slug":"la-misteriosa-vita-delle-anguille","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50686","title":{"rendered":"La misteriosa vita delle anguille"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Anguilla anguilla<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esiste un pesce veramente particolare, capace di vivere in acqua salata e in acqua dolce, di percorrere migliaia di chilometri per riprodursi e mutare pi\u00f9 volte il suo aspetto: l&#8217;anguilla europea.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/BIOLOGIA-MARINA-WIKIPEDIA-Anguilla_anguilla.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BIOLOGIA-MARINA-WIKIPEDIA-Anguilla_anguilla.jpg\" width=\"622\" height=\"412\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una comune anguilla europea&nbsp;(<i><b>Anguilla anguilla<\/b><\/i>&nbsp;Linnaeus, 1758),&nbsp; un&nbsp;pesce teleosteo&nbsp;della&nbsp;famiglia&nbsp;Anguillidae. In alcune regioni italiane la femmina di grandi dimensioni (fino a un metro e mezzo) viene chiamata <b>capitone<\/b>&nbsp;mentre il maschio, molto pi\u00f9 piccolo (40\u201360&nbsp;cm), prende il nome di&nbsp;<b>buratello &#8211; <\/b>autore della fotografia&nbsp;<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/User:GerardM\">GerardM &#8211; Wikimedia Commons<\/a>&#8211; immagine da<\/span><\/strong> <a href=\"http:\/\/www.digischool.nl\/bi\/onderwaterbiologie\/\"><span style=\"color: #008000;\">http:\/\/www.digischool.nl\/bi\/onderwaterbiologie\/<\/span><\/a><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Anguilla_anguilla.jpg\">Anguilla anguilla.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa parte dell&#8217;Ordine degli Anguilliformi come le Murene ed i Gronghi ma ha molte particolarit\u00e0 che vi racconter\u00f2 oggi. La maggior parte delle anguille vive nelle acque poco profonde dell&#8217;oceano, penetrando nella sabbia, nel fango o nascondendosi tra le rocce. Sebbene sia pi\u00f9 facile osservarle di notte (la maggior parte delle specie sono notturne), a volte, vengono viste insieme coabitare in buchi nel sedimento, quelle che vengono chiamate le &#8220;fosse di anguille&#8221;. Solo i membri della famiglia dell&#8217;Anguilla anguilla abitano regolarmente nell&#8217;acqua dolce, ma tutte tornano in mare per la riproduzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oggi parler\u00f2 di questa specie decisamente particolare per il suo curioso ciclo vitale<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNe avrete certamente sentito parlare. Questo pesce ha una vita decisamente particolare, un ciclo biologico che, come vedremo, la porter\u00e0 ad avere numerose straordinarie metamorfosi nella sua vita. &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ha inizio e fine nel <strong><span style=\"color: #008000;\">mar dei Sargassi<\/span><\/strong>, una zona marina compresa fra le isole Azzorre e gli arcipelaghi delle Grandi Antille, dove vengono deposte migliaia di milioni di uova. Le femmine possono infatti deporre singolarmente da 1 a 6 milioni di piccole uova del diametro di 1\u20133 mm che, dopo la schiusa, genereranno delle larve, chiamate<strong><span style=\"color: #008000;\"> leptocefali<\/span><\/strong> di forma nastriforme e di circa 5 millimetri di dimensione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/larva-di-anguilla.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 larva-di-anguilla.jpg\" width=\"768\" height=\"365\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">larva di anguilla di vetro di un grongo &#8211;&nbsp; <i>Leptocephalus<\/i> larva of a conger eel 7.6 cm &#8211; Photo credit Uwe Kils&nbsp;&#8211; larger image on&nbsp;<a class=\"external free\" href=\"http:\/\/www.fishbase.org\/larvalbase\/Photos\/PicturesSummary.cfm?ID=300&amp;what=larvae\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.fishbase.org\/larvalbase\/Photos\/PicturesSummary.cfm?ID=300&amp;what=larvae<\/a> &#8211; autorizzazione CC BY-SA 3.0 via Commons <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:LeptocephalusConger.jpg\">LeptocephalusConger.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste larve, nel lungo viaggio che intraprenderanno negli oceani, si nutriranno di plancton, galleggiando quasi in superficie sospinte dalle correnti oceaniche. Inizia cos\u00ec un lento viaggio dai caldi mari tropicali verso Oriente, sfruttando le correnti atlantiche che gli consentiranno dopo anni di arrivare alle coste europee e nord africane.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/1048px-Eel-life-circle1.svg-e1554053931492.