{"id":50267,"date":"2021-01-18T00:10:00","date_gmt":"2021-01-17T23:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=50267"},"modified":"2023-05-26T15:00:13","modified_gmt":"2023-05-26T13:00:13","slug":"la-flotta-di-stalin-parte-iii-di-gianluca-bertozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50267","title":{"rendered":"La flotta di Stalin: le realizzazioni &#8211; parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: RUSSIA<\/span><\/strong><br>parole chiave: Stalin, flotta russa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le realizzazioni<\/span><\/strong><\/span><br>Nel periodo che va dal 1935 fino alla seconda guerra mondiale vennero formate le quattro flotte indipendenti (Mar Nero, Pacifico, Mare del Nord e Baltico), ed il numero di sottomarini divenne il maggiore al mondo. Furono impostate le corazzate della Classe <strong><span style=\"color: #008000;\">Sovetskij Sojuz<\/span><\/strong> (Unione Sovietica), tra le pi\u00f9 grandi mai progettate, dislocanti 59150 tonnellate e armate con nove cannoni da 406 il cui disegno fu pesantemente influenzato dal Progetto UP41 dell\u2019italiana Ansaldo e dai progetti forniti dagli Stati Uniti. Inizialmente previste in ben quindici esemplari, il progetto venne in seguito ridimensionato e fu intrapresa la costruzione di sole quattro unit\u00e0. Tuttavia, nessuna di queste venne mai ultimata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I lavori sul Sovetskij Sojuz iniziarono il 15 luglio 1938 a San Pietroburgo. Quando i lavori vennero quasi fermati nel 1940, lo scafo era stato praticamente ultimato, i motori erano stati installati e le corazze erano state montate. Tuttavia, tra il 1941 ed il 1944, gran parte delle corazzature vennero rimosse per essere utilizzate sulla terraferma. La Sovietsky Soyuz venne varata nel 1949, in modo da liberare lo spazio nel cantiere, e demolita in seguito.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/STORIA-NAVALE-RUSSIA-1200px-Gangut_battleship-1024x537.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-RUSSIA-1200px-Gangut_battleship-1024x537.jpg\" width=\"1024\" height=\"537\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">nave da battaglia imperiale Gangut, &nbsp;Helsinki, 27 June 1915 &#8211; autore sconosciuto<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Gangut_battleship.jpg\">Gangut battleship.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelli sulla <strong><span style=\"color: #008000;\">Sovetskaya Ukraina<\/span><\/strong> iniziarono il 28 novembre 1938 a Mykolaiv. Al momento dell\u2019invasione nazista, i lavori erano completi al 75%. Lo scafo venne parzialmente danneggiato dagli stessi sovietici poco prima della cattura della citt\u00e0 da parte dei tedeschi. Questi ultimi, tuttavia, proseguirono la costruzione, anche se con estrema lentezza (non si trattava di un progetto prioritario). Quando si ritirarono, i tedeschi danneggiarono lo scafo e lo resero inutilizzabile. Venne demolito intorno al 1950.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">Sovetskaja Rossija<\/span><\/strong> e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Sovietskaya Belorussiya<\/span><\/strong> furono iniziati alla fine del 1939 a Severodvinsk (che all\u2019epoca si chiamava Molotovsk), la loro costruzione fu interrotta il 19 ottobre 1940, e furono demolite intorno al 1950.&nbsp;Si inizi\u00f2 anche la costruzione di due dei 16 incrociatori da battaglia della classe <strong><span style=\"color: #008000;\">Kronstadt<\/span><\/strong>, da circa 35.000 tonnellate armati nove armi da 305 mm (anche se per i primi due poi furono poi previsti 6 cannoni da 380 di origine tedesca). Per l\u2019unit\u00e0 eponima i lavori iniziarono il 5 novembre 1939 a Leningrado e per il <strong><span style=\"color: #008000;\">Sevastopol<\/span> <\/strong>i lavori iniziarono il 30 novembre 1939 a Nikolayev. Lo scafo incompleto venne demolito dai tedeschi sullo scalo in entrambi i casi i lavori erano al 12%.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli incrociatori da battaglia di classe Kronshtadt, Progetto 69, furono ordinati per la marina sovietica alla fine degli anni &#8217;30. Due navi furono avviate ma nessuna fu completata a causa della seconda guerra mondiale. Queste navi ebbero una progettazione complessa e prolungata che fu ostacolata dall&#8217;evoluzione continua dei requisiti e dalla Grande Purga nel 1937.