{"id":50526,"date":"2021-01-11T00:07:55","date_gmt":"2021-01-11T00:07:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=50526"},"modified":"2023-05-25T11:40:26","modified_gmt":"2023-05-25T09:40:26","slug":"posidonia-oceanica-la-pianta-che-fa-miracoli-parte-i-di-adriano-madonna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50526","title":{"rendered":"Posidonia oceanica: la pianta che fa miracoli &#8211; parte II di Adriano Madonna"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: NA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Posidonia oceanica<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div class=\"wrap mcb-wrap mcb-wrap-u8t6jryn one  valign-top clearfix\">\n<div class=\"mcb-wrap-inner\">\n<div class=\"column mcb-column mcb-item-hnb44kb4z one column_column\">\n<div class=\"column_attr clearfix\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Glucosio e ossigeno<\/span><\/strong><br \/>\nPiante (terrestri e acquatiche) e alghe, grazie alla luce del Sole riescono ad espletare quel fenomeno ben noto come <strong><span style=\"color: #008000;\">fotosintesi clorofilliana<\/span><\/strong>. C\u2019\u00e8 per\u00f2 da aggiungere che parlando di fotosintesi, in genere si ha l\u2019abitudine di citare solo la produzione di ossigeno e \u201cquasi mai\u201d quella del glucosio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precisiamo, quindi, che, <strong><span style=\"color: #008000;\">grazie alla fotosintesi,<\/span><\/strong> le piante producono glucosio e ossigeno trasformando, in presenza di luce (fattore essenziale!), sostanze inorganiche semplici, come acqua e anidride carbonica. Per dirla in numeri, sei molecole di anidride carbonica pi\u00f9 sei molecole d\u2019acqua, grazie all\u2019energia luminosa si trasformano in una molecola di glucosio e sei molecole di ossigeno.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fotosintesi-clorofilliana.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 fotosintesi-clorofilliana.jpg\" width=\"960\" height=\"720\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la sintesi clorofilliana &#8211; ndr. fonte: il bel sito di educazione a distanza <\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/matematichiamoblog.wordpress.com\/\">matematichiamoblog<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma se l\u2019ossigeno \u00e8 importante, \u00e8 importante anche lo zucchero: senza zucchero, infatti, le piante (posidonia compresa) non potrebbero vivere, poich\u00e9 il glucosio \u00e8 il loro nutrimento, il loro cibo. <\/span><\/strong>Possiamo dire, dunque, che gli organismi vegetali hanno la capacit\u00e0 \u201cstraordinaria\u201d di auto costruirsi il cibo e per questo vengono definiti <em>organismi autotrofi<\/em>. Pensate come sarebbe comodo se anche noi fossimo in grado di \u201cauto costruirci\u201d una bistecca o un piatto di spaghetti. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ma noi, a differenza delle piante, siamo&nbsp;<em>organismi eterotrofi<\/em>, cio\u00e8 costruiamo sostanza organica (i nostri tessuti) assumendo dall\u2019esterno altra sostanza organica (il cibo).<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando alle piante e alla posidonia in particolare, precisiamo che l\u2019ossigeno \u00e8 determinante per la vita dell\u2019ambiente aereo cos\u00ec come di quello acquatico. Inoltre, ha la funzione di mutare il nutrimento in energia. La produzione di glucosio \u00e8 altrettanto importante: non dimentichiamo, infatti, che senza glucosio non vi sarebbero piante e quindi neppure ossigeno (come alle primissime origini del pianeta). Inoltre, il glucosio \u00e8 una enorme fonte di energia per il mondo acquatico come per la terraferma e la sua produzione \u00e8 uno dei fenomeni pi\u00f9 grandiosi osservabili in natura: si pensi che ogni anno vengono prodotti, da tutti gli organismi fotosintetici, milioni e milioni di tonnellate di glucosio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dove si trova<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCome tutte le piante verdi ricche di clorofilla e dotate di quegli organelli chiamati cloroplasti, a cui \u00e8 demandata la funzione della fotosintesi, anche la posidonia ha bisogno di luce e di un substrato morbido in cui affondare le radici. Precisiamo che la parte \u201cinterrata\u201d di questa pianta \u00e8 formata da lunghi elementi orizzontali, detti rizomi, dai quali si dipartono verso il basso le radici e verso l\u2019alto i ciuffi di foglie. Queste possono raggiungere altezze variabili da pochi decimetri sino a oltre un metro di lunghezza (a Malta ho visto foglie di posidonia lunghe pi\u00f9 di un metro e mezzo) e, ovviamente, ci\u00f2 dipende dalle condizioni ambientali, che possono essere pi\u00f9 o meno favorevoli alla crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondali che un tempo abbondavano di posidonia adesso ne sono privi, poich\u00e9 il torbidume delle acque (una volta limpide) impedisce alla luce del sole di arrivare efficacemente sino al fondo per innescare il fenomeno della fotosintesi. Di contro, altre zone costiere sono completamente ammantate di lussureggianti praterie verdi. Tanto per citare alcuni di questi luoghi felici del nostro Paese: Stromboli, l\u2019Isola del Giglio, Ponza, Ventotene, Scilla, il Circeo etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, chi oggi ha il privilegio di vedere la posidonia sui propri fondali, se la conservi<\/span><\/strong>!