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1048px-Eel-life-circle1.svg-e1554053931492.png\" width=\"592\" height=\"491\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ciclo vitale di Anguilla anguilla. Vengono illustrati gli stadi di sviluppo sia della fase oceanica (in azzurro) sia di quella continentale (in verde) da sinistra verso destra, andando in senso orario: uova, leptocefali, anguille di vetro, ceche (elver), anguille gialle (yellow eel), anguille argentine (silver eel), riproduzione (spawning) e di nuovo uova. disegno di Salvor Gissurardottir, 2006 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Eel-life-circle1.svg\">File:Eel-life-circle1.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo circa due mesi queste larve, i leptocefali, incominciano a mutare di forma, allungandosi ed appiattendosi, forse per favorire aerodinamicamente il loro trasferimento. Raggiungeranno le coste europee dopo un lungo viaggio che pu\u00f2 avere una durata anche di 24 mesi, durante i quali avranno una lenta metamorfosi, diventando le <strong><span style=\"color: #008000;\">cieche<\/span><\/strong>, ovvero delle piccole anguille con dimensioni che vanno dai 60 ai 90 millimetri, con una cute non ancora pigmentata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/BIOLOGIA-MARINA-ANGUILLE-Glasseelskils-1024x681.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BIOLOGIA-MARINA-ANGUILLE-Glasseelskils-1024x681.jpg\" width=\"1024\" height=\"681\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">anguille &#8220;cieche&#8221;&nbsp; in fase di transizione &#8211; photo by Uwe Kils &#8211; Fonte https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Image:Glasseelskils.jpg<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Glasseelskils.jpg\">File:Glasseelskils.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong><span style=\"color: #008000;\">cieche<\/span><\/strong> tenderanno a colonizzare le lagune e gli estuari, iniziando una nuova metamorfosi verso un nuovo stadio detto delle <strong><span style=\"color: #008000;\">anguille \u201cgialle\u201d<\/span><\/strong>. In questa fase le cieche iniziano a formare le scaglie ma anche il loro corpo si modificher\u00e0: gli occhi si ridurranno e la testa si allargher\u00e0 \u2026 inoltre il loro colore tender\u00e0 al bruno sul dorso e giallo limone sui lati per potersi mimetizzare meglio nelle acque salmastre. Le <strong><span style=\"color: #008000;\">anguille gialle<\/span><\/strong> diventeranno dei formidabili predatori, quasi insaziabili che si nutrono di crostacei, vermi ed insetti. Tenderanno a rassomigliare sempre pi\u00f9 a dei serpenti, cosa che probabilmente \u00e8 la ragione per cui oggi chiamiamo anguilla questo animale &#8230; ci arriveremo.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/anguilla-anguilla.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 anguilla-anguilla.jpg\" width=\"800\" height=\"533\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Anguilla anguilla &#8211; fase della anguilla gialla<a href=\"https:\/\/www.tackle-deals.eu\/aale-angeln\">Aale angeln &#8211; darauf m\u00fcssen Sie achten | Tackle-Deals.eu Blog<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong><span style=\"color: #008000;\">anguille gialle<\/span><\/strong> trascorreranno nel continente europeo un tempo piuttosto lungo, legato al raggiungimento della loro maturit\u00e0 sessuale. Le femmine raggiungeranno dimensioni maggiori (fino a 150 cm) mentre i maschi raramente supereranno i 50. In quel periodo, le anguille accumuleranno i grassi che saranno necessari per l\u2019ultima parte della loro vita, ovvero il ritorno nel mar dei Sargassi da dove erano partite. Ma prima di affrontare nuovamente questo viaggio di oltre 6000 chilometri, subiranno una nuova trasformazione, cambiando il loro colore giallognolo brunastro (utile per cacciare nelle acque salmastre e fangose) in una colorazione scura sul dorso e chiara sul ventre, con riflessi metallici che le aiuter\u00e0 a sopravvivere lungo il cammino oceanico dai predatori. &nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 586px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Anguilla-anguilla07.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Anguilla-anguilla07.jpg\" width=\"586\" height=\"445\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in alto l&#8217;anguilla argentina, ovvero della fase finale, in basso l&#8217;anguilla gialla. La colorazione \u00e8 legata all&#8217;ambiente in cui vive.