{"id":49969,"date":"2020-12-07T00:41:34","date_gmt":"2020-12-07T00:41:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=49969"},"modified":"2023-06-14T14:06:02","modified_gmt":"2023-06-14T12:06:02","slug":"la-sfida-cinese-alla-potenza-navale-statunitense-di-renato-scarfi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49969","title":{"rendered":"La sfida cinese alla potenza navale statunitense &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO&nbsp;<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO&nbsp;<\/span><br><\/strong>parole chiave: Cina, flotta cinese<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da circa vent\u2019anni l\u2019Asia non \u00e8 solo il pi\u00f9 munito campo trincerato del globo ma, se si esclude la sempre importante flotta russa, \u00e8 stata la&nbsp;<em>nursery&nbsp;<\/em>che ha visto crescere esponenzialmente altre flotte, in particolare di Giappone, India e Cina.<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/251120-cina.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 251120-cina.jpg\" width=\"580\" height=\"446\">\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la seconda portaerei cinese, CNS Shandong, gioiello della marina entrata in servizio il 17 dicembre 2019 &#8211; Fonte @ Forze navali cinesi <\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 proprio per l\u2019assertivit\u00e0 dimostrata e per il volume (e qualit\u00e0) di naviglio messo in mare, che molti osservatori si soffermano sempre pi\u00f9 spesso su quest\u2019ultimo grande Paese, che non vuole pi\u00f9 rimanere rinchiuso all\u2019interno dei suoi confini geografici, ma che vuole diventare potenza (marittima) globale. Dopo aver spostato il baricentro economico mondiale, infatti, la Cina sta ora modificando il rapporto di forze nella regione Indo-Pacifico. La classe dirigente cinese, guidata da Xi Jinping, si sta quindi impegnando a fondo per il raggiungimento di questo traguardo, che permetterebbe a Pechino di rivaleggiare con la Marina pi\u00f9 potente del mondo, quella degli Stati Uniti, e di realizzare le proprie aspirazioni in merito alle questioni marittime dell\u2019area e, in prospettiva futura, del mondo.&nbsp;Appare, pertanto, utile effettuare alcune riflessioni in merito alla flotta cinese e ai relativi programmi navali, in modo da comprendere quanto siano reali le possibilit\u00e0 che ha Pechino di sfidare la potenza navale americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La flotta cinese<\/span><br><\/strong>Il miglioramento dei rapporti con la Russia favorito dalla dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica e, quindi, dal venir meno della gara per il primato nel mondo comunista, che la Cina non intendeva riconoscere al PCUS, ha permesso a Pechino di accedere alla tecnologia necessaria per iniziare lo sviluppo di una flotta moderna e competitiva.<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/sites\/default\/files\/pictures\/251120%20cina1.jpg\" alt=\"\" width=\"592\" height=\"366\">\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vladimir Putin incontra Jiang Zemin &#8211; Fonte The Presidential Press and Information Office<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Vladimir_Putin_with_Jiang_Zemin-9.png\">Vladimir Putin with Jiang Zemin-9.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2 dicembre 2002 il presidente russo <strong><span style=\"color: #008000;\">Vladimir Putin<\/span><\/strong> si \u00e8 recato in visita dal presidente <strong><span style=\"color: #008000;\">Jiang Zemin<\/span><\/strong> e al segretario generale del partito comunista cinese,<strong><span style=\"color: #008000;\"> Hu Jinta<\/span><\/strong>o e, nell\u2019occasione, \u00e8 stato ufficializzato l\u2019accordo circa l\u2019acquisto di armamento navale russo da parte di Pechino. Un accordo teso a soddisfare il desiderio cinese di acquisire sommergibili nucleari e navi di superficie pi\u00f9 moderne, oltre che ad assicurare consistenti trasferimenti di tecnologia verso la&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Zh\u014dnggu\u00f3 R\u00e9nm\u00edn Ji\u011bf\u00e0ngj\u016bn H\u01ceij\u016bn<\/em><\/span><\/strong>, letteralmente Marina dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione Cinese, allo scopo di creare un settore navale dagli alti contenuti tecnologici. Si trattava, tuttavia, solo dell\u2019ultimo