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decisione di costruire nuove classi di moderne unit\u00e0 di grandi dimensioni venne presa dai vertici della Marina Sovietica all\u2019inizio degli anni trenta. Vista la scarsa esperienza che i Sovietici avevano nella progettazione e nella costruzione delle grandi unit\u00e0 (molti ingegneri navali erano fuggiti oppure erano stati uccisi), si decise di ricorrere all\u2019assistenza di paesi esteri. In particolare, ci si rivolse all\u2019italiana <strong><span style=\"color: #008000;\">Ansaldo<\/span><\/strong>. Questa contribu\u00ec alla progettazione di un incrociatore leggero da 7.200 tonnellate, basato sul progetto dell\u2019italiano <strong><span style=\"color: #008000;\">Montecuccoli<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costruzione sarebbe dovuta avvenire in Unione Sovietica, ma utilizzando componentistica di fornitura diretta italiana (caldaie e turbine in particolare). Questi furono i Kirov che furono la prima classe di incrociatori realizzati in Unione Sovietica dopo la rivoluzione. ne vennero costruiti sei esemplari in due versioni ed entrarono in servizio tra il 1938 ed il 1944. Traendo ispirazione dai Kirov furono impostati sette incrociatori classe &#8220;Chapaiev&#8221; di cui 5 completati nel dopoguerra. L\u2019assistenza italiana fu determinante anche per le unit\u00e0 leggere. L\u2019Ansaldo inizialmente costru\u00ec per la Marina sovietica due grandi pattugliatori, che raggiunsero Vladivostok l&#8217;11 dicembre 1934.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\">Furono poi ceduti i piani dei cacciatorpediniere classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Maestrale<\/span><\/strong>&#8220;, ed i russi ne programmarono 53 derivati costruendone 47. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Odero Terni<\/span> <\/strong>costru\u00ec il supercaccia <strong><span style=\"color: #008000;\">Taskent<\/span><\/strong> e l&#8217;accordo prevedeva che altre tre unit\u00e0 dello stesso tipo sarebbero state costruite sotto la supervisione italiana nei cantieri di Leningrado e di Nikolajev, troppo sofisticati furono sostituiti da 10 pi\u00f9 piccoli Kiev di ispirazione francese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\">Assieme a queste due unit\u00e0 ed alle componenti per gli impianti propulsivi vennero ceduti cellule fotoelettriche, siluri, motori marini per unit\u00e0 costiere, apparecchiature per la direzione del tiro,periscopi per sommergibili, artiglierie da 100\/47 e relativi affusti binati che divennero standard su tutte le unit\u00e0 maggiori sovietiche moderne e riammodernate, consulenza nella costruzione di artiglierie navali che si protrasse fino al 1941 ( i 406 sovietici erano molto simili ai 381 delle Littorio) e sempre con l\u2019aiuto italiano fu costruita una fabbrica per la costruzione di impianti motori per incrociatori<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla Germania oltre alla consulenza nella costruzione di sommergibili e unit\u00e0 maggiori arrivarono apparecchiature per la direzione del tiro, apparecchiature elettromeccaniche, acciai speciali e furono promesse torri binate da 380 da 150 da 105 e fu consegnato un incrociatore classe admiral Hipper in costruzione e altro materiale di progetto locale furono le numerose classi di torpediniere, cacciasommergibili e dragamine destinati a garantire la sorveglianza costiera e l\u2019agibilit\u00e0 delle basi.<\/p>\n<p>Come risultato di questo sforzo al momento dell\u2019attacco tedesco la flotta era composta da<\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">3 vecchie da battaglia ormai impiegabili solo come piattaforme d\u2019artiglieria (75.000t)<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">7 incrociatori (inclusi 4 moderni Kirov), (29.297t)<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">59 cacciatorpedinieri (di cui 46 moderni delle classi Gnevny e Soobrazitelny) (96.237t)<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">218 sommergibili (119.594t)<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">269 motosiluranti,<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">22 navi pattuglia e cannoniere,<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">88 