{"id":50602,"date":"2020-12-23T00:40:25","date_gmt":"2020-12-22T23:40:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=50602"},"modified":"2026-10-15T14:31:14","modified_gmt":"2026-10-15T12:31:14","slug":"evoluzione-dei-metodi-di-rilevamento-nellarcheologia-subacquea-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50602","title":{"rendered":"Evoluzione dei metodi di rilevamento nell&#8217;archeologia subacquea di Andrea Mucedola"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX &#8211; XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: archeologia dell&#8217;acque, rilievo subacqueo, fotogrammetria, tridimensionalit\u00e0, geolocalizzazione, GIS<\/p>\n<figure style=\"width: 1115px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Pavlopetri-The-City-Beneath-The-Waves_final_681589-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Pavlopetri-The-City-Beneath-The-Waves_final_681589-1024x576.jpg\" width=\"1115\" height=\"627\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine tratta dal documentario della BBC <em>La citt\u00e0 sommersa di Pavlopetri<\/em><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scavi archeologici in mare sono stati in passato spesso irreversibilmente distruttivi (<strong><span style=\"color: #008000;\">lo scavo del relitto di Albenga da parte di Lamboglia docet<\/span><\/strong>). Il concetto moderno \u00e8 genericamente mirato al mantenimento dei reperti sul luogo del ritrovamento ed alla stesura di una documentazione dettagliata dell&#8217;area di scavo. Questa documentazione comprende generalmente una parte iconografica ed una testuale. Va da s\u00e8 che le rappresentazioni grafiche dei siti archeologici, effettuate con disegni, schizzi, ma anche fotografie, transetti e fotogrammetria, sono essenziali e rappresentano una parte intrinseca di ogni rilievo archeologico sia terrestre che subacqueo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/SUBACQUEA-ATTREZZATURA-Defense.gov_News_Photo_070321-N-5329L-001.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SUBACQUEA-ATTREZZATURA-Defense.gov_News_Photo_070321-N-5329L-001.jpg\" width=\"640\" height=\"964\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ricerca di oggetti metallici sul fondo con un metal detector subacqueo &#8211; foto di<\/strong> <strong>Petty Officer 1st Class Eric Lippmann, U.S. Navy<\/strong><\/span> <strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Defense.gov_News_Photo_070321-N-5329L-001.jpg\">Defense.gov News Photo 070321-N-5329L-001.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Di fatto il rilievo sul sito, di qualsiasi tipo sia, \u00e8 la componente pi\u00f9 importante della documentazione, essendo la base per deduzioni successive, e non pu\u00f2 essere approssimativo ma quanto pi\u00f9 possibile oggettivo.<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Nel caso dell&#8217;archeologia subacquea esistono fattori limitanti maggiori dovuti sia a fattori fisiologici, che limitano la permanenza sul fondo degli operatori, sia ambientali (tempo meteorologico, condizioni di correnti e maree) per cui ogni minuto deve essere sfruttato nel miglior modo possibile.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Breve storia di un lungo cammino<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli scavi archeologici si basano sul concetto di unit\u00e0 stratigrafiche, ereditato dalla geologia e poi formalizzato per l&#8217;archeologia da E.C. Harris, legate da relazioni geometriche (tridimensionali) collegate alle diverse tipologie presenti (fondale, sedimento) ed a fattori temporali, fattori fondamentali per inquadrare la comprensione dello scavo archeologico. Nel campo dell\u2019archeologia subacquea, per ovvi motivi, i metodi grafici terrestri (piani orizzontali, tagli verticali) non potevano essere adattati in modo semplice in quanto erano basati su strumenti ottici (come i teodoliti) non utilmente impiegabili sott&#8217;acqua. Metodi tradizionali, come tracciare angoli retti in orizzontale, era possibile, ma non erano adattabili allo scavo di un carico di anfore disperse su un fondale irregolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi esperimenti di fotogrammetria subacquea per l&#8217;archeologia iniziarono negli anni Sessanta quando il <strong><span style=\"color: #008000;\">Naval Oceanographic Office di Washington<\/span> <\/strong>esegu\u00ec il primo esperimento di fotogrammetria subacquea su un sottomarino sotto la direzione di <strong><span style=\"color: #008000;\">Joseph Pollio<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 1113px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/archeo-Ann-Bass-cristening-the-Ashera-Photo-INA-Slide-ya7-121-1024x676.