tassello in ordine di tempo di un\u2019ormai consolidata cooperazione generale nel settore degli armamenti, che aveva gi\u00e0 permesso a Mosca di sostenere economicamente la propria industria bellica durante la crisi economica degli anni novanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo lo&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Stockholm International Peace Research Institute<\/em>&nbsp;(SIPRI)<\/span><\/strong>, infatti, nel periodo 1990-2001 la Cina ha speso circa 10,78 miliardi di euro in materiale di armamento e pi\u00f9 del 90% di questa cifra sarebbe arrivata in Russia. In particolare, tra le armi avanzate acquistate da Pechino ci sarebbero gli aerei da guerra russi <strong><span style=\"color: #008000;\">Sukhoi Su-27<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Su-30<\/span><\/strong>, due cacciatorpediniere classe \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Sovremenny<\/span><\/strong>\u201d da 6.200 t (armate con missili antinave supersonici), che avevano rappresentato l\u2019ossatura della&nbsp;<em>Voenno-morskoj flot<\/em>&nbsp;e quattro sottomarini convenzionali classe \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Kilo<\/span><\/strong>\u201d. Dal 2003 in poi Pechino, grazie a importanti investimenti e al trasferimento di tecnologia, pur continuando a importare armamenti dall\u2019estero per cifre considerevoli, ha cominciato a progettare e costruire navi per conto proprio. Una spinta industriale di enormi proporzioni che ha portato la Cina a diventare anche paese esportatore di tecnologia navale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per dare un\u2019idea dell\u2019impegno cinese basti pensare che nel 2018, durante un\u2019audizione parlamentare, l\u2019allora capo di stato maggiore della&nbsp;<em>Marine Nationale<\/em> ammiraglio Christophe Prazuk, aveva affermato che Pechino, nel corso dei precedenti quattro anni, aveva costruito navi militari per l\u2019equivalente di tutta la flotta francese.&nbsp;Crescita enorme confermata da uno degli ultimi rapporti del Pentagono sulle capacit\u00e0 militari marittime cinesi<sup>1<\/sup>, dal quale risulta che la Marina \u00e8 diventata la Forza Armata pi\u00f9 importante della Cina e che numericamente \u00e8 ormai la prima forza navale del mondo, avendo in servizio circa 350 unit\u00e0 contro le \u201csole\u201d 293 della&nbsp;<em>U.S. Navy<\/em>. Tuttavia, se consideriamo il tonnellaggio complessivo, gli Stati Uniti staccano di gran lunga la Cina, principalmente grazie alle undici portaerei da 100.000 t ciascuna. Ci\u00f2 nonostante, il Pentagono sottolinea come possa essere solo una questione di tempo per giungere a un equilibrio anche sotto questo aspetto. Non accontentandosi dei risultati raggiunti, questo ritmo forsennato nelle costruzioni navali \u00e8 proseguito, varando nel 2019 la nuova nave d\u2019assalto anfibio di Tipo 075D (foto precedente) da 40.000 t (simile alla statunitense&nbsp;<em>Wasp<\/em>) mentre una seconda \u00e9 nelle fasi finali di costruzione ed \u00e8 ultimamente iniziata la costruzione di una terza unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo prosegue a tamburo battente anche il programma di costruzione degli incrociatori Tipo 055 da 12.000 t circa per circa 180 m di lunghezza, il cui potentissimo e differenziato armamento consente non solo di assicurare un efficace ruolo di protezione di una grande unit\u00e0 (portaerei o unit\u00e0 anfibia), ma anche di essere un efficiente centro di comando in operazioni di gruppi di impiego di minor consistenza, risultando un formidabile elemento di potenza e deterrenza. Queste unit\u00e0 sono dotate, tra le altre, di capacit\u00e0 anti-sommergibile e di lancio di circa 130 missili antiaerei e antinave. La prima di queste, il&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Nanchang<\/span><\/strong>, \u00e8 entrata in servizio lo scorso gennaio 2020 mentre altri tre incrociatori, la cui costruzione \u00e8 iniziata in aprile (una unit\u00e0) e luglio (due unit\u00e0) 2018, stanno effettuando le prove in mare. Ulteriori quattro unit\u00e0 di questo tipo sono in vari stadi di preparazione. Altre cinque navi di vario tonnellaggio e capacit\u00e0 dovrebbero entrare in servizio a breve e, secondo il Pentagono, potrebbero essere dotate di missili antinave ma delle quali a oggi si ignorano le effettive prestazioni. Una certa