&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei parametri pi\u00f9 importanti per classificare le praterie di posidonia \u00e8 la <strong><span style=\"color: #008000;\">densit\u00e0<\/span><\/strong>, cio\u00e8 il numero di fasci di foglie presenti in un metro quadrato di fondo. In base a questo dato, le praterie di&nbsp;<em>Posidonia oceanica<\/em>&nbsp;si distinguono in: <strong><span style=\"color: #008000;\">molto dense<\/span><\/strong> (con pi\u00f9 di settecento fasci), <strong><span style=\"color: #008000;\">dense<\/span><\/strong> (da settecento a quattrocento fasci), <strong><span style=\"color: #008000;\">rade<\/span><\/strong> (da meno di quattrocento a trecento fasci), <strong><span style=\"color: #008000;\">molto rade<\/span><\/strong> (da meno di trecento a centocinquanta fasci), <strong><span style=\"color: #008000;\">semi praterie<\/span><\/strong> (da meno di centocinquanta a cinquanta fasci). <strong><span style=\"color: #008000;\">Quando si contano meno di cinquanta fasci di foglie per metro quadrato di fondale non si parla pi\u00f9 di prateria bens\u00ec di fasci isolati. <\/span><\/strong>La prateria \u00e8 chiusa da un limite superiore (verso la costa) e da un limite inferiore (verso il largo). Il limite inferiore \u00e8 particolarmente importante da un punto di vista biologico poich\u00e9 introduce il concetto importantissimo di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">profondit\u00e0 di compensazione<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/2018-posidonia-tavlara-2m-1024x575.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 2018-posidonia-tavlara-2m-1024x575.jpg\" width=\"1024\" height=\"575\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La Profondit\u00e0 di compensazione<\/span><\/strong><br \/>\nSappiamo che la quantit\u00e0 di luce che penetra sott\u2019acqua diminuisce con l\u2019aumentare della profondit\u00e0 e che la posidonia ha bisogno di una certa quantit\u00e0 di energia luminosa per effettuare la fotosintesi clorofilliana.<br \/>\nImmaginiamo, dunque, un fondale ricoperto di posidonia che scende gradatamente verso profondit\u00e0 maggiori. Ovviamente, pi\u00f9 il fondale scende, meno luce c\u2019\u00e8, fino ad arrivare ad una profondit\u00e0 dove i processi di fotosintesi saranno appena sufficienti per la sopravvivenza della pianta e cio\u00e8 i processi di produzione uguaglieranno quelli di respirazione. Quella profondit\u00e0 viene definita&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">profondit\u00e0 di compensazione<\/span><\/strong> e la corrispondente intensit\u00e0 luminosa,&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">intensit\u00e0 di compensazione<\/span><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spiegando il concetto con altre parole perch\u00e9 sia ben comprensibile, <strong><span style=\"color: #008000;\">possiamo dire che la profondit\u00e0 di compensazione \u00e8 un limite di profondit\u00e0 in cui l\u2019energia che la pianta produce attraverso la fotosintesi bilancia esattamente (compensa) il suo consumo per mantenere attivi i processi vitali.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, a questa profondit\u00e0 la quantit\u00e0 di ossigeno prodotta con la fotosintesi equivale alla quantit\u00e0 di ossigeno necessaria alla pianta per vivere. Al di sopra di questa profondit\u00e0 la pianta riceve abbastanza luce per prosperare. Al di sotto, la luce che le arriva \u00e8 insufficiente a fornire energia per i processi vitali. Oltre la profondit\u00e0 di compensazione la posidonia scompare proprio perch\u00e9 non riesce pi\u00f9 a vivere.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/praterie-posidonia-tavolara-1024x575.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 praterie-posidonia-tavolara-1024x575.jpg\" width=\"1024\" height=\"575\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Poca luce, troppa luce<\/span><\/strong><br \/>\nOgni specie di pianta (posidonia compresa) ha un suo optimum di luce al quale risponde con la migliore resa fotosintetica e non sempre pi\u00f9 luce equivale a pi\u00f9 fotosintesi: oltre certi valori di luminanza, infatti, la pianta comincia a soffrire e si manifesta quella che viene chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">foto inibizione<\/span><\/strong>. Questi dati diventano molto importanti se consideriamo anche le alghe: infatti, da una ricerca condotta su otto specie di alghe e cinque specie di piante superiori \u00e8 emerso che la massima resa fotosintetica per molte specie di piante si ottiene per luminanze comprese tra i 10.000 e i 20.000 lux, mentre per le alghe si ha tra i 20.000 e i 35.000 lux, quindi proprio nella zona in cui inizia l\u2019inibizione per le piante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 comunque doveroso dare qualche indicazione su questa unit\u00e0 di misura, il lux: mentre, infatti, il lumen \u00e8 la misura della quantit\u00e0 di luce, il lux \u00e8 l\u2019unit\u00e0 di misura della quantit\u00e0 di luce in relazione alla superficie. Precisamente, un lux \u00e8 un lumen su un metro quadrato.