dragamine di cui 30 moderni<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">77 cacciasommergibili,<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">numerose unit\u00e0 costiere e fluviali e ausiliarie<\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un totale di circa <strong><span style=\"color: #008000;\">403.000 tonnellate<\/span><\/strong>, la marina sovietica era classificata settima nell&#8217;ordine mondiale subito dietro la Kriegsmarine. Inoltre, come accennato, c&#8217;erano altre 219 unit\u00e0 tra cui quattro navi e due incrociatori da battaglia, un incrociatore pesante e sette leggeri, 45 cacciatorpediniere e 91 sommergibili che si sperava di completare entro il 42\/43 con l\u2019aiuto italo tedesco. Componente importante della flotta era la forte aviazione di marina con base a terra dotata di 2581 aerei da combattimento di cui il 45% erano aerei da caccia, il 25% idrovolanti da ricognizione, il 14% bombardieri, il 10% di aerosiluranti e il 6% collegamento e trasporto una forza notevole in grado di assicurare la protezione alle basi e un forte appoggio alle operazioni navali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come qualit\u00e0 dei mezzi la caccia, basata su monoplani e biplani Polikarpov, era al limite dell\u2019obsolescenza come la componente da bombardamento su <strong><span style=\"color: #008000;\">Tupolev SB2<\/span> <\/strong>e quella da ricognizione su <strong><span style=\"color: #008000;\">Beriev MBR-2<\/span><\/strong>. Decisamente migliori erano gli aerosiluranti <strong><span style=\"color: #008000;\">Ilyushin DB-3<\/span><\/strong> e era iniziata la distribuzione di validi successori dato che erano stati ordinati numerosi aerei moderni di cui erano gi\u00e0 in distribuzione le prime aliquote, tra cui 73 caccia (MIG3 e Yak1) 20 bombardieri Petlyakov Pe-2, 18 idrovolanti Chetverikov Che-2, 27 GST (catalina americani costruiti su licenza) pi\u00f9 7 Beriev BE-2 catapultabili imbarcati.&nbsp;Il personale era considerato meglio addestrato della componente terrestre con la met\u00e0 dei piloti di bombardieri e siluranti e i tre quarti di quelli dei reparti da ricognizione abilitati al volo notturno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte III \u2013 continua<br><\/span><\/strong><br data-rich-text-line-break=\"true\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<br><br><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"sdms-quick-view__description\" style=\"text-align: justify;\"><bdi>in anteprima foto aerea della Luftwaffe del cantiere Baltic, Leningrado, che mostra una nave da battaglia classe Soviet Soyuz e un&nbsp; Chapayev class cruiser in costruzione &#8211; autore della foto sconosciuto (<\/bdi><bdi>Luftwaffe photographer) <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:BalticShipyard26June1941.jpg\">File:BalticShipyard26June1941.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/bdi><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50373\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50262\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50267\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50280\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50276\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: inherit;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"537\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/STORIA-NAVALE-RUSSIA-1200px-Gangut_battleship-1024x537.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90576\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/STORIA-NAVALE-RUSSIA-1200px-Gangut_battleship-1024x537.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/STORIA-NAVALE-RUSSIA-1200px-Gangut_battleship-300x157.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/STORIA-NAVALE-RUSSIA-1200px-Gangut_battleship-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/STORIA-NAVALE-RUSSIA-1200px-Gangut_battleship.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XX SECOLOAREA: RUSSIAparole chiave: Stalin, flotta russa &nbsp; Le realizzazioniNel periodo che va dal 1935 fino alla seconda guerra mondiale vennero formate le quattro flotte indipendenti (Mar Nero, Pacifico, Mare del Nord e Baltico), ed il numero di sottomarini divenne il maggiore al mondo. 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