importanza rivestono le unit\u00e0 subacquee, che comprendono sia sottomarini dotati di armamento nucleare e in grado di restare in agguato per lunghi periodi sia sommergibili convenzionali. Un insieme offensivo e difensivo ritenuto di discreta valenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito allo sviluppo di capacit\u00e0 navali, quindi, la Cina da tempo non sta lasciando nulla al caso e, dopo essere diventata un gigante economico, si sta proponendo come un gigante anche sui mari e sugli oceani del mondo, avendo ormai completato la transizione da Marina costiera a&nbsp;<em>blue water fleet<\/em>. In tale ambito, assumono particolare valore le portaerei, navi che permettono un\u2019effettiva proiezione di potenza.<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MARINA-CINESE-PLANS_Liaoning_CV-16_20221216_-_1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-CINESE-PLANS_Liaoning_CV-16_20221216_-_1.jpg\" width=\"640\" height=\"830\">\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Foto della portaerei Liaoning CV 16 ch, con altre quattro navi da guerra cinesi, fu intercettata in acque nipponiche dalle forze di autodifesa della marina giapponese il 15 dicembre 2022 &#8211; Fonte https:\/\/www.mod.go.jp\/js\/pdf\/2022\/p20221216_01.pdf Autore \u65e5\u672c\u9632\u885b\u7701\u30fb\u7d71\u5408\u5e55\u50da\u76e3\u90e8&nbsp;<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:PLANS_Liaoning_(CV-16)_20221216_-_1.jpg\"><strong>PLANS Liaoning (CV-16) 20221216 &#8211; 1.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;La prima unit\u00e0 entrata in servizio \u00e8 stata il <strong><span style=\"color: #008000;\">CNS Liaoning<\/span><\/strong>, di circa 60.000 t per 305 m di lunghezza. Si tratta di un\u2019unit\u00e0 ex-sovietica (la&nbsp;<em>Varyag<\/em>, classe \u201cAdmiral Kutznetsov\u201d), acquisita nel 1998, rinnovata e rimessa in servizio nel 2011. La seconda unit\u00e0 \u00e8 il&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">CNS Shandong<\/span><\/strong>&nbsp;(foto), di 305 m di lunghezza, prima unit\u00e0 di questo tipo costruita completamente dai cinesi. Con le sue 65.000t pu\u00f2 portare una quarantina di velivoli ed \u00e8 dotata di uno&nbsp;sky-jump&nbsp;e cavi d\u2019arresto per le operazioni aeree (<strong><span style=\"color: #008000;\">STOBAR<\/span><\/strong>)<sup>2<\/sup>. Dopo dieci mesi di prove in mare, lo scorso 29 ottobre ha completato i test e l\u2019addestramento basico ed \u00e8 ora pronta per l\u2019impiego operativo. Tuttavia, dato che queste prime due unit\u00e0 non offrivano le stesse capacit\u00e0 delle portaerei della&nbsp;U.S. Navy<em>,<\/em>&nbsp;nel 2015-2016 \u00e8 iniziata la costruzione di una terza portaerei cinese da 80.000 t con catapulta e cavi d\u2019arresto (<strong><span style=\"color: #008000;\">CATOBAR<\/span><\/strong>), sembra a propulsione nucleare. Dotata di catapulte elettromagnetiche, come quelle che la U.S. Navy sta montando sulle nuove portaerei classe \u201dGerald Ford\u201d, avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di far decollare pi\u00f9 aerei da combattimento in breve tempo, aumentandone la capacit\u00e0 operativa. In merito, \u00e8 in preparazione il nuovo caccia multiruolo denominato&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Shenyang<\/em>&nbsp;J-15T<\/span><\/strong>, derivato dal russo <strong><span style=\"color: #008000;\">Su-33&nbsp;<em>Flanker D<\/em><\/span><\/strong>. Diversamente dalle precedenti versioni imbarcate, quest\u2019ultimo velivolo presenta importanti modifiche, necessarie per operare da portaerei dotate di catapulta. La catapulta magnetica pu\u00f2 anche lanciare aerei ad ala fissa pi\u00f9 pesanti, come gli&nbsp;<em>early warning<\/em>, in grado di raccogliere informazioni sull\u2019area di interesse e agire come centro di comando aereo. La nuova portaerei dovrebbe avere una lunghezza di 320 m e dovrebbe imbarcare anche i nuovi bimotori turboelica&nbsp;<em>early warning<\/em>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">KJ-600<\/span><\/strong>. Il primo di questi velivoli ha effettuato il volo inaugurale lo scorso agosto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Come detto, la costruzione di tutte le nuove unit\u00e0 cinesi sta procedendo molto rapidamente<\/span><br><\/span><\/strong>In particolare, la nuova portaerei potrebbe essere varata intorno alla fine del 2020-inizio del 2021 in quanto i cinesi hanno preferito costruire i vari settori in diversi cantieri, inviando poi il tutto al cantiere di Jangnan per l\u2019assemblaggio finale. Ci\u00f2 ha permesso di ridurre sensibilmente i tempi di realizzazione. La data di entrata in servizio operativo di questa nuova unit\u00e0 dipender\u00e0 dall\u2019esito delle prove che verranno effettuate in mare una volta che avr\u00e0 finito la fase di allestimento.