&nbsp;\u00c8 ovvio che a seconda della trasparenza delle acque, la profondit\u00e0 di compensazione varier\u00e0 da luogo a luogo poich\u00e9, se le acque sono torbide, la luce riesce a penetrare scarsamente. L\u00e0 dove, invece, le acque sono molto limpide, la luce riesce a penetrare fino a grandi profondit\u00e0 e quelli sono anche i mari dove le praterie di posidonia sono pi\u00f9 floride e verdi, formando una sorta di savana sommersa dove vive e si nasconde una infinita variet\u00e0 di animali marini.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/posidonia-piazzi-1024x642.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 posidonia-piazzi-1024x642.jpg\" width=\"1024\" height=\"642\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit @Luigi Piazzi<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Un ecosistema vario<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\">L\u2019ecosistema posidonia \u00e8 particolarmente interessante poich\u00e9 pu\u00f2 essere definito come la sede di una infinit\u00e0 di nicchie ecologiche, con altrettanti \u201cinquilini\u201d. Osservando, infatti, un piccolo tratto di fondale coperto da posidonia, ci rendiamo immediatamente conto che verso la parte alta delle foglie, esposte a molta luce, possono trovarsi quegli organismi che vogliono un ambiente luminoso. Mano a mano che si scende verso la base della pianta, troviamo diverse zone di penombra, che possono essere scelte da altri organismi in cerca di livelli di luce diversi. Alla base della pianta, tra i rizomi, troviamo tutta una serie di forme animali fossorie, cio\u00e8 viventi sotto il sedimento. In sintesi, questo mondo fatto di lunghe foglie verdi, che a prima vista potrebbe sembrare povero di vita, \u00e8, invece, una sorta di scrigno di \u201cvita nascosta\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A mio avviso, il momento migliore per andare a \u201cvisitare\u201d una prateria di posidonia sono le ore della notte, quando anche in questo verde regno si scatena la corsa alla predazione. Sono infatti numerosissimi i predatori che scelgono le verdi praterie come terreno di caccia, ben consapevoli che in quell\u2019intrico di foglie le prede non mancano. Di contro, altri animali nella posidonia vanno a nascondersi e cercano riparo. Altri ancora, nell\u2019intrico delle verdi foglie vanno a riprodursi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal proposito, ricordo che tanti anni fa, a Malta, durante un\u2019immersione notturna, mentre ero intento a inquadrare nel mirino della macchina fotografica un paguro che zampettava lungo una foglia di posidonia, a un certo punto intravidi nel margine del fascio luminoso della torcia qualcosa di enorme: si trattava di un dentice stupendo di non meno di una decina di chili che venne a posarsi leggero sulla posidonia come un angelo si adagerebbe sopra una nuvola. La sosta gli serv\u00ec per \u201cfare il punto della situazione\u201d, poi, con una scodata part\u00ec a razzo e trangugi\u00f2 in un batter d\u2019occhi un piccolo cefalo spaventato che si aggirava nei paraggi. I predatori, comunque, si trovano anche alla base dei fasci di foglie: pi\u00f9 di una volta, infatti, ho visto polpi e polpesse scivolare sul sedimento e fare lo slalom tra fusto e fusto scavando con la punta dei tentacoli per banchettare con succulenti tartufi di mare, un bivalve che tra i rizomi della posidonia si trova con una certa facilit\u00e0, come ben sanno i pescatori di frutti di mare.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Adriano Madonna<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ringrazia il <a href=\"https:\/\/simsi.it\/la-marea\/?fbclid=IwAR05Zhthg_Wr7dn_FsWl1GJ7BXNU0VayxUyYaEHquNmxIWSq0EWf8lN2qHM\">dottor Francesco Fontana (SIMSI)<\/a> per aver concesso l&#8217;autorizzazione alla pubblicazione integrale dell&#8217;articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/adriano-madonna.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 adriano-madonna.jpg\" width=\"292\" height=\"195\">Adriano Madonna<\/span><\/strong><br \/>\nbiologo marino di <span style=\"color: #008000;\">EClab Laboratorio di Endocrinologia Comparata<\/span>, Dipartimento di Biologia, Universit\u00e0 degli Studi di Napoli \u201cFederico II\u201d<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div class=\"column_attr clearfix\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50534\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50526\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA PERIODO: NA AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Posidonia oceanica . Glucosio e ossigeno Piante (terrestri e acquatiche) e alghe, grazie alla luce del Sole riescono ad espletare quel fenomeno ben noto come fotosintesi clorofilliana. 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