<a href=\"http:\/\/filmatidimare.altervista.org\/leptocephalus-conger-e-anguilla-anguilla\/\">Leptocephalus Conger e Anguilla anguilla (filmatidimare.altervista.org)<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno straordinario mimetismo naturale che in mare aperto gli consentir\u00e0, se osservate dal basso, di rendersi quasi invisibili in quanto il loro colore argenteo chiaro render\u00e0 il loro profilo evanescente e confuso con la luce solare. Se invece osservate dall\u2019alto, lo scuro del dorso si confonder\u00e0 con il blu scuro degli strati profondi. Anche i piccoli occhi si trasformeranno aumentando di dimensioni ed i pigmenti all\u2019interno dell\u2019occhio, responsabili per la visione, si adatteranno alla diminuzione di luce delle profondit\u00e0 alle quali si svolger\u00e0 la migrazione. Questo gli consentir\u00e0 di adattare la quota di migrazione nuotando di giorno a profondit\u00e0 pi\u00f9 elevate, per poi risalire durante la notte, in un range compreso tra 100 e 200 m di profondit\u00e0. Durante il trasferimento sfrutteranno le riserve di grasso accumulate precedentemente. Il viaggio durer\u00e0 molto meno, circa sei mesi, potendo nuotare, grazie alla loro forma a siluro, a velocit\u00e0 variabili da 3 a oltre 40 km al giorno. Come facciano ad orientarsi \u00e8 ancora un mistero ma si ipotizza che siano in grado di percepire il campo magnetico terrestre per seguire la loro rotta lungo la corrente delle Canarie e quella Nord-equatoriale. Al loro arrivo avverr\u00e0 la riproduzione alla quale i genitori non sopravvivranno.<\/p>\n<figure style=\"width: 592px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/anguille-410x354-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 anguille-410x354-1.jpg\" width=\"592\" height=\"511\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">possibili percorsi dell\u2019anguilla europea (Anguilla anguilla), in azzurro, e dell\u2019anguilla americana (Anguilla rostrata), in arancione. Fonte: <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.newscientist.com\/article\/2081008-how-are-baby-eels-made-we-still-dont-know\/\">Newscientist<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Il luogo di riproduzione<\/span><\/strong><br \/>\nDopo quel lungo viaggio arriveranno nel mare dei Sargassi, una zona marina compresa fra le isole Azzorre e gli arcipelaghi delle Grandi Antille, da dove erano partite sotto forma di larve decenni prima. La domanda che ci si pone \u00e8 perch\u00e9 da quel mare. La risposta potrebbe essere legata alle caratteristiche oceanografiche che lo caratterizzano. Si tratta di un bacino delimitato non da coste ma dalle correnti oceaniche, ovvero da nord dalla Corrente del Golfo, ed a sud dalle correnti tropicali. Ci\u00f2 comporta che le sue acque restino isolate dal resto dell\u2019oceano e si muovono molto pi\u00f9 lentamente rispetto alle acque circostanti. Questo era stato notato da Cristoforo Colombo nel suo primo viaggio. Dal punto di vista fisico si generano due strati d\u2019acqua diversi per temperatura e densit\u00e0: ovvero una massa di acqua pi\u00f9 calda e leggera che sovrasta delle acque molto pi\u00f9 fredde. In quella superficiale, si sviluppa un\u2019alga del genere <strong><span style=\"color: #008000;\">Sargassum<\/span><\/strong> (non a caso viene chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">mare dei Sargassi<\/span><\/strong>) che ospita una grande biodiversit\u00e0. Inoltre, non sono presenti grossi predatori o specie pelagiche rendendolo quindi un mare idoneo per fare da nursery per la schiusa delle uova e lo sviluppo delle larve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il viaggio verso Occidente non \u00e8 comunque facile: molte anguille non riescono a completare il loro viaggio, non per l\u2019esaurimento delle loro risorse, accumulate negli anni, in quanto sembra che ne venga utilizzato meno del &nbsp;40%, ma per gli incontri prima e lungo il percorso. Un ruolo importante \u00e8 la perdita progressiva di habitat di vita durante la loro vita giovanile e la pesca eccessiva di adulti e novellame per ripopolare gli allevamenti. Questo fa dell\u2019anguilla europea e altre anguille di acqua dolce, dei pesci a rischio di estinzione. Ad esempio il Giappone ne consuma oltre il 70% del pescato mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un nome antico che significa serpente<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPrima di chiudere questo racconto, voglio tornare al suo nome, <strong><span style=\"color: #008000;\">anguilla<\/span><\/strong>. Esso deriva dall\u2019unione di due antichi nomi <strong><span style=\"color: #008000;\">ang<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">ill<\/span><\/strong>, usati per identificare il serpente. Non a caso, per gli anglosassoni, l\u2019anguilla \u00e8 chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">eel<\/span><\/strong> che deriva dall&#8217;inglese antico <strong><span style=\"color: #008000;\">\u01e3l<\/span><\/strong> e si ritrova nel germanico <strong><span style=\"color: #008000;\">iel<\/span><\/strong>, ma anche nella parola greca per &#8220;anguilla&#8221;, <strong><span style=\"color: #008000;\">egkhelys<\/span><\/strong>. La parola <strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;anguis<\/span><\/strong> (&#8220;serpente&#8221;) si ritrova in altre parole indoeuropee per &#8220;serpente&#8221; derivanti dal proto-indoeuropeo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/illuyanka.