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 archeo-Ann-Bass-cristening-the-Ashera-Photo-INA-Slide-ya7-121-1024x676.jpg\" width=\"1113\" height=\"735\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La moglie dell&#8217;archeologo George Bass, Ann, battezza il sommergibile Asherah (photo credit INA)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora, l&#8217;interesse per queste tecniche per l&#8217;archeologia continu\u00f2 a crescere. Nel 1964, il sottomarino <strong><span style=\"color: #008000;\">Asherah<\/span><\/strong>, supportato dalla National Geographic Society, effettu\u00f2 le prime fotografie stereoscopiche a 35 metri di profondit\u00e0 sul relitto bizantino di <strong><span style=\"color: #008000;\">Yassi Ada 2<\/span><\/strong>, utilizzando due telecamere sincronizzate. Con le esperienze maturate furono eseguite, nel 1972, le prime indagini fotogrammetriche del relitto romano della <strong><span style=\"color: #008000;\">Madrague de Giens<\/span><\/strong>, da parte dell&#8217;archeologo francese <strong><span style=\"color: #008000;\">J.C. N\u00e9gre<\/span><\/strong>, utilizzando delle strutture metalliche fisse e scorrevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1984, nelle stesse acque di Marsiglia, altri archeologi subacquei francesi furono in grado di utilizzare strumenti pi\u00f9 leggeri, in particolare su un antico naufragio carico di blocchi di calcare destinati per la costruzione dei bastioni della antica citt\u00e0 di Massalia. Per evitare di dover utilizzare pesanti ed ingombranti supporti furono utilizzati due cavi tirati parallelamente all&#8217;asse longitudinale del sito, e livellati per fungere da riferimenti di base per le foto. Muovendosi lungo questi cavi, un triangolo metallico graduato forniva la scala metrica mentre i segni di indice indicavano quella verticale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1984, un supporto armato con due fotocamere Nikonos (28 mm) fu collegato tramite un filo di nylon a questo triangolo graduato. Nel 1985 le fotocamere furono sostituite con due H\u00e4sselbl\u00e4d (con correzione di 50 mm). Questi due supporti per fotocamera (il primo in plastica e il secondo in alluminio) avevano un assetto positivo e fornivano una perfetta stabilit\u00e0 per cui il metodo risult\u00f2 essere efficiente, poco costoso e veloce, richiedendo meno di due ore per l\u2019allestimento. Ma il salto di qualit\u00e0 arriv\u00f2 con il digitale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/SUBACQUEA-ARCHEOLOGIA-ATTREZZATURA-100806-N-9671T-023_4882270631.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SUBACQUEA-ARCHEOLOGIA-ATTREZZATURA-100806-N-9671T-023_4882270631.jpg\" width=\"640\" height=\"457\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;archeologo subacqueo Alexis Catsambis si prepara a immergersi ed il collega archeologo George Schwarz gli consegna una videocamera subacquea &#8211; Foto della Marina degli Stati Uniti dallo specialista della comunicazione di massa di 2a classe Kenneth G. Takada &#8211; Fonte Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:100806-N-9671T-023_(4882270631).jpg\">100806-N-9671T-023 (4882270631).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;arrivo del digitale<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGrazie alle innovazioni tecnologiche della fine del XX secolo, legate all\u2019evoluzione delle tecniche di fotografia digitale e all\u2019elaborazione dei dati anche in realt\u00e0 virtuale, hanno consentito di valorizzare i dati da piattaforme informatiche basate su tecnologie <strong><span style=\"color: #008000;\">GIS (Geographical information systems)<\/span><\/strong>. In questi ultimi anni si \u00e8 osservato un ulteriore passo avanti con l\u2019impiego di tecniche di rilievo 3D (tridimensionale) che ormai si applicano in tutti i domini scientifici.<\/p>\n<figure style=\"width: 1108px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/archeo-pole-photogrammetry-1024x501.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 archeo-pole-photogrammetry-1024x501.jpg\" width=\"1108\" height=\"542\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Risultati della fotogrammetria di un&#8217;area archeologica dopo l&#8217;elaborazione delle foto utilizzando PhotoScan<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">A supporto delle operazioni di rilevamento sul campo vengono utilizzati dispositivi informatici portatili (semplici tablet o notebook) che possono essere collegati in wireless con il laboratorio di riferimento \u2013 come sperimentato tra i primi dall\u2019Area di archeologia medievale dell\u2019Universit\u00e0 di Siena \u2013 dando origine ad un nuovo approccio, da alcuni definito come tele-archeologia, che consente di ridurre i tempi tra la fase di acquisizione dei dati e quella di post elaborazione. Questa tecnologia presto sar\u00e0 disponibile anche sott\u2019acqua utilizzando sistemi di trasmissione acustica dei dati verso sistemi ormeggiati che fungono da ripetitori (relay) verso l\u2019esterno. Inoltre, l\u2019impiego di robot subacquei autonomi (<strong><span style=\"color: #008000;\">UUV<\/span><\/strong>) porter\u00e0 il braccio virtuale dell\u2019Uomo a profondit\u00e0 non accessibili fisicamente a dei subacquei restituendoci testimonianze del passato altres\u00ec non scopribili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Metodologia di base<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019archeologo, ma vale anche per gli altri ricercatori<strong>, <\/strong>considerano due aspetti: l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">artefatto<\/span><\/strong> e l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">area in fase di escavazione<\/span><\/strong> (parte del fondale marino di interesse) che pu\u00f2 essere rappresentata matematicamente da un modello digitale del terreno (DTM). Basandoci sulla conoscenza delle misure sull\u2019artefatto, possiamo quindi calcolarne le dimensioni e la sua posizione nello spazio. Per quanto riguarda il rilievo del terreno, si possono utilizzare metodi di rilevamento planimetrico ed altimetrico del terreno, che impiegano immagini fotografiche dell\u2019ambiente per ricavare la forma generale dell\u2019immagine dell\u2019oggetto fotografato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/archeo-5.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 archeo-5.jpg\" width=\"1117\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dal workshop &#8220;Fotogrammetria nell&#8217;archeologia subacquea&#8221; come parte del progetto Bluemed, Dubrovnik, 25 &#8211; 31 agosto 2019<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con queste tecniche si possono ottenere modelli tridimensionali, partendo da immagini fotografiche bidimensionali, utilizzando dei procedimenti automatizzati. Questa tecnologia viene ormai utilizzata in svariati ambiti: dalla topografia, architettura, geologia, medicina, grafica e naturalmente nella archeologia. La disponibilit\u00e0 di software specifici, tra l\u2019altro di basso costo e semplici da usare, da la possibilit\u00e0 di valorizzare i dati raccolti da una strumentazione spesso composta solo da una macchina fotografica digitale. Questi possono essere resi disponibili anche da un personal computer di medie prestazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;elaborazione normalmente avviene attraverso quattro fasi distinte e successive:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Structure-from-motion (SFM) e Multiview Stereo Reconstruction (MVS)<\/span> <\/strong>dove, in base alla geometria di presa delle foto, viene costruita una nuvola di punti densa, detta dense point cloud. In pratica un dato grezzo, su cui si baseranno le elaborazioni successive ottenuta da una precedente nuvola primaria (meno densa) tramite processi d&#8217;interpolazione numerica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Mesh reconstruction<\/span><\/strong><br \/>\nin questa fase, la nuvola densa di punti viene trasformata in una superficie continua, costituita da poligoni, i cui vertici sono i punti della nuvola precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Colouring<\/span><\/strong><br \/>\nIl terzo passo \u00e8 la colorazione che viene applicata sulla superficie continua secondo due processi alternativi:<br \/>\na. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">color-per-vertex<\/span><\/strong>, dove il colore della dense point cloud viene traferito ai poligoni della mesh.<br \/>\nb Il <strong><span style=\"color: #008000;\">texture mapping<\/span><\/strong>, in cui le immagini utilizzare nel rilievo sono utilizzate per colorare i poligoni stessi.<\/p>\n<p>&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Modelling<\/span><\/strong><br \/>\na questo punto, attraverso una misura (distanza) di riferimento, il modello viene messo in scala e si ottiene l&#8217;immagine tridimensionale finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va da s\u00e9 che il poter ottenere rappresentazioni tridimensionali di un sito subacqueo fornisce un importante valore aggiunto agli archeologi subacquei che possono quindi integrare l\u2019artefatto in un contesto pi\u00f9 completo, esaminabile da pi\u00f9 direzioni.\u00a0Un esempio classico \u00e8 il relitto di una nave che pu\u00f2 essere ricostruito in tutte le sue parti, ottenendo visioni tridimensionali altrimenti non realizzabili. Queste tecniche possono essere applicate anche ad oggetti minori. Il dettaglio \u00e8 ovviamente legato alla qualit\u00e0 delle immagini scattate.\u00a0 Cosa ci riserver\u00e0 il futuro?<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>in anteprima immagini sidescan di un fondale marino piuttosto &#8230; accidentato &#8211; foto di propriet\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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