<br><strong><span style=\"color: #ffffff;\">L<\/span><\/strong><br>La <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione Cinese<\/span><\/strong> sta quindi diventando sempre pi\u00f9 moderna e flessibile e, negli ultimi due anni, ha messo in linea piattaforme multiruolo moderne, dotate di capacit\u00e0 antinave, antiaeree e antisommergibile avanzate. Ma ci\u00f2 che preoccupa maggiormente in prospettiva futura \u00e8 la politica marittima cinese, che si \u00e8 fatta pi\u00f9 assertiva nelle sue dispute territoriali con i vicini (India, Taiwan, Mar Cinese meridionale, Giappone, ecc\u2026), supportata da una Marina da potenza marittima, con un atteggiamento aggressivo, un crescente numero di unit\u00e0 navali (in termini di tonnellaggio e capacit\u00e0 complessive oltre che nel numero e nella dislocazione delle basi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sostanza, la postura della flotta cinese appare indirizzata alla proiezione di potenza e alla possibilit\u00e0 di acquisizione e controllo delle aree marittime di interesse strategico<\/span><\/strong> (vedi <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/44014\">articolo<\/a>), come dimostrano le recenti esercitazioni navali cinesi, caratterizzate da attivit\u00e0 di assalto anfibio, svoltesi dal 1 al 5 luglio scorsi nelle acque comprese tra l\u2019isola di Hainan e l\u2019arcipelago delle isole Paracelso (sottratto al Vietnam nel 1974 e ancora oggetto di contenzioso). Un chiaro segnale che fa comprendere come Pechino non abbia alcuna intenzione di ammorbidire il suo approccio in quelle acque.&nbsp;La flotta appare quindi proiettata verso un assetto in grado di rispondere pienamente alla nuova politica marittima cinese, con la possibilit\u00e0 di effettuare missioni di \u201cpresenza navale\u201d anche in aree non consuete per Pechino, quali quelle sudamericane, quelle africane o in Mediterraneo, con una crescente capacit\u00e0 di esercitare una pressione marittima in linea con gli obiettivi di politica estera del Celeste Impero.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/scarfi-1024x897-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 scarfi-1024x897-1.jpg\" width=\"258\" height=\"300\">Renato Scarfi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 \u201cPeace looks fragile in Asia\u201d, di Paul Dibb, uno dei massimi esperti militari del Pacific Rim e direttore del Centro per gli Studi Strategici di Camberra, sull\u2019International Herald Tribune 19 giugno 2002 (articolo ripreso anche dal New York Times)<\/p>\n<p>2 Peter Frankopan, Le nuove vie della seta, Mondadori, 2019, pag. 104<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/stabilit%C3%A0-precaria-nellindo-pacifico?fbclid=IwAR2cUbgovoKXEo9h0nMODm9t7cDOF1w_HDAHxNiurBrDlr1QH2mhntkuiXE\">articolo pubblicato originariamente su Difesaonline<\/a><br><br><br>Foto: MoD People&#8217;s Republic of China \/ ASEAN \/ DFAT \/ Indian Navy \/ JMSDF \/ Valdai Club Foundation \/ web \/ U.S. Navy<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50168\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a><br><a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50170\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br><a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/50175\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"830\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MARINA-CINESE-PLANS_Liaoning_CV-16_20221216_-_1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-93941\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MARINA-CINESE-PLANS_Liaoning_CV-16_20221216_-_1.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MARINA-CINESE-PLANS_Liaoning_CV-16_20221216_-_1-231x300.jpg 231w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: GEOPOLITICAPERIODO: XXI SECOLO&nbsp;AREA: OCEANO PACIFICO&nbsp;parole chiave: Cina, flotta cinese. 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