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 illuyanka.jpg\" width=\"700\" height=\"256\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"auto\" data-phrase-index=\"0\">Raffigurazione del mito del Dio del Cielo Teshub che uccide il dragone Illuyankas;<\/span> <span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"auto\" data-phrase-index=\"1\">Neo-ittiti;<\/span> <span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"auto\" data-phrase-index=\"2\">850-800 a.C. &#8211; conservato al <\/span><span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"auto\" data-phrase-index=\"3\">Museo delle Civilt\u00e0 Anatoliche, Ankara, Turchia &#8211; photo credit Georges Jansoone <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Museum_of_Anatolian_Civilizations082_kopie1jpg.jpg\">File:Museum of Anatolian Civilizations082 kopie1jpg.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curioso il fatto che nei miti ittiti un drago venisse chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Illuyanka<\/span><\/strong> dove&nbsp; la parte <strong><span style=\"color: #008000;\">illuy<\/span><\/strong> \u00e8 affine alla parola illa e la parte <strong><span style=\"color: #008000;\">-anka<\/span> <\/strong>\u00e8 affine ad <strong><span style=\"color: #008000;\">angu<\/span><\/strong>. Insomma la nostra povera anguilla, fu chiamata cos\u00ec per la sua apparente somiglianza con un grosso serpente, cosa che le attir\u00f2 nel tempo, per ignoranza, la cattiva fama di animale pericoloso. Si pensi solo al mito della murena, un altro tipo di anguilla, che fu per secoli considerato un animale pericoloso per l\u2019Uomo, arrivando a dire che gli schiavi venivano buttati nelle vasce delle murene per nutrirle. Si diceva che <strong><span style=\"color: #008000;\">Vedio Pollione<\/span><\/strong>, ricco cavaliere romano, aveva l&#8217;abitudine di punire gli schiavi gettandoli in pasto alle sue murene. Una fake news del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;unico pericolo viene dal suo sangue<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSe vogliamo l\u2019unico pericolo di queste specie di anguille risiede nel loro sangue che contiene una proteina tossica, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">emoittiotossina<\/span><\/strong> che a contatto con il sangue umano e animale, \u00e8 in grado di rompere le membrane dei globuli rossi distruggendoli. Le conseguenze sull\u2019organismo umano sono paralisi sensoria e motoria, blocco della respirazione e anche morte. Ma la tossina \u00e8 termolabile, cio\u00e8 viene neutralizzata dal calore, per cui le carni delle anguille, dei gronghi e delle murene se cotte sono mangiabili. Tranquilli \u2026 sono tutte inoffensive. Non vi morderanno a meno di mettergli la mano in bocca. Lasciatele in pace e limitatevi ad ammirarle nelle vostre immersioni, sempre se le riuscirete a vedere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima anguille photo credit @Steven Kovacs<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/span><\/h2>\n<ol>\n<li>General zoology, sixth edition, di Storer, Usinger, Stebbins, Nybakken 1979, Mc Graw Hill<\/li>\n<li>The European Eel (Anguilla anguilla), its Lifecycle, Evolution and Reproduction: A Literature Review \u2013 van Ginneken V. J. T., Maes G. E., Reviews in Fish Biology and Fisheries, 2005, 15:367-398<\/li>\n<li>Wikipedia<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . . ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANI parole chiave: Anguilla anguilla &nbsp; Esiste un pesce veramente particolare, capace di vivere in acqua salata e in acqua dolce, di percorrere migliaia di chilometri per riprodursi e mutare pi\u00f9 volte il suo aspetto: l&#8217;anguilla europea.&nbsp; Una comune anguilla europea&nbsp;(Anguilla anguilla&nbsp;Linnaeus, 1758),&nbsp; un&nbsp;pesce teleosteo&nbsp;della&nbsp;famiglia&nbsp;Anguillidae. 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